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Corriere della Sera - 16 12 2017

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SABATO 16 DICEMBRE 2017
In Italia (con “Io Donna”) EURO 2,00
www.corriere.it
Milano, Via Solferino 28 - Tel. 02 62821
Roma, Via Campania 59/C - Tel. 06 688281
Servizio Clienti - Tel. 02 63797510
mail: servizioclienti@corriere.it
FONDATO NEL 1876
La salma a Cuneo
Torna la regina Elena
Si divide casa Savoia
Le idee
Domani
Se una bambola
diventa una figlia
da adottare
di Teresa Ciabatti
nel supplemento
di Enrica Roddolo
a pagina 26
I calcoli dei partiti
LE ILLUSIONI
SUL VOTO
DI MARZO
Il banchiere racconta l’incontro a casa Boschi
Il sostegno di Gentiloni: candidata con il Pd
● GIANNELLI
CONFLITTI E INTERESSI
E vinse su tutto
la bottega aretina
di Aldo Cazzullo
È
continua a pagina 28
di Gian Antonio Stella
«M
a come, mettete in
dubbio la mia
parola?»: lo stupore di Boschi
lascia stupiti. Avrebbe usato le
stesse parole se si fosse
trattato di un ministro
leghista, grillino o
berlusconiano?
a pagina 28
di Francesco Verderami
La maledizione del credito
S
trano paradosso per una forza di sinistra
perdere consensi a causa delle banche:
come nel 2013 la crisi di Mps costò a Bersani
la «non vittoria» e il suo ingresso a palazzo
Chigi, il crac di Etruria rischia di
trasformare Renzi in un Dorando Pietri a
pochi passi dalle urne.
continua a pagina 6
La rete dei complici di Igor
Il killer di Budrio uccide altre 3 persone, preso in Spagna. Estradizione in forse
di Giusi Fasano
È
stato arrestato in Spagna
Norbert Feher, noto come
Igor il russo. Ma prima che gli
venissero messe le manette ai
polsi ha ucciso
ancora: due agenti e il proprietario
di un ranch. Era
ricercato in Italia
e all’estero per gli
omicidi del barista di Budrio (Bologna) Davide
Fabbri e della guardia ecologica
volontaria Valerio Verri. Igor aveva una rete di complici.
alle pagine 2 e 3 Fulloni
«NuovaLuxottica
quotataaMilano
erilancioloIeo»
di Maria Silvia Sacchi
L
IL RACCONTO
Sangue, ferocia:
l’ultima fuga
di Marco Imarisio
L’attrice Cristiana Capotondi, 37 anni, in una scena del film «Nome di donna» di Mainardi e Giordana
E
ccolo l’ultimo rifugio di
Igor. Il posto si chiama El
Ventorrillo. E ci sono ancora le
chiazze di sangue davanti
all’ingresso del Mas del Saso,
un casolare abbandonato di una
storica famiglia di allevatori.
Nina rompe il silenzio
L’eroismo quotidiano
di Pierluigi Battista
A
giugno, nel lancio di inizio ripresa di «Nome
di donna», avevano accennato a un grande e
non specificato «segreto» che funestava
l’apparentemente placida routine di una clinica
privata per anziani immersa nella bassa
Lombardia.
continua a pagina 23
a pagina 2
S
❞
LEONARDO DEL VECCHIO
Le molestie tra la gente comune Film con Cristiana Capotondi
di Massimo Gramellini
9 771120 498008
da pagina 5 a pagina 9
Bozza, Fubini, Marro,
L.Salvia, Trocino
● SETTEGIORNI
L’arresto Il criminale aveva contatti dalla Serbia alla Francia: hanno coperto una latitanza di 8 mesi L’INTERVISTA
IL CAFFÈ
71 2 1 6>
Vincenzo Consoli, l’ex ad di
Veneto Banca davanti alla
commissione racconta l’incontro in casa Boschi: parlammo di Etruria, l’ex ministra
c’era ma non aprì bocca. E il
presidente della commissione
banche Pier Ferdinando Casini
parla di «veleni da campagna
elettorale. Io resto concentrato
sui risparmiatori». Il premier
Gentiloni: Boschi sarà candidata.
ANGELO TURETTA
un’allegria di
naufragi, quella che
pervade la politica
italiana. L’idea che
il voto di marzo
conti poco, perché tanto fra
tre mesi si rivota, è
fuorviante e pericolosa.
Proprio come l’illusione che
si possa stare anche un
anno senza governo, senza
che nulla accada. Si parla
del precedente spagnolo;
che però non esiste, almeno
non nel senso in cui lo si
evoca in Italia. È vero che la
Spagna è rimasta sei mesi,
tra il Natale 2015 e il giugno
2016, con un esecutivo in
carica solo per il disbrigo
degli affari correnti,
formula vaga che può voler
dire niente o tutto. Ma il
ritorno alle urne non ha
dato al Paese una
maggioranza, bensì un
accordo. Rajoy non governa
grazie a una maggioranza
parlamentare che non ha,
ma grazie al sostegno dei
socialisti; che si è fatto più
saldo da quando è insorta
l’emergenza catalana.
Più che una grande
coalizione legata dalla virtù
e dall’interesse nazionale, la
Spagna si regge su un’intesa
dovuta alla necessità e
all’interesse di partito: in
eventuali elezioni anticipate
si rafforzerebbe il premier,
garante dell’unità
nazionale, e il Psoe
rischierebbe di scendere
sotto quel 20% che pare
ormai diventata la soglia dei
partiti riformisti d’Europa.
Non si vede come in Italia
una seconda campagna
elettorale possa cambiare i
rapporti di forza. Senza
considerare che il
presidente della Repubblica
farà di tutto, non per sua
personale ostinazione ma
per fedeltà alla Carta
costituzionale, pur di dare
al Paese un governo.
ANNO 142 - N. 297
iamo qui, davanti al tribunale del Politicamente Corretto, allo scopo di giudicare l’imputato Zalone Checco, accusato dalla comunità gay di grettezza, oltraggio e tentata ricostituzione del partito
fancazzista per essersi permesso di pronunciare l’espressione «frocio» durante
una parodia televisiva della canzone Kiss
me Licia di Cristina D’Avena. Nel dare fiato
alla parola proibita lo Zalone ha sorriso,
come fanno i bambini quando sanno di dire qualcosa di trasgressivo. Era quindi nel
pieno possesso delle sue facoltà mentali di
saltimbanco smanioso di suscitare una reazione negli spettatori.
Chiedo alla giuria di abbandonare lo stato di indignazione permanente in cui vive
e di osservare la questione con la stessa lucidità di chi l’ha creata. Ogni testo dipende
Kiss me Checco
dal contesto: il «frocio» canticchiato sul
palco da un comico non è identico a quello
pronunciato per strada da un energumeno
armato di mazza. E sarebbe disonesto, e un
po’ ricattatorio, affermare che l’energumeno viene legittimato dal comico. Se esiste
una speranza che l’energumeno posi la
mazza e cominci a rispettare gli altri, questa passa dall’effetto terapeutico del riso.
Un grande comico costringe il pubblico a
specchiarsi nei tabù della sua epoca. La risata non sale al cervello, ma scende direttamente nel cuore e lo lava dalle incrostazioni del perbenismo. Propongo perciò di
condannare l’imputato Zalone Checco ai
lavori forzati televisivi, mandandolo in onda ogni sera fino a quando il potenziale
eversivo delle parole proibite si sarà dissolto in un gigantesco sghignazzo.
eonardo Del Vecchio
rinnova le cariche ai vertici
di Luxottica: esce
l’amministratore Massimo
Vian e le sue deleghe
passeranno allo stesso Del
Vecchio e a Francesco Milleri.
Poi l’annuncio: «Oltre che a
Parigi, Essilor-Luxottica sarà
quotata anche a Milano». E
dice al Corriere: «Pronta una
Fondazione per il rilancio
dello Ieo. Lascerò solo quando
avrò realizzato tutto ciò che
ho in mente».
a pagina 13
LO STATUTO
Mediaset cambia
per «blindarsi»
di Federico De Rosa
a pagina 44
2
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
#
Primo piano L’arresto
❞
Ho fatto le condoglianze a Mariano Rajoy per i due agenti e per il cittadino
spagnolo uccisi. Il mio pensiero va alle vittime di Budrio e alle loro famiglie
Paolo Gentiloni presidente del Consiglio
Inun’altrasparatoriamuoionodueagentieunallevatore:credevanoditrovarsidifronteaunsemplicerapinatore
Lafugasull’autodellavittima.OttomesifaassassinòunbaristaeunaguardiaecologicainEmilia.Estradizionesospesa
Uccide tre uomini, poi l’incidente
Così Igor è stato preso in Spagna
Allerta
Presidio
armato
nelle strade
a nord
di Valencia,
in Spagna,
durante
la caccia
al killer serbo
fuggito
dall’Italia e che
il 14 dicembre
ha ucciso tre
persone, due
agenti e un
allevatore
dal nostro inviato Marco Imarisio
TERUEL Il posto si chiama El Ventorrillo, la bettola, e sarebbe anche un bel posto di campagna,
se non ci fossero quelle chiazze di sangue, proprio qui davanti all’ingresso del Mas del Saso,
un casolare abbandonato di proprietà degli
Iranzo, una storica famiglia di allevatori e sindacalisti della Unìon de Agricoltores Y Ganaderos de Aragón. Ce ne sono tre, distanti un paio
di metri l’una dall’altra, disposte quasi a triangolo sullo sterrato polveroso di fronte a un rudere sventrato, al quale manca metà del soffitto
e una intera parete esterna.
La prima, davanti a una delle due porte della
facciata ancora intatta, copre un gradino di pietra e appartiene a José Luis Iranzo, 39 anni, una
moglie e un bimbo di pochi anni. Alle 18 di
mercoledì era uscito dalla sua casa di Andorra,
un paesino di seimila abitanti, del quale era
presidente della cooperativa locale. Si era fermato ad Alcaniz davanti alla caserma della
Guardia Civil e aveva caricato sul suo pick up
Triton Mitsubishi gli agenti Víctor Romero
Pérez, 30 anni, anche lui appena diventato padre, e Víctor Jesus Caballero Espinosa, 38 anni.
Sono due agenti del Roca, la sezione che si occupa dei furti nelle fattorie, soprattutto quelli
di bestiame. Partono per l’altipiano sopra Teruel, laddove un tempo sorgeva la città mineraria. La bettola doveva essere una specie di posto
ristoro, oggi è soltanto una delle poche abitazioni di una pianura brulla e spazzata dal vento,
che si distende a perdita d’occhio fino all’orizzonte dominato dal monte Javalambre. La provincia di Teruel è una delle aree più desolate
della parte meridionale dell’Aragona, che già di
suo è una delle regioni meno abitate di Spagna.
I tre uomini stanno facendo il solito giro. I
gendarmi sono in borghese, armati solo delle
loro pistole d’ordinanza nelle fondine. Non
sanno, non possono sapere. Nelle due settimane precedenti ci sono state alcune incursioni in
fattorie della zona. Non è il solito furto di bestiame per i quali è nato il Roca. Qualcuno entra
di notte nelle proprietà altrui e cerca di rubare
più cibo che può. Una volta è sparita addirittura
la ciotola dalla cuccia di un cane. L’animale è
stato ammazzato con un colpo di pistola alla testa. Lo scorso 5 dicembre Manuel Andreu, un
contadino di settant’anni, si è preso una pallottola in pancia mentre stava armeggiando con il
fabbro per sistemare la serratura di un suo casale disabitato ad Albalate de Arzobispo, il paese più vicino all’altipiano. Un uomo, «molto alto, dallo sguardo fisso», è uscito da una finestra
al pianterreno. Ha sparato due colpi, ferendo a
un braccio anche l’operaio, ed è fuggito a piedi.
I due uomini del Roca non sanno davvero
nulla di Norbert Feher detto Ivan il russo, non
sanno dei due uomini ammazzati come cani lo
scorso aprile, il barista di Budrio Davide Fabbri
e la guardia ecologica Valerio Verri. Non sanno
1600
Chilometri
La distanza che
separa il luogo
dell’ultimo
delitto in Italia
e quello
in Spagna
2
Pistole
Le Beretta che
il killer serbo ha
sottratto agli
agenti spagnoli
dopo averli
uccisi
di quel mese di surreale caccia all’uomo fatta
dai Carabinieri nella bassa ferrarese, dove la
cattura dell’assassino sembrava ogni giorno cosa fatta, peccato a che a sera si trovava sempre
qualche casolare caldo, qualche giaciglio di fortuna, e mai lui. Questa invece è una altura ancora più fuori dal mondo, dove alle otto di sera del
giorno dopo c’è solo buio e nessuna luce nei
dintorni, e si sentono solo cani che abbaiano in
lontananza e neppure il rumore di un’auto che
passa. Così José Luis Iranzo si avvicina alla porta
del rudere accompagnato dai due agenti. Pare
che siano stati ammazzati tutti e tre da colpi
sparati dall’interno, a distanza ravvicinata,
massimo un paio di metri. Erano padri, mariti,
esattamente come le vittime italiane. Quella era
la tana del lupo che si era venuto a rifugiare in
un altro posto fatto di silenzi e case sparse e
crollate, proprio come i dintorni di Portomaggiore sette mesi fa. Feher ha scaricato la sua pi-
I volti
Una serie
di look diversi
di Norbert
Feher, nato
nel Nord
della Serbia:
l’uomo
utilizzava
anche una
serie di nomi
fasulli. Nella
foto grande
a sinistra, il
killer balcanico
dopo essere
stato fermato
dai poliziotti
spagnoli
la notte tra
giovedì e ieri
stola, che secondo fonti investigative italiane
potrebbe essere quella usata anche per uccidere Fabbri. Sfila le Beretta dalle cinture dei due
gendarmi, sale sul pick up verde di Iranzo. E
sparisce, un’altra volta.
Ma l’epilogo è diverso da quello italiano. La
zona viene circondata, da Madrid arriva l’equivalente delle nostre teste di cuoio. L’assassino
resta fermo a lungo, nascosto da qualche parte.
In sette ore di fuga percorre infatti soltanto 85
chilometri. Lo catturano alle 2.50 della notte,
ed è quasi una operazione di soccorso. Mentre
guidava verso sud sulla A-226, la statale che attraversa l’Aragona, all’altezza del paese di Cantavieja esce di strada. Forse ha avuto un colpo di
sonno, di certo c’è che nessun altro veicolo è rimasto coinvolto nell’incidente. A due chilometri di distanza lo aspettava un posto di blocco.
Gli uomini della Guardia Civil lo trovano intontito, quasi esanime. Sul sedile accanto ci sono le
tre pistole. È finita.
La leggenda di Igor il russo non è mai cominciata, né dovrebbe farlo ora. Non c’è epos, nella
sua fuga. Appare smagrito e smunto, gli investigatori italiani che arriveranno questa mattina
sostengono che avrà perso almeno dieci chili.
La sua non è stata vita ma sopravvivenza, un uomo ridotto allo stato animale che per sfuggire a
quel che gli spetta è finito in uno dei luoghi più
remoti d’Europa. Lo cercavano a Malaga, a settecento chilometri da qui. Che sia stata solo fortuna pagata a caro prezzo o altro, adesso è nella
caserma di Alcaniz, dove resterà fino a domenica mattina, quando lo porteranno in tribunale
dove potrebbe essere interrogato in videoconferenza anche dall’Italia. Ma l’estradizione appare ovviamente difficile, ha ucciso e ferito anche qui. Poco importa. Al suo complice Ivan
Pajdek confidò che sarebbe morto piuttosto di
tornare in carcere perché quei pochi mesi trascorsi nel penitenziario di Ferrara erano stati
l’esperienza peggiore della sua vita. Invece ci rimarrà per sempre. Giusto così.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La moglie del commerciante
La figlia del volontario ambientale
«Merita una pena esemplare
Ma il mio dolore non finirà mai»
«Ha ammazzato altre persone
Non riesco proprio a gioire»
«L
«L
ui è vivo ma mio marito non c’è più. E ora ci sono
altri tre morti». Maria Sirica, la vedova del barista di
Budrio Davide Fabbri ucciso la sera del 1° aprile da
Igor durante una rapina, è dietro il bancone. Gli occhi
arrossati, racconta che « vivere così, con questo dolore
addosso, è sempre più dura e io non so se ce la faccio a tirare
avanti».
Maria, come ha saputo della cattura?
«Me lo ha detto un amico di Davide che sta in Spagna, lo ha
sentito alla radio e mi ha inviato subito un messaggino. Io
non ci credevo... Mi sembrava impossibile fosse all’estero. Ma
come, dopo tutte quelle ricerche?».
Adesso come si sente?
«Peggio di prima. Sto male. È finito l’incubo di Igor, ma so
che non finirà mai il mio dramma. Ogni notte sogno quello
che è accaduto quel maledetto giorno. Lui è riuscito ad
ammazzare nuovamente, spero che gli diano una pena
esemplare».
A. Full.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
a cattura in Spagna di quel maledetto che ha
assassinato mio padre non mi fa certo gioire. Non
ne ho alcun motivo, se non altro perché è costata la
vita ad altre tre persone. Due poliziotti e un civile. Il mio
pensiero va a loro». Francesca Verri, 29 anni, impiegata, è la
figlia di Valerio, la guardia ecologica uccisa da Igor durante un
pattugliamento antibracconaggio a Portomaggiore, nel
Ferrarese, la sera dell’8 aprile. Mentre rincasa dal lavoro,
racconta che «come mio fratello Emanuele, desideravo
moltissimo che venisse preso, ma ora mi sento svuotata:
è come se rivivessi ancora lo stesso terribile dolore successivo
a quella tragedia che mi ha tolto papà».
Lei ha sempre sostenuto che la morte di suo padre si
poteva evitare. Perché?
«Lui era in giro per dei normali controlli antibracconaggio.
Volontario, non armato. Aveva in tasca un semplice coltellino
usato per tagliare le reti da pesca. Nessuno lo aveva avvertito
che stava dando la caccia a un assassino».
Alessandro Fulloni
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PRIMO PIANO
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
❞
L’arresto è un risultato che dimostra quanto sia importante la collaborazione
e la trasmissione di informazioni tra i Paesi per contrastare la criminalità
Le tappe
Andrea Orlando ministro della Giustizia
gli spostamenti
Il killer riceve appoggio logistico da:
Un boss della droga a Malaga
Tre ragazze a Valencia e Madrid
Altri soggetti
Albalate
del Arzobispo /Andorra
Diverse persone
denunciano di essere state
derubate: il ladro agisce
solo di notte.
Inizia a circolare
un primo identikit
SPAGNA
3
Madrid
4 5
BOLOGNA Un giorno di fine
estate un informatore da sempre attendibile si presentò dal
suo uomo di riferimento. Aveva una notizia su Igor il russo.
O almeno così diede a intendere. «Avete mai controllato i
pullman di pellegrini che
escono dall’Italia per andare a
Lourdes o Medjugorje?» chiese. Era un modo per dire e non
dire, come fanno spesso gli informatori: per far sapere che,
stando alle sue fonti, l’uomo
più ricercato d’Italia se n’era
andato dal Paese mescolato ai
fedeli diretti da qualche parte
oltre confine.
«Perché no? Ci sta», dice un
investigatore che sta lavorando su quell’ipotesi. «Che sia
davvero andata così o in un altro modo spero che lo sapremo presto, ora che è stato catturato».
L’uomo che si faceva chiamare Igor il russo — che poi
non si chiama Igor ma Norbert
Feher e non è russo ma serbo
— domattina sarà per la prima
volta davanti alla giustizia spagnola per l’udienza di convalida del suo arresto. Può darsi
che faccia scena muta o magari decide di raccontare nei dettagli la sua vita da fuggitivo.
Ma che lui collabori o no ci sono buone chance, adesso, per
ricostruire spostamenti, azioni, appoggi di questi otto mesi
e mezzo di fuga da Budrio (Bologna) a Teruel, in Spagna. Com’è arrivato laggiù? Qual è stata la rete dei contatti usati per
muoversi, vivere alla macchia
e comunicare?
La meta spagnola
Fra l’omicidio del barista Davide Fabbri a Budrio e quello
della guardia ecologica Valerio
Verri a Portomaggiore (Ferrara), il pubblico ministero Marco Forte è andato in carcere a
interrogare Ivan Pajdek, croato
AUSTRIA
FRANCIA
Bologna
Contatti con
un falsificatore
di documenti
UNGHERIA
Il killer
ha la sua
Belgrado
vecchia rete
SERBIA
di contatti
serbi
Roma
6 7
Portomaggiore (Ferrara)
Norbert/Igor spara
e uccide la guardia
ecologica volontaria
Valerio Verri e ferisce
l’agente di polizia
provinciale Marco
Ravaglia
20 febbraio 1981
Subotica
Nasce Norbert Feher.
La vicinanza
con l’Ungheria lo aiuta
ad avere diversi
contatti nel Paese
ITALIA
Mar Mediterraneo
Andorra
Due agenti
della Guardia Civil
e un pastore
vengono uccisi
con colpi di arma
da fuoco
dalla nostra inviata
Giusi Fasano
8 aprile 2017
Intermediari
tra Igor e la sua
famiglia in Serbia
1 2
14 dicembre 2017
La ricostruzione
Marco Minniti ministro dell’Interno
Budrio (Bologna)
Feher, che diventa
famoso col nome
di «Igor il russo»,
uccide il barista
Davide Fabbri
Albalate del Arzobispo
Due persone vengono ferite da un ladro
sorpreso nel loro casale di campagna
#
Con la cattura del killer serbo è stato rispettato un piccolo patto d’onore con i
familiari che oggi è giunto a compimento
1º aprile 2017
i contatti
5 dicembre 2017
6-13 dicembre 2017
❞
3
500-600
14 dicembre 2017
Cantavieja /
Mirambel
Il killer fugge
con la Mistsubishi
del pastore: ha anche
le due pistole
degli agenti uccisi
15 dicembre 2017
Teruel
Alle 2.50 di notte
il killer viene arrestato
dopo un incidente
stradale
WhatsApp a Vienna
e il boss di Malaga
La rete in Europa
del killer fantasma
259
Giorni
Per quanto
tempo è
fuggito il killer
serbo prima
della cattura
5
ed ex complice di Igor in vecchie rapine nel Ferrarese. Il
detenuto arriva al colloquio e
attacca: «Se vi scappa cercatelo in Spagna, è lì che ha sempre detto di voler andare».
In effetti la Spagna è emersa
moltissime volte nella rete dei
suoi contatti più frequenti,
vecchi e recenti. Erano di Valencia le due ragazze alle quali
scriveva dal carcere nei suoi
otto anni di detenzione per rapina. Viveva in Spagna una terza ragazza, cubana, che era un
altro dei suoi punti di riferimento. Nel 2016 postava su Facebook fotografie proprio da
Valencia. E poi Madrid: un mese fa un ragazzo lo segnalò nei
pressi dell’aeroporto al gruppo
«Amici di Davide Fabbri».
Ma nelle ricostruzioni fatte
fin qui dalla Procura di Bologna (diretta da Giuseppe Amato) e dai carabinieri del Ros e
del Nucleo operativo c’è un
contatto più recente e più importante: un grosso trafficante
di droga che vive a Malaga e fa
la spola fra l’Italia e la Spagna.
A portare gli inquirenti da lui è
stato un uomo, italiano, che ha
condiviso la cella con Igor e
che nei mesi scorsi, dopo aver
raccontato le prodezze da
Rambo dell’amico serbo, è improvvisamente sparito. Destinazione Malaga, appunto. La
droga, però, non è mai stata
nei piani criminali del serbo e
anche qui la chiave di lettura
arriva dagli informatori: l’uomo di Malaga, raccontano, si è
sempre servito di guardaspalle
serbi, proprio gente come
Igor.
Gli amici austriaci
L’Austria è un altro dei Paesi in
cui vivono diverse persone sulle quali Igor ha potuto contare.
Soprattutto un tizio che, come
Le persone controllate in questi
mesi dalle autorità italiane perché
sospettate di avere contatti
con il killer
CdS
lui, è nato e cresciuto a Subotica, in Serbia.
Gli inquirenti sono convinti
che in questi mesi di latitanza
Igor abbia comunque fatto arrivare messaggi alla sua famiglia e ai suoi amici serbi usando come canale alcuni intermediari. E le indagini avrebbero individuato il meccanismo.
Che sarebbe questo: dalla zona
di Vienna qualcuno mandava
messaggi via WhatsApp a una
persona serba che fa parte della cerchia di conoscenti/parenti/amici di Igor. Avuto il
messaggio, il ricevente si metteva in viaggio (su un pullman) in direzione dell’Austria
e lì si incontrava con il presunto intermediario che, appunto, è anche lui di Subotica. La
spola Serbia-Austria si è ripetuta più volte, sempre con
queste modalità.
Anche in Ungheria risulterebbe una rete di contatti riconducibili a Igor e ai suoi parenti in Serbia, ma per quel Paese era pronta e non ancora
avviata la rogatoria internazio-
● Le tre vittime
spagnole sono
gli agenti Víctor
Romero Perez,
30 anni di
Calanda (nella
foto sotto il
primo a
sinistra) e il
collega Víctor
Jesús
nale. Sono in corso da mesi,
invece, attività di indagine e
collaborazione con Spagna,
Serbia, Austria e Francia.
Caballero,
38enne di
Cadice (di
fianco)
I falsari di documenti
● La terza
vittima è il
pastore José
Luis Iranzo, 39
anni, papà di un
bimbo (foto
sopra, a destra)
Vittime
● La caccia al
killer serbo in
Spagna è
partita quando
il 14 dicembre
uccide due
agenti in
borghese con
giubbotti
antiproiettile e
un pastore che
li aveva
accompagnati
perché
conosceva
bene la zona
Morti
Quante vittime
ha provocato
Igor dallo
scorso aprile
fino a ieri
Su Corriere.it
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e dal mondo
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www.corriere.it
Sul versante francese le tracce
seminate da Igor o dalla sua
rete di contatti portano a un
gruppo di falsificatori di documenti, gente che creava passaporti fasulli e che in passato ha
avuto per questo condanne
pesanti. Uno di loro è ancora
oggi in carcere.
In tutt’Europa, durante la gigantesca caccia all’assassino
serbo, sono state fra 500 e 600
le persone controllate, intercettate, perquisite, pedinate,
sentite a verbale. Una squadra
di carabinieri era da mesi fissa
in Spagna.
La pista era quella buona,
adesso è una certezza. «I dadi
sono lanciati, vediamo cosa
esce» disse il pm Forte a inizio
inchiesta. I dadi adesso sono
fermi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
4
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
#
Comodo pagare così
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5
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
#
Primo piano Il caso banche
Consoli: «Io a casa Boschi, ecco come andò»
L’ex ad di Veneto Banca in commissione: parlammo di Etruria, l’ex ministra c’era ma non aprì bocca
E nell’audizione (secretata) parla del prestito da 7,6 milioni dato a Verdini: a ripagarlo fu Berlusconi
La vicenda
● Giovedì
scorso ,
ascoltato dalla
commissione
parlamentare
d’inchiesta,
il presidente
di Consob,
Giuseppe
Vegas, ha
raccontato
di un incontro
con Maria
Elena Boschi
nel 2014
● L’allora
ministra per le
Riforme del
governo
Renzi— a detta
di Vegas — gli
espresse
«preoccupazione, perché
c’era
la possibilità
che Banca
Etruria venisse
incorporata
dalla Popolare
di Vicenza»
● Le rivelazioni
hanno
innescato
una bufera
politica,
con una nuova
richiesta
di dimissioni
di Boschi da
parte del M5S
● Ieri Vincenzo
Consoli, ex ad
di Veneto
Banca, sempre
ascoltato dalla
commissione,
ha raccontato
di un incontro
a casa Boschi,
al quale
parteciparono
sia la ministra
sia suo padre
Pierluigi, allora
vicepresidente
di Etruria
Renziana
Maria
Elena Boschi,
36 anni
non era sapere perché la Banca
d’Italia indicasse a entrambe
gli istituti la Popolare di Vicenza come partner». Bensì, «capire se i vertici di Arezzo si dimettevano». Consoli dice che, dopo quell’incontro, non ha visto
più i Boschi, né il padre, né la
figlia. E di aver avuto solo una
telefonata con Pier Luigi «dove
mi disse di aver parlato con
qualcuno della vigilanza di
Banca d’Italia» a proposito della fusione con Vicenza.
Il racconto di Consoli si aggiunge a quello fatto il giorno
prima dall’allora presidente
della Consob Giuseppe Vegas,
che aveva visto la stessa Boschi.
Sul punto Davide Zoggia — Liberi e Uguali, gli scissionisti del
Pd — chiede che la commissione senta la stessa Boschi. Mentre il ministro dello Sviluppo
economico, Carlo Calenda,
punta il dito contro il presidente della Consob: «L’idea che la
commissione di inchiesta sulle
banche diventi la commissione
di inchiesta sulla Boschi — dice a L’aria che tira su La7 — mi
sembra una roba assurda». E
ancora: «Vegas è riuscito a distrarre l’attenzione da quelle
che sono le sue responsabilità
e sono responsabilità vere».
Consoli racconta anche di
aver cercato l’allora presidente
È il 19 aprile del 2014, il
sabato di Pasqua. La casa, ad
Arezzo, è quella della famiglia
di Maria Elena Boschi. Ci sono i
vertici di Veneto Banca e Banca
Etruria. I due istituti di credito
sono nelle stesse acque: hanno
ricevuto una lettera dalla Banca
d’Italia in cui sono invitati ad
aggregarsi con «partner di elevato standing». Per Veneto
Banca ci sono il presidente Flavio Trinca e l’amministratore
delegato Vincenzo Consoli. Per
Etruria il consigliere di amministrazione Pier Luigi Boschi,
padre di Maria Elena, e il presidente Giuseppe Fornasari. All’incontro partecipa anche l’allora ministro della Riforme.
A raccontare l’episodio è uno
dei presenti, l’allora ad di Veneto Banca Consoli, indagato dalla procura di Treviso, ascoltato
ieri dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. È lui a confermare la presenza dell’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio: «Per un quarto d’ora, nel
quale non proferì parola, dopo
di che si alzò e andò via». A cosa serviva l’incontro? Lo riferisce sempre Consoli che, essendo indagato per fatti connessi,
non è stato ascoltato in sede testimoniale e quindi non era tenuto a dire la verità: «Lo scopo
ROMA
L’intervista
Le polemiche
I bersaniani: sia sentita
anche la sottosegretaria
Calenda: l’inchiesta non
può essere su di lei
Visco». E parla anche del prestito da 7,6 milioni di euro concesso da Veneto Banca a Denis
Verdini. «Fu dato con la garanzia di uno degli uomini più ricchi d’Italia. Non faccio nomi
ma fu da quest’ultimo pagato e
chiuso». Alle domande dei
parlamentari sull’identità del
garante la seduta viene secretata. A microfoni spenti Consoli
conferma che si tratta di Silvio
Berlusconi.
Lorenzo Salvia
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● Il caso
Il numero di Vegas dato da Denis
di Enrico Marro
Cominciamo dal caso
Boschi. Che ne pensa dell’audizione del presidente della
Consob, Giuseppe Vegas, che
ha rivelato dei suoi colloqui
con l’allora ministra Maria
Elena che riguardarono la
crisi di Banca Etruria di cui
era all’epoca vicepresidente
il padre, Pierluigi Boschi?
«L’impatto sistemico del caso Boschi sui problemi delle
banche italiane, se non fossimo già in campagna elettorale, sarebbe pari a zero», risponde il presidente della
commissione d’inchiesta parlamentare sulle crisi bancarie,
Pier Ferdinando Casini.
Non sta minimizzando?
«No, se parliamo delle migliaia e migliaia di risparmiatori ridotti sul lastrico».
Se parliamo invece di conflitto d’interessi?
«Per me un conto è l’opportunità, un conto il conflitto
d’interessi. Finora quest’ultimo non è emerso. Vegas ha
detto chiaramente che la Boschi non ha fatto pressioni».
L’opportunità invece?
«La lascio valutare a ciascuno. Io devo stare ai fatti.
Presiedo una commissione
che ha messo al centro dei
propri lavori il dramma dei risparmiatori vittime delle crisi
bancarie. Dire che questo dipende dai comportamenti di
Boschi padre e figlia è ridicolo».
Mdp chiede a questo punto di convocare Maria Elena.
«Le audizioni le decide la
commissione, che ha già definito il calendario».
Lei che ne pensa?
«Che la commissione non è
del Consiglio, Matteo Renzi.
Ma invano. «Volevo dirgli di
stare attento a una riforma delle popolari fatta in tempi così
brevi» come «fecero anche
tanti altri presidenti e vertici di
altri istituti». Aggiunge che il
presidente della Popolare di Vicenza, Gianni Zonin, diceva
che la fusione del suo istituto
con Veneto Banca era «fortemente caldeggiata dal governatore della Banca d’Italia Ignazio
«C
ROMA
Senatore Denis
Verdini, 66 anni
retinate», risponde Denis
Verdini a chi gli chiede se
davvero abbia fatto da tramite
per il pranzo fra Boschi e Vegas. Ma i
collaboratori dell’ex braccio destro di
Berlusconi non negano che a mettere in
contatto l’allora ministra con il presidente
Consob sia stato lui. Ai suoi, Verdini ha
spiegato di non ricordare bene come andò
e ha formulato questa ipotesi: «Erano i
tempi del Nazareno e Maria Elena può
avermi chiesto il numero di Vegas. Io
magari gli avrò telefonato per domandargli
se potevo darle il suo telefono».
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Banchiere Vincenzo Consoli, 67 anni, ex amministratore delegato di Veneto Banca (Ansa)
Casini: veleni da campagna elettorale
Io resto concentrato sui risparmiatori
«La sottosegretaria? Distinguere tra opportunità e conflitto di interessi»
la sede della campagna elettorale».
Presidente, cosa emerge
dai vostri lavori?
«Tre punti. Primo: l’enorme
peso della crisi economica.
Aziende che hanno preso prestiti senza riuscire a restituirli.
Secondo: prima dell’intervento di Draghi a difesa dell’euro
l’incertezza delle norme europee ha complicato la situazione. Terzo: alcuni manigoldi
hanno cercato scorciatoie per
fare i propri affari e occultare
alle autorità di vigilanza le difficoltà dei loro istituti».
Chi sono i manigoldi?
«Lo accerterà la magistratura e noi non dobbiamo interferire. Dico solo che sui finanziamenti “baciati”, cioè in cambio dell’acquisto di azioni della stessa banca, sulla pratica di
rifilare prodotti tossici, sui
crediti concessi in modo disinvolto, il risparmiatore è apparso totalmente indifeso».
Colpa della vigilanza?
«Noi non possiamo confondere le guardie con i ladri, ma
vogliamo che le guardie lavorino al meglio. Il rapporto tra
Bankitalia e Consob non è stato così fluido come doveva e
infatti nel 2015 i protocolli sono cambiati».
Cosa altro va cambiato?
«Bisogna dare informazioni
«M5S? So’ ragazzi»
«M5S dice che lavoro
per candidarmi? Io
sempre indipendente
Ma loro so’ ragazzi»
più chiare ai risparmiatori: oggi i prospetti sono illeggibili
anche per esperti. Inoltre,
queste indagini devono essere
condotte da magistrati competenti. La distrettualizzazione è un’ipotesi da valutare».
Presidente, a cosa è servita
questa commissione?
«La risposta la lascio all’opinione pubblica. Tutti sanno
che io non l’ho votata, ma ho
lavorato per tenere i lavori nei
binari istituzionali. Per questo
ho vissuto momenti di solitudine, come quando ho ritenuto un errore del Pd la convocazione di banchieri imputati,
perché non possiamo essere il
quarto grado di giudizio».
La commissione concluderà i lavori con una relazione
di maggioranza e più relazioni di minoranza. I 5 Stelle
Chi è
● Pier
Ferdinando
Casini, 62 anni,
senatore
dei Centristi
per l’Europa,
presiede la
Commissione
d’inchiesta
sulle banche.
Si candiderà
in una lista
di centro
a fianco del Pd
l’hanno criticata.
«Evidentemente hanno un
problema di comunicazione.
Consiglio a Di Maio di parlare
con i commissari dei 5 Stelle
che mi hanno a più riprese dato atto di aver condotto i lavori
in modo unitario. Ho ancora
in mente le previsioni della vigilia: “La commissione non
convocherà mai Ghizzoni!”...»
Per i 5 Stelle, lei ha lavorato per Renzi in cambio di un
posto in una lista satellite.
«Se mi candiderò o meno
non c’entra nulla con la commissione. Se qualcuno ha
dubbi su come presiedo, può
fare una telefonata ad Arcore.
Sono stato indipendente come
presidente della Camera e non
ho cambiato abitudine. Ma cosa vuole… so’ ragazzi».
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6
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
#
Primo piano Il caso banche
Il retroscena
di Federico Fubini
Visco si prepara all’audizione
La battaglia finale è su Bankitalia
La partita di renziani e antirenziani. Ma il governatore preferirebbe restare neutro
Tutto si sarebbe augurato
Ignazio Visco in carriera, salvo
di dover pesare in una campagna elettorale. Poco importa
se a favore di qualcuno o contro qualcun altro: il governatore della Banca d’Italia semplicemente non pensava che fra i
compiti delle autorità di controllo rientrasse l’esercizio di
una qualunque influenza nella
competizione politica. Chi ci
ha parlato in queste ultime
settimane, riferisce che Visco
continua a vederla esattamente così: il governatore intende
tenersi fuori dalla lotta fra i
partiti e non vuole influenzarla in nessun modo.
È anche per questo che Visco in queste ultime settimane
ha tenuto un profilo molto
basso e nel frattempo ha seguito le audizioni della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche nei minimi dettagli. Sembra che ne abbia tratto una prima
conclusione: quando martedì
verrà il suo turno di essere
ascoltato sotto giuramento,
sarà difficile limitarsi ad approfondimenti sul contesto e
sulle dinamiche specifiche dei
fallimenti bancari. Alcuni parlamentari avranno ben altri interessi, che hanno poco a che
fare con gli equilibri del sistema finanziario. Alcuni vorranno sapere se il governatore ha
subito pressioni o ha notato
interventi del governo su Banca Etruria, di cui il padre dell’allora ministro Maria Elena
Boschi era amministratore. Altri cercheranno di capire se la
Banca d’Italia ha caldeggiato
l’acquisizione di Etruria o di
Veneto Banca da parte della
Popolare di Vicenza, prima
che tutte e tre quelle banche finissero miseramente.
Visco non lo dice e chissà se
lo pensa, ma per alcuni la sua
audizione assume sempre più
i contorni di una disperata offensiva finale. Per la precisio-
SetteGiorni
SEGUE DALLA PRIMA
Cinque anni di distanza, in
mezzo una rottamazione e
mille giorni di riforme: eppure
il Pd sembra tornato al punto
di partenza, quasi fosse il luogo del delitto. Persino le percentuali del partito finiscono
per coincidere: Bersani alle ultime elezioni aveva raccolto
poco meno del 25%, che è il
numero accreditato oggi a
Renzi dai sondaggi. C’è una
formidabile analogia tra due le
vicende anche nel modo in cui
il leader di turno è costretto a
rimediare ad errori altrui. «Il
Pd si occupa di politica e non
di banche», disse Bersani nel
2013 per ripararsi dal ciclone,
proprio mentre D’Alema sulla
Stampa rivendicava che «noi,
e per noi intendo il Pd senese,
abbiamo cambiato da un anno
i vertici di Mps». Esattamente
Calendario
● Lunedì sarà
ascoltato in
commissione
il ministro
dell’Economia
Padoan
● Martedì
toccherà
al governatore
di Bankitalia
Visco
● Mercoledì
sarà la volta
di Ghizzoni, ex
Ad di Unicredit
ne, una doppia offensiva finale
o almeno il tentativo di lanciarla. La prima verrà dai renziani del Pd in commissione
parlamentare, per cercare di
dare una spallata a Visco stesso e poter così sostenere che i
fallimenti bancari e le perdite
dei risparmiatori sono colpa
della Banca d’Italia. L’altra offensiva verrà invece dai parlamentari del centrodestra e dei
5 Stelle, per cercare di dimostrare che qualcuno dal governo ha esercitato pressioni improprie sulla Banca d’Italia nel
2014 o nel 2015 per salvare
Etruria. Le cause profonde della crisi bancaria e le eventuali
risposte interessano a pochi, i
regolamenti di conti a molti.
L’audizione di Giuseppe Vegas rende inevitabili le domande sui punti politici e in
Attesa Il governatore Ignazio Visco, 68 anni, è al secondo mandato alla guida di Bankitalia
Lo scontro intorno a via Nazionale
La mozione del Pd che «sfiducia»
il numero uno di palazzo Koch
Con una mozione parlamentare, in ottobre, il Pd solleva la
questione del presunto concorso di responsabilità di Banca
d’Italia in merito alle crisi di alcuni istituti di credito,
oggetto poi di inchieste della magistratura e di
gravi problemi ai risparmiatori. Renzi, accusato
di voler sfiduciare il governatore Ignazio
Visco a ridosso di una sua eventuale
conferma a capo dell’istituto di
vigilanza, risponde dicendo che
«esprimere un giudizio su
Banca d’Italia non è
lesa maestà»
1
Mattarella e Gentiloni difendono
la riconferma di Visco
Di Ignazio Visco, in scadenza il 31 ottobre, prende in
sostanza le difese il Capo dello Stato Sergio Mattarella,
che si dice favorevole alla «salvaguardia
dell’autonomia e dell’indipendenza di Banca
d’Italia». Posizione condivisa da Bce, Gentiloni
e dal governo. L’esecutivo indica dunque
Visco come governatore da
confermare. Il premier, con una
lettera al Consiglio superiore
della Banca d’Italia, avvia
la procedura di
nomina
2
Sì del cdm
senza i renziani
Il dossier
sugli istituti veneti
Dopo una decina di giorni di
incertezza e di polemiche, il 27
ottobre il Consiglio dei ministri si
esprime all’unanimità a favore di Visco
governatore per un secondo mandato al
vertice dell’istituto di vigilanza. Sono assenti
dalla riunione dell’esecutivo, per motivi di salute o
per ragioni di trasferte politiche, i renziani Graziano
Delrio, Luca Lotti e Maurizio Martina, oltre alla
sottosegretaria alla presidenza Maria Elena Boschi.
Successivamente il capo dello Stato Sergio Mattarella
firma il decreto di nomina
3
Visco verrà ascoltato dalla
Commissione d’inchiesta sulle
banche il 19 dicembre. Secondo l’ex ad
di Veneto Banca Vincenzo Consoli,
convocato proprio dalla commissione, il
presidente della Popolare di Vicenza, Gianni Zonin,
incontrando i vertici dell’istituto nel dicembre 2013
disse che l’operazione di fusione «era fortemente
caldeggiata dal governatore con il quale aveva avuto una
lunga telefonata». Sul punto Zonin ha però affermato:
«La Popolare di Vicenza non ha mai ricevuto ordini da
Banca d’Italia»
Renzi come Bersani,
la maledizione del credito
che mina il consenso
Le similitudini tra i casi Montepaschi e Etruria
come ora Renzi ricorda di aver
commissariato Etruria con il
suo governo, mentre Boschi
rammenta volta per volta i suoi
colloqui «istituzionali».
Le banche sono insomma
l’alfa e l’omega di un partito
che sulle banche prima si è
scontrato e poi si è diviso. Un
tempo, quando non era con-
templata la scissione, gli eretici si limitavano a denunciare il
loro accantonamento. «Consorte e D’Alema fecero pressioni perché Mps si alleasse
con Unipol nella scalata alla
Bnl», rivelò a Panorama Bassanini: «Chi difese l’autonomia dell’istituto, come me e
Amato, venne emarginato».
Più tardi Renzi — in segno di
sfida — sarebbe partito dalla
Leopolda e giunto fino a Siena
per concludere la campagna
delle primarie. Quella volta
perse da Bersani, ma dell’ultimo comizio a volte evoca con
gusto la frase di un compagno
che gli disse: «Matteo, te tu
sulla banca hai ragione. Eppoi
4
con Massimo si perde sempre».
Con «Massimo» e la «ditta»
voleva regolare i conti dopo la
separazione, e incurante dei
consigli delle massime cariche
dello Stato decise di farlo con
la Commissione d’inchiesta
(appunto) sulle banche, convinto così di poter mostrare al
Paese «la trave» Mps. Invece in
Commissione a risaltare è stata la «pagliuzza» Etruria. Una
sorta di eterogenesi dei fini,
alla quale Renzi l’altra sera su
La7 ha provato a ribellarsi: «In
questi anni ci sono state ruberie a tutti i livelli. Penso alle
banche comprate a sei miliardi
e rivendute a nove, mi riferisco
a Mps e Antonveneta. Penso a
scandali clamorosi come l’acquisizione di Banca 121 sempre
da parte dei soliti toscani. E si
parla solo di Etruria».
Sarà pure «la più gigantesca
Banca d’Italia se n’è preso nota
con cura. Si è preso nota del
fatto che il presidente della
Consob giovedì ha detto di
aver replicato alle domande di
Boschi su Banca Etruria in un
modo che è parso un invito all’attuale sottosegretaria di Palazzo Chigi a rivolgersi alla
Banca d’Italia. Boschi con Vegas si sarebbe detta preoccupata di una possibile fusione
fra la Vicenza e Etruria; Vegas
le avrebbe risposto che le fusioni non erano di sua competenza. Implicitamente: se ne
occupa la Banca d’Italia.
Difficile dunque che Visco
possa evitare domande su
possibili interventi di esponenti del governo su di lui riguardo a Etruria. A maggior
ragione le domande ci saranno perché Boschi da giovedì,
dopo l’audizione di Vegas, ha
iniziato a parlare anche di altri
contatti: «Ho incontrato più
volte il presidente della Consob in varie sedi come ho incontrato altri rappresentanti
istituzionali», ha detto. Dunque su questo l’audizione di
Visco sarà delicatissima, benché Boschi abbia dichiarato:
«Mai e poi mai ho fatto pressioni».
Più prevedibili invece le altre risposte del governatore,
quelle ai rappresentanti del Pd
che cercheranno di metterlo
in difficoltà. Visco confermerà
in pieno quello che ha già detto Carmelo Barbagallo, il capo
della struttura di vigilanza:
non c’è stata alcuna richiesta
dell’istituto centrale alla Vicenza di acquisire Veneto Banca nel 2013 o Banca Etruria nel
2014. Nel primo caso lo ha riferito Vincenzo Consoli, ex capo
azienda della Veneto, sotto inchiesta e come tale non tenuto
legalmente a dire il vero in
commissione d’inchiesta. Al
contrario di Visco stesso: per
lui, mentire in Parlamento
martedì sarebbe un reato.
arma di distrazione di massa»,
come la definisce il leader del
Pd, ma è proprio nel buco di
bilancio di quel piccolo istituto di credito vice presieduto
dal papà di Boschi che Renzi
sta vedendo precipitare le sue
azioni politiche. Persino la storica approvazione di una legge
come il biotestamento è passata in secondo piano nel giorno
in cui la sottosegretaria alla
Presidenza ha letto l’sms del
tete-à-tete propostogli dal presidente della Consob. Il jobs
act, l’Imu per la prima casa, il
bonus di ottanta euro, l’aumento del Pil e dell’occupazione sembrano dissolversi: «Le
luci della legislatura — come
ha scritto Folli su Repubblica
— vengono soverchiate dalle
ombre». E se è stata la Commissione — che Mattarella
vuole si chiuda nel giorno in
cui scioglierà le Camere — a
fare da ulteriore cassa di risonanza al caso Etruria, vuol dire
che il Pd non è in grado di governare i processi politici. Come accadde ai tempi di Bersani, nel tentativo di avere (o di
salvare) una banca, la sinistra
la perde e rischia di perdere
anche i voti.
Francesco Verderami
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Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
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Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
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Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
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Primo piano Il caso banche
«Maria Elena? Sarà in corsa con i dem»
Gentiloni: ha chiarito, le auguro successo. E sul suo futuro: non somiglio a Dini, irrealistica una mia lista
ROMA «Maria Elena ha chiarito
e sarà candidata con il Pd». Il
premier Paolo Gentiloni difende senza esitazioni la sottosegretaria Boschi, dopo il
duello televisivo su La7 con
Marco Travaglio. È una risposta alle richieste di dimissioni
avanzate delle opposizioni
(ma non da Forza Italia) e in
particolare dal leader dei 5
Stelle Luigi Di Maio.
E con la sua difesa c’è anche
quella del ministro Graziano
Delrio e del collega Pier Carlo
Padoan: «Dal 2014 abbiamo
cambiato le regole del gioco
dopo anni di immobilismo
che avevano favorito opacità
sulle banche. Abbiamo protetto i risparmiatori senza inter-
Il retroscena
di Claudio Bozza
❞
Padoan
Dopo anni
di opacità
sulle
banche,
abbiamo
protetto
i risparmiatori senza
interferenze
come ha
ricordato
Boschi
ferenze, come ha ricordato la
Boschi».
L’ultimo fronte polemico si
era aperto con le dichiarazioni
di Giuseppe Vegas, presidente
della Consob, che ha spiegato
come la Boschi, durante un
colloquio, gli manifestò la sua
preoccupazione per lo stato di
Banca Etruria. Banca nella
quale all’epoca era vicepresidente il padre dell’ex ministro.
Al termine del Consiglio Ue,
Gentiloni spiega: «Io non sono il giudice del valore aggiunto che Maria Elena, che ha
chiarito la sua posizione, potrà
portare al Pd, ma sarà candidata e mi auguro che abbia grande successo». «Mi auguro che
le prossime settimane non sia-
A Bruxelles Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, 63 anni, al termine del vertice Ue (Ansa)
no dominate dal bisticcio sulle
banche che non sono la priorità», aggiunge Gentiloni. Che
ironizza sull’eventualità di una
sua candidatura in una lista
che porti il suo nome: «Mi
sembra irrealistico, la mia somiglianza con Dini è scarsa»,
scherza, citando l’ex premier
che diede vita a Rinnovamento
italiano dopo il governo del
1996. «Io faccio parte di un
partito — spiega Gentiloni —
di cui sono dirigente e spero
che il centrosinistra vinca le
elezioni». La «mia missione
— conclude — riguarda il governo e il completamento ordinato della legislatura».
Alessandro Trocino
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’exit strategy del collegio in Trentino
Ma nel Pd crescono i no alla ricandidatura
Seggio «blindato» per evitare la Toscana. Dubbi sul bis nell’area Franceschini (e tra i renziani)
MILANO Il Pd ha già studiato
una exit strategy per Maria
Elena Boschi: un seggio alla
Camera, da conquistare in uno
dei collegi uninominali del
Trentino Alto Adige. Ma la riesplosione del caso Etruria, con
il partito in forte affanno nei
sondaggi, ha innescato una
fronda (sempre meno silenziosa) che all’interno del partito chiede un passo indietro alla sottosegretaria: niente dimissioni dal governo, ma anche niente ricandidatura.
Una strategia per limitare i
danni e tentare di ripartire, per
evitare di essere bersagliati
dalle opposizioni per tutta la
campagna elettorale. Tra i parlamentari non favorevoli alla
ricandidatura di Boschi non ci
sono solo quelli della minoranza interna, ma anche più di
un renziano e diversi esponenti di AreaDem, corrente guidata dal ministro Dario France-
I rapporti con l’Svp
L’idea di un seggio in
Trentino Alto Adige
nasce anche dai legami
di Boschi con l’Svp
schini e piuttosto influente al
Nazareno. E proprio Matteo
Renzi, dovendo prendere atto
dei numeri dei sondaggi, per
evitare il rischio di nuovi
strappi interni deve tenere
conto anche dei mal di pancia
della minoranza, che rimprovera al leader pd di aver favorito il ritorno di Boschi al governo, per di più con un ruolo
apicale, dopo la batosta del referendum.
La sottosegretaria, dopo
aver spiegato da Lilli Gruber,
su La7, che «spera di essere ricandidata in Toscana», ieri ha
incassato il sostegno per il bis
a Montecitorio del premier Paolo Gentiloni, che in un primo
momento era stato tiepido.
Ma se dovesse resistere anche a questa nuova tempesta
politica, la sua bussola è orientata verso Nord e non verso
Sud, come era stato ipotizzato
finora. Ci sono discrete probabilità, infatti, che la sottosegretaria debba stare lontano
dalla natia Toscana: l’onda di
proteste per il crollo di Etruria,
anche con un seggio sicuro al
proporzionale, rischierebbe di
provocare un calo di consensi
per il Pd in una regione in cui
Renzi conta, nonostante tutto,
di fare il pieno.
Un seggio blindato, pur con
la necessità di incassare preferenze, sarebbe quindi stato individuato dal Nazareno in
Trentino Alto Adige, dove Boschi ha passato parte delle due
Nel partito
Il timore che una corsa
nella zona di Etruria
danneggi il partito
ultime vacanze estive, stringendo buoni rapporti con i
leader della Svp, molto radicati sul territorio ed in grado di
governare i consensi. Un contesto elettorale più ovattato e
molto meno complicato, ad
esempio, rispetto a quello
campano di Ercolano. Dietro
le quinte, al momento, il piano
è questo, ma per presentare le
candidature ci sarà tempo fino
ai primi di febbraio. Va ricordato che, nel 2013, Boschi venne eletta alla Camera, assieme
ad altri fedelissimi renziani,
con un posto sicuro nel listino,
frutto di un accordo che l’allora sindaco di Firenze chiuse
con Pier Luigi Bersani, fresco
vincitore delle primarie.
Ieri intanto, a Pisa, il Pd ha
incontrato circa 500 tra dirigenti e militanti del partito per
la conferenza programmatica
regionale. Dario Parrini, segretario toscano, ha fatto muro
per difendere Boschi, «vittima
— ha detto — di una nauseante macchina del fango», mentre tra gli iscritti in platea si respirava un marcato imbarazzo.
claudio.bozza@rcs.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA
In carcere
Dell’Utri: stop
al digiuno
Ma non riprende
la terapia
«P
er motivi
familiari smetto
da oggi lo
sciopero del vitto, mentre
continuo quello della
terapia». Lo ha scritto l’ex
senatore di FI Marcello
dell’Utri, in carcere, in
cattive condizioni di salute,
dopo una condanna a sette
anni per concorso esterno
in associazione mafiosa.
«Lo faccio — prosegue
dell’Utri nella lettera inviata
alla trasmissione di Canale
5 Matrix — per sottolineare
il mio caso particolare, ma
anche per evidenziare
quello generale della
“sorveglianza” nelle carceri
che non è in grado di
soddisfare quel livello di
sanità e umanità necessario
per chi è affetto da gravi e
pericolose patologie».
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Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
#
Primo piano Verso il voto
● La Nota
di Massimo Franco
IL GOVERNO
FA MURO
MA È UN ASSIST
ALL’OPPOSIZIONE
L
a solidarietà, espressa ieri in modo
ufficiale, del premier Paolo Gentiloni a
Maria Elena Boschi, ha più destinatari.
Il primo è il Pd, nel quale il caso Banca
Etruria fa lievitare la preoccupazione.
Dire che la sottosegretaria a Palazzo Chigi «ha
chiarito» significa fermare sul nascere le
pressioni interne, sotterranee ma diffuse, per
farla dimettere; e dare il via libera alla sua
ricandidatura. L’altro destinatario è
l’opposizione. In modo asciutto, Gentiloni
conferma il sostegno, quasi l’identificazione tra
l’esecutivo e Boschi, e cioè il vertice del Pd.
Le sue parole permettono a Liberi e uguali di
additare «totale continuità» tra il premier e il
governo Renzi: sperano di intaccare i consensi
di Gentiloni a sinistra. A Boschi è arrivato
anche l’appoggio, un po’ più tortuoso, del
ministro dell’Economia, che non è un dem.
Pier Carlo Padoan sostiene che il governo in
questi anni ha fatto bene sulle banche «senza
interferenze, come ha detto la sottosegretaria»:
frase che sembra modulata per difendere il
proprio operato, oltre a quello della ex ministra
LasceltadiDiMaio:
diecifedelissimi
perlacorsaelettorale
delle Riforme. Ma la blindatura di Palazzo Chigi
non offre nessuna garanzia che il caso sia
chiuso, anzi. Il fatto che Boschi abbia
partecipato a incontri in cui si parlava del
destino della banca dove il padre era
vicepresidente, viene equiparato a una
pressione. Con sarcasmo, il berlusconiano
Maurizio Gasparri chiede che la sottosegretaria
rimanga al suo posto. «Così», infierisce, «ci
avvantaggia». La convinzione che Gentiloni e
Renzi non possano abbandonare Boschi,
incoraggia gli avversari a alzare il tiro: sicuri di
poterlo fare senza correre il rischio che si
dimetta davvero, azzerando attacchi e
strumentalizzazioni.
Punti di vista
La solidarietà del premier a Boschi
chiude il caso ma solo nel Pd
La campagna elettorale
appare sempre più in salita
Per paradosso, tutto contribuisce a
concentrare l’attenzione su Banca Etruria,
distogliendola da altri casi ugualmente se non
più gravi. E regala un argomento da spendere
in campagna elettorale. Non è chiaro quanto il
vertice del Pd ne sia consapevole.
L’impressione è che in pubblico, la cerchia
renziana faccia quadrato, con qualche vistosa
eccezione. La parola d’ordine, rilanciata anche
dal ministro Graziano Delrio, è che la
sottosegretaria «ha chiarito». In privato, però,
ricorre il termine «disastro».
Probabilmente, il segretario si rende conto
dei pericoli di un partito schiacciato sulla
difensiva. Eppure, non ha alternativa. Non
difendere Boschi verrebbe interpretato come
un cedimento. Dunque, l’unica possibilità è
rimanere in trincea, sperando che non si
registrino altri incidenti; e che spunti una
novità tale da spostare l’attenzione altrove. Ma
Boschi si muove con un’autonomia che sfugge
al controllo sia di Gentiloni, sia di Renzi.
Evidentemente, sa di poterselo permettere.
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Alfonso
Bonafede
41 anni
Vincenzo
Spadafora
43 anni
Riccardo
Fraccaro
36 anni
David
Borrelli
46 anni
Pietro
Dettori
31 anni
Rocco
Casalino
45 anni
Stefano
Buffagni
34 anni
Ilaria
Loquenzi
38 anni
Giancarlo
Cancelleri
42 anni
Cristina
Belotti
29 anni
Da Casalino a Spadafora, nomi e ruoli dello staff
Un nocciolo duro, un
nucleo compatto che sta gestendo la campagna elettorale
di Luigi Di Maio e che, di fatto,
tiene le redini del Movimento
Cinquestelle — e le informazioni — in uno dei momenti
più complessi della sua storia.
Dieci figure in tutto, compresi
i vertici. Il candidato premier
ha un suo team con compiti
ben definiti. Una struttura
creata ad hoc (per la prima
volta) che serve a fare da ponte con i parlamentari e gli altri
eletti per a gestire il percorso
da qui alle prossime elezioni.
Beppe Grillo si è ritagliato
un ruolo sempre più da padre
nobile, è consigliere informato su incontri e strategie mentre Davide Casaleggio pronto
a intervenire — come nel caso
della querelle con il ministro
Calenda — dà il suo supporto
tramite il sistema operativo
Rousseau. Ma con loro in priMILANO
po della Comunicazione M5S
in Europa e già in prima linea
nel tour per le Regionali siciliane. Sono loro due che devono incasellare incontri pubblici e non, oltre a eventuali
vertici.
Sul fronte politico, per i
rapporti con i parlamentari e
gli enti locali, ci sono i due
pretoriani di Di Maio, i deputati Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, il cui ruolo non è
di semplice raccordo: sono
consiglieri sui temi più spinosi. Sul territorio si muovono
nell’ombra sia l’europarlamentare David Borrelli, che
sta organizzando l’agenda nel
Nord Est, sia Stefano Buffagni, al fianco di Di Maio negli
ultimi mesi negli appuntamenti che contano e grimaldello del M5S nei rapporti con
il mondo economico lombardo. Li affiancano Giancarlo
Cancelleri, uomo di punta al
Sud, e Ilaria Loquenzi, responsabile comunicazione
della Camera, che gestirà il
tour dei parlamentari.
Caselle, incastri ben definiti, pronti ad adattarsi in caso
di variazioni. Come l’ipotesi di
allungare il tour estero del
candidato, che oggi comprende due tappe (Parigi e Berlino) ma potrebbe salire a cinque. «A livello internazionale
questi appuntamenti sono
importanti: finalmente gli altri Paesi hanno un interlocutore istituzionale del Movimento cinquestelle, per fare
comprendere quale sia la nostra linea», spiegano i pentastellati.
Emanuele Buzzi
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La presidenza
La polemica sul «volo»
Di Maio pubblica un video: con
la tuta al simulatore di volo.
Si legge lo sponsor, Fastweb. Il
Pd attacca: pubblicizza aziende
vicine alla Casaleggio?
ma linea ci sono altri nomi.
A partire da Vincenzo Spadafora, consigliere politico di
Di Maio, che si occupa degli
incontri «istituzionali» del vicepresidente della Camera,
come quello con gli ambasciatori (che sarà replicato a
breve). La linea comunicativa,
invece, è dettata da Rocco Casalino, capo della comunicazione al Senato, considerato
vicino a Di Maio: organizza le
presenze sui media e discute
con il candidato la scelta dei
temi della campagna.
A gestire operativamente il
tour sono invece Pietro Dettori, uomo-cardine del blog e
responsabile editoriale dell’Associazione Rousseau, insieme a Cristina Belotti, a ca-
In Sicilia
i franchi tiratori
contro Miccichè
N
on ce l’ha fatta per un
voto: è mancato
quello di un
deputato di maggioranza,
assente per lutto.
Gianfranco Miccichè, auto
candidatosi come
presidente in pectore
dell’Assemblea regionale
siciliana ancor prima della
vittoria elettorale, si è
fermato con due fumate
nere anche perché
all’interno del centrodestra
sono ricomparsi i franchi
tiratori, forse due su 36.
È scattata la caccia ai
«traditori», in vista del
terzo scrutinio previsto per
stamane alle 11. Miccichè
potrebbe ancora spuntarla,
ma Giancarlo Cancelleri
(M5S), ieri sera tendeva la
mano al Pd per un’intesa «a
sorpresa».
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PRIMO PIANO
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
11
PRIVILEGI IL DUELLO
I pasdaran del vitalizio
che fischiano Boeri:
non siamo uguali agli altri
Il presidente dell’Inps agli ex parlamentari: diritti anacronistici
di Gian Antonio Stella
«B
uuuuu!». Il presidente dell’Inps
Tito Boeri, fatto
il rapporto tra
una sala parlamentare e lo stadio di San Siro, si è beccato dagli ex deputati e senatori più
«buuuuu» che non Gigio Donnarumma. Nessuna sorpresa:
partecipando a un convegno
indetto da Antonello Falomi e
dall’associazione Ex parlamentari su «Populismi e democrazia rappresentativa», il
docente della Bocconi da tre
anni ai vertici dell’istituto previdenziale, infatti, sapeva di
metter piede nella tana dei leoni.
Sono tre anni che baruffano. Di qua lui che sostiene che
da quarant’anni la spesa per i
vitalizi è sempre superiore ai
contributi, che ancora oggi
per ogni euro che entra nel sistema (48 milioni di versamenti, 193 di pensioni erogate
nel 2016) ne escono ben quattro, che «applicando le regole
del sistema contributivo oggi
in vigore per tutti gli altri lavoratori italiani all’intera carriera
contributiva dei parlamentari
la spesa per i vitalizi si ridurrebbe del 41%» con un risparmio «di circa 76 milioni di euro l’anno» cioè 760 milioni nei
prossimi dieci e che almeno
un ricalcolo contenuto del 26%
sarebbe doveroso «non per
cassa ma per equità».
Di là i parlamentari in quiescenza, che sostengono l’intoccabilità dei diritti acquisiti,
il valore costituzionale delle
rendite dovuto all’eccezionalità del ruolo, l’impossibilità di
andarsi a ricostruire «oggi, da
anziani», una pensione alternativa e così via. Una posizione
rigida. Al punto che in due anni, dopo aver negato all’Inps i
dati sui vecchi contributi, gli
ex deputati e senatori che hanno risposto all’appello di Boeri
(«siamo in grado da subito di
operare un ricalcolo contributivo personalizzato dei vostri
versamenti durante le cariche
elettive») sono stati: zero. Nessuno su 1.600. Meglio non sapere.
Fatto sta che Boeri, una volta
dentro la fossa dei vecchi leo-
● La parola
VITALIZIO
È la rendita che spetta,
a vita, a un parlamentare,
al termine del mandato.
In Italia è stato di fatto
abolito nel 2012, quando è
stato introdotto un sistema
contributivo anche per
deputati e senatori. Ma la
riforma non è retroattiva:
per chi ha terminato il
mandato prima vige il
vecchio sistema di calcolo.
❞
Un certo
arrocco
che ricorda
l’orchestra
sul Titanic
Boeri
Inps
ni, ha esordito lisciando loro il
pelo («tra le vostre fila ci sono
persone che hanno scritto pagine importanti della storia
della democrazia…») per poi
invocare il loro aiuto «contro
la deriva populista nel nostro
Paese». Aiuto possibile però
«a condizione che si superi un
atteggiamento che spesso è un
misto da una parte di vittimismo e dall’altra di rifugio nel
“giuridichese” dei diritti acquisiti». Diritti «anacronistici
in un Paese che oggi ha quattro milioni e mezzo di poveri,
una disoccupazione giovanile
al 40% e una disoccupazione
complessiva superiore alle
due cifre».
Era solo l’inizio: «Vi dirò alcune cose che non saranno
probabilmente gradite». E giù
bacchettate. Ad esempio sul
populismo che non è figlio solo delle congiunture internazionali ma pure della «perdita
di credibilità della classe dirigente». Dovuta anche all’arroccamento «che vedo spesso
in certe vostre prese di posizione» tanto da ricordare l’orchestra «sul ponte del Titanic».
Di più: «Nessuno mette in
discussione la vostra onestà
❞
Dal
Medioevo
chi siede in
Parlamento
ha privilegi
De Giovanni
Ex deputato Ue
individuale e il fatto che avete
applicato semplicemente delle regole» ma «dal punto di vista collettivo voi avete grandissime responsabilità nella perdita di credibilità della nostra
classe dirigente» perché il sistema dei vitalizi «era palesemente insostenibile» e «sapevate» che «avrebbe finito per
gravare sulla collettività: questa è la vostra responsabilità
storica».
Una requisitoria. Cui ha risposto Biagio De Giovanni, già
docente e rettore all’Orientale
di Napoli, nato e cresciuto nel
Pci, eurodeputato per due legislature. E convinto che sì,
certo, «dal Medioevo in poi,
cioè prima ancora che nascessero le democrazie, i parlamentari hanno dei privilegi».
Ma si tratta di privilegi dovuti
(«dimentichiamoci del problema che alcune volte riguarda la qualità degli eletti») perché il parlamentare «come figura non è uguale agli altri:
rappresenta la nazione. Punto.
È un punto di vista fondamentale, che il populismo perde di
vista naturalmente perché il
gioco si fa su questo: l’élite, la
casta…».
Quanto ai versamenti, «è
impensabile» sia imposto a un
deputato («faccio proprio il
conto della serva») di versare
«in maniera eguale i contributi di chi fa trentacinque o quarant’anni di carriera. Un parlamentare che sta tre legislature
è un parlamentare fortunato».
Perché «chi ha dedicato una
parte della sua vita alla politica
lasciando una professione e
Le cifre
Nel 2016 erogati
assegni per 193 milioni
a fronte di 48 milioni
di contributi versati
non potendola riprendere dopo quindici anni» non può poi
ricominciare da dove stava.
Tanto che domani, aboliti i vitalizi, chi «lascerà una professione per fare il parlamentare
per una o due legislature?
Quale medico, quale avvocato,
quale notaio? Ci sarà una caduta verticale della qualità dei
parlamentari…».
Scontro frontale. Boeri prova a rispondere: «No, gli studi
sulle carriere dei politici documentano che dopo il mandato
parlamentare il loro mercato
del lavoro è molto più ricco»…
Brusii. Contestazioni. Brontolii. Sfoghi: «Ma cosa dici!». Lui
riprende: «E non è che i trattamenti più favorevoli abbiano
selezionato classi dirigenti migliori…». Ancora mormorii.
Proteste. Sfoghi. Qualche invettiva mozzata a mezza voce…
Sintesi: di qua l’«alleato dei
populisti», di là i pensosi difensori della democrazia. Resta il dubbio su dove si collocherebbe don Luigi Sturzo.
Che sul giornale 24 ore dell’11
agosto 1950 scrisse di suo pugno: «Corre voce che si vorrebbe stabilire un primo fondo
per una cassa pensioni a favore dei deputati che avranno
raggiunto un certo limite di
età e di anzianità parlamentare. (…) A me sembra aberrante
fare del mandato elettorale, sì
e no rinnovabile ogni cinque
anni, qualche cosa che confini
con la carriera impiegatizia,
ovvero il mandarinato, e sbocchi, infine, ad uno stato di
quiescenza a carico del pubblico erario». Il solito qualunquista?
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#
12
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Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
13
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
#
Primo piano Imprese
L’intervista
di Maria Silvia Sacchi
❞
Cosa penso dell’Italia e delle prossime elezioni? È un teatro dove
gli attori promettono tutti più o meno le stesse cose. Direi che oggi
il cittadino ha più domande che risposte
«Essilor-Luxottica
in Borsa anche a Milano
E per il rilancio dello Ieo
pronta una Fondazione»
da si porrà solo in futuro».
Veramente sul mercato si è
parlato spesso di contrasti
con il partner francese. Come sono realmente i vostri
rapporti?
«Abbiamo tante complementarietà e anche affinità
culturali, così come punti di
forza differenti che potremo
valorizzare per i nostri gruppi
e la futura EssilorLuxottica.
Anche le diversità, infatti, rappresentano una ricchezza importante per il futuro. Sono
comunque molto tranquillo».
EssilorLuxottica potrebbe,
ipoteticamente, anche essere
rimessa in discussione in caso di disaccordo?
«Non credo proprio. In ogni
caso, non è Luxottica che subirebbe un danno».
La nuova governance approvata ieri prepara la sua
uscita dall’operatività?
«No. Non mi sono mai divertito tanto, ho imparato
molte cose che non sapevo.
Continuerò a guidare il processo di integrazione con i
partner francesi, concentrandomi sulle decisioni strategiche. Lascerò quando sentirò di
aver realizzato tutto ciò che ho
in mente».
Gli analisi non apprezza-
I vertici
● Francesco
Milleri, 58 anni,
laureato in
giurisprudenza
e Mba
all’Università
Bocconi di
Milano è il
nuovo ad del
gruppo
Luxottica
● Massimo
Vian, 44 anni, è
stato alla guida
del gruppo
Luxottica da
gennaio del
2015. Lascia
l’incarico a tre
mesi dalla
scadenza
naturale
● Hubert
Sagnières, 61
anni, ha
ricoperto la
carica di
amministratore
delegato del
gruppo Essilor
a partire da
gennaio del
2010
Corriere.it
Sul canale
Economia
di Corriere.it,
le notizie, gli
approfondimenti
e le analisi dei
fatti di economia
e finanza
«Portare la quotazione di
EssilorLuxottica anche a Milano lo ritengo un valore aggiunto importantissimo per tutti i
nostri azionisti. Mi impegnerò
per questo». Leonardo Del
Vecchio è appena uscito dal
consiglio di amministrazione
che ha approvato una nuova
revisione della governance
della multinazionale degli occhiali. E in questa intervista affronta i molti temi che riguardano la società.
Uno, importante per il mercato finanziario, è proprio il
luogo di quotazione, considerato il peso specifico di Luxottica sul listino. Rilevante, però,
anche sotto il profilo dell’immagine: per dire che il nuovo
gruppo sarà assolutamente
globale, ma non sarà «più
francese che italiano» come
molto si è scritto. L’altro snodo
del colloquio è l’annuncio della nascita della Fondazione Del
Vecchio, dipendente dalla Delfin, la holding di famiglia. Un
organismo non profit che ha
già concluso il suo primo intervento: è entrata con una
quota rilevante nello Ieo (l’istituto fondato da Umberto Veronesi) e nel Monzino (articolo
sotto).
Ma andiamo con ordine e
partiamo dalla governance. Il
comunicato diffuso a Borsa
chiusa dice che la società
«semplifica l’assetto organizzativo»: esce, tre mesi prima
della scadenza naturale del
mandato, l’amministratore delegato prodotto e operations
Massimo Vian e le sue deleghe
vengono rilevate dallo stesso
Del Vecchio, che è presidente
esecutivo di Luxottica, e da
Francesco Milleri, il vice presidente che, ieri, è stato nominato anche amministratore
delegato di Luxottica. Nel Cda
è entrato il direttore finanziario Stefano Grassi.
Un nuovo passo per la governance di Luxottica: è il disegno che ha avuto in mente
fin da quando ha ripreso le
redini del gruppo?
«I processi sono molto più
semplici di come a volte si vogliono leggere. In realtà per la
governance di Luxottica cambia veramente poco. Il disegno
è sempre stato chiaro perché
fin dall’inizio sapevamo di cosa l’azienda aveva bisogno. Doveva ritrovare velocità, spirito
imprenditoriale e coerenza e
per farlo siamo passati attraverso fasi intermedie».
Sì, ma perché Milleri?
«Perché in questi tre ultimi
anni ha condiviso con me ogni
decisione importante in tutte
le aree e in tutti i mercati. Mentre l’amministratore delegato
Vian si occupava delle operations — e a lui va il mio sincero
ringraziamento per tutti gli anni, tredici, in cui ha lavorato in
Luxottica — io mi sono occupato di aggiustare, rifondare e
IMAGOECONOMICA
Del Vecchio vara un nuovo riassetto: esce Vian, Milleri ceo
«Lascerò quando avrò realizzato tutto ciò che ho in mente»
Fondatore Leonardo Del Vecchio, 82 anni, ha creato Luxottica nel 1961
migliorare Luxottica adeguandola ai tempi. E ho potuto farlo
grazie a Francesco Milleri e alla
sua visione digitale dell’azienda e dei mercati. Non solo: è
Milleri che ha raggiunto l’accordo con Essilor in soli 15
giorni. Visto che, da quello che
leggo sui giornali, si sta avvicinando il via libera della Ue all’integrazione — anche se poi
ne attendiamo di altri importanti come quello americano,
cinese e brasiliano — ho voluto che fosse chiaro che l’interlocutore dei nostri partner
francesi per quanto riguarda
Luxottica è lui. Non solo…»
Cos’altro?
«Considerata la mia età, ho
espressamente voluto che nel
contratto sottoscritto con Essilor, sia Francesco Milleri a sostituirmi nel caso io venissi a
mancare».
Intende dire che sarà anche il prossimo Ceo di Essilor/Luxottica? I francesi
hanno detto in una intervista
al Financial Times che state
cercando il prossimo capo
azienda…
«L’accordo, già firmato e approvato dalle assemblee di Essilor e Delfin, prevede i ruoli
chiave in maniera chiara e precisa. Io sarò il presidente esecutivo, Hubert vice presidente
esecutivo, abbiamo gli stessi
poteri. La scelta del capo azien-
Tre anni in Piazza Affari
66,6
60,3
54
47,7
41,4
35,2
2015
Ieo e Monzino
Rilevate le prime quote nell’istituto
«Disponibile a salire ancora»
L
eonardo Del Vecchio pensa che sia venuto
il momento di restituire qualcosa
all’Italia. Un Paese che gli ha permesso,
da ospite del collegio «Martinitt» perché
orfano di padre, di arrivare a creare il primo
gruppo mondiale dell’occhialeria e adesso il
primo gruppo mondiale dell’occhialeria e
delle lenti grazie alla fusione con la francese
Essilor. Per questo il patron di Luxottica ha
deciso di costituire la Fondazione Del Vecchio
destinata a investimenti senza scopo di lucro,
a cui ha destinato un patrimonio iniziale di
300 milioni e una quota «a vita» degli utili
della finanziaria di famiglia Delfin. «La
Fondazione — dice — sosterrà a promuoverà
senza scopo di lucro solo attività benefiche
per restituire al Paese tutto quanto di bene e di
bello mi ha voluto donare».
La prima iniziativa è già arrivata: in questi
giorni è entrata nel capitale di Ieo e Monzino,
due eccellenze della ricerca e della salute
milanesi e italiane, grazie alla donazione di
Unicredit e all’acquisto della quota Rcs
Mediagroup (la società che pubblica il Corriere
della Sera). «Vorrei contribuire — spiega il
fondatore di Luxottica — a rafforzare
l’indipendenza della ricerca scientifica e
infondere un rinnovato spirito
imprenditoriale nella gestione, coltivando
l’eredità del professor Veronesi. Sono felice di
essere parte del futuro dell’istituto. Questa è
300
milioni
il patrimonio in
dotazione alla
Fondazione
Del Vecchio
per iniziative
senza scopo
di lucro
24
per cento
la quota
detenuta da
Mediobanca in
Ieo-Monzino, di
cui l’istituto è
il maggiore
azionista
€ 50,45
la chiusura
di ieri
una prima iniziativa a cui spero ne seguiranno
altre».
Del Vecchio aveva già tentato con l’Ilva,
promuovendo la cordata con Cassa depositi e
prestiti, Arvedi e il gruppo indiano Jindal
(«siamo andati a visitare la sua fabbrica, un
giardino»), ma l’acciaieria è stata poi
aggiudicata alla cordata concorrente ArcelorMittal-Marcegaglia. «L’operazione Ilva in un
certo senso era iniziata con lo stesso spirito di
aiuto per una terra, la Puglia, a cui sono molto
legato. Non era un investimento per ottenere
un profitto. Il nostro piano era di produrre
acciaio in modo ecologico salvaguardando
l’ambiente e creando nuovi posti di lavoro.
Abbiamo perso la gara, ma la voglia di fare
qualcosa per il Paese mi è rimasta e ho messo
nella Fondazione i soldi che volevo investire
nell’Ilva».
Ecco, dunque, Ieo e Monzino. Un primo
passo, visto che l’imprenditore è disposto a
salire. L’azionariato degli istituti è eterogenea
e vede, tra gli altri, Intesa Sanpaolo, Generali,
Mediobanca, UnipolSai, Pirelli, Tim etc.
Lunedì ci sarà l’assemblea a cui Del Vecchio si
presenterà con le sue nuove quote. Si vedrà in
quella sede se ci saranno altri soci disposti
scommettere insieme a lui sul rilancio
dell’istituto e sulla crescita della sua ricerca.
M. S. S.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
2016
2017
CdS
no, dicono che Luxottica è
tornata al modello padronale.
«Un “padrone” che decide
di dimezzare le sue azioni per
essere parte di un gruppo più
grande, come stanno facendo
le corporation di tutto il mondo, lascio giudicare agli altri
se sia un difetto. Penso, invece, che se l’Italia avesse più casi come Luxottica saremmo il
Paese più bello d’Europa».
Cosa pensa della nuova governance di Unicredit, banca
di cui lei è uno dei grandi
azionisti?
«Penso che Unicredit si stia
muovendo nel solco giusto.
Certamente, finché i tassi saranno così bassi tutte banche
del mondo si trovano in difficoltà, ma la situazione finanziaria di istituti come Unicredit
e IntesaSanpaolo non è di
quelle che possano preoccupare. Piuttosto Unicredit dovrebbe unirsi a qualche altra banca
come ha fatto Intesa con il San
Paolo, si pone anche per gli
istituti di credito il tema delle
dimensioni che vale per tutte
le aziende. Ma questo è solo il
mio pensiero personale».
La Fondazione che ha appena costituito avrà legami
con Luxottica? Potrebbe, in
un futuro, per esempio detenere quote del gruppo degli
occhiali, un po’ sul modello
scelto da Giorgio Armani?
«Assolutamente no. La Fondazione è una iniziativa di Delfin, quindi personale della famiglia Del Vecchio. Luxottica
non è, e non sarà, in alcun modo coinvolta».
Come vede la situazione
italiana? E le prossime elezioni?
«Cosa vuole che dica? È un
teatro dove gli attori promettono tutti più o meno le stesse
cose. Direi che oggi il cittadino
ha più domande che risposte».
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14
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
#
Esteri
Merkel e Macron al fianco dell’Italia
«Inaccettabile il rifiuto sui migranti»
● Il commento
Militari in Sahel
nell’interesse
di Roma
(non di Parigi)
Parte la seconda fase sulla Brexit. L’Eliseo spinge per accelerare le riforme dell’eurozona
di Franco Venturini
DAL NOSTRO INVIATO
Germania e Francia
hanno rilanciato la richiesta di
solidarietà avanzata dall’Italia
all’Unione europea per il ricollocamento dei rifugiati,
bloccata dall’opposizione dei
quattro Paesi dell’Est del gruppo di Visegrad. Al termine della due giorni del Consiglio dei
capi di Stato e di governo, a
Bruxelles, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron hanno criticato il «no» di
Polonia, Ungheria, Repubblica
Ceca e Slovacchia, appoggiate
ancora dal presidente polacco
del summit Donald Tusk (nonostante le molte contestazioni al suo precedente sostegno).
«Non possiamo accettare
che nella maggioranza delle
aree ci sia solidarietà, mentre
in altre no», ha dichiarato Merkel in una conferenza stampa
congiunta con Macron , che ha
proposto «solidarietà sul piano interno» per il ricollocamento dei rifugiati perché
«non possiamo limitarla agli
interventi internazionali». Il
premier Paolo Gentiloni da
tempo vorrebbe il rispetto delle quote obbligatorie già concordate dall’Ue e la riforma del
Trattato di Dublino, che ora
assegna i profughi al Paese di
primo arrivo penalizzando Italia, Grecia e Spagna. I quattro
di Visegrad, invece, intendono
contribuire solo ad allontanare i migranti alle frontiere e
fuori dai Paesi Ue. Il premier
ungherese Viktor Orban ha
parlato di «combattimento»
per «respingere con successo
gli attacchi» al summit. Gentiloni ha accusato Visegrad di
«indisponibilità inaccettabile» e Tusk per aver accreditato
«la possibilità di considerare
le decisioni dell’Unione (sulle
quote, ndr) come un optional». Il presidente del Consiglio Ue ha però promesso di
provare a convincere i leader
della Polonia ad accettare «soluzioni più consensuali» nel
2018.
Nel vertice con 27 Paesi
(senza la britannica Theresa
May) sono stati approvati la
prima frase del negoziato sul-
Posizioni
BRUXELLES
Reali inglesi
Harry e Meghan
sposi a maggio
L
a data è finalmente
fissata: il principe
Harry e l’attrice
americana Meghan Markle
si sposeranno il 19 maggio
nel castello di Windsor. Il
matrimonio sarà celebrato
nella cappella di San
Giorgio, la stessa in cui fu
«benedetta» l’unione di
papà Carlo con Camilla.
● I Paesi di
Visegrad
(Ungheria,
Repubblica
Ceca, Polonia e
Slovacchia V4) si
impegnano a
contribuire con
36 milioni di
euro al Trust
Fund dell’Ue
per l’Africa.
Risorse
inferiori a
quelle dell’Italia
(102 milioni di
euro) e della
Germania (54
milioni di euro)
Sorrisi
Il presidente
francese
Emmanuel
Macron, 39 anni,
con la cancelliera
tedesca Angela
Merkel, 63
l’uscita del Regno Unito dall’Ue e il via libera a iniziare la
seconda sul periodo di transizione (a gennaio) e sulle relazioni commerciali del dopoBrexit (a marzo). Gentiloni ha
condiviso con molti premier
che «la seconda fase sarà molto complicata».
Merkel e Macron hanno indicato marzo per concordare
una posizione comune sulle
riforme e sul potenziamento
dell’Unione economica e monetaria, in modo da produrre
le prime decisioni nel giugno
prossimo. Entrambi hanno accolto l’esortazione in questo
senso del presidente della Bce
Mario Draghi, che al summit
ha sollecitato i leader ad attuare interventi «nazionali e nella
zona euro» per «essere pronti» in caso di nuove crisi. Tusk
ha annunciato a marzo un Eurosummit dei 19 capi di governo della zona euro per definire
i principali progetti (Fondo
monetario europeo, ministro
unico delle Finanze, garanzia
comune sui depositi bancari).
Ivo Caizzi
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● I V4 restano
contrari alle
quote
obbligatorie
delle
ricollocazioni
dei migranti in
nome di una
«solidarietà»
tra Paesi Ue
S
enza grandi clamori il
governo ha deciso di
trasferire cinquecento
nostri soldati dall’Iraq al
Niger. Facendo capo al
fortino di Madama, che in
altri tempi ospitò la
Legione Straniera
francese, i nostri militari
effettueranno missioni di
sorveglianza nel Sahel
nigerino e cureranno
l’addestramento delle
truppe locali.
La decisione ha due
motivazioni fondamentali.
La prima riguarda i flussi
migratori che dall’Africa
sub-sahariana
raggiungono le coste della
Libia per poi tentare di
passare in Italia. La rotta
che parte dal Niger è forse
la principale tra quelle che
i migranti percorrono
assieme a contrabbandieri
e jihadisti, e la sua
sorveglianza armata
dovrebbe sortire un effetto
dissuasivo contribuendo
al calo già riscontrabile
delle partenze. La
missione militare italiana
va dunque inquadrata in
una strategia complessiva
che prevede di aiutare le
economie dei Paesi di
origine, di scoraggiare la
percorrenza delle vie
desertiche verso la Libia e
le sue coste, e infine di
trovare un equilibrio tra
esigenze umanitarie (in
particolare nei confronti
dei rifugiati) e limitazione
dei flussi marittimi diretti
verso l’Italia. Quest’ultimo
capitolo è al centro di
polemiche per i crudeli
maltrattamenti che alcune
milizie libiche impongono
ai migranti «fermati», ma
comportamenti atroci
erano in realtà noti a tutti,
anche alle Nazioni Unite,
ben prima del
documentario della Cnn.
Una soluzione accettabile
dovrà essere trovata, e far
diminuire gli arrivi in
Libia ne è parte essenziale.
La seconda motivazione
rientra nella lotta al
terrorismo. Dopo le
sconfitte in Iraq i
superstiti uomini dell’Isis,
assieme alle formazioni di
Al Qaeda nel Maghreb,
stanno tentando di far
nascere un Califfato di
riserva nella regione del
Sahel. Gli americani, i
francesi e i tedeschi, già
presenti nell’area, hanno
lanciato l’allarme, e ora
l’Italia si unisce a loro.
Anche per evitare che i
jihadisti cerchino un
contatto, se non una
alleanza, con i trafficanti
di uomini che agiscono in
Libia.
Si è detto che il
presidente del Consiglio
italiano Paolo Gentiloni ha
voluto fare un favore alla
Francia, che ha migliaia di
uomini nel Sahel. Nulla di
strano se così fosse, nello
spirito europeo. Ma in
gioco sono soprattutto
nostri interessi nazionali.
fventurini500@gmail.com
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ESTERI
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
15
Sudafrica
di Michele Farina
Sfidante
● Nkosazana
Dlamini-Zuma,
68 anni,
ministro della
Sanità del
Sudafrica libero
dal 1994 al
1999, ex
moglie
dell’attuale
leader dell’Anc
Jacob Zuma,
dal 2009
presidente del
Sudafrica. La
corsa alla
prima poltrona
dell’African
National
Congress, lo
storico partito
anti-apartheid,
si gioca tra lei e
Ramaphosa
● Zuma conta
sulla vittoria
dell’ex moglie
(da cui spera di
ottenere un
occhio di
riguardo sui
casi di
corruzione in
cui è coinvolto)
Ha 65 anni e 450 milioni in
tasca, è stato sindacalista contro il regime bianco e capitano
d’industria nella Nazione Arcobaleno. Ha guidato la stesura della Costituzione sudafricana, una delle più belle (e
inascoltate) del mondo e poi
ha cambiato passione: ha appena pubblicato un libro sulle
amate Ankole, le vacche dalle
lunghe corna. Per Cyril Ramaphosa comincia il weekend
più importante della vita: potrebbe realizzare il sogno coltivato tra le baracche di Soweto e le chiese dove è cresciuto,
all’ombra di un padre poliziotto e di una madre che faceva
birra clandestina in casa: «Un
giorno sarò presidente».
CR17 (per i fan) arriva favorito alla Conferenza dell’Anc che
si apre oggi a Johannesburg.
L’African National Congress
elegge il nuovo leader di un
partito-egemone ridotto ai minimi storici, un leader che sarà
comunque il candidato da battere alle presidenziali del 2019.
La donna che può sfilargli il
sogno è Nkosazana DlaminiZuma, veterana anti-apartheid
nonché ex moglie (tuttora alleata) di Jacob Zuma, il presidente che dopo 10 anni di
scandali e insabbiamenti lascia la poltrona che fu di Nelson Mandela. Nella conta dei
delegati provinciali CR17 parte
in vantaggio, ma lo scrutinio
finale è segreto e la squadra
Zuma potrebbe ribaltare con
qualche «trucco» i pronostici.
Il Sudafrica che segue la ga-
Ieri e oggi Ciryl Ramaphosa, 65 anni, favorito nella corsa alla poltrona di presidente dell’Anc. A destra, con Nelson Mandela nel 1996 alla firma della nuova Costituzione
CR17 alla partita finale
L’ex pupillo di Mandela
contro la squadra Zuma
Ramaphosa, ex sindacalista milionario, guiderà l’Anc?
Corriere.it
Sul sito del
«Corriere della
Sera» la storia
e le immagini
della sfida
al vertice
dell’Anc in
Sudafrica
ra ai vertici dell’Anc naviga in
cattive acque. Debito pubblico
alle stelle, crescita all’1%, disoccupazione al 30%. L’era Zuma è già ricordata come l’era
della corruzione. Jz conta sull’ex moglie per evitare di passare la pensione in tribunale o
in galera, visto che la magistratura ha rispolverato i 18 capi d’imputazione sul suo conto. Ramaphosa ha vissuto gli
ultimi 5 anni da vicepresidente, prendendo le distanze dal
boss solo di recente (come la
maggioranza del partito).
L’etichetta affibbiata al sistema Zuma («state capture», la
razzia dello Stato) vale in parte
per lui e per tutto l’Anc. Ma è
anche vero che Jz nel 2012 accettò Ramaphosa come vice
per minare le sue mire piuttosto che sostenerle. CR17 ha
evitato le trappole, e ora si presenta come mister anti-corruzione. Forte è la tentazione di
vedere la sua corsa come la
chiusura di un cerchio e la riapertura di un sogno: dopo la
liberazione di Mandela nel
1991, la stella di «Cyril il negoziatore» brillò in una stagione
cruciale. Da segretario generale dell’Anc guidò la danza dei
negoziati con il regime bianco
di Frederik de Klerk, arrivando
al compromesso che assicurò
il passaggio alla democrazia.
Dice tutto lo sguardo raggiante
dell’ex sindacalista quarantenne (nei panni di presidente
dell’Assemblea Costituente)
mentre osserva Mandela (che
lui chiamava Tata, papà) firmare la nuova Carta.
Poi Mandela scelse come vice Thabo Mbeki. E «il figlio»
offeso si diede agli affari,
sfruttando il sistema che costringeva le imprese a chiamare sulla tolda neri ben introdotti. Il difensore dei minatori
diventò proprietario di miniere. A Marikana, nel 2012, la polizia sparò su lavoratori che
scioperavano contro di lui.
Macchie sulla maglia di CR17.
Che ora cerca il riscatto. E se va
male? Potrebbe guidare un
nuovo partito. O dedicarsi alle
amate Ankole, le vacche dalle
lunghe corna.
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Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
ESTERI
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
Diplomazie
di Danilo Taino
La (lenta) crisi
tedesca che lascia
orfana l’Europa
L
entamente, ma si
muove. La politica
tedesca ha fatto ieri
un piccolo passo verso un
possibile scioglimento
dell’impasse sulla
formazione di un nuovo
governo: 82 giorni dopo le
elezioni del 24 settembre.
Il leader socialdemocratico
Martin Schulz (foto sopra)
ha fatto sapere che il suo
partito, Spd, inizierà
colloqui esplorativi con il
blocco conservatore di
Angela Merkel, Cdu-Csu,
con la mente aperta.
Aperta nel senso che non è
detto che si arrivi a una
formula piena di Grande
Coalizione, come quella in
essere dal 2013, ma si
potrebbero concordare
soluzioni più creative,
come un governo detto di
collaborazione che si
darebbe un programma
limitato e poi lascerebbe a
maggioranze diverse in
Parlamento le altre leggi
oppure un governo di
minoranza Cdu-Csu
appoggiato dall’esterno
dalla Spd. Merkel punta a
una piena Grosse
Koalition. La soluzione
finale non è scontata:
potrebbe anche saltare
tutto, con l’esito di nuove
elezioni. I partiti
interessati sono divisi al
loro interno e i tre leader
— Merkel, Schulz e il
bavarese Horst Seehofer —
sono deboli, reduci tutti
dalla sconfitta elettorale di
settembre. In più, le
posizioni su temi come
immigrazione, tasse,
politiche sociali ed Europa
sono lontane. Se si farà,
sarà comunque un governo
di chi ha perso e senza una
spina dorsale comune. In
ogni caso, Schulz ha fatto
sapere che i colloqui
esplorativi inizieranno con
l’anno nuovo e che la Spd
terrà una convention per
decidere o meno di aprire
trattative formali di
programma il 14 gennaio.
Se tutto andrà per il
meglio, a Berlino potrebbe
formarsi un governo a
febbraio inoltrato. Ma c’è
chi parla di Pasqua. La
lentezza della crisi politica
non è tanto un problema
per la Germania: la banca
centrale tedesca, la
Bundesbank, e il maggiore
centro di studi economici,
l’Ifo di Monaco, hanno
previsto che nel 2018 il
Paese crescerà del 2,6%,
con governo o senza. I
problemi maggiori sono in
Europa, dove la distrazione
domestica tedesca non
solo blocca ogni decisione
ma lascia la Ue in una certa
confusione, senza la
leadership alla quale era
abituata: tutti per i prati,
fuori dal sentiero Merkel.
@danilotaino
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La nuova sede
dal nostro corrispondente
a Londra Luigi Ippolito
C’
è una nuova fortezza sul Tamigi:
ed è made in America. La futura ambasciata degli Stati Uniti a Londra è ormai pronta e verrà aperta in gennaio:
ma più che a una sede diplomatica assomiglia a un castello medievale in versione ipertecnologica, con tanto di fossato pieno d’acqua sul davanti
per bloccare eventuali camion-bomba.
«È difficile pensare a un
progetto che rifletta meglio
l’attuale sforzo per mantenere
un’immagine democratica
mentre si è sotto costante minaccia di attacco», ha scritto il
New York Times. E in effetti la
nuova ambasciata è tutta pensata in chiave antiterrorismo: è
un edificio appoggiato su colonne che da fuori somiglia a
un gigantesco alveare, rivestito
di pannelli a forma di siepe
rinforzati in acciaio. Le pareti
sono in vetro anti-esplosione
spesso quindici centimetri: e
sono punteggiate da stelline
per dissuadere anche gli uccelli dall’andare a sbatterci
contro. La costruzione è alta
dodici piani ed è a una distanza di sicurezza di trenta metri
dalla strada più vicina. Oltre
che dal fossato, è protetta da
trincee e terrazze sopraelevate
ed è rivestita di materiale che
la mette al riparo da intercettazioni elettroniche.
La Fortezza America è costata un miliardo di dollari ed è
l’ambasciata più cara mai costruita nella storia. È attrezzata
per ospitare 800 persone dello
Buckingham
Palace
Tamigi
LONDRA
Tower
Bridge
NINE ELMS
La nuova
ambasciata
Usa
5
1
2
3
4
6
Fortezza
America
7
Fonte: Us embassy in London
LafuturaambasciataUsaaLondra
ècircondatadaunfossato,come
uncastello.Econlesuestraordinarie
protezionidicemoltodelPaesedioggi
staff oltre a un contingente di
Marines ed è dotata di un bar,
una palestra e una clinica medica. Il budget originario era
di soli 275 milioni, ma poi è
schizzato verso l’alto man mano che le esigenze di sicurezza
aumentavano. Avrebbe dovuto
1 Ingresso per
il personale
2 Profondo fossato
per evitare ingressi
non autorizzati
3 Sentiero di presidio
delle guardie armate
4 Accesso al parcheggio
sotterraneo
5 Facciata rivestita
da pannelli a forma
di siepe rinforzati
in acciaio
Pareti in vetro antiesplosione spesso
15 cm
6 Fossato pieno
d’acqua per bloccare
eventuali
camion-bomba
7 Fitte siepi
nascondono
delle colonnette
Corriere della Sera
essere inaugurata da Obama,
ma per il varo ufficiale bisognerà attendere la visita di Donald Trump: che non è chiaro
se riuscirà mai a concretizzarsi, visto il clima di ostilità diffuso in Gran Bretagna verso
l’inquilino della Casa Bianca.
Anche se in realtà la nuova
ambasciata è un po’ lo specchio della sua presidenza: l’architetto che l’ha progettata
aveva in mente di «dare forma
ai principi della democrazia»,
ma il Guardian ha osservato
che «se quei principi, sotto
l’attuale amministrazione, sono stiracchiati fino ai limiti del
plausibile», allora il nuovo
edificio ne è la metafora perfetta.
La sede diplomatica riflette
anche la nuova filosofia della
presenza americana nel mondo: le rappresentanze tradizionali erano ubicate nel centro
delle città, come quella a Roma in Via Veneto o quella a
Berlino a due passi dalla Porta
di Brandeburgo. E anche la
vecchia ambasciata a Londra
era a Grosvenor Square (di
fronte a quella italiana), fra
Oxford Street e Bond Street.
Gli americani avevano avuto
una presenza nella zona di
Mayfair fin dall’arrivo del loro
primo ambasciatore, John
Adams, nel 1785. E Grosvenor
Square aveva ospitato il quartier generale di Eisenhower
durante la Seconda guerra
mondiale, tanto da diventare
nota come la «Little America».
Ora i diplomatici americani
traslocheranno a Battersea, a
sud del Tamigi, a debita distanza dalla City, da Buckingham Palace o da Westminster: il fossato fra l’America e il
mondo si è fatto più largo.
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● Le altre residenze
VECCHIO STILE
Qui sopra, l’ambasciata
americana a Tel Aviv, tra il
mare e il centro della città.
In alto, la nuova sede Usa a
Berlino, di fianco alla Porta
di Brandeburgo, cuore
della capitale tedesca
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Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
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Cronache
Il piano per farlo a pezzi
nella camera della morte
ispirandosi alla fiction tv
sciando il bidone sui sedili coperto da un cartone».
Carezze dopo la morte
Milano, gli aguzzini di La Rosa cercavano in rete come eliminarlo
MILANO Hanno ammazzato e
mentito. Ha mentito Antonietta Biancaniello e non soltanto
perché s’è assunta l’intera colpa: fermata alle 11 di giovedì
sulla superstrada Milano-Meda allo svincolo di Varedo, con
il cadavere di Andrea La Rosa
nel bagagliaio della Lancia Y
all’interno di un bidone blu da
duecento litri, aveva ripetuto
che il fusto conteneva gasolio.
E ha mentito Raffaele Rullo:
aspettava la madre in un box
di Seveso con 24 flaconi di acido muriatico per sciogliere il
corpo dell’ex calciatore scomparso il 14 novembre. Anziché
la donna si erano presentati gli
investigatori, i quali gli avevano riferito cosa avevano trovato sulla macchina. Lui aveva
finto un’aria da duro ma poi gli
si erano bagnati i pantaloni
come un bambino.
Cellophane e motosega
Due balordi forse già «uniti»
in un traffico di auto per truffare le assicurazioni. Una madre 59enne, vedova. Un figlio
35enne, tecnico informatico,
due piccole e una moglie che
sapeva («Non sei da solo, fossi
da solo ammazza le persone,
Assassini Raffaele Rullo, 35 anni, e la madre Antonietta Biancaniello 59 anni (Photo Masi)
bruciale...» urlava intercettata). Biancaniello e Rullo si sono aiutati in un piano premeditato. Con uno studio in Rete
e informazioni sui casi di cadaveri sciolti nell’acido a cominciare da Giuseppe Di Matteo per ordine di Totò Riina, e
sui calcoli del rapporto tra altezza e volume corporei per
calibrare le quantità necessarie di liquido. Un piano che si è
ispirato alle serie televisive. La
cantina dove La Rosa, socio di
un’azienda di consulenza, è
stato assassinato, è apparsa
un’emulazione di «Dexter»,
che racconta di un esperto forense di tracce ematiche divenuto serial killer. Sui muri della cantina 29, che non appartiene ai Rullo ma a un vicino,
resistono i segni dello scotch
che univa i cellophane appesi
per non macchiare le pareti di
sangue. Siamo in fondo a un
corridoio nella pancia del palazzo popolare di via Cogne 20,
a Quarto Oggiaro. Qui è stato
ucciso La Rosa, 35 anni, «agganciato» da Rullo mentre,
ben vestito e con un Rolex al
polso, cenava con la fidanzata
Serena, ex hostess, donna dai
contatti occasionali. Per esempio con lo stesso assassino.
L’ultimo sms
Sembra che La Rosa, che aveva
prestato a Rullo 38mila euro
non restituiti, sia stato narco-
Fidanzata
● Estella
Serena, ex
hostess, era la
fidanzata di
Andrea La Rosa
(Photo Masi)
tizzato e soffocato, dopo un
appuntamento al McDonald’s
di viale Certosa. Aveva paura di
quell’incontro, Andrea. A un
amico aveva inviato un sms:
«Se mi rapiscono sai dove sono». Il taglio alla gola sarebbe
il segno di un tentativo di
smembrare il cadavere. Biancaniello e Rullo avevano comprato una motosega. Forse,
dopo quell’incisione sul collo
della vittima, si erano spaventati. Il progetto iniziale non
prevedeva alternative: fare a
brandelli il corpo e scioglierlo
nell’acido. Per un mese, quel
bidone con il cadavere era stato conservato in un’officina di
via Litta Modignani. Seppur sigillato con il nastro adesivo,
emanava un odore tremendo.
Il proprietario del deposito
aveva sollecitato madre e figlio
per portarsi via il fusto. I due
avevano semplicemente preso
atto. Con un’atroce naturalezza. Raccontano i carabinieri
della Omicidi: «Biancaniello
ha fermato l’auto in doppia fila, è scesa, ha bevuto un caffé e
ha fumato lentamente, la-
Vittima Andrea La Rosa, ex calciatore di serie C e
direttore sportivo del Brugherio. Aveva 35 anni
Trasferita in caserma, Biancaniello aveva tolto il cappotto e
l’aveva gettato su un sedile:
«Aprite pure il fusto. Io mi avvalgo della facoltà di non rispondere». Il suo successivo
interrogatorio è stato breve,
una ventina di minuti. Venti
minuti di menzogne: «La Rosa
mi ha minacciata. “Stia attenta, io lo so dove abita lei e suo
figlio”. Gli ho detto che dovevo
andare in cantina a fare ordine. L’ho attirato con un tranello. Ho preso un taglierino o un
coltello dalla tasca e l’ho colpito al collo. Dopo sono andata a
casa, mi sono fumata le mie sigarette e ho pensato che così
mio figlio era tranquillo. Ho
salutato le ceneri di mio marito, la foto di mio padre, di mio
suocero. E ho accarezzato mia
figlia Sara che dormiva».
Andrea Galli
Cesare Giuzzi
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Aste truccate
Ville in Sardegna
Il giudice
le assegnava
ai colleghi
M
agistrati che premiano altri magistrati nell’aggiudicazione di ville superlative.
Avvocati che, in virtù
dell’amicizia con presidenti
del Tribunale locale, si
prestano a dissuadere altri
avvocati dall’eccepire.
Colleghi degli uni e degli
altri che, interpellati dagli
ispettori del ministero della
Giustizia, su possibili
turbative d’asta oppongono
un incrollabile mutismo. È
lo scenario descritto
nell’ordinanza che ha
portato ieri alla sospensione del giudice Alessandro
Di Giacomo, in servizio a
Sassari. Il magistrato
avrebbe contribuito a
veicolare l’acquisto di una
villa a Baja Sardinia, Porto
Cervo, alla figlia del potente
presidente della Corte
d’Appello di Cagliari,
Francesco Mazzaroppi,
Chiara e al suo compagno
Andrea Schirra. In soccorso
il perito Ermanno Giua
avrebbe attestato
invalicabili limiti della
proprietà fra cui un
pignoramento inesistente.
Tutto per consentire ai
Mazzaroppi-Schirra di
acquistare a una cifra
ridicola (e senza
concorrenti) il favoloso
immobile. La villa ceduta a
meno di 500mila euro
potrebbe essere rivenduta
per alcuni milioni.
L’inchiesta dell’ aggiunto
Paolo Ielo e del pm Stefano
Fava oltre a ricostruire le
tecniche attraverso le quali,
in barba ai creditori della
proprietà (la Rebus srl)
sarebbe stato pilotato
l’affare, fa luce su altre
dubbie acquisizioni di
terreni e case. Buoni affari
che avrebbero gratificato
Mazzaroppi. Indagati anche
Tomasina Amadori,
Giuliano Frau e Francesca
Debidda. Il provvedimento
è della gip Giulia Proto.
Ilaria Sacchettoni
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CRONACHE
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
Le due ex di Bellomo
e una denuncia
per maltrattamenti
Le notizie
MILANO Non solo le allieve delle
lezioni per la preparazione al
concorso in magistratura, anche con le fidanzate Francesco
Bellomo sembrerebbe aver
avuto qualche problema. Tra
le tante che vanta di aver conquistato, due lo hanno accusato di vessazioni, ingiurie, minacce e maltrattamenti dopo
relazioni tempestose troncate
da loro e finite nelle mani degli avvocati, in un caso anche
in Tribunale.
Una delle due donne (la cui
identità viene coperta per rispettarne la privacy) lo aveva
conosciuto nel 2004 via internet ed era rimasta affascinata
da quel brillante magistrato
del Tribunale amministrativo
regionale della Puglia. All’affinità culturale si aggiunse quella sentimentale con una rela-
stavolta nei giorni successivi,
sostenne lei, ricominciarono i
messaggi e le telefonate in cui
Francesco Bellomo da un lato
tentava di convincerla a tornare insieme, dall’altro la minacciava di denunciarla per le lesioni che diceva di aver subito
a una gamba per un calcio
sferrato durante il litigio.
La donna, dichiarò poi lei
stessa, sarebbe stata pronta
anche a perdere il posto di magistrato dopo tanti anni di sacrifici e di studi se ci fosse stato un giudice che l’avesse condannata per quell’episodio, e
quando Bellomo la querelò e
le fece causa chiedendole anche un milione di euro per i
danni alla gamba dicendo che
era stato lui a chiudere la relazione, rispose con una denuncia per diffamazione, ingiuria,
molestia e minacce, allora il
reato di stalking in Italia non
c’era ancora, e una causa civile
per i danni di quella che definì
una persecuzione.
Lo scontro legale si concluse quando i reciproci avvocati
trovarono un accordo che sanciva la chiusura definitiva delle cause e il ritiro delle querele. Durante la battaglia legale,
però, emerse anche una nuova
storia. Un’altra ragazza aveva
accusato Francesco Bellomo di
Scontro fisico
Il consigliere di Stato
insisteva per tornare
insieme a lei, si videro
e l’incontro degenerò
I carabinieri
Nel 2005 una donna
chiamò i carabinieri:
lui non voleva spostarsi
dalle scale di casa
zione che durò una decina di
mesi nel 2005. Nello stesso anno, quando ormai il rapporto
stava volgendo al termine, lei
partecipò per alcune settimane ad uno dei primi corsi della
Scuola di formazione giuridica
avanzata tenuti da Francesco
Bellomo a Milano. In quel periodo non c’erano ancora le
modalità, per così dire, organizzative, come quel codice di
abbigliamento imposto alle
donne (minigonna, tagli a
spillo, trucco), che potrebbe
costare a Bellomo, che ora è
consigliere di Stato, la destituzione dalla magistratura amministrativa dopo le denunce
di alcune allieve.
Quando all’inizio del 2006
lei decise di troncare la storia,
lui fece di tutto per riallacciare
il loro legame sentimentale insistendo con messaggi e telefonate offensive e minacciose,
averla infastidita dopo che lei
aveva deciso di chiudere la loro relazione d’amore. Come
quella volta che, era l’estate del
2005, si sarebbe seduto sulle
scale di casa dicendo che non
si sarebbe mosso di lì finché
non le avesse potuto parlare.
Per farlo andare via dovettero
intervenire i Carabinieri.
Lui, sostenne l’avvocato di
questa seconda donna, avrebbe tentato anche di obbligarla
a fargli delle scuse formali minacciando di denunciarla se
non lo avesse fatto, a meno
che non avesse riallacciato il
loro rapporto. Riuscì anche a
convincere la prima donna di
questa storia a telefonare alla
seconda per fare da paciere ed
evitare che lei arrivasse a querelarlo.
Giuseppe Guastella
gguastella@corriere.it
Già nel 2006 una ragazza, oggi magistrato, lo querelò
Serata
Il magistrato
Francesco
Bellomo
a Milano nel
2013 in una
immagine dal
sito «Corso di
Magistratura»
almeno stando a quanto la
donna dichiarò querelandolo.
Dopo che per diversi mesi i
legami si erano interrotti, superati gli scritti del concorso
in magistratura, lei volle ricontattarlo come ex allieva perché
voleva informarlo che aveva
avuto successo.
Da quel momento in poi, sostenne la donna negli atti giudiziari, lui avrebbe tentato ossessivamente per settimane di
riallacciare la relazione anche
con il pretesto di aiutarla negli
studi per l’orale che erano
molto impegnativi. Superata
anche questa prova d’esame,
lei decise di mettere la parola
fine a una storia che ormai viveva come intollerabile. Volle
vederlo di persona, ma l’incontro degenerò in una lite
che arrivò perfino allo scontro
fisico.
Come in un’altalena, anche
I Regeni ottengono
gli atti dall’Egitto
La vicenda
● Francesco
Bellomo,
membro del
Consiglio di
Stato, è stato
denunciato dal
padre di una
delle ragazze
che
frequentavano,
alla sua scuola
«Diritto e
scienza», i corsi
preparatori
all’esame
da magistrato
● Bellomo è
accusato di
avere imposto
alle corsiste di
indossare
minigonna,
tacchi a spillo e
di avere un
trucco marcato
● Sul
magistrato è
stato aperto un
procedimento
disciplinare
dal Consiglio di
Stato
● Sono state
aperte anche
indagini dalle
Procure di
Piacenza e di
Bari
● Per Davide
Nalin, 38 anni,
pubblico ministero a Rovigo,
collaboratore
di Bellomo, il
Csm deciderà
entro lunedì
sulla eventuale
messa fuori
organico
Dopo mesi di rinvii e richieste andate a vuoto, la famiglia di Giulio Regeni è riuscita ad avere il fascicolo
dell’indagine egiziana sulla
scomparsa e la morte del
giovane ricercatore friulano, sequestrato, torturato e
assassinato al Cairo tra la
fine di gennaio e l’inizio di
febbraio del 2016. Ieri l’avvocato Alessandra Ballerini
ha ricevuto al Cairo dai suoi
colleghi egiziani (che le avevano avute dalla Procura
generale) oltre un migliaio
di pagine scritte in arabo,
che ora andranno tradotte e
studiate.
Molotov contro
commissariato Prati
Attentato ieri sera contro il
commissariato di polizia Prati
che si occupa della sicurezza
dello stadio Olimpico. Una
molotov è stata lanciata da un
uomo in scooter contro i
veicoli parcheggiati: le
fiamme hanno danneggiato
un furgone della polizia,
sfiorando l’auto di un agente.
(R.Fri.)
Addio ad Artom
ex di Fiera Milano
Morto ieri, all’età di 86
anni, Guido Artom. Nato in
una famiglia ebraica,
durante la Seconda guerra
mondiale avevano trovato
riparo in Svizzera. Tornato
in Italia nel 1946, alla morte
del papà, eredita l’industria
tessile di famiglia. Attento
al sociale e all’esigenze dei
lavoratori, ha presieduto
Federtessile, la Fiera di
Milano ed è stato
vicepresidente di
Confindustria. Nel 1992 è
stato assessore al Bilancio
nella giunta Borghini a
Milano.
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Delpini e il processo a don Galli: «Piena collaborazione»
Milano, il sacerdote accusato di abusi sessuali su un 15enne. La Curia: vicenda che suscita sofferenza
MILANO Dopo molte false partenze si è di fatto aperto, martedì scorso, il processo a carico
di don Mauro Galli, prete accusato di violenza sessuale ai
danni di un quindicenne. Il dibattimento è stato nuovamente aggiornato al marzo 2018,
ma come ogni precedente
udienza consumata da questioni procedurali, anche questa volta il passaggio in tribunale della vicenda è stata occasione per allusioni e sospetti
che puntano dritto al vertice
della chiesa ambrosiana di
quel periodo e, in particolare,
all’attuale arcivescovo Mario
Delpini — da settembre successore del cardinale Angelo
Scola e in precedenza vicario
generale — e all’attuale vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada. Al punto da suscitare,
ieri, una replica della Curia.
I fatti sono ambientati a
Rozzano, popoloso Comune
Il caso
● Si è aperto
martedì il processo a carico
di don Mauro
Galli, accusato
di violenza sessuale ai danni
di un 15enne
● L’accusa dei
parenti è che
l’arcidiocesi (in
foto l’arcivescovo Mario
Delpini) abbia
cercato di insabbiare i fatti
dell’hinterland Sud di Milano,
e risalgono al dicembre 2011,
quando don Galli ospita, il ragazzino a dormire per una notte a casa propria. Successivamente salta fuori che il prete
ha diviso con il quindicenne il
suo letto a due piazze. Dal primo racconto non emerge alcun abuso — sottolinea oggi
l’arcidiocesi — ma quello del
sacerdote viene subito considerato un atteggiamento «gravemente imprudente» e per
questo don Mauro «viene anzitutto affidato a un psicologo» e, nel marzo 2012, trasferito in via «cautelativa» a Legnano dall’allora vicario generale
monsignor Carlo Redaelli.
Seguiranno altri trasferimenti e indagini da parte dei
vertici ecclesiastici, fino alla
sospensione dal ministero sacerdotale «e da ogni attività
pastorale» del maggio 2015.
Anche perché nel frattempo
— nel luglio 2014 — arriva la
denuncia per abusi sessuali da
parte della famiglia del ragazzo. E da quel momento iniziano anche le accuse alla chiesa
di aver «coperto» il caso, mos-
se soprattutto attraverso il sito
Internet dell’«Associazione
sopravvissuti agli abusi sessuali del clero». L’arcidiocesi
sapeva, è in sostanza la tesi,
ma avrebbe cercato di insab-
La replica al direttore di «Famiglia Cristiana»
«Don Rizzolo così ci offende e diffama»
I
giornalisti di Famiglia Cristiana
replicano al direttore, don
Antonio Rizzolo, intervistato ieri
dal Corriere. Parlano di affermazioni
«che non corrispondono al vero» e
«che risultano diffamatorie». Venti
mensilità? «È palesemente falso. Tutti
i giornalisti della Periodici San Paolo
vengono pagati con 13 mensilità, e
con l’indennità redazionale prevista
dal contratto nazionale, quindi come
tutti gli altri colleghi italiani». E poi:
«Don Rizzolo dichiara che “i nostri
giornalisti sono un po’ fuori dal
mondo”. Un’affermazione che oltre a
essere molto offensiva, suona
singolare — scrivono —: a differenza
sua, noi giornalisti laici ci
confrontiamo ogni giorno con mutui,
affitti, spese familiari, figli da
mantenere...». E la messa
dell’arcivescovo disertata? «Ciascuno
era libero. Nessuno di noi per scelta
individuale vi ha partecipato ed è
stata una dolorosa rinuncia ».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
biare attraverso trasferimenti
che inizialmente avrebbero
comunque lasciato don Mauro
a contatto con i ragazzi.
Con l’apertura del dibattimento questa stessa tesi è stata ripresa, ieri, dal quotidiano
Il Giornale, e a quel punto è arrivata la replica dell’arcidiocesi
di Milano che, oltre a ribadire
la piena collaborazione alle indagini, sottolinea di non essere coinvolta nel processo penale e di non essere più nemmeno responsabile civile, dopo revoca della costituzione di
parte civile da parte del ragazzo. E, «nel dolore e nella sofferenza che questa vicenda continua a suscitare», la Curia ricorda anche di non aver «mai
intrapreso azioni risarcitorie».
Il dibattimento ripartirà a
marzo. Probabilmente con il
suo strascico velenoso.
Giampiero Rossi
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CRONACHE
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
23
IL FILM SULLE MOLESTIE
Nina e la scelta di rompere il silenzio
L’eroismo quotidiano contro gli abusi
«Nome di donna» di Mainardi e Giordana con Capotondi. I ricatti dei maschi sul lavoro
Artista
L’attrice
e regista
Cristiana
Capotondi
è nata 37 anni
fa a Roma. Ha
esordito nella
recitazione
nel 1993
(foto Lo Scalzo
/ Ansa)
Il luogo
Villa
Mazzucchelli
a Ciliverghe,
nel Bresciano,
è il set delle
scene del film
«Nome
di donna»
(foto di Angelo
Turetta)
di Pierluigi Battista
I
SEGUE DALLA PRIMA
l grande «segreto» raccontato dal regista Marco Tullio Giordana e dalla sceneggiatrice Cristiana Mainardi e interpretato sullo schermo da Cristiana
Capotondi è questo: il sopruso
del potere (maschile) che ricatta le donne che lavorano.
«Il potere che manifesta lati
oscuri che ancora dobbiamo
indagare, il potere degli uomini sulle donne, non giriamoci attorno», sottolinea
Giordana. Qualcosa di più della molestia sessuale sul posto
di lavoro, che poi è la bomba
deflagrata con la denuncia dei
comportamenti predatori di
Weinstein e che poi ha provo-
I volti
● La
sceneggiatrice
Cristiana
Mainardi
e il regista
Marco Tullio
Giordana
(foto Getty)
Immagino le storie della loro
vita, i lavori che danno loro la
sopravvivenza, le violenze domestiche che sono costrette a
subire. Nessuno sui giornali o
in tv parlava delle molestie.
Oggi è esploso qualcosa, è
esploso mentre il film diretto
da Giordana era praticamente
stato girato. Sono quasi orgogliosa dell’intuizione che abbiamo avuto. O forse è solo il
frutto di una fatica, la fatica di
guardare nelle storie di quelle
donne che non parlano mai e
che nessuno conosce».
«Ho dovuto studiare», aggiunge Giordana, «non è facile capire d’istinto la solitudine
di una donna quando decide
di ribellarsi». Non è facile ribellarsi, per l’esattezza. Anzi, è
tremendamente difficile.
«Non è un film militante», di-
ce Mainardi, «non ha una coloritura ideologica». «Non me
ne sarei interessato se avessi
avuto il sentore di un volantino», le fa eco Marco Tullio
Giordana.
È tutto difficile. La mancata
solidarietà delle colleghe, soprattutto, che subiscono il ricatto e non vogliono che nessuna rompa l’omertà e isolano
chi denuncia, le bucano le
gomme della bicicletta, la insultano davanti alla figlia. Le
incertezze del compagno,
spaccato in due dalla rabbia
per l’umiliazione che Nina deve vivere e i timori per il caso
che può fare clamore. Le sciatterie del sindacato, che difende le donne molestate ma non
sa tutelarle adeguatamente e
con forza quando la denuncia
diventa esplicita. Il ruolo del
potere ecclesiastico, con il potente sacerdote interpretato
da Bebo Storti, che va in soccorso del predatore per non
destare scandalo, ma anche
per un malcelato disprezzo
nei confronti di queste donne
che vanno tenute a bada, nel
recinto del loro silenzio. Ci sono le doppie porte della stanza del presidente davanti alle
quali le donne che lavorano in
clinica si accingono alla trafila
umiliante che dovranno accettare se vogliono continuare
ad avere quell’impiego. Ci sono le divise da infermiere che
il maschio ammalato di potere pretende che le donne indossino in quei colloqui molto particolari.
Cristiana Mainardi insiste
nel dire che il risvolto più difficile da accettare e da concettualizzare è il «mondo di grigi» che si addensa attorno alla figura del maschio prepotente, arrogante, ricattatore.
Non c’è bianco e nero con
confini netti e manichei, almeno nelle forme esteriori.
Non è un mostro, non è un
bruto, non è un violento. Una
lavoratrice, che si era innamorata di lui, si dice stupita
perché in fondo quell’uomo è
pieno di fascino e chissà
quante donne potrebbe avere
La sceneggiatrice
«È difficile accettare
il “mondo di grigi” che
si addensa attorno al
maschio prepotente»
La vittima isolata
Le colleghe le fanno
il vuoto intorno, non
vogliono che lei rompa
il muro di omertà
cato i suoi effetti devastanti
nel mondo dello spettacolo,
del giornalismo, della politica, dell’accademia. E della magistratura, come dicono le rivelazioni di questi ultimi. Un
«segreto» che adesso può essere detto, nominato (mai titolo è stato più in sintonia con
il tempo: «Nome di donna»),
reso esplicito. Può uscire dalle
catacombe della vergogna,
dalle sabbie mobili dell’omertà, dall’oscurità triste della paura. Anche nei posti anonimi,
senza celebrità, senza riflettori, come la clinica privata della
bassa Lombardia dove Nina, la
giovane donna interpretata da
Cristiana Capotondi, è costretta a recitare un ruolo di
vittima nel teatro di ordinaria
ingiustizia che la sceneggiatrice Mainardi definisce
«l’eroismo della quotidianità».
La storia di Nina, nel film
che vedrà la luce al cinema nei
primi mesi del 2018, è appunto la quotidianità consumata
nell’ombra del sopruso non
detto, o meglio di quell’indicibile che non sale mai le scale
della dimensione pubblica. A
chi volete che importi l’inferno a bassa intensità in cui si
consumano i destini delle giovani che devono tenere nella
loro interiorità il senso di
un’umiliazione senza fine?
«Importa a me, perciò ho
pensato di scrivere questo
film. Io esco spesso nell’hinterland milanese, vedo le donne nella provincia, quasi sempre straniere, dell’Est Europa,
tristi, silenziose, in attesa alle
fermate degli autobus o nelle
piccole stazioni ferroviarie.
senza ricorrere alla meschinità del ricatto. Ma appunto, sostiene sempre Mainardi, «la
sua vera perversione è il potere». Il sesso è uno strumento
del potere. Ed è assurdo, continua Giordana, che davvero
non si colga il punto cruciale
in cui l’avance, il corteggiamento diventa «petulanza,
mettere le mani addosso per
segnare una supremazia».
È questo il punto che gli uomini spesso si ostinano a non
vedere. Ci sono mille sfumature, certo. Tanti «grigi». Ma
poi alla fine le mille sfumature non impediscono di vedere
un confine da non oltrepassare. «Nome di donna» è un
film che cerca di rendere più
intellegibili i punti che formano quel confine. Senza
ignorare le contraddizioni, i
contrasti, gli intrecci del bene
e del male. Senza vittimismi,
che talvolta inquinano le denunce di una molestia, di
un’umiliazione, di un abuso
di potere. Perché si abusa del
potere come fine e obiettivo
dell’abuso sessuale, e non viceversa, ciò che con tutte le
complicazioni che rendono il
quadro confuso alla fine diventa il punto dirimente di
uno scenario di squilibrio e di
disparità. Ed è un abuso che si
consuma in silenzio, nei luoghi meno illuminati dalla notorietà e dunque vissuti dalle
vittime con ancor maggiore
disperazione, ancora maggiore rassegnazione. Quando
l’«eroismo della quotidianità» non esce allo scoperto.
«Nome di donna» è invece:
uscire allo scoperto.
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24
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Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
CRONACHE
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
Il team
Lo studio
Luigi Naldini,
58 anni,
direttore
del Tiget,
l’istituto
Telethon
per la terapia
genica,
in mezzo
ai suoi
ricercatori.
Insegna
Istologia
e Terapia
genica
all’Università
«Vitasalute»
San Raffaele
di Milano.
A lui si deve
lo sviluppo
dei primi
vettori
lentivirali
È
una malattia da avvelenamento delle cellule. È rara, colpisce i
bambini, si chiama
mucopolisaccaridosi
di tipo 1, è una delle circa 7.000
malattie genetiche che esistono al mondo. Cure ci sono, sì,
ma non soddisfacenti: ecco
perché la speranza di una vita
migliore, e più lunga, per questi pazienti si appella alla terapia genica.
All’Istituto San Raffaele Telethon di Milano sta partendo
una sperimentazione clinica
che vuole valutare proprio l’efficacia della «somministrazione di geni normali» da sostituire a quelli malati, responsabili della malattia. Ecco come
funziona. «La mucopolisaccaridosi di tipo 1 è provocata dal
difetto di un gene (spazzino, si
direbbe, ndr) che, normalmente, fabbrica un enzima capace di liberare la cellula da
prodotti tossici — spiega Luigi
Naldini, direttore dell’Istituto
San Raffaele Telethon di Milano e professore di Istologia all’Università Vita e Salute San
Raffaele —. Così questi ultimi
si accumulano e provocano
danni. Oggi le terapie disponibili prevedono la somministrazione dell’enzima «normale», per tutta la vita e a costi altissimi , oppure un trapianto
di midollo. Ma sono cure poco
efficaci».
Gli accumuli dei prodotti di
Il virus «veicolo»
«Per trasportare il gene
useremo un virus Hiv»,
dice il professor Naldini
che guida il team
scarto cellulari, infatti, danneggiano il cuore, provocano
deformazioni ossee e colpiscono il sistema nervoso, determinando un ritardo mentale. L’obiettivo della terapia genica è quella di far produrre, in
gran quantità, l’enzima funzionante e di eliminare i depositi della sostanza tossica.
«La nuova tecnica è una
specie di autotrapianto — precisa Naldini —. Come funziona? Si prelevano cellule staminali del sangue del malato, si
inserisce in queste cellule il
gene “sano” e si somministrano le cellule “modificate” al
paziente».
Ma come viene introdotto il
gene sano nelle cellule? Con
un virus «trasportatore». Il
gruppo di Naldini usa un virus
● La parola
TELETHON
«Il mondo a colori»: così
comincia oggi la Maratona
Telethon in Rai (Rete 1) con
una serata di spettacolo
condotta da Antonella
Clerici. Seguirà una
settimana di eventi su Tv
nazionali, regionali e
anche sui social Rai. A
conclusione, su Rai 1, il 23
dicembre, i «Soliti Ignoti
Speciale Telethon»
condotto da Amadeus.
Obiettivo: la raccolta fondi
per sostenere la ricerca
scientifica nelle malattie
rare.
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25
«Geni sani al posto
di quelli difettosi»
Il medico che sfida
la malattia rara
La ricerca al San Raffaele e il progetto Telethon
1
Prelievo
del sangue
2
Cellule staminali
in coltura portatrici
del gene difettoso
3
Virus vettore
(portatore
del gene normale)
5
Ri-inoculazione
nel sangue
Hiv, quello dell’Aids, «addomesticato»: non è più infettivo, ma ha il pregio di far arrivare il gene sano direttamente
nel Dna della cellula.
Il vantaggio della terapia ge-
nica è che si tratta di una cura
«una tantum» e, in altre patologie genetiche curate al San
Raffaele, come la leucodistrofia metacromatica, che colpisce il sistema nervoso, o la sin-
Trasformazione
genetica
4
drome di Wiskott-Aldrich, che
colpisce il sistema immunitario e predispone alle infezioni,
si è rivelata efficace e sicura: ci
sono pazienti che stanno bene
a distanza di otto anni.
«Stiamo vivendo una rinascita della terapia genica, anzi
a una sua esplosione — commenta Naldini —. Dopo alcuni
risultati deludenti nei primi
anni della sua applicazione,
oggi si sta rivelando efficace
nelle malattie rare e un “apripista” anche per la cura di malattie molto più diffuse, come i
tumori».
Nel nostro Paese le ricerche
e gli studi d’avanguardia nel
campo delle malattie rare sono resi possibili anche grazie
al contributo dei cittadini e alla Maratona della Fondazione
Telethon sulle Reti Rai che
promuove la raccolta fondi a
partire da oggi e si concluderà
il 23 dicembre.
Adriana Bazzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Legge e dibattito
Biotestamento,
il sì dei gesuiti
«Testo positivo»
«I
l testo approvato
contiene numerosi
elementi positivi e
rappresenti un punto di
mediazione sufficientemente equilibrato da poter
essere condiviso». Così i
gesuiti scrivono su
«Aggiornamenti sociali»,
promuovendo di fatto la
nuova legge sul biotestamento, approvata in via
definitiva giovedì al Senato
(con 180 voti favorevoli e 71
contrari). Il provvedimento
consente ai maggiorenni di
preparare le cosiddette dat,
le «disposizioni anticipate
di trattamento», in previsione di una malattia che
renda impossibile autodeterminarsi. Una legge che
ha creato molte divisioni,
specie nel mondo cattolico,
con la Cei, ad esempio che
attraverso don Massimo
Angelelli, responsabile per
la Salute, aveva subito
commentato di «non
riconoscersi nella legge».
Fino alla presa di posizione
di ieri del Cottolengo che
ha fatto sapere che non
applicherà le Dat: «Non
possiamo eseguire pratiche
che vadano contro il
Vangelo, pazienza se la
possibilità dell’obiezione di
coscienza non è prevista
dalla legge». Per i gesuiti,
invece «il rifiuto di ogni
ostinazione terapeutica,
imposta una relazione tra
medico e paziente centrata
sulla pianificazione
anticipata delle cure».
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#
26
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CRONACHE
Il caso
di Enrica Roddolo
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
La regina Elena torna in Italia
Ma è polemica in casa Savoia
LasalmadaMontpellieraCuneo.Ilbisnipote:meritavailPantheonaRoma
E
lena, la regina venuta
dal Montenegro, torna in Italia. La nipote
Maria Gabriella di Savoia ringrazia il presidente della Repubblica per
aver dato l’assenso alla traslazione della salma della regina
in Italia. Con una dichiarazione alla Agence France Presse
ha espresso «profonda gratitudine al presidente Sergio
Mattarella, che ha permesso il
trasferimento del corpo in Italia». La salma della penultima
regina d’Italia è stata traslata
ieri da Montpellier, dove era
morta nel 1952 a 79 anni, al
Santuario di Vicoforte, vicino a
Mondovì, nel Cuneese. «Confido che il ritorno in Patria della Salma di Elena di Savoia, la
Regina amata dagli italiani,
concorra alla composizione
della memoria nazionale nel
70° della morte di Vittorio
Emanuele III (28 dicembre
1947) e nel Centenario della
Grande Guerra», ha aggiunto
Maria Gabriella.
«La regina Elena in Piemonte? Nonno Umberto II e il bisnonno Vittorio Emanuele III
si rivolterebbero nella tomba»,
dice al telefono al Corriere Serge di Jugoslavia, bisnipote della regina che adesso, per iniziativa di Maria Gabriella, ha
avuto il via libera dal Quirinale
per il rientro in Italia da Montpellier. La regina, nata in
Montenegro aveva sposato Vittorio Emanuele III, il re che
visse la stagione del secondo
conflitto mondiale e abdicò
poi in favore del figlio Umberto II, il «re di maggio».
Umberto se ne andrà in esilio dopo un brevissimo regno,
a bordo di un Savoia Marchetti
l’indomani del referendum del
1946 tra Monarchia e Repubblica.
Perché principe Serge, non
è una buona notizia che possa
tornare nel Piemonte, terra sabauda, e domani chissà anche
Vittorio Emanuele III? «Perché
i re e le regine d’Italia debbono
riposare al Pantheon a Roma,
e soltanto lì. È dal 1998, quando Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto hanno potuto
far ritorno in Italia che mi fac-
● La parola
CASA SAVOIA
Traggono il
nome dalla
regione in
cui avevano
in origine i
possedimenti. Hanno regnato
in Italia dal
1861 al 1946. Sopra, lo
stemma del re istituito con
un regio decreto nel 1890
Chi era
● Nata l’8
gennaio 1871,
Elena del Montenegro sposò
Vittorio Emanuele III nel
1896. Morì il 28
novembre ‘52
● Nella foto, da
sinistra, Mafalda, Vittorio
Emanuele
di Savoia, la
Regina Elena,
Umberto,
Jolanda,
Giovanna
e Maria
cio portavoce di questa battaglia: i sovrani d’Italia debbono
poter riposare tutti al Pantheon. E poi...». E poi? «E poi in
famiglia le decisioni si prendono discutendo, e invece in
questo caso, se i fatti stanno
così, nessun altro in famiglia
ne era al corrente. Mia madre,
Maria Pia, qui con me non ne
sapeva nulla, neppure zio Vittorio Emanuele e tantomeno
Emanuele Filiberto con i quali
ho parlato: siamo tutti contrariati da questa iniziativa».
Il principe Serge è anche
presidente della Associazione
Internazionale Regina Elena
che porta avanti il ricordo della regina montenegrina che
visse a corte il dualismo con
l’altra Elena, d’Orleans, la francese che andò in sposa al duca
d’Aosta. Due donne molto differenti, lei la montenegrina,
sesta figlia di re Nicola I del
Montenegro e di Milena Vukoti nata nel gennaio del 1871, «la
Paysanne» come la chiamava
l ’ O r l e a n s c h e i n ve ce e r a
espressione di una nobiltà
mondana, era una donna semplice. Cresciuta in montagna,
altissima (1 metro e 80), si appassionò allo studio dei terremoti ed ebbe sempre uno spirito molto materno verso i figli
e i nipoti. Vittorio Emanuele lo
conobbe a un ballo alla Fenice
nella magia di Venezia, le nozze il 24 ottobre 1896 con cerimonia civile al Quirinale, e re-
ligiosa a Santa Maria degli Angeli.
«Dopo l’esilio in Egitto, la
bisnonna Elena visse a Montpellier dove fu curata e morì
dopo un’esistenza in cui fu
molto amata dalla popolazione locale», continua Serge.
Già, Vittorio Emanuele ed Elena scelsero per il loro esilio
Alessandria d’Egitto dove l’ex
re morirà il 28 dicembre del
‘47, mentre nel 1950 la regina
si trasferirà a Montpellier per
curare il cancro. «Ogni anno
mi sono recato a Montpellier
per ricordarla e ho avuto modo di constatare l’affetto che
ancora oggi lega la cittadina a
lei — conclude Serge —. Apprendere ora che non riposerà
più nel cimitero della cittadina
Mondovì
FRANCIA
ITALIA
Montpellier
Nel 1939
La regina Elena
entra a Montecitorio per l’inaugurazione della
Camera dei fasci
francese è un dolore. Anni fa,
acquistai persino un pezzo di
terreno nel cimitero di Montpellier accanto alla sua sepoltura dove sono stati accolti negli anni diversi concittadini
che non potevano permettersi
una sepoltura. Adesso questa
notizia è un dolore. Sia chiaro
è da sempre anche il mio desiderio e la mia battaglia che i re
d’Italia tornino in patria, ma
non in questo modo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La protesta
Cnr, i ricercatori
precari in piazza:
«Dateci i fondi»
«I
o sono un
ricercatore, proprio
come loro».
Quindi, «sono io il primo a
dire che il capitale umano è
fondamentale per la
ricerca». Sospira Massimo
Inguscio, presidente del
Cnr. Da un mese alcuni
ricercatori precari hanno
occupato la Sala Fermi del
Cnr a Roma. E
simbolicamente anche in
tutte le 15 sedi del Paese.
Vogliono far sentire la loro
voce perché la politica si
ricordi di loro e delle
migliaia di precari che da
anni studiano e lavorano
nella ricerca italiana ma
senza un impiego fisso.
Assegnisti di ricerca.
Co.co.co. Contratti a tempo
determinato. Ieri mattina
erano davanti Montecitorio
per chiedere ai
parlamentari che
esaminano la legge di
Bilancio di aumentare i
fondi per la ricerca. Per ora
sono 10 milioni di euro.
«Troppo pochi per gli 8.800
precari», spiega Emanuela
Motta, ricercatrice Cnr.
«Solo al Cnr i precari sono
oltre 2 mila». Se i 10 milioni
venissero confermati, se ne
potrebbero stabilizzare
poco più di 200. «È un
buon inizio — dice però
Inguscio —: per il 2019
hanno promesso 50
milioni; la politica si è
dimostrata sensibile, io
sono ottimista».
Claudia Voltattorni
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CRONACHE
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
27
I santi del padre di Tex
Una pala d’altare
opera giovanile
del mitico Galep
(primo disegnatore
dei fumetti western)
è in mostra a Piacenza
E San Vincenzo
somiglia a Kit Carson
La mostra
● A Piacenza,
presso la
Galleria
Alberoni, è
stata
inaugurata una
mostra, che
resterà aperta
sino al 25
febbraio 2018,
intitolata
«I colori
della carità»
e dedicata a
San Vincenzo
de’ Paoli, il
presbitero
francese
(1581-1660)
patrono
universale dei
poveri e degli
emarginati
● Sono
esposti una
trentina di
dipinti,
capolavori
dell’arte
italiana tra il
‘700 e il ‘900,
divisi in tre sale
● Ci sono
quadri di
Sebastiano
Conca,
Aureliano
Milani e Vittorio
Rapous
● C’è anche un
san Vincenzo
dipinto da
Galep, il «papà»
di Tex Willer
Pennelli
Il San Vincenzo
de’ Paoli
dipinto da
Aurelio
Galleppini (in
arte Galep),
papà grafico di
Tex, l’eroe
western ideato
da Gianluigi
Bonelli.
In gioventù,
prima di
diventare uno
tra i più celebri
fumettisti
italiani, Galep
si dedicò anche
alla pittura
di Giangiacomo Schiavi
P
rima di Tex Willer, nella matita di Aurelio Galleppini, il mitico Galep,
c’era un altro personaggio, uno che al posto della colt
maneggiava il Vangelo: san
Vincenzo de’ Paoli. E prima
della bistecca, con l’immancabile montagna di patatine fritte da dividere con l’inseparabile Kit Carson, nella fantasia del
disegnatore di fumetti c’era un
piatto di minestra, in cambio
di un dipinto per la chiesetta
delle suore vincenziane di Cagliari.
La storia nella storia riaffiora al collegio Alberoni, a Piacenza, nella mostra I colori
della carità, dove tra i quadri e
i ritratti del patrono universale
dei poveri e degli emarginati
spunta un’opera del padre grafico dell’immortale ranger, nato dalla sceneggiatura di
Gianluigi Bonelli. È un san
Vincenzo lontano anni luce
dai canyon e dalle praterie del
West, che nella Parigi del Seicento devastata dalla peste e
dalla carestia si batte contro
soprusi e ingiustizie.
La mano di Galep è la stessa
dei primissimi albi di Tex e in
San Vincenzo qualcuno vede
una certa somiglianza con Kit
Carson. Nel dipinto non ci sono pistole o winchester, ci sono bambini abbandonati,
esposti, figli di nessuno. Di
Tex non c’è traccia, ma nell’immagine affrescata di Galep affiora qualcosa che accomuna il
santo e l’eroe: la difesa dei più
deboli, quel codice morale che
spinge a battersi contro le ingiustizie della vita. San Vincenzo porta il messaggio cristiano dell’accoglienza che
non fa distinzioni di categoria
tra i bisognosi; Tex aggiunge
la difesa dei più deboli,un concetto che Bonelli nei testi del fumetto esplicita così:
«Gradassi e prepotenti
mandiamoli a spalar carbone nelle miniere di messer Satanasso».
Al collegio Alberoni quello
di Tex è un simpatico dettaglio. La mostra sulla carità dedicata a San Vincenzo de’ Paoli
è un percorso storico attraverso i capolavori dell’arte tra il
‘700 e il ‘900, una trentina di
dipinti divisi in tre sale e cinque sezioni, realizzati dai
● La parola
GALEP
È lo pseudonimo di
Aurelio Galleppini (1917
–1994), fumettista creatore
insieme a Giovanni Luigi
Bonelli di Tex Willer
#
maggiori artisti italiani del diciottesimo secolo: da Sebastiano Conca a Aureliano Milani
fino a Petrini, Guala e Vellani.
Ci sono oggetti storici, i video
con il film del ’49 Monsieur
Vincent, vincitore dell’Oscar,
che ricostruisce la vita del santo che nella Parigi post feudale
cambiò forma all’assistenzialismo. «San Vincenzo ha ispirato una ragnatela di opere caritative nel mondo — spiega padre Erminio Antonello, superiore del collegio Alberoni —.
Con la carità ci insegna ad essere sensibili alle difficoltà di
chi ci è prossimo, prendersele
sulle spalle, addolcirle con
uno sguardo. In questa mostra
non c’è un quadro che non
sprizzi la vitalità dell’amore
gratuito verso l’altro».
Torna l’analogia con Galep.
Anche lui è stato povero. Anche lui ha dovuto bussare a
qualche porta per chiedere
ospitalità. Nel ‘43, in piena
guerra di Liberazione, sbarca in Sardegna, la terra dei
genitori. Ha già avuto esperienze coi fumetti, in Mondadori e all’Avventuroso. Ma
il talento senza stipendio non
aiuta a vivere. Così a Cagliari
Galep trova alloggio dalle suore vincenziane della Carità: lì
puo mangiare e dormire gratis. Per sdebitarsi, realizza due
affreschi ai lati dell’altare della
cappella: rappresentano storie
della vita dei missionari vincenziani. Dipinge anche 14 formelle della via Crucis e poi dipinge il grande affresco, quello di Vincenzo de’ Paoli che
presenta i bambini a suor Teresa de Marillac. Per quasi cinquant’anni i dipinti restano
anonimi: Galep accetta di firmarli pochi anni prima di morire. «Ha voluto ridar vita e fama a un patrimonio nascosto», scrivono i quotidiani della Sardegna.
Disegnatore e santo si ritrovano oggi a Piacenza. La mostra del Collegio, fondato dal
cardinale Alberoni e affidato ai
missionari vincenziani, offre
suggestioni che fanno pensare
ai valori della gratuità e della
generosità che papa Francesco
non si stanca di evocare. Tra i
giganteschi pannelli e gli storici ovali, c’è un inedito omaggio che richiama un sentimento di amicizia. Giovanni Freghieri, fumettista e disegnatore di Dylan Dog, ha offerto alla
mostra una tavola che raffigura il patrono della carità, da affiancare a quella realizzata nel
Dopoguerra dal papà di Tex.
Generosità, gratuità e qualcosa in più: riconoscenza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
«Spelacchio» moribondo, mentre brilla l’albero di San Pietro
Roma, l’abete rosso di piazza Venezia sta perdendo tutti gli aghi. L’esperto: scelta la specie sbagliata
50
Mila euro
È quanto
è costato
al Comune
di Roma
trasportare
«Spelacchio»
dalla Val
di Fiemme e
installarlo davanti all’altare
della Patria
ROMA La vicenda del triste
«Spelacchio», l’abete rosso di
oltre venti metri che avrebbe
potuto affascinare il mondo
con i suoi addobbi sfavillanti
in piazza Venezia a Roma, sta
invece passando alla storia come quella del più striminzito
albero di Natale della Capitale.
Da subito l’esemplare proveniente dalla Val di Fiemme, costato all’amministrazione capitolina quasi 50 mila euro,
ma arrivato ad oggi già smunto e malato, quasi totalmente
privo di aghi, è diventato la
zimbello della rete. Gli utenti
dei social lo hanno ribattezzato «Spelacchio». E a ben vedere, perché quell’albero (che,
secondo Giuseppe Barbera,
docente di Colture arboree all’Università di Palermo, non
arriverà integro a mangiare il
panettone il 25 dicembre) spelacchiato lo è davvero.
A ricoprire quei rami secchi
ormai ci sono solo 800 palline
argentate e quattromila metri
lineari di luminarie. Dell’albero di Natale non resta che lo
scheletro. E se poi si volta lo
sguardo in un’altra piazza simbolo della Città Eterna e del Vaticano, solo pochi chilometri
più in là, arrivando fino a piazza San Pietro è impensabile
non fare un confronto con l’albero svelato pochi giorni fa da
Papa Francesco. Arrivato dalla
Piazza Venezia «Spelacchio» (LaPresse/Leone)
Piazza San Pietro L’abete (LaPresse/Panegrossi)
Polonia, florido, rigoglioso,
verde, impreziosito dalle decorazioni realizzate dai piccoli
pazienti oncologici degli
ospedali pediatrici italiani che
hanno frequentato un corso di
ceramicoterapia. «Beh — sorride amaro Marco Marchetti,
docente di Ecologia forestale
all’Università del Molise — il
confronto è davvero impietoso». Tanto più che quella di
«Spelacchio» potrebbe essere
«una scelta sbagliata a monte
— conclude Marchetti — perché il vero albero di Natale è
l’abete bianco, più resistente, e
non quello rosso».
Clarida Salvatori
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28
#
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
●
I calcoli politici Se passa l’idea che il prossimo voto
sarà inutile o destinato a essere ripetuto, potranno
crescere sia l’astensione sia la frammentazione
LE ILLUSIONI DEI PARTITI
SULLE ELEZIONI DI MARZO
ANALISI
& COMMENTI
● Il corsivo del giorno
di Aldo Cazzullo
di Gian Antonio Stella
E
MARIA ELENA BOSCHI
E «L’INTERESSE ESCLUSIVO
DELLA NAZIONE»
per motivi non
altrettanto nobili anche i parlamentari che
avranno strappato un seggio
opporranno una
vigorosa resistenza all’idea di rimetterlo in
gioco dopo pochi mesi. Il miraggio di nuove elezioni in
breve tempo è destinato quindi a rimanere tale; ma può comunque fare danni.
La disillusione non è mai
stata tanto alta, la distanza tra
elettori ed eletti mai tanto
ampia. Ormai è difficile persino mobilitare i cittadini per la
scelta del proprio sindaco; figurarsi per designare parlamentari di fatto scelti dalle segreterie dei partiti. Se passa
l’idea che il voto di marzo sarà
inutile o comunque destinato
a essere ripetuto, cresceranno
sia l’astensione, sia la frammentazione; e l’avvento di
«quarte gambe», foglioline
d’Ulivo e altri partitini non farà che rendere ancora più
complicato assicurare la sta-
«M
a come, mettete in
dubbio la mia
parola?» Lo stupore
che Maria Elena
Boschi manifesta
davanti all’imbarazzo crescente perfino tra
i compagni di partito, lascia stupiti. Non
solo perché lei stessa ammette oggi, con
abissale ritardo, che l’elezione del padre a
vicepresidente di Banca Etruria non è
arrivata quasi «a sua insaputa» settanta
giorni dopo che aveva avuto da Matteo
Renzi la poltrona di ministro per le
Riforme. Rileggiamo: «Parlando di banche,
ho rappresentato a Vegas la possibilità che
mio padre diventasse vicepresidente di
Banca Etruria. Tutto qui. Sarebbe stato
strano il contrario, visto il ruolo di Consob.
Era una questione di trasparenza».
«Tutto qui?» Se si fosse trattato d’un
ministro leghista, grillino o berlusconiano
avrebbe usato davvero le stesse parole
assolutorie? O si sarebbe piuttosto
appellata all’opportunità che, per evitare
ogni sospetto velenoso di un conflitto di
interessi in questi tempi di populismo e
demagogia, uno dei due, il padre o la figlia,
rinunciasse all’istante al proprio incarico?
Non fu invocata appunto l’opportunità per
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bilità.
Il voto di marzo sarà invece
molto importante; a ricordarlo basterebbe la presenza di
un movimento antisistema vicino al 30%, cosa che non si è
mai vista in una democrazia
occidentale (Trump era sì un
outsider, però aveva vinto le
primarie di uno dei due grandi partiti su cui da secoli si
regge il sistema politico americano). Le incognite sono
molte e interessanti: c’è spazio per una forza alla sinistra
del Pd? Renzi è stato solo una
meteora? Il centrodestra può
avere i numeri per governare
da solo? E certo non sono in
gioco soltanto interessi personali o di fazione.
L’Italia non è la Germania,
per citare un grande Paese in
mezzo al guado. E non è neppure la Spagna, che con la
Germania intrattiene un rapporto privilegiato: il debito
pubblico di Madrid è per buona parte in mani tedesche, e
questo aiuta a capire il salvataggio delle banche spagnole
con i denari europei, e pure
l’appoggio ad Amsterdam per
la sede dell’Agenzia del far-
❞
Percezione
È fuorviante pensare
che andare alle urne
conti poco, perché tanto
dopo tre mesi si rivota
❞
Debito pubblico
È abnorme, non può
essere risanato solo
con i tagli, ma richiede
una crescita vigorosa
maco come da desiderio della
Merkel. L’Italia ha un debito
pubblico abnorme, che non
può essere risanato solo con i
tagli, ma richiede una crescita
vigorosa: qualsiasi parametro
calcolato sul Pil andrà male,
fino a quando il Pil non risalirà in modo significativo. Il Paese sta riemergendo a fatica
dal più grande depauperamento della storia repubblicana, paragonabile a una
guerra perduta. Siamo sicuri
che l’assenza di un esecutivo
nel pieno dei suoi poteri, di
una politica economica e industriale, di ministri in grado
di trattare da pari a pari in Europa e sui tavoli internazionali, siano un toccasana per un
Paese osservato speciale delle
istituzioni finanziarie e dei
mercati? Già una volta, nell’autunno 2011, l’Italia si trovò
al centro di una tempesta speculativa. All’epoca dovette dimettersi un governo che non
era mai stato sfiduciato dal
Parlamento. E ora pensiamo
di affrontare le burrasche
prossime venture senza governo?
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LA LETTERA
TORNARE A STUDIARE IL PASSATO
PER ARRIVARE A CAPIRLO
Interrogativo
Con che squadra giocava la
ministra delle Riforme
istituzionali? La squadra dell’Italia
o della sua bottega aretina?
spingere all’addio Josefa Idem e Maurizio
Lupi e Federica Guidi, per citare solo gli
ultimi casi?
Al di là perfino delle contraddizioni
rispetto al discorso tenuto dall’allora
ministra alla Camera il 18 dicembre 2015
per difendere il padre in occasione della
mozione di sfiducia individuale, però, c’è
un secondo dettaglio sugli incontri con
Giuseppe Vegas che non era ancora emerso
in tutta la sua abbagliante chiarezza.
«Abbiamo quindi parlato delle difficoltà in
generale del sistema bancario italiano,
anche quelle di Banca Etruria», ha rivelato
la Boschi in un’intervista a Tommaso
Ciriaco, «Mi sono limitata a rappresentare
le preoccupazioni mie e del territorio
aretino rispetto alla prospettiva di una
aggregazione con la Popolare di Vicenza
per il futuro del settore orafo».
Ma come? Insediandosi come ministro non
aveva giurato con la formula di rito?
«Giuro di essere fedele alla Repubblica, di
osservarne lealmente la Costituzione e le
leggi e di esercitare le mie funzioni
nell’interesse esclusivo della Nazione».
«Interesse esclusivo della Nazione», non
di Arezzo, degli orafi aretini e del pascolo
elettorale aretino. E gli interessi di
Vicenza, degli orafi vicentini e del
territorio vicentino? Venivano dopo? A
prescindere dal diritto di Arezzo e degli
orafi aretini di difendere i «propri»
interessi e a prescindere dalla piega che
stavano per prendere i destini della
Popolare di Vicenza (lo scandalo sarebbe
esploso in tutta la sua gravità l’anno dopo)
con che squadra giocava Maria Elena
Boschi: la squadra dell’Italia o della sua
bottega aretina?
SEGUE DALLA PRIMA
di Valeria Fedeli
C
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editorialisti e
commentatori:
le trovi su
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aro direttore, ho
letto con interesse l’articolo
su Sette di Gian
Antonio Stella:
«Ministra Fedeli, che ne dice:
torniamo a studiare la Storia?». Visto che si
tratta di un interrogativo rivolto
direttamente a me, non posso
non replicare. Intanto apprezzo
un piccolo segnale «tipografico» nel titolo: l’uso della lettera
maiuscola. La Storia, infatti,
merita pienamente la distinzione singolare di una maiuscola. Il che significa che concordo pienamente con lo spirito dell’articolo di Stella del quale, peraltro, apprezzo il taglio
brillante e, per certi versi, quasi
paradossale a cui ci ha abituato
in tanti suoi interventi. La Storia è una cosa seria. Sia chiaro,
però: la Storia in quanto metodo critico di percezione dei
fatti, prima ancora che come
cognizione degli eventi, prima
ancora che, come si suol dire,
storia «evenemenziale». Su
questo posso rassicurare Stella. La porzione iniziale delle
indicazioni nazionali del Miur
che riguardano gli obiettivi di
apprendimento per i Licei insiste esattamente su questo.
Le cito: «al termine del percorso…lo studente… sa leggere e
valutare le diverse fonti; guarda alla storia come a una dimensione significativa per
comprendere, attraverso la discussione critica e il confronto
fra una varietà di prospettive e
interpretazioni, le radici del
presente».
Da secoli quanti hanno riflettuto sui fenomeni storici
hanno accuratamente distinto
tra la mera successione dei fatti, da una parte, e l’interpretazione che ne diamo, dall’altra. I
programmi della Scuola giustamente insistono sulla seconda.
È la capacità di comprendere,
di elaborare i documenti che
provengono dal passato l’obiettivo del metodo critico, di quel
metodo critico che dobbiamo
trasmettere alle platee delle
studentesse e degli studenti. A
tutti i livelli: dai primi gradini
dell’Istruzione primaria fino all’Università. Dirò di più. C’è
sempre più bisogno di Storia.
Specie in questa fase buia della
contemporaneità, fatta di stereotipi, di violenze, di monologhi sterili. Tutti comportamenti, per definizione, «anti-storici», laddove la Storia è dialogo,
è comprensione di senso, è
scoperta dell’alterità. Torno all’articolo di Stella. Se posso permettermi non è tanto o, meglio, non è solo l’ignoranza delle date delle battaglie della nostra Indipendenza nazionale o
dell’anno di nascita dei personaggi che hanno costellato il
tragico «secolo breve» a doverci preoccupare. L’aneddotica
rammentata da Stella è ben nota, purtroppo. A me preoccupa
ancor di più che la lezione della
Storia non penetri nelle coscienze delle nostre ragazze e
dei nostri ragazzi in modo più
profondo. Che non ne informi
e non ne educhi il modo di osservare i fatti, tutti i fatti, quella
storia «che tutto intorno ci preme» come amava dire un grande storico e Ministro dell’Istruzione, Benedetto Croce. Osservare e non semplicemente vedere; capire e non solo
percepire: questa è la missione
dell’insegnamento della Storia,
a mio avviso. Ho citato Croce.
Potremmo quasi capovolgere il
suo notissimo principio e dire
— Stella che ne è maestro, mi
perdonerà qui un mio di para-
Contro gli stereotipi
C’è sempre più bisogno
di Storia, specie
in questa fase buia
della contemporaneità
Metodo critico
Abbiamo il dovere di
trasmetterlo alle platee
delle studentesse
e degli studenti
dosso — che è lo studio del
passato che stimola quello del
presente. Un tale valore è anche
alla base della coscienza democratica; è un valore fondante
che in molti Paesi dell’Europa
stenta pericolosamente ad affermarsi ma che io intendo, invece, rafforzare il più possibile
all’interno della nostra filiera
educativa. La Storia è una priorità del mio Ministero. Ma, attenzione, si tratta certo di «tornare a studiare la Storia», ma
per «arrivare a capire la Storia».
E questo si fa se si riesce a far
apprendere a studentesse e
studenti il valore della Storia
come strumento per interpretare anche i processi ora in atto.
Possono farlo docenti sempre
più preparati (il nuovo modello
di reclutamento recentemente
approvato va in questa direzione) e che usufruiscano di un
costante aggiornamento. Docenti il cui stesso valore, se posso permettermi, sia anch’esso
riconosciuto, socialmente ed
economicamente.Un’ultima
considerazione: a proposito di
costante aggiornamento, sarebbe opportuno che lo studio
della Storia non si fermasse tra
le pareti delle aule scolastiche
ma prosegua anche lungo i percorsi professionali. Questo, se
non vogliamo sentirci rispondere anche da un adulto: «Hitler chi?».
Ministra dell’Istruzione
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29
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
#
Risponde Aldo Cazzullo
L’EVOLUZIONE DI JOVANOTTI
FIGLIO DEGLI ANNI OTTANTA
AFFITTI DELLE CASE
La priorità è abbattere
le tasse sul lavoro
Caro Aldo, in tempi di
flessibilità e mobilità
lavorativa, la proprietà della
casa finisce per costituire un
freno agli spostamenti. Se
infatti per motivi di crescita
professionale si vuole lasciare
la propria città per un certo
periodo, l’affitto che si riceve
dal proprio appartamento è
considerato un reddito dallo
Stato, e perciò tassato; l’affitto
che si paga nella nuova città è
invece una spesa famigliare, a
fondo perduto. Sarebbe più
semplice se si potessero
dedurre gli affitti delle
famiglie dall’imponibile (come
avviene in altri Paesi). Questo
potrebbe anche rilanciare il
mercato degli affitti a favore
dei giovani e dei lavoratori
temporanei ed eliminare il
«nero».
Le lettere firmate
con nome, cognome
e città e le foto vanno
inviate a
«Lo dico al Corriere»
Corriere della Sera
via Solferino, 28
20121 Milano
Fax: 02-62827579
lettere@corriere.it
letterealdocazzullo
@corriere.it
Aldo Cazzullo - «Lo
dico al Corriere»
«Lo dico al Corriere»
@corriere
Gregorio Praderio, Milano
Caro Gregorio, il ragionamento fila ma a mio modo di
vedere la priorità dovrebbe essere abbattere le tasse sul lavoro.
Caro Aldo,
a chi non sa proprio cosa
regalare a Natale consiglierei
l’ultimo disco di Jovanotti,
«Oh vita», un genio da
Premio Nobel. Basta solo
leggere questa sua
illuminante frase per capirlo:
«La libertà ha fatto il giro,
dalla rivoluzione francese ai
partigiani a Berlusconi».
Enzo Bernasconi, Varese
C
Caro Enzo,
redo che con quella frase, in effetti non così
immediata, Lorenzo
Cherubini intendesse
dire che la parola «libertà»
può essere declinata in modo
molto diverso a seconda dei
momenti storici. In passato
aveva detto cose ancora più
confuse, tipo il famigerato verso sulla grande Chiesa «che
parte da Che Guevara e arriva
fino a madre Teresa». Eppure
le confesso che considero Lorenzo il più grande artista della mia generazione.
Quand’ero ragazzo, non mi
stava simpatico. Anzi, non mi
piaceva proprio. Vedevo in lui
l’ultimo simbolo del decennio che andava finendo, gli
Anni 80, segnati dalla leggerezza, dalla superficialità, dalla prevalenza dell’immagine.
Va detto che Jovanotti aveva
all’epoca appena vent’anni. Da
allora è cambiato tutto, anche
lui. C’erano le premesse perché l’autore de «La mia moto»
e «Gimme five» sparisse, oppure continuasse per tutta la
vita a fare le stesse cose, come
i cantanti melodici arrivati sino a oggi uguali a se stessi. Jovanotti invece ha infilato un
disco dopo l’altro, uno meglio
dell’altro. E ha girato il mondo, non solo per suonare ma
anche per il gusto del viaggio,
anche in posti non comodissimi tipo l’Iran delle elezioni
insanguinate e la Cuba della
dittatura castrista e dell’embargo americano. È uno dei
pochi artisti che riusciamo a
condividere con le nostre fi-
Il consigliere Bellomo possiede
il gusto borghese verso l’
abbigliamento femminile non
snaturato da tante
esagerazioni televisive, tipo «
belle de jour» della Deneuve.
Però, per quanto gli piacesse
presentarsi come trasgressivo,
alternativo, con giubbetti in
pelle, camicie sbottonate
rivela atteggiamenti molto
antichi di sopraffazione, di
spregiudicato utilizzo della
propria posizione
avvantaggiata che ci fanno
capire quanto siano ancora
lontani i tempi di una effettiva
parità. Se nemmeno uomini
che dovrebbero possedere tutti
gli strumenti intellettivi,
culturali, professionali per
sottrarsi a certe facili
tentazioni continuano a
ripetere dinamiche pessime,
significa che non ci siamo
molto evoluti.
LA
VOSTRA
FOTO
Melania Rossini
MALPENSA EXPRESS
«Biglietto di prima classe
senza avere il servizio»
Vorrei sottolineare quanto ho
apprezzato la segnalazione di
Livio Brambilla (Corriere, 14
dicembre). Io pago 80 euro
l’abbonamento da Saronno a
Milano e ritorno di prima
classe, sul Malpensa Express,
ma sui treni delle 7,44 e delle
18,57 si sta sempre in piedi
con un caldo infernale.
Daniela Permoli
«Parcheggi a Roma: auto in mezzo alla strada, via Ugo Pesci».
L’immagine è di Giuseppe Pollicelli.
(Inviate le foto, ovviamente scattate da voi, a questi indirizzi:
lettere@corriere.it e su Instagram @corriere)
FONDATO NEL 1876
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DIRETTORE RESPONSABILE
VICEDIRETTORI
Daniele Manca
Antonio Polito (ROMA)
Venanzio Postiglione
Giampaolo Tucci
7 - SETTE
Beppe Severgnini
PRESIDENTE E AMMINISTRATORE DELEGATO
Urbano Cairo
CONSIGLIERI
Marilù Capparelli, Carlo Cimbri,
Alessandra Dalmonte, Diego Della Valle,
Veronica Gava, Gaetano Miccichè,
Stefania Petruccioli, Marco Pompignoli,
Stefano Simontacchi, Marco Tronchetti Provera
DIRETTORE GENERALE NEWS
Alessandro Bompieri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Mi è arrivato dall’Inps un
avviso di pagamento bonario
(per il momento, con minaccia
di atti esecutivi se non
provvedo nei termini), per
mancati contributi versati ad
una colf. Io ho sempre pagato,
quindi verifico i documenti e
trovo la comunicazione di
cessazione rapporto. Chiamo
l’Inps e mi dicono: «Lei ha
ragione, ma la cessazione,
dalla sua comunicazione,
risulta essere avvenuta a far
data da una domenica; poiché
noi all’Inps applichiamo la
settimana sabataria, cioè da
sabato a sabato, lei non ha
versato contributi per una
settimana, anche se in quella
settimana la colf non aveva
più un rapporto di lavoro con
lei. Quindi deve pagare».
Fabio Andreola, Rieti
I
l paese di Milan Kundera non ha ancora
scelto definitivamente come chiamarsi.
Repubblica Ceca, il nome attuale, scelto
dopo il divorzio consensuale dalla Slovacchia,
non è mai piaciuto. Cechia è un alternativa
poco affascinante, mentre Boemia si scontra
con il no dei moravi. Ma non è certamente
per una crisi di identità analoga a quella
vissuta dalla sua ansiosa patria che Saša
Uhlová, quaranta anni, animatrice del sito
A2larm.cz, ha deciso di fare per sei mesi
lavori diversi, come la cassiera, fingendo di
non essere una giornalista. Il suo scopo era
illuminare le zone d’ombra di una nazione
che ha fatto passi avanti (anche nel
combattere la disoccupazione) ma in cui sono
troppi quelli che contribuiscono al «miracolo
economico» senza goderne i benefici.
«Un’addetta alla lavanderia di un ospedale
pubblico — ha spiegato a Le Monde —
guadagna 11.000 corone (circa 430 euro) per
44 ore alla settimana».
I reportage di Saša Uhlová hanno colpito
nel segno. Sono riusciti a richiamare
l’attenzione su persone che «non osano
parlare apertamente», perché «anche
ventotto anni dopo la caduta della cortina di
ferro la gente si sente sottomessa ad un
sistema autoritario». L’unica soluzione,
quindi, era «mettersi al loro posto».
Naturalmente è potuto anche accadere —
come lei stessa ha raccontato — che uno dei
suoi datori di lavoro abbia aumentato i salari
ai dipendenti dopo l’uscita delle inchieste.
Ma forse, come si dice a volte, il problema è
un altro. Se la politica non riesce a coniugare
crescita ed equità, la gente si rivolge
all’antipolitica.
Poi, come succede spesso, si scopre che gli
alfieri dell’antipolitica o i nemici dell’«élite»
sono caratteristi abili soltanto a recitare nuove
parti. Uno di loro è il primo ministro ceco,
Andrej Babiš, che ha promesso di governare lo
Stato «come fosse un’azienda». È il secondo
uomo più ricco del Paese ma dovrà sperare,
per ottenere la fiducia, di ricevere in regalo i
voti dei comunisti e dell’estrema destra
dell’oriundo giapponese Tomio Okamura.
Come ricorda allarmato l’Economist, nel suo
libro intitolato Cosa sogno quando mi capita
di dormire Babiš ha proposto di
ridurre i meccanismi di
controllo delle attività di
governo. In Europa dell’Est
questo sembra il momento
degli incubi. Anche senza
chiudere gli occhi.
@Paolo_Lepri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’addio
«Carabisnonna,latuastoriaraccontalemieradici»
S
ono trascorsi cento anni da quegli ultimi giorni d’ottobre in
cui la Grande Guerra spezzava le tue speranze, cara bisnonna
Erminia. Avevi 28 anni. Quando hai avuto notizia del ritorno dal
fronte di Luigi Mantovani, l’uomo che amavi, sei corsa al suo
capezzale con la speranza di abbracciarlo e di mostrargli vostro
figlio Aldo, di quattro anni. Vi eravate sposati per procura in
trincea, e lui conservava nel gilet della divisa il documento che
attestava la vostra unione. Quel figlio così somigliante a lui
avrebbe finalmente avuto un padre. Invece sulla soglia della
camera in cui lui giaceva morente, sua madre ti intimò di
guardarlo senza farlo parlare. La tua unica colpa era essere solo
RCS MEDIAGROUP S.P.A.
Barbara Stefanelli
glie, che hanno amato molto
«A te», una canzone dedicata
in realtà alla moglie anche se
tutti hanno pensato a una
bambina, compreso Checco
Zalone con la sua irresistibile
parodia: «A te che sei il mio
paparino e il mio rinopapa…». Jovanotti è diventato
insomma il portabandiera di
una generazione che stenta
ad affacciarsi alla vita pubblica. Proprio perché cresciuti
negli Anni Ottanta, quelli dell’individualismo e del riflusso, fatichiamo a «fare rete», a
costruire legami, anche solo a
parlarci. Pensiamo la felicità
come un fatto strettamente
individuale; che magari talora
si limita a uno sgarbo fatto al
vicino di banco. Fatichiamo a
dire «noi»: non abbiamo un
film, un libro, un disco che ci
definisca come generazione;
e fatichiamo pure a dire «noialtri», il che alla generazione
precedente è riuscito benissimo.
CONTRIBUTI INPS
«Devo pagare
anche se ho ragione»
CASO BELLOMO
«La parità uomo-donna
è ancora lontana»
VICEDIRETTORE VICARIO
di Paolo Lepri
Saša Uhlová
racconta i sottomessi
LO DICO
AL CORRIERE
Luciano Fontana
● Facce nuove
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violazione sarà perseguita a norma di legge.
una povera bracciante. Te ne sei tornata da tuo padre. Sapevi che
il piccolo Aldo non avrebbe potuto avere più il suo papà. Nelle
mani stringevi l’orologio da tasca e le lettere dal fronte, gli unici
ricordi di Luigi. Sono trascorsi 100 anni da quando se n’è andato,
trentenne, meritevole di «aver tenuto buona condotta e di aver
servito con fedeltà e onore» la Patria nel 25° Reggimento
Fanteria, la brigata Bergamo che combatteva sull’Isonzo. I tuoi
suoceri non hanno riconosciuto né te né il loro nipote. Ed è per
questo strano gioco del destino che io oggi porto, con orgoglio, il
tuo cognome.
Giovanni Sartori, Sabbioneta
EDIZIONI TELETRASMESSE: RCS Produzioni Milano S.p.A. 20060 Pessano con Bornago - Via R. Luxemburg - Tel. 02-6282.8238 • RCS Produzioni S.p.A. 00169 Roma - Via
Ciamarra 351/353 - Tel. 06-68.82.8917 • RCS Produzioni Padova S.p.A. 35100 Padova Corso Stati Uniti 23 - Tel. 049-87.04.959 • Tipografia SEDIT Servizi Editoriali S.r.l.
70026 Modugno (Ba) - Via delle Orchidee, 1 Z.I. - Tel. 080-58.57.439 • Società Tipografica Siciliana S.p.A. 95030 Catania - Strada 5ª n. 35 - Tel. 095-59.13.03 • L’Unione Sarda
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m/m/v/d Corsera + CorMez. € 1,00 + € 0,50; gio. Corsera + 7 + CorMez. € 1,00 + € 0,50
PREZZI DI VENDITA ALL’ESTERO: Austria € 2,20; Belgio € 2,20; CH Fr. 3,00; Cipro € 2,20; Croazia Hrk 17; Francia € 2,20; Germania € 2,20; Grecia € 2,50; Lux € 2,20;
Malta € 2,20; Monaco P. € 2,20; Olanda € 2,20; Portogallo/Isole € 2,50; Slovenia € 2,20; Spagna/Isole € 2,50; UK Lg. 1,80.
Ogni sabato
pubblichiamo il
ricordo di una
persona che ci
ha lasciato
+ € 0,50; sab. Corsera + IoDonna + CorMez. € 1,00 + € 0,50 + € 0,50. In Veneto, non
acquistabili separati: m/m/v/d Corsera + CorVen. € 1,00 + € 0,50; gio. Corsera + 7 +
CorVen. € 1,00 + € 0,50 + € 0,50; sab. Corsera + IoDonna + CorVen. € 1,00 + € 0,50 + €
0,50. In Trentino Alto Adige, non acquistabili separati: m/m/v/d Corsera + CorTrent.
o CorAltoAd. € 1,00 + € 0,50; gio. Corsera + 7 + CorTrent. o CorAltoAd. € 1,00 + € 0,50 +
€ 0,50; sab. Corsera + IoDonna + CorTrent. o CorAltoAd. € 1,00 + € 0,50 + € 0,50. A
Bologna e prov. non acquistabili separati: l/m/m/v/d Corsera + CorBo € 0,66 + €
0,84; gio. Corsera + 7 + CorBo € 0,66 + € 0,50 + € 0,84; sab. Corsera + Io Donna + CorBo
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Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
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Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
Tempiliberi
Viaggi
Benessere
Food
Moda
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Design
Tecnologia
Famiglia
Ormai in Italia lo fa l’8-10 per cento della popolazione maschile, ma la percentuale sta
salendo rapidamente. Tra ossessione per i capelli e sdoganamento della depilazione
Gli uomini ritoccati
● Gli interventi
chirurgici
estetici su
uomini e donne
(invasivi e non
invasivi) negli
Usa sono 17
milioni (in
aumento del 3
% dal 2016 e
del 132% dal
2000)
● In Italia la
chirurgia
estetica
maschile vale
un 10%, in
costante
crescita
● Gli interventi
più richiesti
dall’uomo
sono:
rinoplastica,
blefaroplastica,
liposuzione a
pancia e
maniglie
dell’amore
● Gli interventi
non invasivi
sono
aumentati del
20% dal 2016,
del 75% dal
2000. Più
richiesti: botox,
laser per la
depilazione,
microdermoabrasione, filler
e punturine di
botox e acido
jaluronico
Single
nimento di diverse star di Hollywood, sempre
più spesso fa incursioni negli studi di Roma e
Milano su richiesta di imprenditori e politici
(gli viene attribuito l’ultimo ringiovanimento di
Silvio Berlusconi). Calabria ricorda i dati della
American society of plastic surgery, Asps: negli
Stati Uniti il numero totale di interventi (uomini e donne) ha quasi raggiunto i 17 milioni, di
cui 1,7 milioni cosiddetti invasivi. La classifica
dei tre interventi più richiesti dall’uomo non
cambia, di qua o di là dell’Oceano: rinoplastica,
blefaroplastica e liposuzione alle maniglie dell’amore e addome. Poi c’è il capitolo del trapianto di capelli, in grande ascesa. Ma il vero boom
è quello degli interventi non chirurgici: 15,5 milioni (l’8-10% riguardano gli uomini), in aumento del 3% rispetto all’anno precedente e del 180%
dal 2000. «In Italia la svolta risale a una decina
di anni fa, con la rivoluzione della tossina botulinica che ha permesso a noi chirurghi di “rialzare” e distendere la parte superiore del viso
senza ricorrere al bisturi», conferma Pierfrancesco Cirillo. I trattamenti medici hanno superato di oltre 10 volte quelli chirurgici.
Il grande business dell’anti aging è confermato dal Congresso internazionale che si tiene
a Montecarlo a marzo: «il secondo evento del
Principato dopo la formula Uno non solo per
di Maria Teresa Veneziani
G
eorge Clooney ha ammesso pubblicamente di
aver fatto qualche ritocco per non cedere al
tempo. Alla mostra del cinema di Venezia si
erano visti i risultati da vicino: si è presentato
con il volto rinfrescato, che un po’ segnava la
differenza con il collo, altra cartina di tornasole
dell’età, problema per il quale il divo avrà pensato che può ancora aspettare, confortato dalle
centinaia di fan incuranti del dettaglio. Per un
attore l’aspetto fisico è importante. Di Robert
Redford si dice che abbia un po’ esagerato con
le palpebre, ma dobbiamo anche ringraziare la
chirurgia estetica se oggi possiamo rivederlo al
cinema come partner di una Jane Fonda brillante oltre che in forma e ben conservata (grazie a
ritocchi riusciti). Lecito chiederselo: è anche
merito dei progressi dell’estetica se oggi possiamo rigustarci la coppia d’oro di «A piedi nudi nel parco» seppure nel ruolo di nonni della
generazione social?
La parità di genere passa anche attraverso
l’estetica. L’idea che l’aspetto fisico sia importante per la carriera e le relazioni sociali oggi è
condivisa da politici e professionisti. E si sta
diffondendo tra la gente comune, con ragazzi
di qualsiasi ceto pronti a fare un mutuo per un
trapianto di capelli o una rinoplastica raccontano nei centri estetici. In Italia gli interventi maschili (invasivi e non invasivi, laser, filler e puntine) riguardano per ora un 8-10%, «ma i dati ufficiali indicano un trend in costante crescita, alm e n o d e l l o 0 , 5 p e r ce n to » , co n fe r m a
Pierfrancesco Cirillo, segretario nazionale dell’Aicpe, Associazione italiana di chirurgia plastica estetica. L’esperto anticipa i numeri che
saranno pubblicati a febbraio: «Si prestano a
una lettura dei cambiamenti sociali» , osserva.
Tra gli interventi non invasivi maschili al primo
posto c’è la tossina botulinica, al secondo la depilazione definitiva al laser, border line tra medicina e chirurgia. L’idiosincrasia per il pelo tra
le giovani generazioni si è trasformata nel nuovo business, che sorprende per primo il medico: «Ma io sono della vecchia generazione dell’Intrepido, con la pubblicità della crema per far
crescere i peli», scherza ma non troppo.
L’idea di diventare liscio come la seta e perdere l’antico simbolo di virilità a quanto pare
non spaventa affatto le giovani generazioni, che
pure dovrebbero fare una riflessione visto che
una delle grandi attività nei centri di laserterapia è la rimozione dei tatuaggi». L’età si alza dai
30 ai 50 anni quando si tratta di interventi anti
L’età giusta
Gli interventi anti invecchiamento
riguardano la fascia d’età 30-50
anni. Il successo del lifting verticale
che «salva» la virilità
ILLOZOO/ANDREA RIVOLA
La scheda
Il viso di George
George Clooney ha
ammesso di essere
intervenuto per
rinfrescare il volto
invecchiamento. «L’uomo è un paziente complicato. È meno coraggioso della donna di fronte a sangue e dolore, ma si è convinto che
l’aspetto fisico è il primo biglietto da visita anche per lui», racconta Renato Calabria, chirurgo che nel suo studio di Beverly Hills si è specializzato nel lifting maschile, vertical facelift,
convinto che l’uomo debba comunque conservare un aspetto più ruvido. Autore del ringiova-
numero di aziende (800) e addetti (8.000) ma
anche per capitali mossi», sottolinea Cirillo.
Il settore resiste alla crisi, e questo è un fatto
apodittico e granitico. Nel 2001, anno dello
scoppio della bolla finanziaria in cui si sono
persi migliaia di posti di lavoro, il numero dei
trattamenti di botox ha avuto un incremento
dell’8%. Quelli di acido ialuronico dell’8%. In Italia dal 2010 ad oggi la vendita di filler e tossina
botulinica è cresciuta a doppia cifra. I dati precisi però sono difficili da reperire in quello che
Cirillo chiama il mare magnun della chirurgia e
medicina estetica. «Gli specialisti in chirurgia
plastica in Italia sono circa 2 mila, ma quelli che
la praticano arrivano a 5 mila. E se si aggiungono anche i dentisti, in molti saltati sul grande
affare della bellezza senza averne la preparazione né gli strumenti, si arriva a 20 mila.
Si combattono a colpi di prezzi. Del resto il
mercato è libero e speriamo che il problema
venga affrontato dal ministero della Sanità. È
necessario sensibilizzare anche il paziente, perché in ballo c’è la salute di tutti: il 15% degli interventi di estetica sono di chirurgia riparativa
secondaria a causa di interventi eseguiti male».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
di Antonella Baccaro
MA I FIGLI UNICI
SONO DESTINATI
A NON VIVERE
IN COPPIA?
L’
Italia oggi è uno dei Paesi
europei con maggior numero di famiglie con figli unici: il 54,3% del totale
contro una media europea del
50%. Ma una generazione di figli unici è più portata a essere
single? Il dubbio ci è venuto
leggendo il libro di Antonio
Polito, «Riprendiamoci i nostri
figli», dove si riflette sul fatto
che i nostri bambini crescono
ormai «con pochi o nessun
fratello e con pochi o nessun
cugino», ma attorniati da molti adulti perché nel frattempo
la speranza di vita si è molto allungata. «Ma senza più fratelli,
come si può essere fraterni?» è
la domanda dell’autore, che
sposa la tesi dello scrittore
Christian Raimo, secondo cui
la presenza di un fratello in famiglia insegna il valore dell’uguaglianza (o della diseguaglianza preconcetta, aggiungiamo noi), mentre la solidarietà fraterna può considerarsi
«in nuce un piccolo esempio
di coscienza di classe». La famiglia come il primo nucleo
sociale dove si apprendono i
rudimenti del vivere comune.
Il ragionamento può valere,
fatte le dovute distinzioni, anche per i rapporti sentimenta-
li? Mettiamola così: in una famiglia dove i figli sono almeno
due, se non ci sono particolari
problemi, non si è mai soli. I
genitori tendono a tenere insieme i figli persino quando la
distanza tra le età rende tutto
più difficile. L’esempio classico è quello della cameretta che
viene fatta condividere finché
è possibile. L’appartarsi del
bambino viene visto con sospetto che diventa massimo
quando questo si trasforma in
un adolescente recalcitrante.
La realtà del figlio unico è giocoforza fatta di momenti di solitudine che non potranno mai
❞
Libri e
suggestioni
su possibili
cause e
vantaggi
dell’essere
single
essere riempiti abbastanza. Sarà compito del bambino gestirla al meglio ricorrendo prima alla fantasia e poi al grado
di socialità che esprimerà al di
fuori della famiglia, con i coetanei. Un esercizio non meno
facile di quello che impone la
condivisione della fratellanza.
Tutto questo non porta sicuramente alla singletudine, ma di
certo consente al futuro adulto
di sviluppare la capacità di non
temere la solitudine. E dunque
di non ricorrere alla vita di
coppia come antidoto contro
di questa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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TEMPI LIBERI
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
Moda
H&M
Il re dell’hip hop Eazy firma doppiopetti e pantaloni a scacchi
I protagonisti
La storia
● Gucci e
Dapper Dan
inaugurano un
atelier di
sartoria ad
Harlem: un
omaggio al
negozio
originale del
couturier —
Dapper Dan’s
Boutique —
reinterpretato
a venticinque
anni dalla
chiusura
● Il nuovo
atelier offrirà ai
clienti la
possibilità di
acquistare abiti
su misura,
realizzati da
Dapper Dan,
73enne,
utilizzando
materie prime
e minuteria di
Gucci. Una
capsule
collection
«Gucci x
Dapper Dan»
farà parte della
collezione
Autunno 2018
di Gucci
Eazy, uno dei più energici musicisti hip hop del
momento, firmerà una capsule per H&M che sarà in
vendita dall'1 marzo. «Il mio stile è come la mia
firma e parte della mia creatività, è il mio modo di
esprimermi come artista. Sono così orgoglioso della
collezione e sono entusiasta di condividerlo con il
mondo», dice Eazy. «E’ un ragazzo fantastico,
rispecchia le tendenze maschili del momento ed è
stato un vero piacere lavorare con lui: la sua
interpretazione dello streetwear con tagli sartoriali è
unica, così come la sua passione per le stampe a
scacchi e i colori vivaci», anticipa Andreas
Löwenstam, capo ufficio stile uomo di H&M.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
New York Riapre (grazie a Gucci) la boutique
di Dapper Dan, re degli eccessi anni 80. «Usavo
i loghi delle case europee, che mi ignoravano:
ma influenzi la cultura solo se stai ai suoi margini»
La rivoluzione
del couturier
di Harlem
«A
desso che hanno piazzato
quel cartellone
l a s s ù i n a l to
non riesco a andare da nessuna parte: la gente mi ferma, mi
stringe la mano. Un tizio l’altro
giorno mi ha detto: “Potevi finire su un manifesto stradale
solo entrando tra i dieci ricercati più pericolosi d’America,
America’s most wanted. E invece altro che Fbi: Gucci!».
Dapper Dan alza gli occhi verso il cielo, sistema i revers della giacca e fissa il grande cartellone che domina l’incrocio
tra Malcolm X Boulevard e la
125esima strada, cuore di East
Harlem. Nella pubblicità c’è
lui, stilista che collabora con
Alessandro Michele, modello-
testimonial per Gucci. L’azienda fiorentina sta per riaprire la
boutique di Dapper Dan: il negozio-sartoria che dalla fine
degli anni ‘70 all’inizio dei Novanta battezzò lo stile del nascente hip-hop vestendo LL
Cool J, Salt’n’Pepa, il giovane
Mike Tyson, gangster e papponi, spacciatori e spogliarelliste. Tutti nel quartiere lo chia-
Dapper Dan
(foto Renell
Medrano). In
alto a destra,
la campagna
Gucci. Sotto,
una creazione
anni 80
mano «Dap» — Dapper Dan
vuol dire Dan l’elegantone: la
sua reazione a un’infanzia e
gioventù poverissima, «con le
scarpe da ginnastica sfondate» — anche se il suo nome è
Daniel Day. Si stupisce che
tanti ragazzi europei, oggi
quarantenni, negli anni ‘80
che oggi Netflix ci racconta
co n i l te l e f i l m « T h e G e t
Down» avessero conosciuto
tramite fanzine e negli altri
modi avventurosi dell’era preInternet il suo lavoro di couturier dei neri, che rubava i marchi delle grandi case di moda
europee — Gucci, Vuitton,
Fendi — e li stampava su creazioni assurde, eccessive, di
straordinaria inventiva. Tra
quei ragazzi, oggi diventati
grandi, c’era anche Alessandro
Michele: che ha omaggiato
Dapper Dan di una citazione
durante la sfilata fiorentina
della collezione Cruise e poi
l’ha invitato a entrare nella famiglia di Gucci.
A gennaio riaprirà — in una
bella palazzina ottocentesca
restaurata: l’originale era abbastanza spartano — il negozio chiuso venticinque anni fa.
Il re di Harlem ha ripreso la corona, ricevendo l’omaggio del
New York Times e del New
Yorker, dei telegiornali e del
comico Conan O’Brien che gli
ha chiesto, in una scenetta esi-
larante, di rifargli il look.
La moda di Dapper Dan è
made in Harlem: «La vecchia
boutique restava aperta 24 ore
su 24, sette giorni alla settimana. Dormivo nel retro: non sapevi mai a che ora arrivavano i
clienti. Tyson? Sempre verso le
quattro di mattina. Una volta si
picchiò con un altro pugile,
Mitch Green, in negozio. Gli
spaccò la faccia. Mike si ruppe
la mano. Un macello. Motivo
della lite? Aveva chiamato Mitch one-ho pimp, “pappone
con una sola ragazza”. Qui ti rispettano se sei un playa, uno
giusto. Ma se sei un sucka, un
perdente, avrai problemi».
Furono anni strani, quella
della boutique: «Perché gli europei non mi facevano causa
anche se mi appropriavo dei
loro loghi, che rendevo “africani”? Perché Harlem per loro
non esisteva. Io cominciai a fare i miei abiti con i loro loghi
perché alla mia boutique quelli di Vuitton e gli altri non vendevano niente, si vergognavano di noi. Non ho mai guardato le sfilate perché erano una
festa alla quale non ero invitato. La mia moda me la sono
immaginata da solo. E poi allora Fendi, Gucci e Vuitton mica facevano vestiti, solo accessori: ho cominciato io, quasi
quarant’anni fa. Sono loro che
hanno seguito me!».
APERTURA
In Italia Urban Outfitters
con i camerini no gender
«P
erché a Milano?
È la città più
fashion e gli
italiani hanno
stile e curiosità». Emma
Wisden, Managing Director
di Urban Outfitters Europe, è
sicura che i milanesi sapranno intercettare subito quel
gusto un po’ sporty-glamorous del marchio americano.
L’apertura del primo negozio italiano Urban Outfitters - nel palazzo di 1300 mq
su 4 livelli affacciato su Piazza San Babila, dove prima
c’era H&M e prima ancora
Fiorucci - è un indirizzo che
arriva in tempo per lo shop-
Collaborazioni Con Adidas
TEMPI LIBERI
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
Orologi
Oggi la chiamano «la rosa», ma all’inizio era
di un pallido verdolino, poi è diventata
bianca e infine com’è oggi. E’ la Gazzetta
dello Sport, nata nel 1896 per parlare
soprattutto di ciclismo, sport che non
abbandonerà mai e per il quale, dal 1909,
organizza il Giro D’Italia, corsa a tappe, al cui
il vincitore va la mitica maglia rosa. E rosa è
anche il colore del quadrante del Tag Heuer
Connected realizzato per festeggiare la
Rosa e connesso
in onore del Giro
sponsorizzazione del Giro edizione 2018,
centesimo anniversario. In realtà sarebbe
rosa pure il cinturino, ma ne viene fornito
anche uno nero, per chi temesse di
esagerare. Fermo restando che l’orologio
connesso offre una impressionante scelta di
quadranti collegati. L’azienda svizzera è
stata la prima «tradizionale» a comprendere
le possibilità nello sport dei «connessi».
Annunciato subito un accordo con Google
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(per il sistema operativo Android) e con Intel
(per l’hardware), quest’anno ha aperto una
fabbrica in Svizzera dove produce i propri
«connessi» che non sono quindi
adattamenti di realizzazioni fatte da altri. I
collezionisti faranno bene a sbrigarsi perché
il cofanetto, che comprende anche una
maglia rosa realizzata con Castelli, è
prodotto in soli 101 esemplari. 1.950 euro.
Augusto Veroni
La forza (preziosa) dei segreti
«Solo chi li indossa deve sapere»
I Cento pezzi trasformisti dell’alta gioielleria di Van Cleef & Arpels
La storia
I suoi idoli erano Humphrey
Bogart, George Raft e soprattutto James Cagney, «gli attori
che interpretavano i gangster,
gli antisociali. Pericolosi.
Quello che ho fatto allora era,
inevitabilmente, politico. Puoi
influenzare la cultura solo se ti
trovi ai suoi margini: se stai
comodo, non hai voglia di
cambiare niente».
Perché la sua rivoluzione
negli anni 80 di «The Get
Down» si spense, e solo adesso è stata riscoperta? «Perché
la moda ha un potere strutturato. Io non potevo espandermi. Un negozio solo, a Harlem.
Non avrei potuto aprire a Los
Angeles, o Detroit. Parigi? Era
Marte. I rapper erano tutti
miei, allora. Adesso sono tutti
dei grandi marchi. Cosa ho io,
di speciale? La cosa che mi accomuna a Alessandro: nella
moda non c’è giusto e sbagliato, c’è forte e debole. Le idee
forti, le immagini forti, creano
la moda. Per la gente contano
le idee, non le aziende. Contano le emozioni: la moda ce
l’hai dentro. Io usavo un sacco
di pelliccia per i miei abiti. Sai
perché? Non perché i miei
clienti volevano sembrare ricchi — i soldi li avevano, erano
un dato di fatto. No, volevano
sentirsi importanti».
Matteo Persivale
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ping di Natale. Il marchio
fondato nel 1970 conta oltre
200 punti vendita tra Stati
Uniti, Canada ed Europa:
quello di Milano è il primo
negozio italiano in assoluto,
che ospiterà le collezioni uomo, donna oltre alle collaborazioni con brand come Fila,
Diadora, Hilfiger, Levi’s e
Calvin Klein. Altre sorprese? I
camerini sono gender-neutral e sugli scaffali si trovano
accessori per la casa, la cucina, cactus, vinili, macchine
fotografiche. «Lo stile degli
italiani è noto - spiega Emma
Wisden - ma possiamo offrire qualche spunto per sentirsi “effortless”, comodi, ma
mai banali. A Milano la vita è
frenetica: servono capi casual, ma cozy, un po’ avanti».
Michela Proietti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
● Nicolas Bos,
42 anni, è l’ad, il
presidente e il
direttore
creativo di Van
Cleef & Arpels.
E’ nel gruppo
Richemont,
proprietario
della maison,
dal 1992
● Unico caso
nella storia
della moda e
della gioielleria
a ricoprire le tre
cariche insieme
E’
nella forza dei segreti, quelli più intimi e dunque più
veri, che Nicolas
Bos, storico presidente e ad e creativo di Van
Cleef & Arpels, crede così come credevano i fondatori della
maison francese. Prologo necessario al racconto sulla nuova collezione di alta gioielleria,
giustappunto intitolata «Le secret», il segreto e tutte le sue
molteplici forme. Cento pezzi
unici, ognuno dei quali è anche qualcosa d’altro o dice
qualcosa d’altro. Ci sono voluti
più di quattro anni per realizzarli. Tre artigiani e un responsabile hanno provato e riprovato i minuscoli meccanismi,
le incisioni, i movimenti perché ogni «segreto» potesse essere custodito o svelato. La
spilla «margherita d’amore»
che si sfoglia e in ogni petalo è
inciso un messaggio; la farfalla che diventa una ballerina; il
bracciale «dentelle» che cambia volto; collier che si sdoppiano; catene reversibili che
cambiano colore; ciondoli che
nascondono potentissimi talismani. E poi le frasi e le poesie
incise inaspettatamente: «Una
vita senza amore è come un
giardino senza sole», Oscar
Wilde.
«La nostra idea è sempre
stata quella di creare delle collezioni che riflettono la storia
della maison - si appassiona
Bos, sicuramente ripensando
a quando tutto cominciò, da
un vero amore, nel 1895, quando Estelle Arpels, figlia di un
commerciante di pietre preziose, sposò Alfred Van Cleef,
figlio di intermediario nella
vendita di diamanti -. Istinto e
sentimento, ecco cosa». Stati
d’animo che negli anni hanno
portato prima a creare la tecni-
Una spilla che
si trasforma in
collier, un
anello che
cambia corolla
e colore e una
collana che
diventa collier
ca del «Serti Mystérieux»
(meccanismo misterioso) nel
1933 e poi l’ingegnoso Minaudière (miniature), per esempio.
«Questa è una collezione
che attraversa un percorso creativo preciso e vasto che va
dall’estetica alla filosofia. Il
gioiello come oggetto e come
simbolo e gesto, quasi sempre
legato a uno stato d’animo, intimo come l’amore che spesso
muove il regalo. Un dono di
cui entrambi, chi regala e riceve, ne conoscono il significato,
profondo. Quando quattro anni fa decidemmo che questo
sarebbe stato il tema della collezione, cominciammo le ricerche sui segreti in tutto il
mondo. Un’esperienza meravigliosa perché ci è è stato
chiaro che un grande mistero
poteva essere custodito in un
semplice gesto come è quello
di sfogliare una margherita».
Quattro anni
Per mettere a punto
tutti i minuscoli
meccanismi ci sono
voluti quattro anni
Certo che in una società come quella moderna dove tutto
è più che esibito e fotografato
e commentata, mantenere un
segreto non è facile: «Noi crediamo proprio che in un momento come questo, siano
gioiosi e giocosi e per nulla
moralistici. Ogni volta che riscopro uno di questi pezzi,
perché ogni volta sono veramente una sorpresa, pur conoscendoli a uno a uno, mi sento
come quei bambini che nascondono in guardino il proprio tesoro e c’è emozione e
gioia al pensiero che solo loro
sanno». Segreti per pochi, pochissimi: zaffiri e diamanti e
smeraldi e rubini dalle carature più preziose, oltre alle lavorazioni e a quei meccanismi
possibili in pochi millimetri.
«Quando parliamo di quattro
anni per realizzarli, significa
che per centinaia di giorni un
artigiano, da mattina a sera, ha
trascorso le ore su quei minuscoli capolavori a controllare e
ricontrollare che tutto funzionasse alla perfezione».
Paola Pollo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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34
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Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
TEMPI LIBERI
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
Cabina
35
Ovs
Dagli abiti alle borse, sei collezioni per le sorelle Jenner
armadio
Ancora una collaborazione «celeb» nel fashion della
grande distribuzione: le sorelle Kendall e Kylie
Jenner firmeranno una collezione per Ovs, anzi più
di una. In tutto sei, piccole, capsule: tre primaverili e
altrettante estive. Capi ma anche accessori sotto
l’etichetta: «KENDALL+KYLIE for OVS». La capsule
sarà disponibile da marzo in una selezione di store
1
2
in Italia, Svizzera e Austria e online su ovs.it. Andrà
ad allungare l’elenco delle collaborazioni del brand
italiano con più di mille negozi, compreso l’estero:da
Elio Fiorucci a Costume National, Matthew
Williamson, Kristina Ti, Alberto Aspesi e Jean Paul
Gaultier.
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4
3
DI MORABITO
Quando il barocco
va ai rave party
I bustier diventano
un’ossessione
Chic al caldo: si può
Piumino e sciarpa over
Made in Italy
A sinistra la
collezione
primavera estate
2018. Sopra
Giuseppe Di
Morabito, 23 anni
I tessuti rinnovano capi «storici»
S
Patchwork
Rihanna con il piumino
Dolce&Gabbana con
patchwork e applicazioni di
figurine e disegni di animali
arà colpa del surriscaldamento globale ma
non sappiamo più vestirci (bene) con il freddo. Si parte seguendo la regola
della cipolla e si finisce imbacuccati. E invece, proprio l’inverno è il periodo dell’anno in
cui la moda può dare il meglio
di sé, quello più stimolante per
gli stilisti che rilanciano i capi
classici degli Anni 80 e 90, era
d’oro del pret à porter.
Torna il cappotto e viene riabilitato anche il piumino che
non ha più bisogno di mascherarsi, semmai si mostra
più originale, nei tessuti
opachi o lucidissimo. Per essere chic in questo inverno
2017-18 vanno portati nella
versione un po’ estrema.
«L’obiettivo per tutti è apparire carini anche nei giorni di
maltempo in cui uno un po’
si deprime — spiega Arthur Arbesser, designer
austriaco che ha scelto di
vivere a Milano per
amore della moda italiana e a febbraio de-
butterà come nuovo direttore
creativo di Fay —. La donna mi
piace con un capo un po’ maschile un po’ over, un cappotto
doppiopetto portato morbido
con cintura in vita o un parka,
abbinati a una sciarpa rossa o
qualcosa di colorato».
Anche il piumino è tornato
grande e gonfio. Balenciaga l’ha
mandato in passerella un po’
sbilenco, quasi coperta. «Per il
prossimo inverno li stiamo riproponendo con una combinazione di colori o grafiche, molto
chic. La modernità oggi è rappresentata da un capospalla
che sa di montagna e utility o di
vera spedizione polare. Molto
5
più interessante e raffinato di
un piumino vezzoso», racconta
il designer dalla sede marchigiana del gruppo Tod’s. «Vale
anche per cappotti e giacconi,
sto ammirando vecchi capi d’archivio dai volumi grandi che
trovo attualissimi». Sotto, per il
look da ufficio, vale la regola
degli strati, giocando con i pull
a collo alto e i maxy cardigan.
Resta il problema degli abbinamenti. «La scarpa d’inverno è
difficilissima. Il fatto è che con
il freddo il cervello tende a farci
scegliere sempre cose comode,
ma anche per le estremità questo è il momento di pezzi tosti
che sappiano infondere un po’
di grinta e infatti sono tornate
le Dr. Martens». I brand recuperano i pezzi storici anti acqua e
anti gelo, dagli anfibi militari,
agli scarponcini da caccia e pesca. «Rivisitati con i nuovi
materiali sono la modernità». Mancano guanti, cappello e sciarpa che la tendenza vuole lunghissima.
Maria Teresa Veneziani
1 Diego M
cappotto in
lana Merinos e
gilet di pelliccia
2 Moncler,
piumino con
disegni di JeanPhilippe
Delhomme
3
Add
piumino opaco
verde militare
4 Woolrich
artic parka,
creato per i
lavoratori degli
oleodotti in
Alaska nel
1972
5 Dr. Martens,
simbolo della
cultura punk su
Yoox.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA
E ora il cashmere si scopre sportivo
Nell’epoca dell’edonismo salutista, la tuta pezzo cool di Falconeri
L
a maglia e la morbidezza
(del cashmere) simbolo
del nuovo edonismo-salutista. Anche i diretti interessati
si sono sorpresi scoprendo che
uno dei pezzi più venduti è la
tuta in cashmere, uno dei capi
più costosi della collezione di
Falconeri, marchio diventato
famoso per la sua maglieria di
filati naturali ultra light a prezzi
«contemporary». L’ha sfoggiata anche Rocío Muñoz nelle vie
milanesi ( foto). «Vale per la
donna e anche per l’uomo», assicura Pierangelo Fenzi, colui
che nel 2000 creò il marchio acquisito nel 2009 dal gruppo
Calzedonia di Sandro Veronesi.
«Quando sei piccolo non puoi
né sperimentare né osare. Veronesi è un grande industriale,
con il suo gruppo alle spalle,
oggi nello stabilimento di Avio
(Trento) dove lavorano circa
300 persone, facciamo continuamente prove su filati e colori».
La maglia è un mondo da
scoprire per chi la fa e la indossa. Per fare un pull parti da un
filo o più fili e da lì devi creare
una trama, costruire un modello e valutare le vestibilità». Il
dolcevita cambia pelle, diventa
dinamico per adattarsi al cosiddetto Athleisure, trend sportivo
che condiziona l’estetica della
moda e gonfia i fatturati. «La
maglia è di gran tendenza perché la gente vuole praticità ma
sempre con un’emozione»,
continua Fenzi. Nell’inverno
vincono i colori neutri, ma mischiati tra loro con i capi spesso
tinti in capo per ottenere un effetto vissuto. Il bianco è alabastro, il beige è cammello, il grigio è antracite.
Il designer indossa la nuova
versione del maglione blu: «in
cashmere doppio filo, con tagli
al vivo sulle spalle, sagomato
per sottolineare la fisicità». Il
pull a collo alto, simbolo del casual Anni 60, è il capo di stagione per lui e lei. I gusti si avvicinano. «E capi maschili, come
cappotto in maglia e giacca tricot, vengono comprati da
mamme e figlie» racconta Fenzi. Il cardigan alla Hemingway è
rivisitato in un melange (falso
punto unito), oppure modello
bomber patchwork con cappuccio. Si porta con la maglia tshirt piacevole al tatto e mai
troppo precisa. La polo in
Crêpe di cotone verde oliva a
piccolo punto ha un’apertura
corta senza bottoni. Il riferimento alla natura e all’artigianalità uno degli elementi del
successo di Falconeri che nel
2016 ha fatturato 61 milioni e su
cui Sandro Veronesi intende
continuare lo sviluppo, puntando sul cashmere ultra light
senza stagioni.
Il dolcevita femminile si ritrova anche nella primavera
2018, leggero come garza, anche con la mezza manica , rosa
antico, madreperla, wisky, azzurro denim (circa 200 euro).
La collezione femminile vale
un 70 per cento, ma l’uomo è in
crescita. Che cosa rende vincente un brand oggi? «La comunicazione è fondamentale.
Il capo indossato dalla blogger
diventa subito famoso. Poi, se è
di qualità e fatto bene conquisti
anche il mercato». Coinvolgere
è la parola chiave. Sulla scia dei
selfie nasce il servizio di personalizzazione #Falconieriunique per far scrivere sulla maglia
le proprie iniziali o il nickname.
M.T.V.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
La storia
● Falconeri dal
2009 fa parte
del gruppo
Calzedonia di
Sandro
Veronesi
● Nello
stabilimento di
Avio (Trento)
lavorano circa
300 persone
● Nel 2016 il
brand ha
fatturato 61
milioni di euro
(più 16,2)
● Tra i pezzi
più venduti la
tuta indossata
da Chiara
Ferragni e
Rocío Muñoz
H
a imparato a tagliare e cucire un
abito con la Singer osservando la
mamma. Nel tinello della nonna
ha trovato un centrotavola all’uncinetto e lo ha portato via per far
realizzare cinque preziosissimi abiti couture con la stessa tecnica. Le vicine di casa
calabresi hanno lavorato per un mese e
mezzo di seguito, e sempre a loro ha chiesto di realizzare importanti macramè per
abiti da sera e maglioncini bon-ton.
Quella di Giuseppe di Morabito, giovanissimo talento della moda, è una storia
molto italiana: non solo per le radici familiari e culturali, ma anche per la ricerca
puntigliosa del made in Italy. «I miei stivali
ricamati con tacco vittoriano o rivestiti in
paillettes vengono realizzati a Parabiago, i
pizzi sono tutti di fattura italiana: rinunciare a questo significherebbe tradire l’identità del marchio». Un marchio che esplora
insieme il know-how della manifattura italiana e l’heritage culturale: nelle precedenti collezioni lo stilista si è ispirato ai preraffaelliti, per la spring-summer 2018 ha preso come riferimento Giorgio De Chirico e il
fratello Andrea. Ne sono nati soprabiti in
PVC e canvas con perle incastonate, leggings in tulle e giacche vittoriane rivisitate con
dettagli «metafisici, quasi angoscianti».
I tessuti DNA del brand, come il tulle,
jacquard e stampati con pattern floreali,
incontrano a sorpresa pantaloni cargo e
capi dalla cultura rave. Ogni stilista ha una
sua ossessione e quella di Giuseppe di Morabito — ex studente della Marangoni che
ha interrotto gli studi per mettersi subito a
lavorare — è il bustier. «Anche in questa
collezione ce ne sono tanti, l’ho cucito nelle giacche e persino in un cappotto — racconta —. Amo il barocco e mi affascina il
mondo in cui nel passato si impiegassero
ore e ore per farsi legare. Per questo anche
i miei bustier non hanno facilitazioni, ma
si allacciano gancetto per gancetto, bottone per bottone, in alcuni pezzi ne ho messi
50: amo il gesto e la sua lentezza». I dettagli
sono l’essenza nella moda di Morabito.
«Nel bustier vedo la bellezza e non è un caso che lo indossino anche alcuni uomini,
per impostare la figura: il suo segreto è essere sempre di una taglia in meno».
Lo stilista calabrese non è certo il primo
ad essere attratto dai corsetti. «Ma ho sempre dichiarato di prendere suggestioni e
idee da altri stilisti: amo Dior e il New
Look, Romeo Gigli e i dettagli etnici». La
distribuzione è raffinata e internazionale: a
Milano è da Imarika, a Bergamo da Tiziana
Fausti, per la Turchia c’è Baymen e da poco
sono stati presi accordi con Isetan, Harvey
Nichols, Saks Fifth Avenuee. Tra le seguaci
ci sono Kesha, Nicki Minaj e Sophie Richie,
per le quali realizzava abiti e tute-corsetto
in tulle bespoked. «Lavoro da sempre con
le stylist che scoprendo il mio prodotto poi
lo propongono alle celebrities: è un modo
di collaborare molto diretto, giovane e social».
Michela Proietti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
#
36
Abitare
Il rito
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
L’altra realtà
Senza arrivare alle ironie che stanno crocifiggendo
«Spelacchio», il larice di piazza Venezia a Roma, c’è
una via di mezzo tra l’alberone pacchiano e il
costosissimo abete con tutti i crismi dell’ecologia. Il
Lightree di Slide è una lampada disponibile in
quattro dimensioni (da 45 cm fino a due metri,
nella foto) che con un segno stilizzato rievoca il
classico pino di montagna (www.slidedesign.it).
Mini alberi di design (25 cm) quelli di Bloomingville
(da ordinare anche sul sito bloomingville.com):
Alberi mignon
o di due metri
purché minimalisti
ideali per le mensole o i caminetti. Tobby
(startrading.com) è lungo 52 cm e si compone di
un ramo le cui estremità terminano con luci. Il
bianco del materiale e della base danno un tocco di
eleganza. Nordic Fir 3D di Faboulous Goose
riproduce il candore della neve. Attorno a una base
con un’asta di legno, si ricompongono le
ramificazioni dell’albero in carta. Un regalo che
ricorda i collage dei bambini. Da costruire
seguendo il kit (www.fabgoose.com)
Natale
Deriva décor
di Cinzia Leone
L’autrice
D
● Cinzia Leone
è autrice di
graphic novel,
scrittrice e
giornalista.
Collabora con
«la Lettura»,
il supplemento
culturale
del Corriere
della Sera
ecorare è umano,
natalizzare diabolico. La vertigine del
kitsch è in agguato e
a sottrarsi riescono
in pochi. La recherche della
decorazione perduta comincia
a dicembre. Da cantine, soffitte e soppalchi, riemergono gomitoli inestricabili di luci, fili
dorati e ghirlande. Un frammento di pallina ci si è conficcata in un polpastrello, ma per
appendere un Santa Claus al
balcone o fissare una ghirlanda allo sciacquone siamo
pronti a tutto.
La natalità è in calo ma il Natale come sabba decorativo è
in crescita. Ciascuno ha il suo
stile e le sue debolezze. Gli insicuri si affidano agli event
planner. I neo-pauperisti rita-
gliano alberi equi e solidali nel
cartone da imballaggio. I minimal allestiscono presepi
meditativi adagiando pietre
sulla sabbia graffiata dal rastrello zen. Gli ecologisti addobbano residui di potatura
con ornamenti di pasta di sale.
I raffinati sfoderano costose
palle di natale dipinte a mano.
I globe trotter si consolano
con «Noel» una miscela di alberi sempreverdi arancia e
chiodi di garofano che la Crabtree&Evelyn assicura identica a quella sprigionata dall’abete. I single canticchiano
Single bells. Non è lo stesso,
ma può funzionare. Albero
global o presepe glocal? Il derby lo vince l’albero. L’88% degli
italiani sceglie l’abete: il 3,8 vero, gli altri sintetico. A segnare
la sconfitta è l’Ikea. Provate a
digitare «presepio» sul sito
dell’azienda scandinava, vi ap-
ILLUSTRAZIONE DI ALBERTO RUGGIERI
Luci, fili dorati, ghirlande in ogni ambiente
Le case addobbate da osservare con ironia
❞
La natalizzazione
invade il web. E
vorrei rifugiarmi
a Casa Cupiello
parirà la scritta «prodotti:0» e
il suggerimento: «Forse cercavi: pressa, presina o presa?».
Non fatevi tentare. Una pressa
foderata di luci colorate non è
la stessa cosa. L’albero di Natale è una compulsione decorativa globalizzata. Trump ne fa
THE SPIRIT OF PROJECT
PANNELLI SCORREVOLI SOHO, TAVOLO MANTA, MADIA SELF DESIGN G.BAVUSO
RIMADESIO.IT
#
TEMPI LIBERI
allestire uno alto 25 metri a
Capitol Hill. Gli hotel dei paesi
arabi ne esibiscono di sfarzosi
e, anche se solo una percentuale risibile dei cinesi festeggia il Natale, gran parte delle
decorazioni sono made in China. La natalizzazione invade il
web. Si condividono ricette. Si
spara a zero su «Spelacchio»,
l’albero che la Raggi ha fatto
allestire a piazza Venezia, e si
sghignazza sull’effetto ambiguo delle palme foderate di luci di Civitanova Marche.
Beati i tempi di «Natale in
casa Cupiello» quando bastava
dire «’O presepe nun me piace». Quando l’abete era solo
un albero e il Babbo Natale inventato dalla Coca Cola non ci
aveva ancora colonizzato. Beati i natali sonnacchiosi, pieni
di parenti in carne ed ossa, e
senza suonerie. Prima c’era solo il presepe, Manzoni non ha
mai fatto l’albero e neppure
Leopardi e D’Annunzio, che a
Capodanno non baciava sotto
il vischio Marta Abba come il
cinema americano ci ha insegnato a fare. Da due secoli, trascuriamo lo storytelling barocco del presepe per abbracciare
la narrazione celtica e luterana
dell’albero di Natale ma il desiderio di approvazione al centro dei like e della commedia
di Eduardo rimane. Natale in
casa Cupiello o cine panettone, tradizione o kitsch, sopravviveremo alle feste. Come
direbbe Eduardo: «Ha da passà a nuttata». © RIPRODUZIONE RISERVATA
TEMPI LIBERI
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
Abitare
37
Memorie
Da sinistra, Dodi
Battaglia ragazzino
con la fisarmonica; lo
studio tappezzato di
dischi d’oro e di
platino; un vecchio
mandolino suonato
in famiglia; una foto
dello storico gruppo
Questa è la mia casa
«Il palcoscenico
non è qui, questo è
il mio scrigno
degli affetti»
Dodi Battaglia
L’abitazione
senza fronzoli
del chitarrista
dei Pooh in un
ex convento nel
centro
di Bologna
Il tour
● In questi
giorni Dodi
Battaglia è in
tour con «E la
storia
continua…»,
doppio album e
dvd registrati
dal vivo nel
corso della
tournée estiva
italiana, che
raccolgono
un’antologia di
26 grandi
successi dei
Pooh e quattro
brani della sua
carriera solista.
Il 1° giugno
2018 il
chitarrista
festeggerà in
Piazza
Maggiore a
Bologna i 50
anni di carriera
con un
concerto
evento al quale
è prevista la
partecipazione
di numerosi
ospiti del
mondo
musicale e non.
Scala con vista
Dodi Battaglia
nella sua casa di
Bologna;
alla parete
un dipinto (una
marina) dono
della moglie Paola
N
essuno fermerà la
musica. Quella, almeno, di Dodi Battaglia. Il chitarrista dei
Pooh che, dopo lo
scioglimento del gruppo, continua a flirtare con le note nella
sua casa studio al pianterreno
di un antico convento, nel cuore della Bologna dei portici.
Una casa senza fronzoli, raccolta, asciutta nelle ambizioni.
Nessun effetto «wow». Nessun
pezzo d’arte o di design da
sventagliare come status symbol. Uno scrigno per custodire
affetti profondi, quelli familiari. «La casa non è una messa in
scena né un palcoscenico; non
mi interessano spazi di rappresentanza, bensì ambienti comodi e funzionali da condividere con le persone che amo»,
dice. «Fondamentale solo il silenzio. E qui siamo in città come se fossimo in campagna,
grazie al giardino». Valvola di
decompressione urbana in
●Lost in trasloco
quello che un tempo era il
chiostro, da dove gradini di
pietra portano nel seminterrato allo studio di registrazione.
Un tempio alla magnifica ossessione di Dodi, le chitarre. Un
centinaio di esemplari, dagli
anni Sessanta a oggi, allineati
nelle loro custodie come libri;
una biblioteca di note. «Le
prendo nei negozi o mercatini,
mai in asta perché non posso
provarle, e solo se riesco a farle
diventare parte della mia maniera di suonare, melodica anche nel tecnicismo». La più
amata? «La Schecter appartenuta a Mark Knopfler dei Dire
Straits; la cambiò perché gli era
caduta; vedi, qui c’è ancora il
segno».
In questo spazio la musica
parla di Dodi. Lo studio in casa
celebra i Pooh. Un sancta sanctorum tappezzato da dischi
d’oro e di platino che, in equazione matematica, significano
più di 100 milioni di copie ven-
dute. Su un ripiano della libreria 14 Telegatti. «Sarebbero 17,
ma i primi tre li ha il produttore
perché all’inizio ne davano
uno; più di noi ne ha vinti solo
Mike Bongiorno». C’è anche un
Tapiro, «ma quello è finto, un
ironico omaggio dei nostri tecnici, perché li avevamo sfiancati».
Tanti ricordi, tante schegge
di Irene Soave
di vita in questa stanza. Una foto di Dodi bambino con la fisarmonica, «suonata fino a 14 anni». Due mandolini di famiglia,
«uno del grande liutaio Luigi
Mozzoni» e, in un angolo, alcuni scatti in bianco e nero, «realizzati quando mi dilettavo di
fotografia con una Nikon F2; ricordo la trepidazione dello sviluppo in camera oscura». Poi, i
❞
Tanti dischi
di platino
e Telegatti
ma
l’oggetto
del cuore
non c’è:
sono
affezionato
alle persone
Oasi di natura
Il giardino
con al centro
una voliera
Fotoservizio
Giorgio
Benvenuti
●Dietro il giardino
libri di un grande amico, compagno per vent’anni di tante
corse in macchina nella categoria turismo, Giorgio Faletti. «Il
mio sogno? Trovare dieci sue
poesie inedite da mettere in
musica». Regali dei Pooh?
«Nessuno, non ce ne scambiavamo». I riconoscimenti più
apprezzati? «I più recenti: il diploma honoris causa in chitarra elettrica del Conservatorio di
Matera e la pergamena di laurea dell’Università di Bari».
L’oggetto del cuore? «Non c’è,
con i traslochi ho perso tutto;
non sono affezionato alle cose,
ma alle persone».
In sala, però, il posto d’onore
è per un dono della moglie Paola. Un dipinto con paesaggio
di mare. «Gli sono sempre piaciuti - dice lei -. Questo lo vide
sul volantino di una mostra.
Glielo presi mentre era in tournée».
Beba Marsano
© RIPRODUZIONE RISERVATA
di Carlo M.E. Contesso
Mai come ora viva l’ebook e i cibi pronti
I narcisi che sanno come affrontare l’inverno
R
S
egali di Natale appropriati per chi sta
traslocando: un aiuto, se gradito;
cestini di cibi pronti gourmet (una
startup italo-berlinese, Foodspring,
produce anche palle simil-natalizie di frutta
fresca compressa, da frullare per smoothies
vitaminici) per sopravvivere, con gusto,
all’indisponibilità di una cucina; film in
streaming, musiche in digitale, libri in ebook,
tutto quanto, cioè, non aggiunga fardello al
fardello degli scatoloni. Vale specie per i libri:
un lettore romano, professore universitario, si
trova a traslocare la propria biblioteca che
ammonta a 90 metri di volumi. E mentre lo
sforzo — titanico — di trasportare gli
scatoloni è stato appaltato a una ditta di
traslocatori, più titanica si presenta l’impresa
di svuotarli. Facendo i pacchi, gli operai hanno
disordinato i libri; ogni nuova libreria, poi, è
un po’ diversa dalla vecchia, e anche qui
l’ordine che avevano nel vecchio studio non si
può riprodurre. «La sola idea di aprire quei
pacchi mi sconforta», ci confessa lui.
Che fare? Il decluttering, coi libri, non
funziona. Va bene i vestiti, ma come si fa a
buttare la pila di libri «non ancora letti» (i
giapponesi hanno anche un nome per questa
categoria, ed è tsundoku), pure se annosa? Per
chi conosca un «grande lettore» in trasloco, a
Natale, il regalo perfetto è quindi... un altro
libro. Si intitola L’arte di governare la carta.
Follia e disciplina nelle biblioteche di casa
(Editrice Bibliografica, 2017), dello scrittore e
bibliofilo Ambrogio Borsani. E soprattutto c’è
anche in ebook.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
iamo abituati a pensare all’inverno
come periodo di riposo. Vero, nei climi
continentali o più freddi molto si
rallenta, apparentemente fermandosi
per qualche mese. Ma in climi mediterranei
molti, invece che in un letargo, si son evoluti
con l’estivazione, ossia il diventar dormienti
per superare i rigori estivi. Chiunque sia stato
sulle nostre coste, ha visto, magari
rammaricandosi del caldo esagerato, la
macchia mediterranea seccare e perder le
foglie in estate. Ma è normale: rinverdiranno e
molte fioriranno con le piogge autunnali.
Dobbiamo ringraziare questo adattamento
per le varietà più precoci del Narcissus
tazzetta (detti della divisone 8). Mediterraneo
d’origine, la sua cultivar «Paperwite» è ora dai
fioristi: diversi bulbi pigiati in piccoli
contenitori e sormontati da foglie e steli
carichi ognuno di un mazzolino bianco e
profumatissimo, «forzati» per Natale, anche
se non so se sia corretto parlar di forzatura
per una pianta sì poco resistente al gelo, ma
che in giardini miti (da Roma in giù) fiorisce
naturalmente ora. È questione d’abitudini: chi
vive in un clima freddo è abituato a vederli in
vaso, e quindi devono essere forzati: ecco che
un’amica inglese, in visita a Galleria Borghese,
mi racconta stupita d’aver visto negli adiacenti
giardini dell’Uccelliera colonie di narcisi gialli
e bianchi (probabilmente «Grand Soleil d’Or»
e «Ziva») in piena fioritura, che l’han stupita
quasi quanto Apollo e Dafne… le bellezze di
Roma.
carlocontesso@yahoo.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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TEMPI LIBERI
Abitare
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
Il brano cult
Quel tormentone firmato Ruggeri era nato nelle Marche
Tendenze
«Il mare d’inverno», uno dei brani italiani
più iconici degli anni 80 (grazie anche al bel
video firmato da Gianfranco Giagni), era
stato portato al successo da Loredana
Bertè in «Jazz», album prodotto nel 1983
da Ivano Fossati che risulterà il più venduto
dell’intera carriera della cantante. A
scrivere la canzone (col fido chitarrista
Luigi Schiavone) era stato Enrico Ruggeri,
che la inciderà a sua volta l’anno
successivo, ispirandosi a Marotta, il paese
marchigiano dove fin dall’adolescenza
trascorre periodi di vacanza (nella foto,
Ruggeri con Loredana Bertè, foto Dicillo)
«I
l mare d’inverno è
solo un film in
bianco e nero visto alla tv». Nel
1 9 8 3 L o re d a n a
Bertè cantava questo brano
scritto da Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone. Sono passati
quasi 35 anni. Onde, spiagge e
amori restano alla base delle liriche dedicate agli abissi, ma
non tutti condividono l’opinione che il mare in inverno sia a
due colori. «È romantico e bello da vedere. Dà un profondo
senso di tranquillità», dice Maria Luisa Cocozza conduttrice
della trasmissione «L’Arca di
Noè» su Canale5. «Non mi perdo le mareggiate che vivo dalla
finestra di un ristorante, vicino
a un camino», fa eco Sergio
Antonini, direttore artistico
dell’omonima azienda di gioielli (datata 1919).
E quindi? Il mare d’inverno
potrebbe avere le potenzialità
per sfidare la montagna, in
questo mercato in cui la sharing economy (economia della
condivisione) cerca un suo posto. «Il numero di annunci disponibili nelle località marine
sta aumentando sensibilmente, come dimostra la crescita
registrata negli ultimi anni in
Salento, +160% o nella Laguna
Veneta, +124%», dice Matteo
Stifanelli, country manager di
Airbnb Italia. «Si tratta indubbiamente di un segnale di come la sharing economy rappresenti sempre più una risorsa per la classe media. Si stima
che in Italia ci siano circa 19
Quelli che amano il mare d’inverno
E per gli affitti è un’altra primavera
di passo come la pezzogna, ma
anche la cernia che nuotando a
mezz’acqua, per farsi vedere,
ha bisogno di tranquillità. Lo
stesso per l’aragosta che si affaccia dalla tana e saluta con le
Sicilia, Salento e Laguna Veneta
guidano la domanda e l’offerta
«Un periodo amato dagli stranieri»
antenne».
Dal mare in inverno non riesce a staccarsi Antonini. «Vado
almeno una volta al mese a Saint-Tropez dove ho una casa
nella parte storica. È una citta-
In simbiosi
con la natura
La spiaggia
e il paese di
Sperlonga
(Latina).
La località del
litorale pontino
è tra quelle più
premiate con la
Bandiera blu
negli ultimi
vent’anni del
riconoscimento
internazionale
conferito
dalla FEE
(Foundation for
Environmental
Education)
dina che sa offrire molto anche
nei mesi freddi, quando i locali
vanno a giocare a bocce petanque. Le spiagge poi, Key West,
Des Jumeax e Le Migon, sono
sempre aperte. Si pranza a La
Colombe d’Or, una locanda i
cui proprietari sono collezionisti d’arte e tra una portata e
l’altra si ammirano Picasso e
Calder. Poi, c’è la costa. Nizza
ospita i musei dedicati a Matisse e Marc Chagall; Antibes
quello di Picasso; Biot quello
di Fernard Léger e Mentone
quello di Jean Cocteau, l’edificio stesso, disegnato dall’architetto Rudy Ricciotti, vale
una visita».
«In Italia, abbiamo luoghi
La conduttrice
Cocozza tra le Egadi e
il Giglio: «Non mi perdo
le mareggiate da vedere
vicino a un camino»
Il manager
«Ogni mese nei mesi
freddi a Saint-Tropez:
bello osservare i locali
giocare a bocce»
milioni di seconde case. La
pressione fiscale e i costi di gestione, spesso molto alti, spingono sempre più famiglie a
utilizzare i nostri servizi per affittare la seconda casa nel periodo invernale, quando non
viene utilizzata, intercettando
una richiesta proveniente soprattutto dall’estero».
Nell’inverno 2016-2017, la Sicilia avrebbe battuto le Cinque
Terre per numero di prenotazioni «marittime» (dati Airbnb), seguita poi da Costiera
Amalfitana, Liguria, Sardegna,
Puglia, Salento, Riviera Romagnola, Litorale laziale e Versilia. E la Sicilia avrebbe superato anche Trentino Alto Adige
(secondo) e Valle D’Aosta
(quinta) nella «Top 10» delle
località di vacanza (mare,
montagna e campagna) con
più prenotazioni. Il Trentino
tuttavia resisterebbe come
«meta invernale preferita dagli
italiani».
«Quando mi tolgo le pinne
metto gli sci», dice Cocozza. E
spiega: «Sono nata a Napoli. A
40 anni ho preso il brevetto da
sub e la patente nautica. Le immersioni più belle le ho fatte in
pieno autunno, alle Egadi, a
Favignana, e nel Tirreno, all’Isola del Giglio. In estate il
mare subisce la violenza dei
bagnanti. Torna a vivere da ottobre quando arrivano i pesci
invidiabili da visitare in inverno lontano dalla grande folla –
dice Cocozza – Salerno, ad
esempio, è una città che ha saputo riqualificarsi, come pure
Trapani».
Ma quanto costa il mare in
inverno? Guardando ai siti di
annunci e a indagini di mercato come quella di Homelidays,
si ricava che per affittare un bilocale con quattro posti letto
per una settimana a Bordighera (Liguria) servono 600 euro ,
a Forte dei Marmi (Toscana)
700 euro, a Rimini (Emilia-Romagna) 500, nella Costiera
Amalfitana 650 e a Taormina
(Sicilia) 500. «Mare mare. Non
ti posso guardare così. Perché
questo vento agita anche me»,
cantava Bertè. E oggi? «Anche
in inverno sono uscita in barca
a vela, a Fiumicino, che non è
certo una meta eccitante, ma si
torna a casa pieni di energia»,
dice Cocozza. «Aspetto le mareggiate e mi rifugio a Le Migon, c’è un ristorante sulla
spiaggia dove servono solo bistecche alla griglia e pesce al
cartoccio», afferma Antonini.
Visioni alternative delle cose,
ma forse è proprio questo il
senso della lirica scritta da
Ruggeri che può aver messo in
musica uno stereotipo, per abbatterlo.
Lorenza Cerbini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
TEMPI LIBERI
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
Abitare
Scegliere il borgo
I prezzi delle case
Pontremoli
Nella Riviera dei Poeti per 80 m² fino a 350 mila euro
I residenti di Tellaro, che fa parte della Terra e
Riviera dei Poeti, sono 400. Durante le festività
natalizie e nei mesi estivi salgono anche a 2 mila
unità. Acquistare qui un appartamento di 80
metri quadri può costare anche 350 mila euro, e
per le scuole elementari e medie bisogna
spostarsi in località limitrofe del Comune di Lerici.
39
«Ci sono tante associazioni di volontari, come la
Sportiva, che organizzano attività ricreative e di
ricezione dei turisti — spiega l’attivissimo Marco
Callegari, sindacalista —, siamo gente umile e
volonterosa, che ripaga la fortuna di vivere in
questo luogo ameno mettendosi al servizio del
bene collettivo locale» (P.Be.).
Liguria
Toscana
Aulla
Levanto
Carrara
La Spezia
Lerici
Tellaro
Massa
E il Bambinello emerse dalle acque
La natività subacquea di Tellaro, il paese amato da Soldati, Lawrence e Attilio Bertolucci
Le torte a forma di albero, la leggenda del polpo e quegli anziani testimonial della longevità
Persone
● Amedeo
Carnovale ha
18 anni e vuole
diventare chef.
A Natale aiuta
a distribuire i
lumini nel paese
● Cesare
Battistelli è
il responsabile
della mostra dei
presepi all’oratorio
e in altri punti
del borgo
● Maria Carla
Centineo
mostra la torta
di beneficenza
confezionata
dalle «Mamme
del Momento»
● Marco
Callegari è
sindacalista Uil
ed è fra i soci
più attivi
dell’Unione
sportiva
L
e Mamme del Momento sfornano di continuo torte a forme di alberello che donano in
cambio di un piccolo
obolo davanti all’albero decorato con acciughe e tonni di
carta ritagliati.
I bambini strofinano i lumini che, sotto la guida dei ragazzi più grandi, al tramonto andranno a posare sulle palizzate
in pietra del Porticciolo sino
agli scogli di Trigliano proprio
sotto la casa di Mario Soldati.
Ai tavoli del Circoletto San
Giorgio, invece, tra lavagne in
cui i campioni della pesca al
polpo segnano il peso delle loro retate barando un po’, tra
puzzle da completare e librerie
con occhiali per chi ci vede
meno e plaid scozzesi per i
freddolosi, gli adulti dell’Unione sportiva sbrigano le ultime
faccende organizzative: il Natale Subacqueo, l’evento più
atteso dell’anno a Tellaro, che
il 24 dicembre compirà mezzo
secolo, sta per arrivare.
In questo borgo marinaro
della provincia di La Spezia,
dalla lunga vocazione letteraria amato da Attilio Bertolucci,
cinto da un mare, soprattutto a
Fiascherino, che per D.H.
Lawrence era fatto da un massiccio blu e con una profonda
luminosità di perle, circondato dai lecci e pini del Parco Naturale Monte Marcello-MagraVara, tradizione vuole che Gesù nasca dalle acque del Mar
Ligure.
Il Bambinello da solo non
può farcela a spuntare tra ali di
folla che lo attendono e fiaccole che lo illuminano, ad aiutarlo ci pensano i sommozzatori
sulle cui braccia emerge dai
flutti, mentre i fuochi di artificio dardeggiano il mare e il coro gospel si esibisce nelle antiche nicchie delle lavandaie.
Tellaro nella notte della Vigilia
sembra un cuore caldo, l’odore
della cera si spande per il carrobbio, il vicolo stretto che
dall’Oratorio S. Maria in Selàa
cala come una fune sino al mare, si sente anche sulla mulattiera che porta lassù al Monte
Persone
● Cinzia Fabiani
e Daniele Gotti
fanno coppia
nella vita e
nella gestione
del Circolo San
Giorgio
Luce e luci Una veduta di Tellaro, borgo marinaro in provincia di La Spezia. Sotto, i sommozzatori con la statua di Gesù Bambino Foto Bergamin/Gigante
Marcello caro a Indro Montanelli e alla Chiesa di San Giorgio: la sua l’abside sfoggia il
profilo di una nave, il suo interno custodisce la leggenda
del polpo che attaccandosi alla
cordicella della campana,
avrebbe svegliato il guardiano,
salvando così il paese dall’attacco dei pirati mori.
Ora l’unico assalto che i 400
tellaresi temono è quello dei
turisti della Vigilia, che accolgono regalando agrumi dalle
loro piante come fanno Paolo
e Luisa Battista, con la nipotina Ines, nel giardino accanto
alla strada romanica in cresta
tra il mirto: «Siamo un paese
di naviganti, dalle nostre ter-
razze si vede la Corsica, l’inverno è così mite che spesso per
le feste natalizie la temperatura raggiunge i 15°, e la buganvillea ci fa il regalo di non
smettere di fiorire».
Questa coppia di amanti
settantenni potrebbe fare da
testimonial a una campagna
sulla longevità.
Il segreto? Trascorrere una
vita intera in questo paese che
assomiglia a una farfalla colorata posata sull’acqua azzurra,
baciato dalla sorte di essere
l’ultima frazione di Lerici prima della boscaglia quasi a ridosso del Magra e della Toscana, mangiando il pesce, gustando l’olio locale, bevendo il
Vermentino. Mario Soldati lo
definì «un posto che non si
può attraversare. È un posto a
cui si arriva. Un po’ la fine delle
fini del mondo. Si arriva e basta: si è arrivati».
Per questo lo ha scelto la catanese Maria Carla Centineo:
«Esci di casa e ti inghiottono
gli ulivi, scendi pochi gradini e
giungi al mare. Con le torte di
beneficenza noi madri contribuiamo alle spese del Natale
Subacqueo».
Che è il primo a essere nato
in Italia, sostiene con orgoglio
Bruno Menegatti: «È unico, si
svolge in questo porticciolo
che sembra una damigiana,
un fortino in cui entra soltanto
la luna». Anche il sole è una
presenza invernale abituale,
scalda le grotte del Grò e proietta la sua luce sulle case slanciate e colorate come tulipani
e sulle lastre di pietra galleggianti nel mare a mo’ di zattere. Tanto che i trekker stranieri
lungo i sentieri del Golfo dei
Poeti, di passaggio qui, si abbronzano, addentando una
fetta di pandolce ghiotti e beati, aspettando che Gesù esca
dalle acque.
Luca Bergamin
© RIPRODUZIONE RISERVATA
● Guido
Sgroi è un
imprenditore
alberghiero,
si è trasferito
a Tellaro
da Palermo
● Luisa
Battista
coltiva nel suo
agrumeto
le sue piante,
elisir
di lunga vita
● Bruno
Menegatti,
73 anni,
è il presidente
dell’Associazione Sportiva
di Tellaro
L’ospedale con il calore della casa
ha il legno della latifoglia americana
Focus
● Il tulipier CLT
(Cross
Laminated
Timber) è un
legno lamellare
di latifoglia
americana a
strati incrociati.
È stato
utilizzato per il
Maggie Center
di Oldham. Il
progetto è
dello studio
londinese
dRMM
U
n’architettura della «speranza», capace di influire
sul sistema nervoso e dare calore e beneficio ai malati.
Possibile che ospedali e case di
cura da edifici anonimi e standardizzati si trasformino? Ebbene sì. Il Maggie’s Center di
Oldham nel Regno Unito, struttura pioneristica unica nel suo
genere, è stato realizzato interamente in tulipier CLT (Cross
Laminated Timber), legno lamellare di latifoglia americana
a strati incrociati. E potrebbe
presto rivoluzionare il mondo
delle costruzioni in legno.
I Maggie Center sono case di
cura che offrono supporto pratico ed emotivo gratuito alle
persone colpite da tumore, se-
guendo un’idea elaborata originariamente da Maggie Keswick Jencks, essa stessa vittima del cancro. Il Maggie di Oldham è un progetto firmato
dallo studio londinese dRMM
in collaborazione con AHEC,
American hardwood export
council (l’Associazione dei
produttori di legno di latifoglia
americana) ed è un passo in
avanti nell’idea, condivisa ormai da molti designer ed architetti, di convertire l’edilizia
ospedaliera.
«Il Maggie è un edificio sopraelevato, open space, tutto in
legno e vetro, con alberi che
crescono intorno e all’interno e
ogni dettaglio pensato in funzione della salute e del piacere.
E il CLT si è rivelato il materiale
giusto non solo dal punto di vista strutturale ma anche ambientale ed estetico» spiega
Alex de Rijke vincitore dello
Stirling Prize e direttore fondatore di drMM Architects a Milano per promuovere la filosofia
del legno in Italia. Un primo
prototipo in tulipier era stato
presentato nel 2013 al London
Design Festival: secondo i calcoli di Arup, società internazionale di ingegneria poteva sostenere 100 persone contemporaneamente. Era, cioè, tre volte
più forte e resistente del legno
di conifera.
La latifoglia americana è anche prolifica, e dunque competitiva da un punto di vista eco-
Relax e fiducia
Uno degli
ambienti del
Maggie Center
di Oldham,
realizzato in
legno e vetro
nomico, nonché sostenibile
perché cresce più velocemente
rispetto all’abete rosso. E come
tutti i legni ha grande capacità
di immagazzinamento del carbonio CO2. «Il Centro di Oldham dimostra che un edificio
in tulipier può essere costruito
in tempi rapidi e con un budget
rigoroso», conferma David Ve-
nables, direttore europeo
AHEC. Le estremità del Maggie’s Center, porte vetrate in rovere e finestre, sono prodotte
dalla falegnameria Aresi di Treviglio, un’azienda che da 70 anni lavora il legno in tutte le sue
varianti.
Anna Maria Catano
© RIPRODUZIONE RISERVATA
#
40
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
#
SOLUZIONI ENERGETICHE
PER IL TERRITORIO
E LA CITTÀ
Edison mette a disposizione la sua esperienza unica e il suo know-how per costruire
un futuro di energia sostenibile che migliori e semplifichi la vita delle persone.
Le soluzioni, i modelli operativi e le tecnologie proposte da Edison ai suoi clienti
e partner sono la risposta sviluppata su misura per le loro specifiche esigenze:
il tailor-made dell’energia
www.edison.it
TEMPI LIBERI
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
Abitare
Demanio
Il primo bando del progetto Cammini e Percorsi è stato un vero
successo. Lo scopo era aggiudicare a imprese, cooperative e
associazioni costituite in prevalenza da under 40 alcune strutture
dello Stato, proposte in concessione gratuita per 9 anni, situate lungo
i tracciati storico-religiosi e le ciclovie italiane. In commissione sono
arrivate 47 offerte (anche da Parigi, Malaga e Los Angeles), da 8
cooperative, 9 associazioni e 16 imprese. Le buste con le proposte
progettuali verranno aperte a metà gennaio e valutate in base ai
nuovi servizi offerti al viaggiatore (nella foto, l’ex postazione aerea di
Punta Giglio, presso Alghero, il sito più gettonato nel bando).
Arrivate 47 offerte
per le strutture
da recuperare
Personaggi
La creatività
circolare
di Mangiarotti
All’asta i tavoli -scultura e i vasi che ricordano le sue architetture
La guida
● «Arti
decorative e
design» è l’asta
che si tiene il
19 e il 20
dicembre
presso Il Ponte
a Milano (via
Pitteri, 10).
Sono 216 i lotti
che vanno
all’incanto. I
pezzi di Angelo
Mangiarotti
sono il
prototipo
inedito nel
tavolo in
marmo «M1», il
tavolo «302» e
vasi e sculture
in alabastro
U
n tavolo come scultura, o una scultura
come tavolo. Gli arredi dell’architetto
Angelo Mangiarotti
si espandono nello spazio come volumi plasmati con logica
consequenziale. Materiali
sempre attentamente selezionati. Incastri «a gravità» perfettamente congegnati ed evidenziati in un gioco di vigorose, geometriche complementarietà. Dettagli ineccepibili,
curati con maniacale attenzione.
Queste le doti che può vantare il prototipo inedito del tavolo in marmo modello «M1»
di Angelo Mangiarotti che verrà battuto il 19 dicembre all’asta «Arti Decorative del ’900
e Design, Modernariato» presso Il Ponte a Milano (nella sede
di via Pitteri). Insieme a questo
lotto, eseguito da Fucina per
Tisettanta a fine ’60, verranno
proposti altri pezzi dell’architetto e designer milanese, ovvero il tavolo modello «302»,
produzione Bernini, del ’61,
con base in fusione di bronzo
e piano in legno, e, inoltre, rari
vasi e sculture tornite in alabastro, realizzati nel 1982 a Volterra dalla Società Cooperativa
Artieri dell’Alabastro. Ciò che
più colpisce di questi pezzi è la
circolarità delle forme che rimanda a note realizzazioni architettoniche del maestro co-
di Marco Vinelli
●Uomini&oggetti
L’acetoliere di Castiglioni
per condire senza equivoci
«P
Re dell’ironia
Achille
Castiglioni
(1918-2002)
ha sempre
affrontato i
progetti di
design con uno
spirito ironico e
disincantato,
che assicurava
risultati
dall’estetica
spiazzante.
Sopra,
l’Acetoliere, in
vetro e
argento, con le
due ampolle di
differenti
dimensioni, per
differenziarne il
contenuto
erché i contenitori da tavola
per olio e aceto sono sempre
uguali, come fratelli siamesi
— si chiedeva Achille
Castiglioni —. E perché i “tappi” di questi
contenitori sono sempre “indipendenti”
tanto che, durante l’uso, non si sa mai dove
metterli e si rischia sempre di ungere la
tovaglia?». Per rispondere a questi (e altri)
quesiti, il celebre designer inventò, nel
1980, l’Acetoliere: due ampolle della stessa
forma asimmetrica ma di dimensioni
diverse, con quella dell’olio più grande, dal
momento che, in genere, si consuma più
olio che aceto. La differenza di dimensioni
permetteva anche di identificare
immediatamente il contenuto, in modo da
evitare scambi accidentali. Il «tappo»,
invece, non doveva essere toccato
perché era incernierato e munito
di contrappesi: inclinando o
raddrizzando il contenitore si
apriva e si chiudeva da solo,
evitando di sporcarsi, mentre un
beccuccio speciale permetteva di
catturare anche la più piccola
goccia residua, convogliandola
all’interno dell’ampolla ed
evitando fastidiose colature lungo
il contenitore. Il manico era giustamente
dimensionato e di adeguata sezione, per
agevolare la presa, mentre la «svasatura»
dell’ampolla, in corrispondenza della
maniglia, permetteva una mescita
perfettamente calibrata. Concepito
originariamente in lamina d’argento e
vetro, faceva parte di una serie di oggetti di
uso quotidiano per la tavola (progettati
anche da altri designer) per Cleto Munari,
costruiti in edizione limitata da Rossi &
Arcandi. Nel 1984 la produzione è passata
ad Alessi, che lo aveva realizzato nel più
economico acciaio inox argentato, con un
vassoio senza bordi a superficie rigata.
Della collezione faceva parte anche uno
spargisale. Attualmente è fuori catalogo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
me le «Case Tre Cilindri», costruite tra il 1958 e il 1961 in via
Gavirate a Milano. I pilastri
con capitello «a fungo», applicati a sostegno dei volumi cilindrici di questi tre edifici residenziali non possono che essere considerati come illustre
antecedente del fusto centrale
dei tavoli, sagomato però in
modo tale da assottigliarsi
verso l’alto, esaltando la verticalità di un elemento strutturale che diviene colonna rastremata.
Durante un soggiorno statunitense tra il ’53 e il ’54, poco
più che trentenne, Angelo
Mangiarotti aveva incontrato e
frequentato Frank Lloyd Wright, Walter Gropius e Mies van
der Rohe, appropriandosi del
Modernismo come «credo»
cui attenersi nella quotidianità
del fare progettuale. Al suo
41
Inedito Il tavolo
in marmo
«M1» eseguito
da Fucina per
Tisettanta (fine
anni ‘60) e i
vasi in
alabastro,
realizzati a
Volterra nell’82
Forme
Il tavolo «302»
prodotto da
Bernini (1961)
con base in
fusione di bronzo
e piano in legno.
A sinistra, Angelo
Mangiarotti
(1921-2012)
rientro dagli Stati Uniti, aperto
nel 1955 lo studio con Bruno
Morassutti, attraverso una sfida innescata tra il piccolo e il
grande nel segno della coerenza, sviluppò l’applicazione a
progetti divenuti oggi icone di
quella linea fluida e funzionale ora «a fungo», ora spiraliforme, ora ispirata alla figura
matematica dell’iperboloide:
dall’orologio da tavolo «Secticon T1» (1955-56) al Serbatoio
idrico della campagna romana
(1961). In un organico rapporto
con gli spazi circostanti: quelli
domestici e quelli aperti, tra
terra e cielo.
Alessandra Quattordio
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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#
TEMPI LIBERI
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
Guida
Cosmetica
Lift Integral,
il volto di una
non-modella
al benessere
●Curiosando
di Giancarla Ghisi
«Fresh»
di Moschino
si veste
d’oro
C
l’ottimismo». Golovanoff, giornalista e creatrice, è
una delle figure emblematiche della moda e del lusso
francese. Ha esordito nella finanza, contribuito alla
creazione di un canale televisivo dedicato alla Borsa.
Pochi anni più tardi, è diventata l’immagine televisiva
della moda francese con il programma «La Mode, la
Mode, la Mode». Nel 2016, ha deciso di lanciare una
linea di maglieria tricot per portare avanti i suoi
valori, tradizione, stile e sostenibilità. (g.gh.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Extension, la testa come vogliamo
Ritorna (e vince) l’allungamento. Con effetto «naturale»: ecco come fare
n pochi minuti cambiano
la fisionomia del volto. E
rendono le chiome folte,
luminose e lucenti. Le extension non sono soltanto una moda ma un «aiutino» per vantare capelli più
fluenti, rimediare a un taglio
di cui ci si è pentite o cambiare acconciatura. Sdoganate
dagli stilisti sulle passerelle e
dalle celebrità come Rihanna, Naomi Campbell, Monica
Bellucci, Demi Moore, Katie
Holmes, Jennifer Lopez o
Chiara Ferragni, possono essere una soluzione per tutte
le donne. Anche per semplice divertimento.
«Si usano tanto per gli shooting fotografici e per pettinare le modelle — racconta
grande maestria per inserirle. Queste hanno bisogno di
meno manutenzione e il risultato è molto naturale». E
la tecnica a caldo? «Non la
s u g g e r i s co — co n t i n u a
l’esperto — sulle donne ha
un effetto da “droga pesante”». In che senso? «Ne diventano schiave. Chi ha i capelli molto fini desidera vedersi con una capigliatura
più corposa, allora, ricorre
spesso all’applicazione delle
ciocche a caldo. Con il passare del tempo, però, la chioma
vera si sfibra e si indebolisce.
Quando arriva il momento di
togliere le extension la cliente si vede con pochi capelli e
rovinati: spesso ne consegue
un vero trauma psicologico.
Per questo consiglio le clip,
non creano problemi né “dipendenza”».
● l’Boccero
in via del
Palazzo dei
Diavoli 62/C
a Firenze
Contatti:
055713283
In India
E’ nata in India la
pratica di utilizzare
capelli lunghi e
splendenti «finti»
Colla o clip
Diverse le possibilità: o
si utilizza la colla, le clip
oppure l’applicazione
a caldo
● Vincenzo
Tabbanella
in via Duomo,
259 a Napoli
Contatti:
081264053
John Nollet, acconciatore
francese con boutique al Park
Hyatt Paris-Vendôme e allo
Cheval Blanc di Courchevel (è
lui che ha creato il caschetto
di Audrey Tatou in «Il favoloso mondo di Amélie» o i
dread di Johnny Depp in «Pirati dei Caraibi» (www.johnnollet.com) —. Il parrucchiere grazie alle extension dà vita alla sua creatività. Le attrici
hanno dato il via a un sogno
iniziando a usarle e alle donne piace cambiare. Così, giocano ad allungare la chioma.
È un po’ come salire e scendere dai tacchi».
Esistono diversi tipi di allungamenti. «Se in passato
l’effetto era spesso finto, ed
erano considerate un vero
lusso — afferma Lucinda Ellery, proprietaria di saloni a
Los Angeles, New York e a
Londra (www.lucindaelleryhairloss.com) — (pare che
proprio in India, la “culla” dei
capelli lunghi e splendenti,
sia nata e si sia diffusa questa
pratica), oggi le cose sono
Il segreto è divertirsi. «Si
possono allungare i capelli
per poi ricreare un bel taglio.
Le donne dopo un’ora si dimenticano di avere le extension». Sono di gran moda anche quelle colorate: «Le mie
preferite — confessa l’acconciatore francese —. La radice
è dello stesso colore dei capelli naturali e le punte possono essere turchesi, verdi o
rosa. L’esito è stupendo». Esistono anche accessori da indossare: «Ciocche con piume
o fermagli preziosi — aggiunge —. Perfette per occasioni speciali ma anche per
giocare con il proprio look.
Trasferiscono uno stile bohémien chic». Consigli? «Non
rovinare i capelli — conclude
Nollet —. Sono i migliori
amici di una donna. La sera,
quando ci si prepara per andare a dormire, si tolgono
abiti e make up, l’unica cosa
che resta è la “testa”. Dobbiamo prendercene cura».
rburattino@corriere.it
Indirizzi
● Hairdreams
a Milano
da Friselli Hair
Studio in corso
di Porta
Romana 123
(www.frisellihai
rstudio.it)
● Modi Hair
Studio a Roma
in viale dei
Quattro Venti
259/261
Contatti:
0658301602
ambio d’abito.
Moschino Gold
Fresh Couture, si
veste d’oro per il suo
terzo appuntamento.
L’ironico flacone «clean
spray», disegnato da Jeremy
Scott, si era presentato tre
anni fa durante una sfilata
con i colori azzurri, ha
indossato poi il rosa. Oggi si
fa più importante. Ma come
racconta lo stilista: «E’ solo
un modo per contrapporre
il lusso di un’essenza haute
couture con un contenitore
identico a quello dei
prodotti che si usano per le
pulizie domestiche». Un
flacone diventato un
oggetto icona che, in questa
versione «gold» cambia
anche la composizione
olfattiva: più ricca e
persistente. «Continua ad
essere un fiorito-legnosofruttato -spiegano i maestri
profumieri- ma con una
sfaccettatura innovativa. Si
parte da un mix di note
ludiche, come mandarino,
granita di pera e rabarbaro,
pesca bianca enfatizzati
dalla corposità del
gelsomino e dalla presenza
di mahonial, creazione
sintetica che racchiude la
persistenza di fiori bianchi.
Sul fondo si ritrovano
l’intensità di sandalo e
muschio. Ma è il golden
chain orchid,
estremamente femminile a
dare alla fragranza una
sfaccettatura sensuale».
Non una star, e neppure una modella, ma una donna
di successo: Laboratoires Lierac hanno scelto
Alexandra Golovanoff come testimonial della nuova
linea di trattamento Lift Integral. «Questi prodotti
dermocosmetici - spiegano- si rivolgono a donne
molto esigenti, che modellano la loro bellezza così
come fanno con la loro vita. Sono “imprenditrici
creative” con il desiderio di andare sempre più
lontano e spingere più in là i propri limiti. Per loro la
bellezza deve riflettere l’energia interiore e
● Spy Hair
and Beauty
a Milano in via
Palermo 1
(www.spyhair.c
om)
● Diadema
Parrucchieri
a Parma in via
Augusto
Migliavacca 2
(www.diadema
parrucchieri.it)
● Antonio
Pruno Hair
and Beauty
in via della
Croce 56 a
Roma
Contatti:
0669290898
© RIPRODUZIONE RISERVATA
di Rossella Burattino
I
ILLUSTRAZIONE DI NATALIA RESMINI
42
cambiate e il risultato è molto
naturale, basta introdurre
qualche accortezza in più
nell’hair routine».
Quali sono i tipi di allungamento più adatti da applica-
re? «Io uso le extension a colla — risponde Nollet —, durano due o tre giorni e vanno
benissimo per una sera. Ma
adoro quelle a clip: sono
molto tecniche e ci vuole una
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Testato su tutto (nickel, cromo, mercurio): il make up sicuro
La nuova linea in vendita in farmacia. «Dentro c’è quello di cui ha bisogno la nostra pelle»
D
al nudo naturale alla
notte. In mezzo: nocciola chiaro, rosa delicato,
rosa intenso, rosa antico, pesca vellutata, rosso corallo,
rosso ciliegia, rosso intenso.
Dieci tonalità per le labbra delle donne. Tre soli colori per disegnarle: rosa antico, rosso corallo, rosso intenso. Troppo
pochi? È una strategia che fa
rima con semplicità quella
dell’Istituto Ganassini con Rilastil Maquillage, la nuova linea di trucco decorativo. Un
inedito in casa Ganassini, che
ha nel suo dna la cura della
pelle e, per il makeup, si era finora focalizzata sul trucco cor-
Rosso
Dieci le tonalità
per le labbra
dei rossetti
della nuova
linea Rilastil
Maquillage
rettivo. «Siamo da tempo presenti in farmacia con la linea
Camouflage, indicata a correggere inestetismi anche marcati della pelle. Ora la affianchiamo con una linea di trucco decorativo per tutte le donne.
Perché tutte amano i colori»,
spiega Cristina Della Beffa,
brand manager dell’Istituto
Ganassini presentando Rilastil
Maquillage con due aggettivi:
semplice e naturale.
«Abbiamo riassunto tutto
quello di cui può avere bisogno la nostra pelle — dice —
in cinque nuance di fondotinta per le varie tonalità di incarnato, con quattro formulazio-
ni per le diverse esigenze, e
dieci tonalità di rossetti e ombretti, per realizzare un trucco
delicato senza invadere la farmacia di referenze».
La novità è che il nuovo Rilastil Maquillage, dal packaging
ricercato, tende ad annullare
le distanze tra le vetrine delle
profumerie che fanno scintillare i cofanetti patinati e gli
scaffali delle farmacia in cui i
trucchi si confondono quasi
tra i medicinali. Nel frattempo, l’Ecole de Maquillage, con
un tour, sta insegnando al personale di mille farmacie a realizzare un perfetto trucco da
giorno utilizzando i prodotti
Solidarietà Il progetto che aiuta le donne del nord
dell’Albania sostenuto da Istituto Ganassini con la
designer Marta Sansoni e Guri I Zi
della nuova linea: il Primer liftrepair da applicare prima del
trucco, fondotinta (in siero lightfusion, mattfusion, long lasting o liftrepair), cipria, fard,
terra, ombretti, matite occhi,
mascara, lipgloss.
Fil rouge del makeup Rilastil resta la sicurezza dei prodotti. «Sono tutti testati – sottolinea Della Beffa — su nickel, cromo, cobalto, palladio,
mercurio; i prodotti per le labbra anche sul piombo; mascara e matite anche su occhi sensibili e portatori di lenti a contatto».
Caterina Ruggi d’Aragona
© RIPRODUZIONE RISERVATA
TEMPI LIBERI
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
Controvetrina
43
Amici di casa
Il Reiki che fa stare bene i nostri animali
Famiglie
Il Reiki fa star bene anche loro, i nostri pet. Lo racconta
ai microfoni di Radio 27 Verena Giavelli, medico
veterinario, che da oltre vent’anni sperimenta la
tecnica giapponese utilizzata per riequilibrare le
energie. Einstein e poi Nikola Tesla hanno chiarito che
gli organismi viventi sono fatti di energia e che se si
vuole comprendere l’Universo, bisogna pensare in
termini di energia, frequenza e vibrazione. Il Reiki altro
non è che un sistema energetico di risanamento e
riequilibrio olistico. «È un metodo dolce, non invasivo,
rispettoso, non doloroso che si affianca alle terapia
tradizionali», conclude. Utilissimo potrebbe essere
nella gestione di ansie e stress negli ospiti dei canili.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Alzarsi in piedi per il prof
Le buone maniere a scuola
●#sessoeamore
di Greta Sclaunich
Innamorato ma
lei voleva solo
sesso: quando è
lui a sentirsi usato
N
ILLOZOO/FAUSTO MONTANARI
iente amore, lei
voleva solo sesso:
cosa succede
quando il «sedotto
e abbandonato» è lui?
E’ la storia di Andrea, 34
anni, oggi su
#sessoeamore (la trovate
online su
http://27esimaora.corriere
.it/sessoeamore/).
La situazione la
conosciamo bene, ma
siamo abituati a
considerarla «ribaltata»:
un lui sfuggente e
passionale, che cerca e
vuole solo sesso, e una lei
innamorata che spera
(invano) che lui ricambi i
sentimenti. Il consiglio alla
ragazza in questione è
di Antonella De Gregorio
S
i fa allo scientifico Vittorio Veneto di Milano
e al classico Carducci;
al Righi e all’Albertelli
di Roma, al Malpighi
di Bologna, alle medie Verdi di
Firenze. Entra l’insegnante e i
ragazzi si alzano in piedi. Per
accogliere i professori, «interrompono le chiacchiere e creano un’atmosfera ordinata»,
riassume Giuseppe Monopoli,
preside del liceo Beccaria di
Milano. Ma è un gesto che si fa
sempre meno. Anzi, dai più ritenuto obsoleto, retaggio di
una tradizione autoritaria. «I
problemi son ben altri che l’alzarsi in piedi», taglia corto una
docente del Liceo Vico di Napoli: «Si usava cent’anni fa. Oggi è
già tanto se quando entri in
classe non ti tirano i coppetielli», dice: freccette di carta che si
lanciano a chi si vuol prendere
in giro. Un po’ come il cestino
dei rifiuti scagliato giorni fa
contro una professoressa del
Galilei di Mirandola dal più facinoroso dei suoi studenti. E
non è un accostamento casuale: «C’è un fil rouge che parte da
piccoli atti educativi non riconosciuti, senza i quali, per gradi, si può arrivare a forme di
maleducazione o addirittura
violenza verso i prof», avverte
Mario Rusconi, numero due
dell’Associazione presidi.
«Abitudini che non sono formali, ma formative», sottolinea. Buone maniere preziose
per la vita, essenziali per presentarsi al meglio, per esempio, a un colloquio di lavoro.
«Tu non rispetti il capo come
individuo ma come capo. Nel
caso della scuola, rispetti il ruolo dell’insegnante perché è lui
che, insegnandoti la sua mate-
C’è chi parla di «gesto
obsoleto», ma la
maggioranza dei
professori è d’accordo:
può essere una buona
abitudine formativa
ria, ti insegna a vivere», ha
scritto qualche tempo fa su Avvenire Ferdinando Camon,
scrittore, in una difesa dell’«alzarsi in piedi»: «Tra studente e
professore esiste una differenza di sapere e di ruolo; uno sa e
dona il suo sapere, l’altro lo riceve e ringrazia. Il ringraziamento si esprime con l’alzata in
piedi». Un discorso, quello sul
rispetto, che diventa sempre
più urgente, perché è l’ingrediente che sembra mancare
sempre più, nella scuola. Chi
lancia il cestino sulla maestra,
chi fa sesso sui banchi, chi fuma in cortile, chi smanetta sul
cellulare: le declinazioni della
●Tendenze
di Costanza Rizzacasa d’Orsogna
Se il museo della felicità rende tristi
È
l’ultima di una serie di installazioni pop-up, come il Museum
of Ice Cream e Color Factory, ottimizzate per Instagram. Happy Place, il museo della felicità a misura di
selfie, aperto a Los Angeles a fine novembre. Biglietti da $28,50; $199 il
pacchetto vip. «Lasciate ogni tristezza, voi che entrate», dice un video.
«Niente pensieri, niente lacrime». C’è
un tacco alto due metri con 200mila
M&M’s, panini al formaggio arcobaleno. La stanza piena di coriandoli e
la camera da letto capovolta. Puoi arrampicarti su un’enorme torta e saltare in una pentola di monete felici. C’è
il campo di calendule finte. «Celebra
ogni giorno».
Ma che succede se il museo della
felicità ti rende triste? È ciò che, riferisce Vice, moltissimi lamentano sui
social. «Le stanze non sono più lumi-
nose del solito, hai bisogno dei filtri»,
scrive una ragazza venuta apposta da
Chicago. «Il museo della felicità ti
mette un’angoscia profonda». Un’altra, in una diretta Instagram, racconta
d’aver fatto la stessa foto 30 volte.
«Perché non mi sento felice? Aspetta,
riprovo».
È la tirannia dello smile. Quella di
bestseller come Felicità garantita e Il
vantaggio della felicità. La felicità obbligata, che non è solo a Natale. Oltre
metà delle aziende americane costringe i dipendenti a mostrarsi sempre sorridenti. A Google c’è il responsabile allegria, a Uber un autista di
malumore riceve giudizi negativi. Per
entrare a Happy Place bisogna scavalcare i senzatetto, l’uscita dà sul club
della pistola. Don’t worry, be happy.
CostanzaRdO
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maleducazione sono infinite.
«E se non ci sono limiti, anticorpi alle sciocchezze che si
fanno nella vita, la conseguenza - secondo lo psichiatra Paolo
Crepet - è la fine di una comunità, una classe dirigente incompetente e priva di umiltà».
Un’esagerazione? È di questo
avviso Daniele Novara, pedagogista: «Un cordiale “buongiorno” basta e avanza. Le forme
basate su principi di autorità da
Ancien Régime non funzionano». La scuola è «un laboratorio di apprendimenti – sostiene
Novara - non una caserma, o un
luogo per imparare il galateo».
«Alzarsi in piedi per accogliere
un insegnante – sostiene invece Elena Ugolini, preside del
Malpighi di Bologna - non è un
gesto militaresco ma una modalità per accogliere una persona con cui si inizia un percorso». Una specie di argine, sostiene. «Se crollano le regole, si
esce senza permesso, si parla
senza rispettare i turni, si entra
in ritardo senza conseguenze, il
clima cambia, c’è confusione e
diventa più difficile imparare».
Ma se nella scuola di oggi molte formalità sono state (per fortuna) archiviate, da dove iniziare a insegnare a rispettare il
prossimo? «Una volta si partiva
dalle famiglie, o dall’integrazione tra scuola e famiglia», dice Novara. Oggi il sistema si è
smontato: le famiglie sono fragili, i genitori si identificano
con i figli più che con gli adulti.
La scuola ha così più grandi responsabilità. Serve una padronanza professionale che non
tutti hanno: saper gestire la
classe, costruire una metodologia, tenere la distanza, saper
motivare…». Solo con questi
«numeri» un docente può pretendere rispetto.
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I numeri
● Secondo gli
ultimi dati
forniti dal
Ministero
dell’Istruzione,
dell’Università e
della Ricerca in
Italia ci sono
8.975 scuole: il
28,6 per cento
sono al Sud, il
21,9 sono a
Nord Ovest.
● Di questi
1713 sono
Istituti superiori,
il 33 per cento
dei quali è al
Sud.
● Gli studenti
sono
7.037.819:
anche in questo
caso la
concentrazione
più alta è al sud.
Di queste
1.271.801 sono
statali e 63.885
paritarie.
● La maggior
parte della
popolazione
scolastica è
quella
rappresentata
da chi ha
compiuto 16
anni (582.474)
mentre la
minore
incidenza
riguarda gli 0
anni, la fascia
dei piccoli che
vanno all’asilo
nido.
sempre lo stesso: lascia
perdere, anzi lascia lui
(ammesso che si possa
lasciare una persona con
cui non si sta insieme). Di
solito succede il contrario:
a stufarsi e sparire è quasi
sempre chi ha il coltello
dalla parte del manico.
Proprio come è successo ad
Andrea. La relazione risale
a qualche anno fa: lui aveva
30 anni, lei 35 e fra loro
c’era «solo sesso». Niente
dolcezza né tenerezza, solo
passionalità e desiderio.
Certo, riconosce lui, era
bello sentirsi così
desiderato. A letto la più
coinvolta era lei: lui
pensava soprattutto al
piacere della compagna,
che invece era concentrata
solo su stessa. E dopo il
sesso, niente baci né
coccole. Lui ricorda con
amarezza quella sigaretta
che lei fumava, rigida dal
suo lato del letto. Poi, tanti
saluti e arrivederci
all’appuntamento
successivo, sempre e solo
fra le lenzuola. Il copione
era sempre lo stesso, il
trasporto anche: ai minimi
termini da parte della
donna, mentre Andrea
ammette di essere stato
innamorato. Quando ha
deciso di dichiararsi, lei ha
troncato la relazione. Lui, a
posteriori, rimpiange la
«grande intesa» che
avevano a letto. Ma
riconosce che nemmeno in
quell’ambito è stato
davvero se stesso: avrebbe
voluto essere dolce e
tenero, invece si sentiva
solo usato.
gretascl
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#
44
#
Economia
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
151
punti
lo spread Btp Bund
-%"*#! &%* $(+) .
Il ritorno del rischio politico incide sullo
spread Btp Bund che ieri ha chiuso a 151
punti, il massimo dal 30 ottobre. Il
rendimento dei Btp sale all’1,80%.
Indice delle Borse
Dati di New York aggiornati alle ore 20:00
FTSE MIB
22.094,04 -0,44% ê
Dow Jones
24.656,49
0,60% é
Nasdaq
6.455,04
1,02% é
S&P 500
2.674,99
0,87% é
Londra
7.490,57
0,57% é
Francoforte
13.103,56
0,27% é
Parigi (Cac 40)
Madrid
Tokyo (Nikkei)
1euro
1euro
1euro
1euro
Titolo
5.349,30
10.150,40
22.553,22
-0,15% ê
-0,26% ê
-0,62% ê
Cambi
1,1806
132,4500
0,8825
1,1669
dollari
yen
sterline
fr.sv.
-0,33%
-0,70%
0,10%
-0,15%
Titoli di Stato
Ced.
ê
ê
é
ê
Quot. Rend.eff.
15-12
netto%
Btp16-15/10/19
0,050%
100,60 -0,28
Btp15-01/03/32
1,650%
92,89 2,03
Btp16-01/03/67
2,800%
90,25 2,83
BTPi16-15/05/22
0,100%
102,83 0,51
SPREADBUND/BTP10anni:
151p.b.
La Lente
di Fabrizio Massaro
Le dimenticanze
del fisco Usa
e le decisioni
del Tribunale Ue
V
isto che gli Usa non
fanno niente di
concreto dal punto
di vista legislativo per far sì
che le loro multinazionali
versino in patria le tasse
delle controllate all’estero,
il governo di Washington
non ha alcun interesse da
difendere in Europa, specie
a favore delle tasse non
pagate da Apple in Irlanda
e richieste dalla Ue. Questa
è in sostanza la decisione
presa ieri dal Tribunale
della Ue di Lussemburgo
che ha escluso gli Usa dalla
causa che Apple ha
promosso contro l’Unione
Europea contestando la
decisione dell’antitrust Ue
di imporre il versamento
fino a 13 miliardi di euro di
tasse all’Irlanda: l’accordo
fiscale tra Apple e Dublino
per la Ue è distorsivo della
concorrenza in Europa.
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Mediaset, Fininvest «blinda» il consiglio
Più tempo per trovare l’intesa con Vivendi
Via libera alla nuova governance. I legali chiedono il rinvio dell’udienza sulla causa con i francesi
MILANO L’assemblea di Mediaset ha approvato il cambio di
statuto che consente alla Fininvest di blindare il consiglio
con una rappresentanza più
forte. Il via libera è arrivato ieri
dagli azionisti del gruppo di
Cologno riuniti in assemblea
per dare il via libera ad alcune
modifiche alla governance,
proposte anche in seguito al
tentativo di scalata da parte di
Vivendi. Il gruppo francese,
che detiene in trasparenza il
28,8% del capitale del gruppo
del Biscione (ma può votare
solo per il 9,9% per disposizione dell’AgCom) ieri non era
presente all’incontro. Al momento del voto era presente il
49,8% circa del capitale sociale, rappresentato in gran parte
(il 41,3%) dalla Fininvest della
famiglia Berlusconi. Ha votato
contro il fondo Amber, secondo cui il cambio di governance, definita una «poison pill»
in assemblea, danneggerebbe
la società e le minoranze.
All’assemblea di Cologno
per la prima volta non è stata
ammessa la stampa. Pier Silvio
Berlusconi, vicepresidente e
ceo di Mediaset, avrebbe spiegato che non essendoci all’ordine del giorno argomenti che
richiedessero una conferenza
stampa è stato ritenuto che
non fosse necessario far parte-
Il board
I numeri di Mediaset
2015
2016
Ricavi
3.524,8
milioni
Ricavi
3.667
milioni
Utile:
3,8 milioni
4,107
In Spagna
1.274
Totale
gruppo
5.519
ieri
3,284
(+1,23%)
3,305
2,903
gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic
Fonte: dati societari
Pier Silvio
Berlusconi, 48
anni, ceo e
vicepresidente
Mediaset
Mps, Falciai si ritira
dalla lista del Tesoro
L’indagine sul caso
Mondomarine
di capitale, in %)
Mercato
27,9
Azioni
proprie
3,8
3,706
2,502
GLI AZIONISTI (quote
29,01
Utile:
-294,5 milioni
(perdita)
UN ANNO IN PIAZZA AFFARI
4,509
DIPENDENTI AL 31/12/2016
In Italia
4.245
cipare i giornalisti. Con i quali,
ha chiarito comunque Berlusconi, la società ha contatti
quotidiani.
L’assenza di Vivendi ha fatto
venire meno le attese per un
possibile colpo di scena. Che
c’è stato comunque, ma lontano da Cologno. Si tratta della
richiesta di rinvio al giudice
Vincenzo Perroziello dell’udienza fissata per martedì
41,09
Vivendi
28,8
29,9
IL MERCATO PUBBLICITARIO
TELEVISIVO
totale Rai
Mediaset
Gen. – set. 2017 (Variazione su
anno precedente in milioni di euro)
2.602 (-2,7%)
520,6 (-10,3%)
1.476 (-0,8%)
A settembre (Variazione su
anno precedente in milioni di euro)
318,4 (+2,8%)
48,6 (+1,5%)
192,5 (+0,2%)
prossimo, in cui i legali di Fininvest-Mediaset e quelli di
Vivendi avrebbero dovuto presentare una proposta transattiva per mettere fine alla causa
avviata in seguito al rifiuto del
gruppo francese di perfezionare l’acquisto di Premium.
Evidentemente serve più tempo per trattare l’accordo. La
trattativa si sovrappone a quella in corso tra Tim (controllata
Colpo di scena in Mps: a tre giorni
dall’assemblea di lunedì 18 che dovrà rinnovare il consiglio di amministrazione targato Tesoro, salta il
nome di Alessandro Falciai, l’attuale
presidente indicato per un secondo
mandato insieme con il ceo Marco
Morelli. Ieri sera a sorpresa Falciai
ha comunicato al ministero guidato
da Pier Carlo Padoan di non essere
più disponibile «per sopraggiunti
motivi personali» ad accettare la
candidatura.
Falciai è indagato nell’ambito della crisi dei cantieri navali Mondomarine di Savona (con la controllata
Cantieri di Pisa), di cui è azionista e,
fino a settembre 2016, anche presi-
Diritti di voto
Fininvest
39,5
CdS
Lo statuto
● Mediaset ha
modificato lo
statuto
riducendo il
numero dei
componenti del
board e
introducendo il
maggioritario
dente senza deleghe. Proprio come
azionista Falciai ha presentato
un’azione di responsabilità contro il
management, spiegano fonti a lui
vicine, ma di conseguenza anche
contro se stesso. La svolta è avvenuta tre giorni fa con le perquisizioni
della Guardia di Finanza nelle sedi
di Mondomarine. I cantieri erano
La nomina
Lunedì a Siena, l’assemblea
di Mps per la nomina
del nuovo consiglio
di amministrazione
da Vivendi) e Mediaset per
l’acquisto di diritti su film e
sport da trasmettere sulla piattaforma che verrà adottata dalla joint venture tra Tim e Canal+. Joint venture che ha portato a una spaccatura nel consiglio di Tim, di cui la Consob
ha chiesto lumi alla società, la
quale ieri ha pubblicato un documento da cui emergono che
le ragioni del dissenso riguardano vizi di procedura ma anche l’eccessivo impegno di risorse a favore di Canal+.
Con la riforma approvata
dai soci, il board viene ridotto
dagli attuali 17 membri a un
numero compreso tra un minimo di 7 e un massimo di 15
amministratori già a partire
dal prossimo rinnovo in primavera. Il consiglio potrà inoltre presentare un propria lista
e l’elezione avverrà non più
con il sistema proporzionale
ma con il maggioritario a liste
bloccate. Una modalità che
blinda il board sterilizzando di
fatto la quota detenuta dai
francesi di Vivendi. Nel corso
dell’assemblea sarebbe emerso che Mediaset starebbe studiando anche l’introduzione
del voto maggiorato, che rafforzerebbe ulteriormente la
presa di Fininvest sul Biscione.
Federico De Rosa
© RIPRODUZIONE RISERVATA
stati rilevati tra il 2014 e il 2015 da
Falciai, che vi ha investito circa 30
milioni. «Ho fatto un passo indietro
da Mps per senso di responsabilità», ha spiegato Falciai, per «non rischiare di creare inutili e pericolose
strumentalizzazioni» a Mps. Il Tesoro fa sapere che lunedì in assemblea
integrerà Ia lista di 12 candidati attribuiti al socio di maggioranza (i tre
della minoranza sono della lista di
Generali) con un nuovo nome come
«candidato alla presidenza». Sono
in corso contatti per individuare un
soggetto che rispetti i rigidi requisiti
«fit and proper» della Bce.
F. Mas.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ECONOMIA
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
45
● La manovra e i conti pubblici
Debito pubblico
a 2.289 miliardi
Calendario fiscale,
5 nuove scadenze
di Mario Sensini
ROMA Con la manovra di bilancio in
discussione alla Camera scatta la rivoluzione
delle scadenze fiscali. La Commissione
Bilancio, con il parere favorevole del governo,
ha infatti modificato le scadenze dei cinque
adempimenti fiscali più importanti per le
imprese e i cittadini, oltre a rinviare di un anno
l’abbandono degli studi di settore, in base ai
quali vengono tassate piccole imprese e
professionisti.
Si comincia con la dichiarazione
precompilata: dal 2018 ci sarà un termine
unico, il 23 luglio, per la presentazione da
parte dei Caf. Finora i centri di assistenza
fiscale potevano attendere quella data solo se
entro il 7 luglio avevano trasmesso al fisco
almeno l’80% delle dichiarazioni. Il termine per
la presentazione del modello 770,
storicamente soggetto a continue proroghe,
viene spostato dal 31 luglio al 31 ottobre.
Il modello “Redditi”, cioè il vecchio modello
“Unico”, e la dichiarazione Irap slittano dal 30
settembre al 31 ottobre, mentre i termini per
adempiere agli obblighi dello «spesometro»
vengono spostati dal 16 al 30 settembre. Con
un altro emendamento, per inciso, viene
coinvolta anche la società pubblica Sose (che
ha curato gli studi di settore), nella gestione
dello spesometro affidata alla Sogei, che
quest’anno ha avuto parecchi problemi. Gli
studi di settore da gennaio dovevano lasciare il
posto ai nuovi Indici sintetici di affidabilità
fiscale, ma saranno rinviati al 2019.
Il termine
Termine unico del 23 luglio per la
precompilata mentre il «770» viene
spostato al 31 ottobre. «Redditi»
e Irap passano al 31 ottobre
Un altro emendamento approvato in
Commissione reintroduce l’obbligo per i call
center interni alle aziende di iscriversi al
Registro e dichiarare a inizio telefonata il
luogo in cui si trova l’operatore. Oggi la
Commissione affronterà ancora i temi fiscali
inseriti nella legge di bilancio. Il relatore,
Francesco Boccia, presenterà un pacchetto di
emendamenti sulla webtax.
La Banca d’Italia, intanto, ha ritoccato
all’insù, di un decimale, le previsioni di
crescita per l’economia. Il prodotto interno
lordo sale all’1,6% quest’anno, all’1,4% nel 2018 e
all’1,3% nel 2019 e nel 2020. Cresce anche il
debito pubblico in valore assoluto, come quasi
tutti i mesi (quello che conta veramente è il
rapporto col Pil a fine anno): a ottobre più 5,8
miliardi, per un totale di 2.289 miliardi di
euro.
Mario Sensini
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Svolta Ryanair, ora riconosce i sindacati
LamossaperevitarescioperiaNatale.Leorganizzazionieuropee:decisionedaestendere,nonsoloperipiloti
Un po’ di diffidenza c’è. Tant’è che la Confederazione europea dei sindacati (Etuc, European Trade Union Confederation) lo precisa sin da subito:
«La promessa deve essere
mantenuta, anzi deve essere
estesa a tutti i lavoratori
Ryanair e in tutti i Paesi, non
solo i piloti». Per la prima volta
nei suoi 32 anni di storia infatti, la low cost irlandese ha annunciato di voler riconoscere i
s i n d a c a t i e h a c o n v i n to
l’Anpac, la più grande organizzazione del settore in Italia, a
sospendere lo sciopero di
quattro ore previsto ieri.
Ma il dubbio è che Ryanair
stia usando la linea morbida
per evitare ulteriori disagi du-
Il manager
● L’amministra
tore delegato
di Ryanair
Michael
O’Leary ieri ha
annunciato che
la compagnia,
per la prima
volta in 32
anni, tratterà
con i sindacati
rante la settimana di Natale.
Disagi che andrebbero ad aggiungersi a quelli per i migliaia di voli cancellati dalla low
cost da settembre a marzo
2018. «Prima che Ryanair venga sindacalizzata si ghiaccerà
l’inferno», aveva annunciato
solo poche ore fa l’amministratore delegato Michael
O’Leary. Fino alla minaccia, all’inizio di questa settimana, rivolta ai dipendenti intenzionati a scioperare: «chiunque
aderirà potrebbe perdere aumenti di stipendio, trasferimenti richiesti e promozioni».
Parole che in Italia avevano
scatenato la levata di scudi di
governo e sindacati con il ministro dei Trasporti Graziano
Delrio che aveva definito
«inaccettabile» il comportamento della compagnia aerea.
Ieri lo storico dietrofront:
«Mettere al primo posto le esigenze dei nostri clienti ed evitare interruzioni del servizio
proprio nella settimana di Natale è la ragione per cui da oggi
tratteremo con i nostri piloti
attraverso sigle sindacali nazionali riconosciute — ha
spiegato O’Leary — e ci auguriamo e ci aspettiamo che queste organizzazioni trovino l’accordo dei nostri piloti all’inizio del nuovo anno».
Il rifiuto di riconoscere i sindacati è stato per anni il cuore
del modello strategico ultra
low-cost che l’amministratore
Un avviso ieri all’aeroporto di Orio al Serio, Bergamo
delegato di Ryanair ha sviluppato per trasformare la piccola
compagnia regionale irlandese nella maggiore aviolinea
europea per numero di passeggeri. Da qui la diffidenza
espressa ieri dai sindacati dopo l’annuncio di O’Leary.
«Speriamo che questo annuncio diventi concreto» ha precisato il segretario Cgil Susanna
Camusso. «È un passo importante — ha aggiunto il ministro dei trasporti Delrio —.
Non esiste impresa e capitalismo senza etica e rispetto del
lavoro e della sua dignità e delle sue forme di rappresentanza».
Corinna De Cesare
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Dopo le indagini
Gruppo Gavio
Amazon: intesa
con il fisco
da 100 milioni
Itinera vince
commessa Usa
da 500 milioni
A
lla fine Amazon
pagherà al Fisco 100
milioni di euro a
chiusura della controversia
legata alle imposte non
versate per il periodo 20112015. Amazon, infatti, ha
siglato un’intesa con
l’Agenzia delle entrate «per
risolvere le potenziali
controversie relative alle
indagini fiscali, condotte
dalla Guardia di Finanza e
coordinate dalla Procura di
Milano, relative al periodo
2011-2015». Lo scorso aprile
era stata contestata ad
Amazon un’evasione di 130
milioni di euro circa.
«Abbiamo raggiunto un
accordo con l’Agenzia delle
entrate su questioni del
passato — si legge in una
nota del colosso dell’ecommerce — e rimaniamo
focalizzati a offrire una
grande esperienza di
acquisto ai nostri clienti in
Italia dove abbiamo
investito oltre 800 milioni
di euro dal 2010 e creato
oltre 3.000 posti di lavoro».
In una nota Amazon spiega
anche che sarà ripreso il
percorso, «finalizzato alla
stipula di accordi preventivi
per la corretta tassazione in
Italia in futuro delle attività
riferibili al nostro Paese».
Dal canto suo l’Agenzia
delle entrate «conferma il
suo impegno nel
perseguire una politica di
controllo fiscale attenta alle
operazioni in Italia delle
multinazionali del web».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
I
tinera, la società di
grandi opere del Gruppo
Gavio, attraverso la
controllata statunitense
Halmar International si è
aggiudicata «due
importanti contratti
nell’area metropolitana di
New York per un valore
complessivo di circa 1,9
miliardi di dollari di cui
circa 500 milioni di dollari
di competenza della
societa». Halmar si è
aggiudicata, con una quota
del 23%, in joint venture
con Dragados, Picone e Cca
il contratto per il progetto
di espansione della Long
Island Railroad. La
commessa prevede la
progettazione e costruzione
di una terza linea
ferroviaria di 17 chilometri
fra Manhattan e l’intera
isola di Long Island. Sul
totale di 1,8 miliardi, 1,5
sono riferiti al contratto
base mentre ulteriori 360
milioni di dollari dovranno
essere finanziati nel
programma di investimenti
2020-2024. Halmar
International si è
aggiudicata un secondo
contratto per i lavori della
Enhanced Station
Improvements at MetroNorth del valore di circa 90
milioni di dollari per la
ristrutturazione di sei
stazioni. Il committente per
entrambi i contratti è la
Metropolitan
Transportation Authority di
New York.
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#
46
#
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
ECONOMIA
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
47
#
Ilva,CassaDepositifirmal’accordoperl’ingressoinAmInvestco
La quota
● AmInvestco,
che ha vinto la
gara per l’Ilva,
ha firmato un
accordo per
l’ingresso di
Cdp e Intesa
al posto di
Marcegaglia
Il consorzio AmInvestco
controllato dal colosso francco-indiano Arcelor Mittal —
che ha vinto la gara per l’acquisto di Ilva — ha firmato un accordo non vincolante per l’ingresso di Cassa depositi e prestiti nella cordata, con circa
100 milioni, insieme a Intesa
Sanpaolo, per rilevare le quote
di Marcegaglia, pari al 5,6%. In
precedenza Cdp aveva fatto
E-commerce
di Francesca Basso
parte della compagine avversa
ad AmInvestco insieme agli indiani di Jindal, al Gruppo Arvedi e Del Vecchio (Luxottica).
L’ingresso di Cdp consentirebbe di superare i dubbi dell’Antitrust europeo sull’operazione, legati alla presenza nel
consorzio del gruppo Marcegaglia. La mossa eviterebbe
concentrazioni in alcuni segmenti del mercato siderurgico
determinati dalla presenza del
gruppo Marcegaglia. In particolare Bruxelles, con una nota
della commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager,
aveva parlato di aspetti problematici legati al segmento dei
laminati piani, utilizzati in vari
settori, dall’edilizia all’auto.
Ieri il ministro Calenda ha
incontrato Aditya Mittal, ceo
di Arcelor Mittal Europe, per
discutere i punti all’ordine del
giorno al tavolo convocato per
il 20 dicembre al Mise sul sito
Ilva di Taranto. Intanto sulla
vicenda Ilva continua a pendere il ricorso al Tar presentato
da regione Puglia e comune di
Taranto rispetto al Dpcm (decreto del presidente del Consiglio) con cui il governo ha dato
il via libera al piano ambientale. Ha riferito ieri il ministro
Il presidente
della Cassa
depositi e
prestiti Claudio
Costamagna
«Web tax, serve un’intesa globale
Il nodo? Come dividere gli introiti»
Simontacchi: l’Ue si muove in ordine sparso, l’Italia può avere un ruolo guida
Nel mondo globalizzato
la competizione tra gli Stati si
gioca anche sulle tasse. «Mentre il presidente Trump vara una
riforma fiscale molto aggressiva, l’Europa continua a muoversi in ordine sparso. Molti equivoci caratterizzano i tentativi di
webtax, l’Europa è a un bivio:
continuare con la linea della burocrazia e della lentezza o giocare un ruolo al tavolo internazionale. Il rischio è la perdita degli
investimenti stranieri». Stefano
Simontacchi è direttore del
Transfer Pricing Research Center dell’Università di Leiden in
Olanda, managing partner di
BonelliErede e consigliere di
Rcs MediaGroup.
L’elusione fiscale da parte dei
colossi come Apple, Amazon,
Google o Facebook sta suscitando reazioni a livello internazioMILANO
La scelta di Investindustrial
Una Aston Martin Valkyrie al Motor Show di Ginevra
Aston Martin prepara l’Ipo
Aston Martin si quota: Investindustrial di
Andrea Bonomi ha incaricato Lazard per
l’ipo della società delle auto di James Bond.
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA
Decreto Ministeriale n. 392/2016 del 16/11/2016
Lotto Unico - VENDITA AZIENDA CAPLAC LATTERIA SAN GINESE - COOPERATIVA AGRICOLA PRODUTTORI LATTE E AFFINI COMPITESE, con sede in
Capannori via Circonvallazione 1/3, Colognora di Compito (LU) Lotto Unico.
Piena Proprietà sull’intero complesso aziendale. Nello specifico trattasi di complesso produttivo adibito alla lavorazione, trattamento e commercializzazione del latte e
suoi derivati comprensivo della sede dell’azienda, sopra specificata, e del Fabbricato
Produttivo nel Comune di Santo Stefano di Magra (SP) via del centone n.6, utilizzato
come magazzino. Rientrano nel Lotto di vendita anche la proprietà sul marchio SAN
GINESE, marchio storico con il quale vengono venduti i prodotti dell’azienda Caplac.
Con la vendita verranno trasferiti tutti i contratti in essere compresi quelli di
lavoro dipendenti. Il prezzo base di vendita del Complesso Aziendale è determinato
in euro 1.783.000,00. Saranno accettate offerte migliorative. In caso di gara aumento
minimo Euro 50.000,00. La VENDITA SENZA INCANTO si terrà in data 14/02/2018
ore 15:00, innanzi al professionista delegato Not. Antonio Marrese presso lo studio in
Pistoia Via Atto Vannucci, 38. Le offerte IRREVOCABILI dovranno essere presentate
entro le 12:00 del medesimo giorno. Info presso il Commissario Liquidatore Dott. Pier
Luigi Giambene, pierluigi.giambene@studiogiambene.it. tel. 0573775507.
CONSORZIO DI BONIFICA ADIGE PO
Società con Unico Socio,
soggetta all’attività di direzione e
coordinamento dell’Automobile Club d’Italia
Via Fiume delle Perle, n. 24 - 00144 Roma
e-mail gara: gara.tessere2017@informatica.aci.it
CIG: 7300675399
AVVISO PER ESTRATTO DI GARA
A PROCEDURA APERTA
E’ indetta una gara a procedura aperta, ai sensi del
D.Lgs. 50/2016 e s.m.i., per l’affidamento Servizio
di produzione, personalizzazione, allestimento e
postalizzazione del materiale associativo ACI Mercato
individuale, cosi come dettagliato nel capitolato tecnico.
L’importo massimo non superabile, IVA esclusa, è di €
1.000.000,00 per il periodo di durata contrattuale di 36
mesi, al quale va aggiunto un importo di € 200.000,00,
IVA esclusa, in caso di esercizio dell’opzione di cui al
punto II.2.2, lett. a) del Bando di gara, ed € 160.000,00
in caso di esercizio dell’opzione di cui al punto II.2.2,
lett. b) del citato bando, per un totale complessivo
presuntivamente valutato, ai soli fini dell’art. 35, comma
4, del D.Lgs n. 50/2016 e s.m.i., di € 1.360.000,00, IVA
esclusa. Gli oneri della sicurezza non soggetti a ribasso
d’asta sono pari a zero. La gara è aggiudicata in favore
dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il Bando è
pubblicato sulla GUUE e GURI, alle quali è stato inviato
in data 05/12/2017. Le Imprese possono ritirare la
documentazione ufficiale di gara tutti i giorni feriali, escluso
il sabato, fino alla data di presentazione delle offerte dalle
ore 9.00 alle 12.00 presso gli uffici della ACI Informatica
S.p.A., secondo le indicazioni in evidenza sul Bando di
gara. La documentazione è disponibile sul sito www.
informatica.aci.it. Le offerte dovranno essere presentate
entro il termine perentorio delle ore 12:00 del 16 gennaio
2018, pena la non ammissione alla gara. Informazioni
e/o chiarimenti sugli atti di gara potranno essere richiesti
o mediante fax al n. 06/52999679 o alla casella di posta
elettronica: gara.tessere2017@informatica.aci.it entro le
ore 12:00 del giorno 19 dicembre 2017.
Il Direttore Generale - Ing. Mauro Minenna
PIAVE SERVIZI S.r.l.
Avviso di procedura aperta
Lotto 1 CIG 7300506821
Lotto 2 CIG 7300510B6D
Piave Servizi S.r.l. procederà all’espletamento della procedura aperta per l’affidamento
del “Servizio di caricamento, trasporto e
recupero e/o smaltimento dei fanghi e delle
sabbie palabili prodotti dagli impianti di depurazione”. L’importo compl.vo del servizio
a base d’asta è pari ad € 1.444.800,00 così
suddiviso: Lotto 1 € 925.400,00, Lotto 2 €
519.400,00. Scadenza presentazione offerte:
ore 12 del 19.01.2018. Apertura della procedura: ore 10 del 22.01.2018. Bando di gara
disponibile sul sito: www.piaveservizisrl.it.
Avviso spedito per la pubblicazione su GUUE
il 04.12.2017. Info: Piave Servizi S.r.l., Via F.
Petrarca, 3 - 31013 Codognè (TV). Rup: dott.
Giorgio Serra.
Il Direttore Generale - ing. Carlo Pesce
Piazza Garibaldi, 8 - 45100 Rovigo
Tel. 0425/426911 - www.adigepo.it
Avviso appalto aggiudicato
art. 98, D.Lgs. 50/2016
Lotto 1 - Fornitura di gasolio agricolo
CIG 713333456F
Lotto 2 - Fornitura di gasolio auto
CIG 71333480FE
Con determinazione del Direttore Generale n.412 del 5/10/2017, è stata disposta
l’aggiudicazione definitiva della procedura
aperta con criterio del minor prezzo (artt.
60 e 95 c.4 lett b) D.Lgs. 50/2016) dell’appalto per la fornitura in oggetto CPV
09134100, alla ditta ROMANIN PETROLI
S.r.l. - C.F. 00315430298 - Via Piacentina,
5 - 45030 S. M. Maddalena - Occhiobello
(RO), NUTS ITH37, Tel. 0425756180, fax
0425756767 PEC romaninpetroli@legalmail.it che ha offerto, per entrambi i lotti,
il rialzo di Euro/litro 0,018 sul prezzo (€/
Lt) da applicarsi con riferimento alla quotazione minima, punta minima, Nord, alle
voci “gasolio agricolo” e “gasolio auto”
del listino del “Mercato interno extra-rete”
della Staffetta Quotidiana con riferimento
alla data di ciascuna fornitura, a tutte le
condizioni esposte nel capitolato speciale
d’appalto, nel bando e disciplinare di gara.
Offerte n.6. Contratto: 13/11/2017. Invio
a GUCE: 30/11/2017. Profilo Consorzio:
www.adigepo.it.
IL DIRETTORE GENERALE
Dott. Ing. Giancarlo Mantovani
nale. L’Ocse ha stimato che ogni
anno vengono persi tra i 100 e i
240 miliardi di dollari di tasse
per le differenze tra le regole fiscali internazionali che permettono alle multinazionali di spostare i profitti nei paradisi fiscali. L’ultimo Ecofin ha deciso di
procedere sulla tassazione dei
servizi digitali offerti sul web,
seguendo il criterio della stabile
organizzazione virtuale. In Italia
è ora alla Camera con la manovra una web tax (sono previste
modifiche) che prevede un’aliquota del 6% sul fatturato dei
servizi immateriali prestati alle
imprese attraverso internet o reti telematiche dalle imprese
non residenti.
«Bisogna comprendere il fenomeno della digitalizzazione
dell’attività di vendita e capire
che non è qualcosa che riguarda
solo qualche web company —
prosegue Simontacchi —ma
sempre di più riguarderà qualsiasi tipologia di bene». In futuro
la quantità di prodotti venduti
in altri Stati senza bisogno di
una presenza fisica della società
crescerà e «gli istituti attuali su
cui si basa la fiscalità non sono
coerenti con i modi attuali di fare business. La manovra in discussione prevede l’estensione
del concetto di stabile organizzazione. Ma deve essere chiaro
che le revisioni domestiche del
concetto di stabile organizzazione — sottolinea — sono destinate a rimanere inefficaci in
quanto in contrasto con i trattati
in vigore. Inoltre il meccanismo
della ritenuta previsto dalla manovra, non escludendo le operazioni infragruppo, rischia di
avere l’effetto perverso di disin-
Chi è
Stefano
Simontacchi
(47) è direttore
del Transfer
Pricing
Research
Center di Leiden
Carlo Calenda a «L’aria che tira» su La7: «Ho scritto a Michele Emiliano (il presidente
della regione Puglia, ndr;) e gli
ho detto: “Sull’Ilva c’è un tavolo il 20, vieni da me, sediamoci
nella mia stanza, parliamo e ti
faccio vedere il lavoro che abbiamo fatto”. Non ha risposto,
spero che lo faccia».
Ri. Que.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
centivare le multinazionali a
stabilire la distribuzione in Italia (sulla falsariga di quanto annunciato da Facebook)».
È dunque necessario, per Simontacchi, «affrontare le vendite online complessivamente
perché riguardano tutti i settori
dell’economia. Certo, le multinazionali del web devono pagare il giusto livello di tasse. Ora
non lo fanno perché gli Usa, come la Gran Bretagna, hanno lasciato buchi normativi consentendo delle agevolazioni. Per la
soluzione si stanno considerando varie ipotesi, dal calcolo basato sull’uso della rete (ma un
film ha un costo diverso rispetto
a una borsa firmata anche se
consuma più rete) a quello in
proporzione al numero dei cittadini, però va ponderato per il
potere di spesa. La soluzione
più praticabile è a mio avviso un
prelievo alla fonte però coordinato a livello mondiale».
L’inizio di qualsiasi riflessione è «la domanda che si devono
porre i governi: come andranno
divise le imposte in un mondo
digitalizzato. Questo è il nodo e
va affrontato a livello internazionale — conclude —. L’Europa deve reagire e l’Italia potrebbe svolgere un ruolo guida».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’Azienda Pubblica di servizi alla Persona
(ASP) “Città di Piacenza”, corrente in Piacenza (PC), via Campagna n. 157, rende
noto che ha istituito il nuovo elenco telematico di operatori economici da consultare
per gli affidamenti di lavori, servizi e forniture (link https://asp-piacenza.acquistitelematici.it/). Il nuovo elenco entrerà in vigore
a partire dall’8 gennaio 2018. Dalla suddetta
data il precedente Albo fornitori di ASP Città
di Piacenza verrà abolito; pertanto gli operatori economici presenti nell’Albo fornitori in
scadenza al 07 gennaio 2018 (istituito con
avviso pubblico dell’11 novembre 2013),
qualora siano intenzionati a far parte del
nuovo elenco fornitori di ASP, dovranno
provvedere ad iscriversi come nuovi utenti.
Si precisa che il Regolamento per l’istituzione e la gestione telematica dell’elenco operatori economici da consultare per affidamenti di lavori, beni e servizi e l’utilizzo delle
procedure di gara telematica è pubblicato
sul sito istituzionale dell’ASP Città di Piacenza ( link: http://www.asp-piacenza.it/).
Per informazioni: Servizio Affari Generali,
Gare e Contratti di ASP: tel. 0523.493611
- mail: gare@asp-piacenza.it.
SACE S.p.A.
Tel. 06-6736.1
ESITO DI GARA
Il giorno 11/12/2017 è stato inviato alla
G.U.U.E. l’esito di gara (pubblicazione
sulla G.U.R.I. n.144 del 15/12/2017) per
l’affidamento del servizio di locazione a
lungo termine di veicoli senza conducente
e dei servizi annessi per il personale SACE
- CIG: 7104542586, bandita il 20.06.2017.
Offerte valutate: 2; aggiudicata ad Arval
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Via Campania, 59 C - 00187 Roma
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Tel. 06 6882 8650 - Fax 06 6882 8682
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903 del 9/12/1977 le inserzioni di ricerca
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Data
19,864 Active Dollar Bond M
21,196 Active Emerging Credit M
14/12
EUR
19,710
14/12
EUR
21,033
AcomeA Asia Pacifico (A1)
14/12
EUR
6,247
AcomeA Asia Pacifico (A2)
14/12
EUR
6,635
AUSTRALIA
Lo spettacolo
del Queensland
PARCHI USA
Dove il West
è ancora vero
IRAN MAI VISTO BOTSWANA
Sogno
Nelle savane
di Medio Oriente del popolo San
VIETNAM
Sulle spiagge
del nuovo relax
PATAGONIA
Obiettivo
Capo Horn
CILE
Il futuro abita
a Santiago
GERUSALEMME
Ritorno alla
Terra Promessa
AcomeA Breve Termine (A1)
14/12
EUR
15,290
AcomeA Breve Termine (A2)
14/12
EUR
15,622
AcomeA ETF Attivo (A1)
14/12
EUR
4,975
4,976
AcomeA ETF Attivo (A2)
14/12
EUR
5,274
5,275
AcomeA Eurobbligazionario (A1)
14/12
EUR
17,890
AcomeA Eurobbligazionario (A2)
14/12
EUR
18,356
17,901 SB Flexible B
18,367
AcomeA Europa (A1)
14/12
EUR
15,907
15,943
AcomeA Europa (A2)
14/12
EUR
16,905
16,943
AcomeA Globale (A1)
14/12
EUR
13,597
13,641
AcomeA Globale (A2)
14/12
EUR
14,688
14,735
AcomeA Italia Pir Compliant.A1
14/12
EUR
23,213
23,274
AcomeA Italia Pir Compliant.A2
14/12
EUR
24,626
24,690
AcomeA Italia Pir Compliant.Q2
14/12
EUR
23,744
AcomeA Italia PIR P1
14/12
EUR
5,174
23,806 F. STRAT. TAA COMP. TRENTO
5,187 PRINCIPAL FINANCE 1
AcomeA Italia PIR P2
14/12
EUR
5,224
5,238
AcomeA Liquidità (A1)
14/12
EUR
8,936
8,935
AcomeA Liquidità (A2)
14/12
EUR
8,936
8,936
AcomeA Paesi Emergenti (A1)
14/12
EUR
7,961
7,942
AcomeA Paesi Emergenti (A2)
14/12
EUR
8,494
8,473
AcomeA Patrimonio Aggressivo (A1)
14/12
EUR
4,205
4,216
AcomeA Patrimonio Dinamico (A1)
14/12
EUR
5,515
5,526
AcomeA Patrimonio Dinamico (A2)
14/12
EUR
5,795
5,807
AcomeA Patr.Esente Pir compliant A1 14/12
EUR
5,051
5,052
AcomeA Patr.Esente Pir compliant A2 14/12
EUR
5,069
5,071
AcomeA Patr.Esente (Pir) P1
14/12
AcomeA Patr.Esente (Pir) P2
EUR
157,771
14/12
EUR
168,970
14/12
EUR 1463,245
14/12
EUR
131,188
14/12
EUR
121,152
Multiman. Eq. Afr. & Mid. East A
13/12
EUR
64,407
SB Bond B
14/12
EUR 1054,103
SB Equity B
14/12
EUR 1321,211
14/12
EUR 1016,572
Data
BOND-A
31/10
BOND-B
31/10
F. STRAT. TAA COMP. BOLZANO 30/09
30/09
30/09
Valuta Quota/od. Quota/pre. Nome
15/12 USD
14,189
16,720
15/12
EUR
128,270
129,550
Euro Short Term Bond A
15/12
EUR
11,250
11,249
Euro Structured Equity A
15/12
EUR
12,160
12,220
USD
71,740
EUR
7,288
9,350
72,280 Nextam Bilanciato
9,420 Nextam Obblig. Misto
14/12
EUR
14/12
EUR
8,446
12,129 International Value A
11,268 Cap. Int. Abs. Inc. Grower D
12,060 CITIC Securities China Fd A
14/12
EUR
7,073
14/12
EUR
5,976
14/12
EUR
7,199
11,860 Fidela A
10,910 Income A
14/12
EUR
5,446
14/12
EUR
5,685
11,147 International Equity A
13,847 Italian Selection A
14/12
EUR
9,548
14/12
EUR
7,914
9,583 PS - Liquidity B
7,966 PS - Liquidity E
13/12
CHF
99,190
63,370 Liquidity A
11,994 Multimanager American Eq.A
14/12
EUR
5,426
5,427 PS - Liquidity Q
13/12
EUR
101,190
14/12
EUR
6,757
6,793 PS - Marzotto Active Bond A
13/12
EUR
101,530
56,670 Multimanager Emerg.Mkts Eq.A 14/12
4892,000 Multimanager European Eq.A 14/12
14/12
20,790 Usa Value Fund A
EUR
4,994
EUR 10187,700 10185,290
5,151
4,995 PS - Marzotto Active Bond B
5,160 PS - Marzotto Active Bond Q
13/12
EUR
13/12
EUR
102,390
102,360
EUR
8,112
8,179 PS - Marzotto Active Divers. A
13/12
EUR
102,900
103,240
14/12
EUR
6,085
13/12
EUR 10293,530 10327,460
PS - Marzotto Active Divers. Q
13/12
EUR
106,320
PS - Prestige A
13/12
EUR
83,650
PS - Quintessenza A
13/12
EUR
97,920
98,040
PS - Southern Europe A
13/12
EUR
117,250
117,870
PS - Southern Europe B
13/12
EUR
117,900
118,520
PS - Southern Europe C
13/12
EUR
116,880
PS - Swan Relative Strat A
13/12
EUR
82,290
117,500 Equity Global Leaders A Inc
82,870 Equity Global Leaders A Acc
PS - Swan Relative Strat B
13/12
EUR
84,970
85,560 Equity Global Leaders B Acc
14/12
EUR
112,310
112,450
PS - T-8 Emerging Markets Bd C1
13/12
EUR
92,240
14/12
EUR
102,480
102,510
13/12
EUR
92,300
13/12
EUR
92,720
92,350 Euro Crédit Alpha A Inc
92,410 Euro Crédit Alpha A Acc
14/12
EUR
103,350
103,380
13/12
EUR
96,310
96,280
Euro Crédit Alpha B Acc
14/12
EUR
106,250
106,280
13/12
EUR
97,620
97,590
Global Conservative Income A Inc
14/12
EUR
101,190
101,120
13/12 USD
96,410
96,410
Global Conservative Income A Acc
14/12
EUR
101,200
101,130
EUR
12,103
11,276
EUR
12,040
USD
11,800
USD
10,850
EUR
11,124
EUR
13,867
USD
62,810
India Bond A
15/12 USD
12,042
57,760
15/12
EUR
19,110
19,200
15/12 USD
11,526
11,510
15/12 USD
10,618
10,620
15/12 USD
10,423
10,431
US Equity A
15/12 USD
11,470
11,530
US High Yield Bond A
15/12 USD
12,871
12,882
US Value Equity A
15/12 USD
41,120
41,370
EUR 70173,476 71332,413 Unconstrained Bond A
EUR
59,580
59,590
Borsa Protetta Agosto
13/12
EUR
68,200
68,260
Borsa Protetta Febbraio
13/12
EUR
67,150
67,150
13/12
EUR
69,820
69,640
13/12
EUR
66,460
66,570
5,076
5,077 Inflazione Più Arancio
14/12
EUR
59,490
59,480
14/12
EUR
6,316
6,337 Mattone Arancio
14/12
EUR
59,290
59,170
6,616 Profilo Dinamico Arancio
14/12
EUR
76,080
14/12
EUR 1243,260
AL-FA Dynamic A
14/12
EUR
108,830
Emerging Mkt Local Curr Debt A
14/12
EUR
885,240
Emerging Mkt Local Curr Debt B
14/12
EUR
918,670
Emerging Mkt Local Curr Debt F
14/12 USD
938,780
76,250
AcomeA Performance (A1)
14/12
EUR
22,528
22,605 Profilo Equilibrato Arancio
14/12
EUR
71,500
71,620
AcomeA Performance (A2)
14/12
EUR
23,296
23,375 Profilo Moderato Arancio
Top Italia Arancio
14/12
EUR
63,420
63,490
14/12
EUR
51,420
51,900
13/12
EUR
108,240
108,580
13/12
EUR
98,360
98,300
Financial Credit I
13/12
EUR
156,460
155,700
Financial Credit R
13/12
EUR
138,740
138,070
Tel: 0041916403780
www.pharusfunds.com info@pharusfunds.com
114,140
PS - Global Value Eq I
13/12
EUR
113,150
112,940
13/12
EUR
116,680
116,380
13/12
EUR
109,590
109,390
13/12
EUR
113,250
112,960
13/12 USD
103,290
13/12
EUR
133,400
13/12
EUR
138,810
13/12
EUR
95,720
13/12
EUR
127,050
13/12 USD
104,740
Systematic Funds - Em. Mkt. Core Eq. 14/12 USD
104,790
104,440
14/12 USD
184,780
184,190
Systematic Funds - European Eq.
14/12 EUR
103,310
133,500 Systematic Funds - Gl. Shareh. Yield Eq. 14/12 USD
138,920 Systematic Funds - L./Sh. Em. Mkt. Eq. 08/12 USD
450,710
451,220
129,160
129,730
EUR
127,040 Systematic Funds - North American Eq. 14/12 USD
104,750 Tactical Funds - Convertibles Europe 14/12 EUR
99,170 Tactical Funds - Global Bd. Tot. Ret. Fd. 14/12
EUR
101,180
Tactical Funds II - Asia Bd. Tot. Ret. Fd. 14/12 USD
101,500
106,680 Balanced Growth B Acc
83,570
120,140
120,170
EUR
128,490
PS - Absolute Return C
13/12 USD
103,320
128,510 PS - T-8 Emerging Markets Bd C2
103,360 PS - T-8 Emerging Markets Bd I2
PS - Absolute Return E
13/12
CHF
100,330
PS - Absolute Return F
13/12
CHF
97,990
100,340 PS - Target A
98,000 PS - Target B
PS - Absolute Return Q
13/12
EUR
99,360
99,380 PS - Target C
PS - Algo Flex A
13/12
EUR
109,970
110,200 PS - Target E
13/12
1250,980 PS - Algo Flex B
108,970 PS - Algo Flex Q
13/12
EUR
107,300
CHF
EUR
90,110
107,520 PS - Target F
90,300 PS - Target H
13/12
13/12
13/12
EUR
886,940 PS - Athesis Total Return A
920,400 PS - Athesis Total Return B
13/12
EUR
101,950
13/12
EUR
92,720
13/12
EUR
102,820
13/12
EUR
103,160
103,160
940,550 PS - Avantgarde B
PS - Avantgarde C
08/12
EUR
95,000
13/12
EUR
100,100
100,090
08/12
EUR
97,160
13/12
EUR
120,110
120,170
PS - Avantgarde I
08/12
EUR
101,490
13/12
EUR
111,880
111,840
PS - Best Global Managers A
13/12
EUR
98,630
13/12
EUR
112,890
112,850
PS - Best Global Managers B
13/12
EUR
105,290
13/12
EUR
114,660
114,630
PS - Best Global Managers Q
13/12
EUR
93,550
13/12
EUR
116,380
116,420
13/12
109,520
109,840
PS - Best Gl Mgers Flx Eq A
13/12
EUR
128,380
13/12
EUR
112,800
113,130
PS - Best Gl Mgers Flx Eq Q
13/12
EUR
101,720
128,280 PS - Value B
101,640 PS - Value C
EUR
13/12 USD
110,640
110,990
13/12
101,920 PS - Target Q
PS - Tikehon Gl Grth&Inc Fd A
102,790
PS - Tikehon Gl Grth&Inc Fd B
94,980
PS - Titan Aggressive A
97,140
PS - Trend Player A
101,450
PS - Trend Player B
98,670
PS - Trend Player Q
105,320
PS - Valeur Income A
93,570 PS - Value A
Systematic Funds - Em. Mkt. Eq.
95,800 Systematic Funds - L./Sh. European Eq. 08/12
EUR
CHF
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Disciplined & Selective
92,830
118,280
118,100
154,340
153,640
302,300
304,570
150,620
150,880
145,730
145,690
142,340
142,190
14/12
EUR
109,680
110,010
14/12
EUR
115,670
115,910
Equity Europe Active Selection A Acc 14/12
EUR
117,690
117,940
Equity Europe Active Selection B Acc 14/12
EUR
118,280
118,520
14/12
EUR
102,110
102,220
14/12
EUR
104,700
104,810
Equity Europe Active Selection A Inc
14/12
EUR
103,110
103,220
92,050
102,760 Global High Yield A Inc
92,000 Global High Yield A Acc
14/12
EUR
103,110
103,220
111,480
111,450 Global High Yield B Acc
14/12
EUR
104,430
104,540
14/12
EUR
125,370
126,330
102,810
92,700 North American Equity B Acc
www.vitruviussicav.com
Asian Equity B
14/12
EUR
138,700
138,990
Asian Equity B
14/12 USD
204,440
204,860
14/12 USD
528,550
529,820
14/12
EUR
495,320
496,510
13/12
EUR
165,440
163,590 PS - Value Q
NM Augustum Extra Euro High Qual Bd 14/12
EUR
103,310
103,390 PS - Biotech E
13/12 USD
104,570
103,420
92,590 Emerg Mkts Equity
Emerg Mkts Equity Hdg
NM Augustum High Qual Bd A 14/12
EUR
150,730
150,760 PS - Biotech I
13/12
EUR 1734,170
1714,720
European Equity
14/12
EUR
306,810
308,490
NM Balanced World Cons A
14/12
EUR
144,690
144,690 PS - Bond Opportunities A
13/12
EUR
166,200
166,170
Greater China Equity B
14/12
EUR
174,790
174,670
NM Euro Bonds Short Term A
14/12
EUR
138,970
138,970 PS - Bond Opportunities B
13/12
EUR
125,220
125,190
Greater China Equity B
14/12 USD
258,590
258,400
14/12
EUR
60,200
60,430 PS - Bond Opportunities C
13/12 USD
96,770
96,760
Growth Opportunities
14/12 USD
121,030
121,220
25,650 NM Evergreen Glb High Yield Bd A 14/12
18,410 NM Global Equities EUR hdg A 14/12
EUR
106,160
106,220 PS - Bond Opportunities Q
Growth Opportunities Hdg
14/12
EUR
127,810
128,020
EUR
89,370
Japanese Equity
14/12
JPY
168,990
168,860
Japanese Equity Hdg
14/12
EUR
212,980
212,800
Swiss Equity
14/12
CHF
173,200
173,080
14/12
EUR
131,160
131,070
14/12 USD
224,870
226,160
14/12
240,320
241,750
3,171 NM Euro Equities A
EUR
3,172
Asia Balanced A
15/12 USD
25,590
Asia Consumer Demand A
15/12 USD
18,290
Asia Infrastructure A
15/12 USD
16,480
EUR
107,130
15/12 USD
12,890
16,520 NM Inflation Linked Bond Europe A
12,891 NM Italian Diversified Bond A
14/12
Asian Bond A
14/12
EUR
124,390
15/12 USD
17,310
17,380 NM Large Europe Corp A
14/12
EUR
15/12
EUR
16,890
16,900 NM Market Timing A
14/12
EUR
13/12
EUR
100,140
100,110
13/12
EUR
98,380
98,470
107,120 PS - DeepView Trading A
13/12
EUR
98,410
98,310
124,450 PS - EOS A
13/12
EUR
169,210
169,790
140,600
140,630 PS - Europe Absolute A
13/12
EUR
109,750
109,900
112,520
112,510 PS - Europe Absolute B
13/12
CHF
107,630
107,760
89,950 PS - Bond Value A
EUR
109,740
109,220
EUR
124,700
125,230
Financial Income I
13/12
EUR
146,370
Financial Income R
13/12
EUR
139,290
146,820 Asian Focus Equity A
139,720 Balanced-Risk Allocation A
Macro Credit I
13/12
EUR
109,040
109,200 Balanced-Risk Select A
15/12
EUR
10,940
10,910 NM Multi Asset Opportunity A 14/12
EUR
100,390
100,500 PS - Europe Absolute C
13/12 USD
107,950
108,120
Macro Credit R
13/12
EUR
108,650
108,820 Em. Europe Equity A
15/12 USD
11,520
11,500 NM Total Return Flexible A
14/12
EUR
123,490
123,640 PS - Europe Absolute Q
13/12
107,150
107,290
13,522
112,620
114,370
216,580 PS - Biotech A
15/12
15/12 USD
112,900
EUR
216,510
Active Multi-Sector Credit A
103,480 Em. Loc. Cur. Debt A
EUR
13/12
13/12
13/12
103,310
13/12
PS - Global Value Eq D
13/12
13/12
EUR
PS - Global Value Eq AH
6,087 PS - Marzotto Active Divers. B
Financial Credit RD
13/12
91,680
111,070
7,311 PS - Global Value Eq IH
PS - Global Value Eq Q
8,468
PS - Global Value Eq QH
7,137
PS - I-Bond Plus Solution A
6,004
PS - Inter. Equity Quant A
7,277
PS - Inter. Equity Quant B
5,453
PS - Inter. Equity Quant Q
5,688 PS - Liquidity A
Financial Equity I
Macro Credit RD
91,310
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EUR
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Invesco Funds
EUR
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NM Augustum Corp Bd A
Asset Allocation I
13/12
13/12
PS - Absolute Return B
www.newmillenniumsicav.com, Distributore Principale:
Banca Finnat Euramerica - Tel: 06/69933475
Core Italy R (PIR)
PS - Global Dynamic Opp Q
PS - Global Value Eq A
PS - Absolute Return A
www.multistarssicav.com multistars@pharus.ch
T. +41 (0)91 640 37 80
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Numero verde 800 124811
www.nextampartners.com-info@nextampartners.com
21,990 Ver Capital Credit Fd A
Tel: 848 58 58 20
Sito web: www.ingdirect.it
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Valuta Quota/od. Quota/pre.
Euro Equity A
EUR 104507,572 103745,883 Renminbi Fix. Inc. A
EUR 102442,186 101495,594 Strategic Income A
Cedola Arancio
Data
7,557
21,960
67,060
99,630
18,103
EUR
66,960
108,280
99,240
18,114
15/12
EUR
107,850
EUR
EUR
EUR1018617,842 979763,706 Pan European High Inc A
EUR 965164,756 928349,320 Pan European Struct. Eq. A
14/12
EUR
15/12
20,650
Convertibile Arancio
Valuta Quota/od. Quota/pre. Nome
Euro Corp. Bond A
EUR
61,900
13/12
7,566
15/12
61,520
13/12
PS - Global Dynamic Opp C
EUR
USD
16,850
Data
PS - Global Dynamic Opp B
15/12
Pan European Eq. A
EUR
Valuta Quota/od. Quota/pre. Nome
15/12 USD
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1476,239
Glob. Invest. Grade Corp. BondA
15/12
132,314
15/12
Glob. Markets Strategy A
121,293
15/12
Glob. Opportunties A
64,683
15/12
Glob. Structured Equity A
1054,103
15/12
Glob. Targeted Ret. A
1322,654
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Glob. Tot. Ret. (EUR) Bond A
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ECONOMIA/MERCATI FINANZIARI
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
Airbussottoindagine,imanagerfannounpassoindietro
di Giacomo Ferrari
Ferragamo cade per l’allarme utili
L’accordo con Cdp premia Poste
T
ermina a Piazza Affari una settimana
negativa, con il Ftse-Mib che è riuscito
a mantenere quota 22 mila ma che ieri
ha ceduto un ulteriore 0,44%. Oltre alle
banche (in calo del 2,33% Banco Bpm,
dell’1,99% Mediobanca e dell’1,88%
Unicredit), ha pesato la frenata di
Ferragamo (-6,29%) dovuta a un allarme
utili seguito da una raffica di tagli al targetprice. Superiore ai due punti percentuali
anche il calo di Exor (-2,04%), mentre sul
fronte dei rialzi spicca soprattutto Poste
(+4,09%), premiata dalle raccomandazioni
“buy” di Mediobanca Securities e KeplerCheuvreux dopo il rinnovo con Cdp
dell’accordo sul risparmio postale. Bene
Moncler (+1,48%) e A2a (+1,35%).
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BORSA ITALIANA
A A.S. Roma ................................................(ASR)
A2A......................................................................(A2A)
Acea.....................................................................(ACE)
Acotel Group *................................................(ACO)
Acsm-Agam....................................................(ACS)
Aedes.....................................................................(AE)
Aedes 20 warr.........................................(WAE20)
Aeffe *................................................................ (AEF)
Aeroporto di Bologna *.............................(ADB)
Alba ..................................................................(ALBA)
Alerion...............................................................(ARN)
Ambienthesis..................................................(ATH)
Amplifon *...................................................... (AMP)
Anima Holding ............................................(ANIM)
Ansaldo Sts *.................................................. (STS)
Aquafil *......................................................... (ECNL)
Aquafil warr..............................................(WECNL)
Ascopiave * .....................................................(ASC)
Astaldi * ............................................................(AST)
Atlantia...............................................................(ATL)
Autogrill.............................................................(AGL)
Autostrada To-Mi............................................ (AT)
Autostrade Mer.......................................(AUTME)
Avio *................................................................ (AVIO)
Azimut...............................................................(AZM)
B B&C Speakers * ...................................(BEC)
B.F.........................................................................(BFG)
Banca Farmafactoring................................ (BFF)
Banca Generali..............................................(BGN)
Banca Ifis * ...........................................................(IF)
Banca Mediolanum ................................ (BMED)
Banca Pop. Emilia R.....................................(BPE)
Banca Pop. Sondrio ................................. (BPSO)
Banca Sistema * ...........................................(BST)
Banco BPM ...................................................(BAMI)
Basicnet............................................................(BAN)
Bastogi.....................................................................(B)
BB Biotech * ..................................................... (BB)
Bca Carige ........................................................(CRG)
Bca Carige r...................................................(CRGR)
Bca Finnat * .................................................... (BFE)
Bca Intermobiliare........................................(BIM)
Bca Profilo....................................................... (PRO)
Bco Desio-Brianza......................................(BDB)
Bco Desio-Brianza rnc...........................(BDBR)
Bco Santander.............................................(SANT)
Bco Sardegna rnc.......................................(BSRP)
Bee Team..........................................................(BET)
Beghelli.................................................................(BE)
Beni Stabili...................................................... (BNS)
Best Union Co. ............................................. (BEST)
Bialetti Industrie............................................. (BIA)
Biancamano *...............................................(BCM)
Biesse *.............................................................(BSS)
Bioera...................................................................(BIE)
Boero Bart....................................................... (BOE)
Borgosesia .........................................................(BO)
Borgosesia rnc ..............................................(BOR)
Brembo..............................................................(BRE)
Brioschi............................................................... (BRI)
Brunello Cucinelli.............................................(BC)
Buzzi Unicem ..................................................(BZU)
Buzzi Unicem rnc........................................(BZUR)
C Cad It * .................................................... (CAD)
Cairo Comm. *................................................. (CAI)
Caleffi ..................................................................(CLF)
Caleffi 20 warr.......................................(WCLF20)
Caltagirone ....................................................(CALT)
Caltagirone Ed................................................(CED)
Campari.............................................................(CPR)
Carraro............................................................(CARR)
Cattolica As................................................... (CASS)
Cell Therap......................................................(CTIC)
Cembre * .........................................................(CMB)
Cementir *.......................................................(CEM)
Cent. Latte D'Italia * ......................................(CLI)
Ceram. Ricchetti...............................................(RIC)
Cerved............................................................. (CERV)
CHL......................................................................(CHL)
CIA......................................................................... (CIA)
Cir...........................................................................(CIR)
Class Editori ......................................................(CLE)
CNH Industrial..............................................(CNHI)
Cofide .................................................................(COF)
Coima Res...................................................... (CRES)
Conafi Prestito'.............................................. (CNP)
Cred. Emiliano ...................................................(CE)
Cred. Valtellinese.........................................(CVAL)
Csp.......................................................................(CSP)
D D'Amico *................................................. (DIS)
D'Amico 22 warr................................... (WDIS22)
Dada *.................................................................. (DA)
Damiani...........................................................(DMN)
Danieli...............................................................(DAN)
Danieli rnc ....................................................(DANR)
Datalogic *.......................................................(DAL)
De'Longhi .........................................................(DLG)
Dea Capital *...................................................(DEA)
Delclima ............................................................(DLC)
Diasorin..............................................................(DIA)
Digital Bros * ...................................................(DIB)
DMT *...................................................................(EIT)
Dobank.............................................................(DOB)
E Edison r ................................................ (EDNR)
EEMS............................................................... (EEMS)
El.En. *................................................................(ELN)
Elica *..................................................................(ELC)
Emak *.................................................................(EM)
(m.sab.) Il costruttore aeronautico europeo Airbus si prepara a cambiare i propri vertici: sono in
uscita il ceo Tom Enders (foto) e il numero due
dell’azienda, il chief operating officer Fabrice
Bregier che sarà sostituito dal direttore della divisione elicotteri, Guillaume Faury. Enders ha informato il consiglio di non volersi candidare per
un nuovo mandato una volta terminato l’attuale
nell’aprile 2019. Bregier, chief operating officer
di Airbus e presidente di Airbus Commercial
Aircraft, ha invece reso noto di non voler partecipare al processo di selezione del nuovo ceo per il
2019 e l’intenzione di terminare le proprie funzioni a febbraio 2018 per dedicarsi ad altri obiettivi. Il consiglio di Airbus in una nota ha dichiarato di voler garantire che «la successione all’interno del top management avvenga in maniera
organizzata». L’azienda aeronautica, di cui sono
azionisti con una quota del 22 per cento la Francia e il governo di Berlino è un gigante che occupa 134 mila dipendenti. Airbus è sotto inchiesta
sia da parte del Parquet national financier, l’organismo giudiziario che in Francia si occupa
delle frodi di natura economica e fiscale che del
Sfa (Serious fraud office) in Gran Bretagna a cau-
sa di irregolarità nelle transazioni emerse dal 2016. Altre inchieste sono in corso in Austria
e Germania per la vendita di aerei Eurofighter al governo di
Vienna.
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L’accordo di Abb con gli arabi
di Arkad e i timori del sindacato
B.O.T.
0,649
1,580
16,060
4,142
2,270
0,482
0,043
2,326
15,990
—
2,996
0,399
12,470
5,570
11,990
12,150
2,546
3,630
2,020
26,620
10,670
24,480
27,500
13,610
15,730
10,380
2,484
6,535
28,320
35,990
7,310
4,146
3,050
2,196
2,520
3,660
1,165
56,550
0,010
78,000
0,404
0,451
0,241
2,272
2,088
5,605
6,750
0,947
0,421
0,768
3,122
0,517
0,325
43,460
0,186
—
—
—
12,600
0,085
26,770
22,000
12,550
4,302
3,842
1,473
—
3,058
1,302
6,355
4,066
8,930
2,072
21,930
7,300
3,394
0,268
10,440
0,020
0,178
1,146
0,393
11,030
0,518
8,890
0,254
7,180
1,261
1,021
0,253
—
4,004
1,095
19,760
13,350
30,500
24,830
1,314
—
75,800
10,450
55,150
13,110
0,996
0,085
26,700
2,474
1,435
Var.
Var.
Min
Rif. 02/01/2017 Anno
(in %) (in %) (euro)
+3,34 +55,26
+1,35 +25,20
-0,99 +38,45
-0,62 -39,44
-1,05 +39,26
+0,54 +22,36
-4,27 +18,66
+0,69 +95,46
-1,17 +55,39
—
—
-0,47 +2,81
-0,13 +2,97
-0,32 +35,54
-2,79 +7,32
+0,17 +1,61
-0,49
—
-0,93
—
-0,27 +31,24
-4,54 -63,67
-0,49 +16,96
-1,39 +21,25
-0,77 +131,38
-0,79 +51,85
+1,34 +36,44
-1,07 -2,54
-0,29 +36,38
-0,24
—
+1,00
—
-0,14 +24,10
-0,39 +35,81
+1,11 +5,71
-0,53 -21,33
-3,85 -4,27
-2,75 -1,70
-2,33 +0,80
-1,29 +5,78
+1,13 +12,56
-0,70 +6,10
— -64,11
-1,02 +44,70
-2,37 +8,44
-0,79 -67,76
+2,55 +37,01
-0,18 +10,40
-4,66 +8,47
-0,80 +14,07
-0,37 +7,14
-0,58 +26,27
-1,50 +13,50
+0,46 +38,04
— +5,62
-1,43 +35,92
+0,34 +109,09
+0,12 +124,95
-1,17 -18,69
—
—
—
—
—
—
-0,40 +5,00
-0,58 +51,33
+1,79 +30,27
-1,43 -6,46
-1,10 +4,76
-0,19 +14,60
+0,47 -0,10
— +15,98
—
—
-1,55 +46,88
-1,66 +69,31
-1,24 +35,79
+1,65 +203,34
+1,13 +56,94
-1,71 -49,09
+0,18 +56,98
+0,76 +65,16
-0,18 +3,92
-2,61 +61,76
+0,10 +30,66
-0,49 -13,19
-3,47 +6,71
-1,12 +9,56
+0,56 +4,77
-0,90 +31,78
-5,39 +34,37
+1,02 +35,52
— +1,56
+0,63 +24,11
-3,59 -67,67
+1,19 -2,76
+2,14 -23,64
—
—
-0,55 +30,68
-0,45 +13,18
+0,36 -0,40
+0,45 -14,26
-0,88 +61,80
-0,68 +9,96
+0,46 +17,64
—
—
-0,79 +31,26
-1,60 -22,99
+0,82 +14,87
+1,24
—
+0,05 +30,03
-1,16 -6,70
-2,38 +11,25
-1,04 +33,37
+0,35 +56,66
0,415
1,230
11,300
4,142
1,520
0,304
0,031
1,110
9,900
3,000
2,542
0,377
8,745
4,832
10,780
9,564
2,434
2,710
2,020
20,960
8,065
10,010
17,900
9,965
15,410
7,507
2,370
4,066
22,660
24,780
6,165
3,890
2,994
2,000
2,162
3,200
1,035
48,420
0,008
49,843
0,346
0,451
0,174
1,966
1,870
4,751
5,990
0,678
0,369
0,514
2,950
0,370
0,134
18,780
0,186
—
—
—
11,500
0,050
19,430
19,310
10,850
3,622
3,488
1,230
—
2,030
0,735
4,610
1,276
5,570
0,390
13,900
3,860
2,760
0,166
7,555
0,019
0,156
1,033
0,315
8,170
0,381
6,480
0,230
5,620
0,860
1,001
0,224
—
2,438
0,942
18,900
13,070
18,260
22,560
1,071
—
54,400
9,800
47,000
10,250
0,721
0,084
21,080
1,467
0,900
( fr.bas.) Ci sono voluti alcuni mesi e un ruolo
non secondario lo ha giocato il numero uno di
Ferretti, Alberto Galassi, poi la decisione: Fincantieri entra in Nautica Italiana. L’associazione,
nata due anni fa da una scissione da Ucina, raggiunge così i 103 associati, tra cui alcuni dei principali produttori di yacht made in Italy.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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12.01.18
14.02.18
14.03.18
13.04.18
14.05.18
14.06.18
24 100,078
57 100,129 -0,82
85 100,160 -0,69
115 100,177 -0,56
146 100,186 -0,46
177 100,213 -0,44
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Fincantieri entra
in Nautica Italiana
Max
Capitaliz
Anno (in milioni
(euro) di euro)
Nome Titolo
Tel. Prezzo
Rif.
(euro)
0,885 258,2
1,635 4919,8
17,080 3439,8
7,320
17,2
2,480 174,9
0,539 153,5
0,052
—
2,464 247,9
18,920 578,6
3,084
—
3,058 130,6
0,454
36,6
13,630 2823,2
7,200 1723,1
12,500 2399,9
12,680 512,6
2,873
—
3,828 850,2
6,590 201,1
28,310 22009,3
11,540 2728,1
25,440 2425,8
28,050 121,4
14,100 356,2
19,370 2255,8
13,550 115,0
2,892 252,6
6,600 1110,3
30,500 3302,3
49,260 1944,3
7,645 5380,2
5,745 2006,2
3,786 1400,2
2,850 178,3
3,508 3825,5
4,004 224,2
1,530 144,2
59,100
—
0,036
8,3
88,845
2,0
0,446 147,6
1,520
71,7
0,286 158,7
2,610 268,9
2,418
27,6
6,162
—
8,875
44,6
1,239 128,6
0,511
85,0
0,795 1737,4
3,670
29,2
0,744
56,2
0,458
11,0
44,000 1188,0
0,335
7,4
—
—
—
—
—
—
15,100 4204,5
0,092
68,1
28,820 1804,1
24,870 3651,9
14,420 512,1
4,470
38,5
4,766 514,1
1,530
22,5
—
—
3,474 363,4
1,500 163,9
6,880 7392,4
4,898 302,2
9,530 1557,9
5,330
—
25,840 371,6
7,550 1155,0
4,342
47,8
0,389
22,2
11,090 2034,9
0,044
6,1
0,215
16,3
1,520 913,1
0,459
37,8
11,280 15052,1
0,710 381,1
9,000 318,1
0,285
11,8
7,670 2387,7
5,190 141,4
1,382
33,8
0,343 142,2
—
—
4,928
66,8
1,233
90,4
23,300 803,9
17,000 538,0
34,110 1782,0
29,720 3714,5
1,468 401,4
—
—
80,550 4249,8
15,320 149,3
55,900 1555,5
14,270 1043,5
1,034 109,2
0,145
3,7
33,880 516,3
2,912 155,8
2,076 233,8
Enav .................................................................(ENAV)
Enel................................................................... (ENEL)
Enervit................................................................(ENV)
Eni ......................................................................... (ENI)
ePRICE *............................................................(EPR)
Erg........................................................................(ERG)
Ergy Capital ..................................................... (ECA)
Esprinet * .........................................................(PRT)
Eukedos.............................................................(EUK)
Eurotech *........................................................(ETH)
Exor......................................................................(EXO)
Exprivia *..........................................................(XPR)
F Falck Renewables *............................(FKR)
FCA-Fiat Chrysler Aut................................. (FCA)
Ferragamo .....................................................(SFER)
Ferrari..............................................................(RACE)
Fidia *.................................................................(FDA)
Fiera Milano.......................................................(FM)
Fila * .................................................................. (FILA)
Fincantieri .........................................................(FCT)
FinecoBank......................................................(FBK)
FNM................................................................... (FNM)
Fullsix.................................................................. (FUL)
G Gabetti Pro.S......................................... (GAB)
Gamenet * ...................................................(GAME)
Gas Plus.............................................................(GSP)
Gedi Gruppo Editoriale.............................(GEDI)
Gefran * ...............................................................(GE)
Generali.................................................................. (G)
Geox ....................................................................(GEO)
Gequity 19 warr.....................................(WIES19)
Gima TT..........................................................(GIMA)
Gr. Waste Italia................................................(WIG)
H Hera ...........................................................(HER)
I I Grandi Viaggi........................................ (IGV)
IGD *....................................................................(IGD)
Il Sole 24 Ore...................................................(S24)
Ima *...................................................................(IMA)
Immsi.................................................................. (IMS)
Indel B............................................................. (INDB)
Industria e Inn. ..................................................(IIN)
Intek Group........................................................(IKG)
Intek Group rnc .............................................(IKGR)
Interpump * ........................................................ (IP)
Intesa Sanpaolo...............................................(ISP)
Intesa Sanpaolo rnc....................................(ISPR)
Invest e Sviluppo.............................................(IES)
Inwit ....................................................................(INW)
Irce * .....................................................................(IRC)
Iren.........................................................................(IRE)
Isagro *............................................................... (ISG)
Isagro Azioni Sviluppo * ...........................(ISGS)
IT WAY * ............................................................ (ITW)
Italcementi.............................................(BCM113)
Var.
Var.
Min
Rif. 02/01/2017 Anno
(in %) (in %) (euro)
4,600
5,355
3,450
13,940
2,596
16,150
0,063
4,056
1,057
1,385
50,500
1,579
1,697
15,020
21,150
88,600
6,230
1,910
18,800
1,313
8,515
0,672
1,267
0,405
7,910
2,710
0,702
9,435
15,450
2,870
0,006
17,180
0,139
3,084
1,994
1,090
0,885
67,300
0,764
33,290
0,167
0,285
0,471
26,910
2,802
2,682
0,044
5,970
2,630
2,604
1,820
1,172
1,240
—
+0,92 +39,14
+0,37 +26,84
+1,23 +32,82
-0,07 -10,87
-1,07 -35,74
+1,38 +58,02
-2,49 +7,93
-0,93 -43,55
+2,32 +2,82
-0,93 -14,56
-2,04 +20,04
-2,95 +125,57
+3,48 +79,58
+0,13 +68,43
-6,29 -7,96
-1,34 +57,65
+2,64 +8,16
-1,04 +33,94
-1,05 +37,13
+0,69 +173,54
-0,53 +55,10
-1,54 +37,46
-2,09 -4,74
-0,69 -19,58
+0,13
—
+0,67 +8,40
-1,61 -10,18
-1,51 +229,90
— +7,67
-3,63 +27,67
-3,17 +281,25
+3,31
—
-1,42 -13,38
+2,12 +38,92
-1,19 +107,71
-2,68 +49,73
-0,28 -43,77
-0,15 +15,24
-2,49 +101,72
+3,39
—
-0,06 +8,70
-0,21 +29,90
-1,83 +36,13
+0,41 +69,99
-0,21 +14,46
-0,59 +18,05
— +46,03
-4,02 +36,49
+1,15 +44,66
+2,92 +64,91
-2,47 +61,20
-0,68 +22,02
— -23,60
—
—
Max
Capitaliz
Anno (in milioni
(euro) di euro)
3,126 4,696 2486,1
3,840 5,580 54454,3
2,546 3,738
60,6
12,960 15,720 50576,0
2,596 4,450 107,5
10,060 16,410 2423,0
0,052 0,094
10,5
3,788 8,000 212,5
0,868 1,160
23,9
1,231 1,677
49,5
40,000 56,500 12221,8
0,691 2,112
82,5
0,924 1,697 491,1
8,629 15,660 23026,4
20,940 29,720 3523,9
55,050 103,800 17227,7
5,345 7,370
31,7
1,370 2,482 137,2
13,150 20,000 655,2
0,473 1,320 2218,5
5,330 8,695 5161,8
0,473 0,700 294,6
1,153 2,900
13,8
0,387 0,561
23,5
7,610 8,040 234,1
2,426 3,350 119,0
0,671 0,880 355,2
2,824 14,200 136,4
13,520 16,080 24094,0
1,903 3,848 745,6
0,002 0,022
—
15,300 18,000 1502,9
0,120 0,173
7,8
2,142 3,132 4571,8
0,948 2,328
95,3
0,691 1,130 889,9
0,885 2,871
50,1
57,600 85,000 2644,0
0,351 0,820 262,2
25,300 35,240 187,1
0,132 0,278
3,9
0,199 0,369 105,3
0,324 0,521
23,7
15,550 28,910 2923,7
2,076 2,994 44179,3
1,995 2,804 2494,3
0,030 0,129
4,7
4,260 6,500 3627,2
1,798 2,846
74,0
1,504 2,646 3085,1
1,103 2,280
45,1
0,950 1,550
16,5
1,167 1,940
9,7
—
—
—
del
IPSOA Scuola di formazione
e L’Economia insieme per
le aziende e i professionisti
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Nome Titolo
Tel. Prezzo
Rif.
(euro)
Var.
Var.
Min
Rif. 02/01/2017 Anno
(in %) (in %) (euro)
Scadenza GG.
Pr.Netto Rend.
13.07.18
14.08.18
14.09.18
12.10.18
14.11.18
14.12.18
100,256
100,251
100,307
100,338
100,335
100,419
206
238
269
297
330
360
Max
Capitaliz
Anno (in milioni
(euro) di euro)
Italgas..................................................................... (IG) 5,205
— +36,47 3,490 5,350 4197,9
Italiaonline........................................................ (IOL) 3,026 -0,53 +55,45 1,800 3,440 346,0
Italiaonline r .................................................. (IOLR) 300,000
— -0,07 264,200 353,973
2,0
Italmobiliare.................................................... (ITM) 23,150 -2,57 +3,83 22,000 26,425 1106,5
IVS Group............................................................(IVS) 13,000
— +52,94 8,500 14,020 503,0
J Juventus FC.......................................... (JUVE) 0,746 -0,47 +144,03 0,301 0,966 751,9
K K.R.Energy...............................................(KRE) 0,620 +14,71 +19,55 0,410 0,738
19,7
L La Doria *...................................................(LD) 16,570 -1,31 +81,29 8,350 17,230 513,1
Landi Renzo *....................................................(LR) 1,525 +0,33 +325,26 0,345 1,920 170,9
Lazio.....................................................................(SSL) 1,117 +0,36 +90,78 0,572 1,340
75,0
Leonardo ......................................................... (LDO) 9,915 -0,30 -26,06 9,840 16,040 5708,8
Luve...................................................................(LUVE) 10,950 -1,08
— 10,380 13,850 244,4
Luxottica ........................................................... (LUX) 50,450 -0,59 -2,51 45,350 55,100 24454,6
Lventure Group............................................(LVEN) 0,681 +0,89 +18,66 0,551 0,776
19,1
M M. Zanetti Beverage *......................(MZB) 7,160
— +2,80 6,520 8,895 245,5
Maire Tecnimont .............................................(MT) 4,058 +4,53 +49,41 2,518 5,400 1225,4
Management e C..........................................(MEC) 0,113 -1,75 -32,86 0,112 0,183
54,5
MARR *......................................................... (MARR) 21,240 +0,43 +22,14 17,320 23,420 1408,5
Mediacontech............................................... (MCH) 0,608 -0,90 -5,89 0,589 0,990
11,1
Mediaset.............................................................(MS) 3,284 +1,23 -20,91 2,846 4,362 3867,9
Mediobanca ..................................................... (MB) 9,350 -1,99 +18,06 7,445 9,885 8263,6
Mid Industry Cap........................................... (MIC)
—
—
—
—
—
—
Mittel................................................................... (MIT) 1,736 +0,52 +21,65 1,322 1,988 151,9
MolMed ...........................................................(MLM) 0,464 -1,67 +8,00 0,406 0,524 212,8
Moncler ........................................................(MONC) 24,650 +1,48 +46,73 16,320 25,270 6243,4
Mondadori * ....................................................(MN) 2,184 -1,18 +70,63 1,171 2,580 572,4
Mondo Tv *.....................................................(MTV) 6,780 +1,50 +63,45 3,770 7,170 203,9
Monrif...............................................................(MON) 0,192 -1,23 -1,34 0,185 0,250
29,1
Monte Paschi Si. ........................................(BMPS) 3,720 -1,17 -75,33 3,346 15,080 109,3
Moviemax......................................................(MMG)
—
—
—
—
—
—
Mutuionline *................................................(MOL) 12,640 -1,63 +46,98 8,450 13,800 499,3
N Netweek ................................................ (NTW) 0,249 +3,92 -79,67 0,199 1,227
27,0
Nice *................................................................ (NICE) 3,498 +1,39 +40,84 2,349 3,898 402,6
Nova Re SIIQ ..................................................... (NR) 0,220 -5,01 -12,04 0,220 2,050
67,7
O Olidata....................................................... (OLI)
—
—
—
—
—
—
Openjobmetis *............................................ (OJM) 12,050 -3,98 +96,25 5,805 13,990 167,8
OVS......................................................................(OVS) 5,580 -1,33 +14,96 4,780 6,810 1268,2
P Panariagroup * ....................................(PAN) 5,540 -1,07 +58,29 3,340 6,950 252,2
Parmalat ............................................................(PLT) 3,050 -1,49 +1,73 2,870 3,250 5676,0
Piaggio................................................................ (PIA) 2,394 -2,52 +47,69 1,455 2,830 862,2
Pierrel................................................................. (PRL) 0,192 -0,36 +0,58 0,181 0,274
9,0
Pininfarina...................................................... (PINF) 2,004 -3,00 +51,27 1,259 2,728 110,3
Piquadro ............................................................. (PQ) 1,807 -0,88 +54,44 1,115 2,050
90,1
Pirelli & C..........................................................(PIRC) 7,150 -1,04
— 6,340 7,265 7161,3
Poligr. S.Faustino *....................................... (PSF) 7,090 +1,94 +25,60 5,480 7,950
7,8
Poligrafici Editoriale.....................................(POL) 0,189 +0,26 +16,13 0,152 0,245
24,6
Poste Italiane.................................................. (PST) 6,365 +4,09 -0,55 5,815 6,520 8206,9
Prelios.................................................................(PRS) 0,115 -0,17 +18,03 0,092 0,120 132,9
Prima Industrie * ........................................... (PRI) 33,370 -1,62 +110,94 15,820 45,000 351,8
Prysmian...........................................................(PRY) 26,800 -0,63 +7,37 23,340 30,000 5808,4
R R. De Medici *..........................................(RM) 0,550
— +80,39 0,305 0,647 207,8
Rai Way.......................................................... (RWAY) 4,906 -4,18 +35,90 3,580 5,440 1348,5
Ratti..................................................................... (RAT) 2,358 -0,92 +26,10 1,825 2,540
64,6
RCS Mediagroup ...........................................(RCS) 1,278 +2,49 +52,32 0,788 1,460 662,1
Recordati........................................................... (REC) 36,570 -1,22 +33,91 26,310 40,600 7662,4
Reply *............................................................... (REY) 48,930 +2,09 +64,89 29,125 52,325 1825,3
Retelit * ...............................................................(LIT) 1,630 +2,71 +42,36 1,054 1,630 266,9
Risanamento..................................................... (RN) 0,033 -0,89
— 0,030 0,046
60,5
Rosss.................................................................. (ROS) 1,166 -0,26 +100,00 0,574 1,640
12,9
S Sabaf S.p.a. *.........................................(SAB) 20,780 +0,78 +100,77 10,200 23,430 238,7
Saes *....................................................................(SG) 24,610 -0,73 +102,55 11,300 27,700 359,6
Saes rnc *.........................................................(SGR) 15,180 -1,11 +58,95 9,350 17,380 112,7
Safilo Group......................................................(SFL) 4,576 -0,09 -43,01 4,332 8,135 284,7
Saipem..............................................................(SPM) 3,326 -0,60 -40,50 2,948 5,705 3360,0
Saipem risp..................................................(SPMR)
—
—
—
—
—
—
Salini Impregilo.............................................. (SAL) 3,180 -0,87 +2,38 2,848 3,694 1562,4
Salini Impregilo rnc ................................... (SALR) 6,875 +0,59 -11,52 6,655 7,930
11,1
Saras...................................................................(SRS) 1,947 -2,16 +11,90 1,418 2,354 1854,1
Servizi Italia * ...................................................(SRI) 6,580 -0,45 +80,57 3,578 6,630 205,6
Sesa *................................................................. (SES) 24,500 -1,72 +31,93 17,690 28,300 383,3
SIAS.......................................................................(SIS) 15,380 -0,26 +84,97 7,390 15,700 3512,3
Sintesi.................................................................... (SII) 0,100 -2,53 +492,31 0,014 0,275
4,4
Snaitech ........................................................... (SNA) 1,380 -0,72
— 1,123 1,680 259,3
Snam Gas .........................................................(SRG) 4,076 -0,05 +2,77 3,506 4,500 14316,6
Sogefi *................................................................ (SO) 3,738 -1,63 +46,59 2,056 5,355 446,8
Sol ........................................................................(SOL) 10,150 -0,49 +29,30 7,850 11,710 928,4
Stefanel ...........................................................(STEF) 0,179 -0,61 +26,88 0,122 0,265
15,3
Stefanel risp ...............................................(STEFR)
—
—
—
—
—
—
STMicroelectr.................................................(STM) 18,290 -1,51 +69,20 10,210 21,250
—
T Tamburi *..................................................(TIP) 5,665 +1,52 +55,04 3,568 6,210 900,6
Tamburi 20 warr....................................(WTIP20) 1,122 -3,53 +180,36 0,400 1,667
—
TAS........................................................................(TAS) 1,988 +0,61 +144,23 0,748 2,950 165,4
Technogym..................................................(TGYM) 8,150 +1,81 +77,64 4,432 8,355 1615,1
Tecnoinvestimenti *.................................(TECN) 6,065 +1,93 +34,78 4,472 6,320 280,9
Telecom IT ..........................................................(TIT) 0,734 +0,96 -14,51 0,670 0,915 11071,9
Telecom IT rnc ...............................................(TITR) 0,604 +0,67 -13,59 0,546 0,748 3613,9
Tenaris ...............................................................(TEN) 12,790 -0,93 -25,86 11,070 17,250
—
Terna.................................................................. (TRN) 5,030 +0,10 +13,49 4,034 5,305 10098,4
TerniEnergia * ................................................ (TER) 0,590 -2,40 -33,11 0,590 1,134
28,0
Tesmec *........................................................... (TES) 0,506 -0,69 -9,15 0,471 0,563
54,5
Tiscali....................................................................(TIS) 0,035 -1,70 -27,10 0,030 0,052 111,2
Tod's................................................................... (TOD) 59,600 +0,25 -4,79 53,800 73,450 1946,2
Toscana Aeroporti ........................................ (TYA) 16,200 +0,75 +10,20 13,730 16,920 300,5
Trevi Fin.Ind........................................................(TFI) 0,293 -7,67 -71,91 0,293 1,108
49,6
TXT e-solution *........................................... (TXT) 9,445 -0,11 +16,75 7,500 12,990 122,8
U UBI Banca ................................................(UBI) 3,700 -0,48 +41,68 2,490 4,576 4228,0
Unicredit............................................................(UCG) 16,150 -1,88 +14,93 12,160 18,350 36128,0
Unicredit risp................................................(UCGR) 88,500 -1,67 +106,87 37,299 95,100
22,4
Unieuro *........................................................(UNIR) 14,430 +0,21
— 11,000 18,600 287,6
Unipol..................................................................(UNI) 3,822 -0,36 +9,14 3,280 4,324 2742,3
UnipolSai..............................................................(US) 1,950 -0,05 -5,80 1,845 2,232 5514,1
V Valsoia .......................................................(VLS) 16,000 +0,82 -0,06 15,500 17,780 166,1
Vianini ..................................................................(VIA) 1,241 -1,19 +10,31 1,088 1,400
37,4
Vittoria Ass. *.................................................. (VAS) 11,840 +0,34 +16,77 10,140 12,580 797,5
Y Yoox Net-A-Porter G. *................ (YNAP) 30,980 +0,26 +12,17 21,500 33,630 2810,5
Z Zignago Vetro *....................................... (ZV) 8,150
— +45,54 5,520 8,215 716,2
Zucchi .................................................................(ZUC) 0,026 +0,78 +9,79 0,020 0,036
9,9
Zucchi rnc.......................................................(ZUCR)
—
—
—
—
—
—
* Titolo appartenente al segmento Star.
valuta al 19-12-17
Pr.Netto Rend.
(f.mas.) Rompe il silenzio Attestor, il fondo britannico che ha rilevato Bim dalle ceneri di Veneto
Banca. E in una lettera spiega la strategia di rilancio ai private bankers guidati dal ceo Giorgio Girelli. La leva saranno le regole Mifid 2 in vigore da
gennaio, che sono «un’opportunità molto importante»: rendendo trasparenti i costi per i clienti,
consentirà a Bim di fare concorrenza, in maniera
chiara, «sui servizi evoluti e tailor made».
(ri.que.) Abb Italia conferirà l’area che si occupa
di epc oil & gas (engineering, procurement &
construction, costruzione chiavi in mano di gasdotti) a una nuova joint venture con la saudita
Arkad. Gli arabi avranno la maggioranza. Il sindacato teme che Arkad porti l’attività in Arabia
Saudita, dove ha 9.000 addetti. Così i 200 dipendenti dell’area epc oil & gas sono pronti allo
sciopero: Genova Sestri Ponente lo ha dichiarato per lunedì, Sesto S. Giovanni valuta di fermarsi martedì. Intanto il sindacato chiede un
nuovo incontro al Mise. A stretto giro visto che
l’operazione sarà perfezionata a dicembre.
Dati a cura dell’agenzia giornalistica Radiocor. Monete Auree: ConFinvest F.L. Milano
Scadenza GG.
Bim, Attestor scrive ai banker:
«Il rilancio grazie alla Mifid 2»
Quotazioni in diretta sul telefonino: invia QUOTA <sigla titolo>, ad esempio: QUOTA ACE al numero 482242. Costo 0,5 Euro per SMS ricevuto. Info su www.corriere.it/economia
Tel. Prezzo
Rif.
(euro)
#
Sussurri & Grida
● Piazza Affari
Nome Titolo
49
-0,45
-0,38
-0,42
-0,41
-0,37
-
Monete auree
15 dic
Denaro Lettera
Sterlina (v.c)
239
279
Sterlina (n.c)
240
282
Sterlina (post.74)
240
282
Krugerrand
1.030 1.150,80
Marengo Italiano
191,70
220
Marengo Svizzero 189,50
220
Marengo Francese 189,50
218
Oro
Tassi
Euribor
15 dic
Mattino
Sera
Oro Milano (Euro/gr.)
Oro Londra (usd/oncia)
Argento Milano (Euro/kg.)
Platino Milano (Euro/gr.)
Palladio Milano (Euro/gr.)
34,64 34,60
1.257,25 1.254,60
--- 456,96
--- 25,27
--29,44
Per.
1 sett.
1 mese
2 mesi
3 mesi
4 mesi
5 mesi
6 mesi
T.360
-0,379
-0,371
-0,340
-0,329
-0,272
365
-0,384
-0,376
-0,345
-0,334
-0,276
Per.
T.360 365
7 mesi
8 mesi
9 mesi -0,224 -0,227
10 mesi
11 mesi
12 mesi -0,193 -0,196
Sconto Interv
Belgio
Canada
Danimarca
Finlandia
Francia
Germania
0,00
0,99
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
1,00
0,00
0,00
0,00
0,00
Sconto Interv
Giappone
Irlanda
Spagna
USA
Svizzera
0,30 -0,10
0,00 0,00
0,00 0,00
1,50 1,50
-0,25 -0,75
BORSE ESTERE
A New York valori espressi in dollari, a Londra in
pence, a Zurigo in franchi svizzeri. Dati di New York e
Toronto aggiornati alle ore 20.00
indici
MERCATI.........................................15-12
Amsterdam (Aex)...........................548,67
Brent Index...........................................64,70
Bruxelles-Bel 20.........................3.992,27
DJ Stoxx Euro.....................................388,41
DJ Stoxx Euro50...........................3.560,53
DJ Stoxx UE ........................................388,19
DJ Stoxx UE50...............................3.184,47
FTSE Eurotr.100...........................2.983,50
Hong Kong HS........................... 28.848,11
Johannesburg ...........................50.264,38
Londra (FTSE 100).................... 7.490,57
Madrid Ibex35........................... 10.150,40
Oslo Top 25 .......................................721,98
Singapore ST ................................3.416,94
Sydney (All Ords).........................6.087,10
Toronto (300Comp) ...............16.089,54
Vienna (Atx)..................................3.279,24
Zurigo (SMI)..................................9.394,71
var.%
+0,22
+0,37
+0,18
-0,06
+0,12
-0,19
-0,07
-0,15
-1,09
+0,87
+0,57
-0,26
-0,59
-0,55
-0,15
+0,46
-0,97
+0,12
selezione
FRANCOFORTE .............................15-12
Adidas..................................................172,25
Allianz ...................................................197,15
Bayer Ag .............................................106,50
Beiersdorf .............................................99,51
Bmw.........................................................85,95
Commerzbank Ag..............................12,56
Deutsche Bank n ...............................16,54
Deutsche Post.....................................40,35
Deutsche Telekom n.........................15,07
Dt Lufthansa Ag.................................29,79
Hugo Boss Ag......................................70,55
Siemens n ..........................................116,45
Volkswagen Ag ................................169,20
PARIGI.............................................15-12
Air Liquide..........................................108,40
Alstom.....................................................33,44
Axa SA.....................................................25,28
Bnp...........................................................62,92
Cap Gemini........................................... 97,05
Carrefour ................................................17,11
Crédit Agricole.....................................14,15
Danone...................................................71,20
L'Oréal .................................................. 187,25
Michelin...............................................120,60
Peugeot S.A..........................................17,20
Renault...................................................83,85
Saint-Gobain....................................... 47,00
Sanofi-Synthelab..............................73,55
Société Générale................................43,20
Sodexho Alliance ............................111,15
Total .........................................................46,51
NEW YORK.....................................15-12
Amazon Com .................................1176,92
American Express..............................98,37
Apple Comp Inc................................173,34
At&T.........................................................38,15
Bank of America.................................29,06
Boeing .................................................295,10
Carnival ..................................................66,02
Caterpillar Inc ................................... 147,43
Cisco Systems......................................38,14
Citigroup Inc.........................................74,87
Coca-Cola Co.......................................46,06
Colgate Palmolive..............................73,89
Exxon Mobil..........................................83,04
Ford Motor ............................................12,63
General Electric ...................................17,76
General Motors...................................41,19
Goldman Sachs ............................... 257,97
Hewlett-Packard...............................20,90
Honeywell..........................................154,12
Ibm ........................................................152,35
IGT ............................................................ 27,05
Industrie Natuzzi Sp............................1,51
Intel Corp ...............................................44,57
Johnson & Johnson........................141,93
JP Morgan ..........................................106,25
Lockheed Martin.............................321,91
Luxottica................................................59,10
McDonald's........................................174,09
Merck & Co............................................56,05
Microsoft................................................86,61
Monsanto Co..................................... 117,36
Morgan Stanley..................................53,19
Nike Inc. Cl. B........................................64,77
Occidental Pet.....................................70,72
Pfizer.........................................................37,14
Philip Morris......................................109,46
Procter & Gamble..............................91,61
Unilever NV.......................................... 57,06
Walt Disney .......................................111,00
Whirlpool ............................................163,49
Xerox........................................................29,76
LONDRA..........................................15-12
3i Group ..............................................891,50
Anglo American............................1410,00
AstraZeneca...................................4881,00
Barclays Plc .......................................202,25
BP ..........................................................505,20
British Telecom................................ 277,55
Burberry Group ............................1723,00
Glaxosmithkline ...........................1295,00
Marks & Spencer.............................303,80
Pearson Plc........................................725,00
Prudential ....................................... 1847,50
Rolls Royce.........................................831,00
Royal & Sun All................................. 607,50
Royal Bk of Scot...............................276,30
Schroders Plc.................................3472,00
Unilever Plc.....................................4196,00
Vodafone Group..............................230,00
ZURIGO ...........................................15-12
Nestlé......................................................84,30
Novartis..................................................83,80
var.%
+1,86
+0,72
+1,33
-0,09
-0,27
-0,28
+1,07
+0,14
-0,72
-0,55
-0,45
+0,22
-0,27
var.%
+1,26
-1,34
+0,10
-0,90
-1,93
-2,34
-1,33
+0,66
+0,43
-0,17
-0,46
-1,41
+0,30
-0,30
-1,89
-0,18
-1,47
var.%
+0,23
+1,26
+0,65
+1,09
+1,13
+0,42
+1,29
+0,79
+0,62
+1,29
+0,07
+0,89
+0,17
+1,36
+0,65
+0,93
+0,97
+0,77
+0,58
-1,07
+0,67
+3,03
+0,20
+1,51
+1,55
-0,77
+0,55
+0,06
+2,27
-0,42
+1,04
+0,37
+0,24
+1,87
+1,65
+0,66
+0,83
+0,39
-0,26
+1,54
var.%
+0,06
+1,55
-0,07
-0,22
+0,24
+1,35
-0,46
+0,35
-1,78
-1,76
+0,22
+0,97
+0,91
-0,58
+0,03
+1,35
+0,13
var.%
-0,82
-0,06
50
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
#
tour 
08 02 17 Adelaide Adelaide Festival Centre
10 02 17 Brisbane QPAC
13 02 17 Perth Concert Hall
14 02 17 Melbourne Hamer Hall
15 02 17 Sydney Sydney Opera House
17 02 17 Melbourne Arts Centre Melbourne
16 04 17 Tokyo Sumida Triphony Hall
18 04 17 Seul Theater Yong
19 04 17 Seul Theater Yong
21 04 17 Shezen Nanshan Theatre
23 04 17 Beijing Tianqiao Performiong Art Center
25 04 17 Shanghai Oriental Concert Hall
02 06 17 Sopot Opera Lesna
04 06 17 Berlin Waldbuhne
09 06 17 Vienna Stadthalle
11 06 17 Locarno Piazza Grande
13 06 17 Roma Caracalla
14 06 17 Roma Caracalla
15 06 17 Barcelona Jardin de Pedralbes
17 06 17 London Chelsea
18 06 17 London Chelsea
20 06 17 Atene Odeon of Herodes Atticus
06 07 17 Brussels Forest Nation
08 07 17 Amsterdam AFAS
09 07 17 Amsterdam AFAS
15 07 17 Dublin 3Arena
17 07 17 Reykjavik Harpa
08 09 17 Moscow Crocus
12 09 17 Budapest Mupa
14 09 17 Madrid Palacio Vista Allegre
15 09 17 Lisbona Campo Pequeno
07 10 17 Seattle The Moore Theater
10 10 17 Vancouver The Orpheum
10 12 17 Costa Mesa CA Sergerstrom Center
15 10 17 San Francisco Paranount Theater
17 10 17 Mesa AZ Ikeda Theater
19 10 17 Los Angeles UCLA Royce Hall
20 10 17 Los Angeles UCLA Royce Hall
22 10 17 Miami Knight Concert Hall
24 10 17 Chicago Orchestra Hall
25 10 17 Toronto Massey Hall
27 10 17 Boston Berklee Performance Center
28 10 17 Philadelphia Kimmel Center
29 10 17 Washington DC Warner Theatre
30 10 17 New York Beacon Theatre
01 11 17 Montreal Salle Wildrid Pelletier
02 11 17 Princeton NJ Mc Carter Theatre
08 12 17 Milano Teatro dal Verme
09 12 17 Milano Teatro dal Verme
10 12 17 Milano Teatro dal Verme
11 12 17 Milano Teatro dal Verme
12 12 17 Milano Teatro dal Verme
13 12 17 Milano Teatro dal Verme
14 12 17 Milano Teatro dal Verme
15 12 17 Milano Teatro dal Verme
16 12 17 Milano Teatro dal Verme
17 12 17 Milano Teatro dal Verme
20 12 17 Torino Auditorium Giovanni Agnelli
ludovico
einaudi
DIECI NOTTI
I
  
TEATRO DAL VERME Milano
II
  
TEATRO DAL VERME Milano
III
  
TEATRO DAL VERME Milano
IV
  
TEATRO DAL VERME Milano
V
  
TEATRO DAL VERME Milano
VI
  
TEATRO DAL VERME Milano
VII
  
TEATRO DAL VERME Milano
VIII
  
TEATRO DAL VERME Milano
IX
  
TEATRO DAL VERME Milano
X
  
TEATRO DAL VERME Milano
51
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
Cultura
#
A Milano
Domani Severino
a confronto
con i suoi allievi
Il filosofo Emanuele Severino, firma di
prestigio del «Corriere», compie 89 anni il
prossimo 26 febbraio. E in vista di questa
ricorrenza i suoi allievi hanno organizzato
un appuntamento che li vedrà
confrontarsi con il maestro. Il dibattito si
tiene domani a Milano, presso il Teatro
Franco Parenti diretto da Andrée Ruth
Shammah, in via Pier Lombardo 14. Dalle
ore 15 in poi prenderà l’avvio un dialogo
Emanuele
Severino, 88 anni
cui parteciperanno Francesco Berto,
Giorgio Brianese, Laura Candiotto, Mario
Capanna, Nicoletta Cusano, Massimo
Donà, Umberto Galimberti, Giulio Goggi,
Leonardo Messinese, Salvatore Natoli,
Federico Perelda, Arnaldo Petterlini, Italo
Sciuto, Davide Spanio, Andrea Tagliapietra, Luigi Vero Tarca, Ines Testoni, Francesco Valagussa. Chiuderà l’incontro Emanuele Severino. (b. co.) © RIPRODUZIONE RISERVATA
Percorsi L’intervento con cui Andrea Giardina presenta lunedì a Roma un’opera innovativa sul nostro Paese (Laterza)
Viva l’Italia «disorientata»
Una prospettiva storica di taglio globale per superare i discorsi sull’eredità e le radici
L’incontro
● Anticipiamo
un estratto
dell’intervento
con cui Andrea
Giardina (qui
sopra), curatore della Storia
mondiale
dell’Italia
(Laterza,
pp. 847, e 30)
presenterà
l’opera lunedì
a Roma in un
incontro
riservato
a inviti
● Il dibattito
sarà introdotto
dall’editore
Giuseppe
Laterza e verrà
concluso dal
presidente del
Consiglio Paolo
Gentiloni (foto
qui sopra)
● Storia
mondiale
dell’Italia
include 180
contributi di
vari studiosi
su date
significative
che vanno dal
3200 a.C. al
2014. Con
Giardina hanno
collaborato
Emmanuel
Betta, Maria
Pia Donato
e Amedeo
Feniello
la competizione, non molestata né dagli stranieri né dal proprio governo. Per
elaborare utopie non è indispensabile
fantasticare sull’Isola che non c’è o sulla Città del Sole... Ma il fatto è che
l’istinto della tana conduce verso spazi
sempre più stretti: dalla nazione alle
città, dalle città ai quartieri, dai quartieri agli isolati, dagli isolati alle case e
infine agli appartamenti. E dopo, cosa
viene dopo?
A chi soffia sul fuoco della paura
percepita lanciando allarmi — tutti
smentiti dalle statistiche — sul rapporto tra immigrazione e disoccupazione,
tra immigrazione e criminalità, tra immigrazione e rischio terroristico, si usa
rispondere esaltando il dovere dell’accoglienza, la fratellanza umana, l’invecchiamento della popolazione italiana, i
vantaggi dei nuovi apporti culturali. Si
aggiunge spesso l’appello alle testimonianze della storia: il popolamento eccezionalmente misto dell’Italia nel corso dei millenni, la politica già romana
della cittadinanza e dell’integrazione,
le invasioni germaniche, le presenze
di Andrea Giardina
C
he cosa significa fare una Storia
mondiale dell’Italia? In primo
luogo ricordare che il singolare
Italia racchiude sempre il plurale Italie; così è stato nel mondo antico,
così nel Medioevo e nell’età moderna,
così — e in modo sempre più drammatico — dopo l’unità. Oggi il Nord della
Penisola, dove si trovano aree di sviluppo tra le più elevate del pianeta, dialoga
con il mondo in modo inevitabilmente
diverso rispetto al Sud, che ospita la più
vasta zona povera dell’Unione Europea.
Ma se l’Italia è plurale, non per questo il
mondo è singolare. Il fatto che l’Italia
sia diventata politicamente una nazione soltanto 150 anni fa non rappresenta
un limite rispetto alle storie mondiali
di nazioni più precoci e più potenti, artefici di imperi coloniali; determina
semmai una diversa storia mondiale,
meno imponente ma per certi aspetti
più libera e doviziosa. Storia mondiale
dell’Italia non vuol dire soltanto presenze italiane nel mondo e mondiali in
Italia, sguardi incrociati, giochi di specchi: le storie interconnesse e l’immanenza della global history suggeriscono linguaggi nuovi che integrano quelli
tradizionali e spingono — anche se sono solo i primi passi — a vedere l’Italia
e il mondo come in alcune immagini
pittoriche doppie: due oggetti diversi,
riconoscibili ma insufficienti, ne creano un terzo.
Ci siamo proposti, quindi, di «disorientare» la storia d’Italia, di sottrarla ai
vincoli e agli obblighi del racconto tradizionale per guardarla da una prospettiva nuova. Questo ha prodotto un
percorso originale che supera di un
balzo lo stanco ripetersi dei discorsi su
radici e eredità.
La visione omogenea del passato si
esprime spesso attraverso la retorica
delle radici. Nel nostro continente, essa ha suscitato qualche anno fa vivaci
dibattiti in riferimento al testo del preambolo della Costituzione europea. Si
è molto discusso sugli aggettivi (radici
cristiane, o giudaico-cristiane, con
l’aggiunta di greco-romane, per i più
raffinati, illuministiche), senza considerare il fatto che quel sostantivo è
molto più velenoso di tutti i suoi possibili attributi. Il grande storico tedesco
naturalizzato statunitense George
Mosse, che sapeva parlare con semplicità persino dello sterminio della propria famiglia, usò parole semplici (e
definitive) anche a proposito di «radici». Si tratta di una metafora razzista:
«La razza è paragonata a un albero; essa non muta. Le radici della razza sono
sempre le stesse. Ci sono i rami dell’albero, c’è il suo fogliame. E questo è tutto». Le buone intenzioni dei molti che
oggi si appellano alle radici dei popoli,
delle federazioni, delle nazioni non
mutano l’essenza del problema. Anche
qualora riuscissimo a confinare le risonanze di quella metafora in un ambito
puramente umanistico, finiremmo
sempre per constatare la sua essenza
fuorviante: costruendo una gerarchia
degli oggetti storici, separando i rami
verdi da quelli secchi, togliendo valore
creativo alle esperienze fallite o esaurite, si precipita infatti in una sorta di eugenetica storiografica.
Sostituire «radice» con «eredità» è
in apparenza una soluzione proba. Solo in apparenza: la parola evoca infatti
un concetto «patrimoniale» statico.
Possiamo ripetere all’infinito che per
essere degni dei lasciti che gli avi ci
hanno trasmesso dobbiamo mante-
Illusioni pericolose
Non sono pochi oggi i nostri
connazionali che vorrebbero
serrare il Mediterraneo
come se fosse l’uscio di casa
nerne vivo lo spirito adattandolo alle
sfide dei nostri tempi — la fede del Risorgimento, i valori della Resistenza, i
princìpi della Costituzione —, ma nell’opinione diffusa prevale comunque
l’idea che simili eredità siano cose preziose e delicate che è sconveniente manipolare. Le eredità del passato sono
viste anzitutto come patrimoni da accudire, preservare, proteggere dall’incuria e dagli assalti delle amnesie collettive, come indica perfettamente il
termine inglese heritage, diventato ormai sinonimo di «patrimonio culturale». Enucleate dal passato in quanto
momenti condivisi di una memoria
identitaria, le eredità convengono al
discorso nazionale. Gli studiosi possono ovviamente trattarle come oggetti
storici, nell’ambito di riflessioni su come un popolo abbia fatto uso delle eredità che ha accolto. Per il resto, il minimo che si possa dire dell’applicazione
di questo concetto al racconto storico è
che esso non è illuminante.
Orfani di parole gravi e ormai familiari dovremmo allora affrettarci a trovarne altre di pari rango? Non necessariamente: il lettore di questo libro, dove non si valorizzano né radici né eredità, potrà valutare se la cosa lo ha
disorientato e messo in imbarazzo oppure se lo ha fatto sentire più libero.
Di fronte alla crisi economica, alle
incertezze del quadro geopolitico
mondiale, alle minacce del terrorismo,
non sono pochi gli italiani che oggi
vorrebbero serrare il mare come se fosse l’uscio di casa, dimentichi che l’unico grande miracolo marittimo lo compì Mosè quando fece ritirare il mar
Rosso per consentire l’esodo degli
ebrei, e si trattò di un passaggio, non di
uno sbarramento. Preferirebbero costoro, nel terzo millennio, un’Italia appartata e soddisfatta, non stressata dal-
Venezia Nominato l’americano, che curerà l’edizione del 2019
Biennale Arte, c’è Rugoff
Prescelto
● Ralph Rugoff
(61 anni) sarà
il curatore della
58ª Biennale
d’Arte di
Venezia
(11 maggio24 novembre
2019). Rugoff
è direttore
della Hayward
Gallery
di Londra
di Stefano Bucci
«È
la più antica e prestigiosa Biennale d’arte al
mondo, sono ansioso di affrontare la sfida».
Così il direttore della Hayward Gallery di Londra, Ralph Rugoff (61 anni, americano di New York), ha
commentato la propria nomina a curatore della cinquattottesima Biennale d’Arte di Venezia, quella del
2019, in programma dall’11 maggio al 24 novembre. Una
nomina arrivata dal cda della Biennale (615 mila visitatori, +23% per l’edizione 2017 curata da Christine Macel)
su proposta del presidente Paolo Baratta: «L’incarico a
Rugoff conferma l’intenzione della Biennale di qualificarsi come luogo di incontro tra il visitatore, l’arte, gli
artisti». Non una scelta pop, ma di serietà: curatore
indipendente (ha firmato la Biennale di Lione), studi in
semiotica, grande esperienza nell’editoria, Rugoff per
la Hayward ha curato mostre come The Painting of
Modern Life e Psycho Buildings oltre a personali su Ed
Ruscha, Jeremy Deller, Tracey Emin e Carsten Holler.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Allegoria
Italia e
Germania,
un dipinto
allegorico
realizzato
nel 1828
dall’artista
tedesco Johann
Friedrich
Overbeck
(1789-1869),
esponente del
movimento
pittorico
dei Nazareni.
L’opera è
conservata
in Germania
presso la Neue
Pinakothek
di Monaco
di Baviera
islamiche, francesi, spagnole e così via,
quasi un caleidoscopio etnico in perenne rotazione. Nulla è più vero di simili considerazioni, ma non basta.
In un’opera come questa, che ha anche un’ambizione civile, è indispensabile precisare, ricordando le parole di
Patrick Boucheron nella sua Histoire
mondiale de la France, che il compito
di uno storico non è né quello di cantare i destini mondiali della propria nazione, né quello di tessere «le lodi dei
meticciati felici e delle circolazioni fecondanti». Ebbene, il sapere critico
che chiamiamo storia ci dice che anche
il meticciato, per essere un fenomeno
evolutivo, ha bisogno di un habitat
adeguato, che dobbiamo costruire politicamente. Insomma, siamo noi stessi
gli artefici dei nostri confini e la storia
mondiale dell’Italia sta qui a dimostrarlo.
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Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
TERZA PAGINA
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
Alla «Supermostra» di Esselunga
Sicurezza alimentare
e qualità dei cibi
Un convegno a Milano
Sicurezza e controllo della filiera,
educazione e consapevolezza
alimentare, conservazione e
consumo dei cibi. Lunedì 18
dicembre, dalle ore 18 alle 20, è in
programma a Milano la tavola
rotonda La qualità è un impegno:
un’occasione, per docenti ed esperti
del settore, di discutere di tematiche
legate al mondo dell’alimentazione.
Il numero #316 del supplemento
N
chiave: impegno da parte di chi
coltiva le materie prime, di chi le
lavora e le trasforma. Un impegno
che richiede, tra le altre cose,
formazione, trasparenza e
informazione. Ma, soprattutto, un
impegno nei confronti dei consumatori, che svolgono un ruolo vitale nel
ciclo produttivo. (ma. b.)
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Il segno australe di Attilio Rossi
geniale e inquieto architetto di libri
Maestro
atale è alle porte, e alle strenne di
dicembre per bambini e ragazzi sono
dedicate due pagine su «la Lettura»
#316, numero a 64 pagine, in edicola
da domani fino a sabato 23 (qui sotto la copertina firmata da Tony Oursler). Tredici recensioni di volumi in versi, manuali, classici per
piccoli lettori; non mancano le fiabe, come
quelle raccolte da Antonio Moresco nel libro
illustrato da Nicola Samorì (Sem). Ida Bozzi ha
intervistato lo scrittore di Canti del caos, che
spiega perché le sue Fiabe siano «cattive»: i
bambini devono imparare a conoscere il male.
Il Cartellone della settimana è dedicato ai
bookshop dei musei (altra ispirazione per
acquisti natalizi). Stefano Bucci propone dodici «souvenir» provenienti da musei italiani e
internazionali, con i rispettivi prezzi. Con l’intervista di Annachiara Sacchi al
presidente del
Salone del Mobile di Milano, entriamo invece nel
mondo del design. Claudio Luti
anticipa novità
dell’edizione 2018
e rilancia l’idea di
una collezione
permanente.
Colloqui e confronti (letterari,
cinematografici e
musicali) sono al
centro del numero. La scrittrice Teresa Ciabatti racconta il rapporto con la «figlia» Gabriela, una Reborn
doll, bambola a immagine e somiglianza di un
neonato e fenomeno esploso di recente. L’incontro di Paolo Giordano è invece con lo scrittore Andrew O’Hagan con cui, partendo dal
suo La vita segreta (Adelphi), dialoga di mondo digitale, e di quanto sia importante, in letteratura, il confronto con esso.
Maurizio de Giovanni si affaccia sul mondo
del cinema in un confronto con Ferzan Özpetek (curato da Stefania Ulivi): al centro Napoli,
scenario dei gialli del primo e del nuovo film
del regista (Napoli velata, dal 28 dicembre).
Anche lo scrittore per ragazzi Pierdomenico
Baccalario incontra un grande regista. Con
Gabriele Salvatores (modera Severino Colombo) parla di infanzia, fumetti, neorealismo e
de Il ragazzo invisibile. Seconda generazione
(al cinema dal 4 gennaio). E infine l’incontro
«musicale» di Paolo Baldini con Paolo Conte,
che per i suoi 81 anni torna con un tour europeo.
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Bonizzi, docente all’Università degli
Studi di Milano; il professor Sandro
Cocconcelli, microbiologo; il dottor
Attilio Speciani, allergologo; la
professoressa Claudia Sorlini,
microbiologa; il professore e
nutrizionista Michele Carruba e il
dottor Gino Peviani, agronomo.
L’impegno, come sottolineato dal
titolo, sarà proprio uno dei temi
Mostre La Coruña rende omaggio al pittore, grafico e progettista editoriale lombardo che lavorò in Argentina
Scrittori e registi
a colloquio
su «la Lettura»
di Jessica Chia
Cornice dell’incontro sarà la
Supermostra di Esselunga,
l’esposizione aperta fino al 6 gennaio
nello spazio espositivo The Mall
(piazza Lina Bo Bardi 1, ingresso
gratuito) dedicata proprio ai
sessant’anni della catena, che apriva
il primo negozio nel capoluogo
lombardo il 27 novembre 1957.
Intervengono il professor Luigi
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● È aperta in
Spagna fino al
1° aprile la
mostra «Come
si stampa un
libro. Grafici e
stampatori a
Buenos Aires
1936-1950»
(La Coruña,
Fondazione
Luis Seoane), a
cura di Silvia
Longueira e di
David Carballal.
La rassegna
riprende il
volume
omonimo,
progettato,
scritto ed
illustrato da
Attilio Rossi e
stampato in
Argentina nel
1943 dalla
Imprenta
Lopez
● Protagonista
principale della
rassegna è il
lombardo
Attilio Rossi,
che nel 1935, a
26 anni, lascia
Milano per
Buenos Aires e
che, rinnova la
grafica prima
dell’EspasaCalpe e poi
della Losada
● Qui sopra: il
logo disegnato
da Rossi per la
collana
Colleciòn
Austral della
casa editrice
Espasa-Calpe
di Sebastiano Grasso
B
uenos Aires, 1937. «Ma
nell’Antartide non ci
sono orsi», esclamò
Jorge Luis Borges vedendo l’orso polare — che doveva essere il logo della Colleciòn Austral di Espasa-Calpe
— disegnato da Attilio Rossi. E
l’animale venne sostituito dal
segno del Capricorno. Idea
dell’autore del Manuale di zoologia fantastica o dello stesso Rossi che riprendeva la figura della meridiana solare
del Duomo di Milano? Non si
sa. Comunque, Rossi fece delle
varianti. Sostituì la coda dello
stambecco con una foglia d’albero, chiara allusione al motto
festina lente («affrettati lentamente») creato da Aldo Manuzio nella Venezia rinascimentale.
L’episodio viene adesso ricordato da David Carballal nel
catalogo della mostra galiziana Como se imprime un libro.
Grafistas y impresores a Buenos Aires 1936-1950, a La Coruña (Fondazione Luis Seoane, sino al 1° aprile), a cura di
Silvia Longueira e dello stesso
Carballal. La rassegna riprende il volume omonimo, progettato, scritto e illustrato da
Attilio Rossi (la sequenza, in
dettaglio, della genesi di un libro, definito da Paul Valery
«una perfetta macchina per
leggere»), stampato in Argentina nel 1943 dalla Imprenta
Lopez per promozione della
tipografia. Ma forse l’aspetto
più appariscente della pubblicazione è l’entusiasmo: «Lavoriamo con il motto che la tipografia è un’arte applicata al
servizio della diffusione del
pensiero». Una sorta di manifesto, una dichiarazione di
principi motivata dall’obiettivo di conseguire un volume
perfetto («È risaputo che basta
che fallisca una delle innumerevoli operazioni nella confezione del libro perché la perfezione dell’insieme venga distrutta»).
Ci sono Attilio Rossi, il foto-
Il pittore e grafico Attilio Rossi (Albairate, Milano, 1909 – Milano, 1994)
grafo argentino di origine italiana Horacio Coppola, la collega la tedesca Grete Stern e il
tipografo Manuel Lopez. Cui,
adesso, alla Fondazione Seoane, si aggiunge il grafico tedesco Jacob Hermelin.
Il fondatore della tipografia,
José Lopez, nel 1877 da La Coruña era approdato a Buenos
Aires in cerca di fortuna. Figli e
nipoti gli daranno man forte.
Così come, sempre da La Coruña per l’Argentina, partirà
nel 1936, per sfuggire ai falangisti, l’illustratore Luis Seoane,
avvocato e membro attivo della sinistra galiziana.
Nel 1935, Attilio Rossi lascia
Milano per Buenos Aires. Ha
26 anni. Aveva studiato a Brera
e alla Scuola del libro dell’Umanitaria. Con un occhio
all’avanguardia artistica europea, voleva rinnovare l’estetica
dei libri. Così, nel 1933, assieme ad alcuni compagni di corso, aveva messo su la rivista
«Campo grafico». Esperienza
che gli torna di grande utilità,
una volta che raggiunge l’Argentina. Cui affianca l’attività
di critico d’arte (sulla rivista
«Sur») e quella di pittore (che
estende alla grafica). La fortuna gli arride quando, nel ’37,
diventa direttore artistico delle edizioni Espasa-Calpe Argentina di Gonzalo Losada e
Manuel López Urgoiti. Primo
obiettivo, l’«identità grafica».
E la collana tascabile dell’Austral gliene offre l’occasione. Il
primo titolo? La rebelión de
las masas di José Ortega y Gasset. Ma l’avventura finisce pre-
sto. Nel ’38 i franchisti prendono il controllo della casa editrice e Rossi lascia, assieme a
Losada e Guillermo de Torre
(cognato di Borges). Fondano
la Editorial Losada (Rossi è il
direttore artistico), cui si aggiunge lo stampatore Manuel
Lopez. Il primo anno escono
12 collane. Alla fine del decennio, sono 53. Döblin, Trotsky,
ma anche Luca Pacioli (La divina proporzione, del 1509).
Il lavoro editoriale aiuta Attilio Rossi a costruire (19351950) un profondo rapporto
con la cultura ispanica e latino-americana, che si concretizza nella collaborazione e
nell’amicizia con molti intellettuali spagnoli. Disegna numerose copertine dei volumi
(alcuni esposti) di cui cura la
pubblicazione (famose quelle
di El Aleph di Borges, del
Tolstoi di Zweig e di Carlota en
Weimar di Mann). Illustra anche numerosi libri, tra i quali
Platero y yo di Juan Ramón Jiménez, e realizza con Rafael il
volume A la pintura. Poema
del color y la línea (dove il poeta di Puerto Santa Matia definisce l’artista lombardo «architetto di libri»).
Tra le amicizie «solide» di
Rossi (1909-1994) ci sono quelle con José Bergamin, Ramón
Gómez de la Serna, Luis Seoane e altri. Altrettanto solidi, i
suoi rapporti con la cultura sudamericana: Pablo Neruda, di
cui illustra i 20 poemas de
amor, Eduardo Mallea, Ernesto Sábato, Victoria Ocampo.
In Messico conosce Diego Rivera, Octavio Paz, León Felipe
e altri intellettuali. Tra il 1945 e
il 1951 l’«architetto di libri»
prosegue senza interruzioni il
lavoro, fino a quando decide
di tornare in Italia. E saluta la
capitale argentina con un libro, Buenos Aires en tinta china (esposto a La Coruña) che
contiene 130 suoi disegni, accompagnati dalla prefazione e
dalle poesie di due vecchi amici: Jorge Luis Borges e Rafael
Alberti.
sgrasso@corriere.it
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Il nuovo logo La casa editrice lancia un marchio ripensato e annuncia il pareggio di bilancio. Elisabetta Sgarbi: «Invertita la rotta dopo anni complessi»
Baldini + Castoldi pensa positivo. E riparte dal «più»
di Ida Bozzi
U
n nuovo logo e l’annuncio
di un sostanziale pareggio
di bilancio: netto cambio di
passo per il marchio che fu Baldini & Castoldi e ora, accantonata la
«&» commerciale, diventerà Baldini + Castoldi (anche abbreviato:
B + C) e avrà come simbolo il segno «più».
Intanto, il nuovo logo, già da
gennaio: ideato dal designer e architetto Pierluigi Cerri, propone il
cambiamento del carattere tipografico, che diventa un Bodoni, e
l’introduzione del «più», segno
dell’addizione e simbolo della positività, spiega Elisabetta Sgarbi,
editore de La nave di Teseo che ha
acquisito nel giugno 2017 Baldini
& Castoldi. «Siamo “entrati” nel
secondo semestre — spiega Sgarbi — e quest’anno abbiamo già
pubblicato titoli con grafica rivisitata da Cerri. Ma con il marchio si
è fatto un lavoro diverso. Premessa: il logo de La nave di Teseo è costituito da due onde in cui alcuni
vedono una nave e molti vedono
un sorriso. Ebbene, anche se Cerri
ha lavorato in modo autonomo,
direi che ha elaborato qualcosa di
molto vicino al sorriso della Nave:
il segno “più” rappresenta un atteggiamento di positività che, nonostante tutte le difficoltà della
vita, vorremmo avere sempre».
Il segno positivo è un buon auspicio per il marchio, sottolinea
Sgarbi: «Baldini + Castoldi chiude
Design
Sopra: il nuovo
nome della casa
editrice; accanto:
il dettaglio del
«più», creato dal
designer
Pierluigi Cerri
questo semestre in sostanziale
pareggio, dopo il periodo complesso attraversato negli ultimi
anni. I titoli pubblicati grazie all’intenso lavoro di questi mesi da
parte di tutti noi hanno dato risul-
tati importanti e hanno invertito
la rotta: mi riferisco all’inedito di
Giorgio Faletti, a Rinascimento di
Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti,
all’inchiesta di Giulia Innocenzi
sul rapporto tra industria farmaceutica, consulenze e vaccini, al
memoir di Al Bano Carrisi dedicato alla mamma, a Mattia Torre, a
Monaldi&Sorti. Solo per citarne
alcuni».
Positiva anche l’annata de La
nave di Teseo, tiene a precisare
Elisabetta Sgarbi: «Non solo chiude in pareggio già al secondo anno di vita, ma raggiunge più o meno i ricavi dello scorso anno con il
solo cartaceo, oltre 13 milioni di
euro lordi di fatturato. Ho letto su
quotidiani finanziari che non saremmo decollati, risponderei che
Direttore
● Elisabetta
Sgarbi (1965)
è direttore
generale ed
editoriale de La
nave di Teseo,
che ha acquisito Oblomov
e Baldini & Castoldi, ora Baldini + Castoldi
abbiamo superato la fase del decollo e siamo pienamente in volo,
o in mare, con le nostre tre navi,
La nave di Teseo, Baldini e Oblomov».
Quali saranno i primissimi titoli di B + C nel 2018? «Il nuovo romanzo di Patrick Fogli A chi appartiene la notte che — conclude
l’editrice — secondo noi, il direttore editoriale Alberto Rollo e il
vicedirettore generale Luca Ussia
in testa, consacra questo scrittore.
E poi Scomparsi di Heylen Beck
(nom de plume per il bestseller
Stuart Neville), thriller venduto in
tutto il mondo. E in primavera
due importanti rilanci: “Linus” e
la Tartaruga, marchio storico di
narrativa femminile».
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Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
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Spettacoli
La novità
«Scritto, letto, detto», rubrica su Rai Storia
Un incontro con scrittori, giornalisti e testimoni che, attraverso i loro
racconti, hanno indagato il passato con uno sguardo attento alla
contemporaneità. Lo propone Giovanni Paolo Fontana con la nuova
rubrica «Scritto, letto, detto» che Rai Cultura trasmette tutti i sabati e
le domeniche alle 8.50 e alle 20.20 su Rai Storia, a partire da oggi.
Primo protagonista, Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, che
affronta il tema dell’uso e dell’abuso dei cellulari e degli smartphone
da parte dei giovani.
Verso il Festival Il cast annunciato in diretta su Rai1. Meno talent, il direttore Baglioni punta su tanti ex vincitori
Noemi
Con «Non smettere
mai di cercarmi»
Meta - Moro
Insieme con «Non mi
avete fatto niente»
Nina Zilli
In gara con «Senza
appartenere»
Facchinetti - Fogli
In coppia con «Il
segreto del tempo»
Luca Barbarossa
Brano in dialetto:
«Passame er sale»
Annalisa
Canta «Il mondo
prima di te»
The Kolors
La band sul palco
con «Frida»
Roy Paci - Diodato
Insieme presentano
il brano «Adesso»
Mario Biondi
La sua canzone
è «Rivederti»
Elio e le Storie Tese
In gara con il brano
«Arrivedorci»
Lo stato sociale
La band con «Una
vita in vacanza»
Giovanni Caccamo
Al Festival porta il
brano «Eterno»
Avitabile - Servillo
«Il coraggio di ogni
giorno» il brano
Renzo Rubino
In gara con il brano
«Custodire»
Le Vibrazioni
Sul palco di Sanremo
con «Così sbagliato»
Ron
Torna al Festival con
«Almeno pensami»
Max Gazzè
Canta «La leggenda
di Cristalda e...»
Decibel
La band di Ruggeri con
«Lettera dal Duca»
Red Canzian
Il brano è «Ognuno
ha il suo racconto»
Ornella Vanoni con
Bungaro e Pacifico
«Imparare ad amarsi»
DAL NOSTRO INVIATO
Tanta nostalgia. E
ogni generazione avrà la sua.
Meno talent. Niente rap. Tanti
ex vincitori. È questa la prima
firma di Claudio Baglioni sul
Festival che ha annunciato il
cast ieri in diretta su Rai1. La
nostalgia c’è. Ma non è
quella che pesca fra le
mummie di stampo baudiano anni 80. Vietata l’ironia sul
titolo con cui si presentano gli
ex Pooh Roby Facchinetti e
Riccardo Fogli: «Il segreto del
tempo». A proposito di Pooh,
non ce ne libereremo mai: c’è
anche Red Canzian. Chi chiama Battaglia e D’Orazio per capire chi televotano?
Si guarda al passato. Sopratutto nell’Albo d’oro. I Pooh lo
avevano vinto. Come Luca Barbarossa che torna dopo essersi
reinventato fra teatro e radio.
Non si giudica un brano dal titolo ma «Passame er sale» sarà
ironia o sorriso amaro? Partecipazione numero 11 e due vittorie per il senatore Enrico
Ruggeri con i Decibel che erano già stati qui nel 1980 con
Destinazione Sanremo
Tra i big in gara il ritorno di Barbarossa, Vanoni, Gazzè
Le «strane» coppie Avitabile-Servillo e Meta-Moro
SANREMO
Direttore
Claudio
Baglioni, 66
anni, direttore
artistico
«Contessa». Un altro col curriculum da primo posto (nel ‘96)
è Ron («Almeno pensami»).
Ornella Vanoni non molla. Sarà l’ultima tappa della carriera? Questa volta chiederà una
mano a due autori di classe come Pacifico e Bungaro («Imparare ad amarsi»). A proposito di autori eleganti, ma ci spostiamo al contemporaneo, ecco Giovanni Caccamo
(«Eterno»), vincitore fra i Giovani 2015, e Renzo Rubino
(«Custodire»).
Gruppi che danno l’addio: ci
sono Elio e le Storie Tese in
odore di tour (nonostante
avessero promesso un solo
show finale). Gruppi che si rimettono assieme: Le Vibrazioni («Così sbagliato»). Categoria convertiti alla lingua italiana. Il soul di Mario Biondi presenta «Rivederti» e The Kolors
ci racconteranno di una certa
«Frida». In passato avevano
cantato in italiano, ma erano
episodi secondari o cover.
In calo la quota ex talent.
Nessuno di quelli freschi. Se lo
capisce anche Sanremo, forse
un’epoca va verso il tramonto.
Oltre ai Kolors ci sono soltanto
Annalisa («Il mondo prima di
te») e Noemi («Non smettere
mai di cercarmi»), ormai ab-
bonate a Sanremo. Una tacca
in più anche per Nina Zilli
(«Senza appartenere») e un ritorno sempre centrato per
Max Gazzè («La leggenda di
Cristalda e Pizzomunno»).
Non è Festival se non c’è la
strana coppia. Quella di quest’anno è Ermal Meta e Fabrizio Moro. «Non mi avete fatto
niente» si annuncia come un
La nomina
Piera Detassis presidente dei David
Piera Detassis è stata nominata
presidente e direttore artistico dei
Premi David di Donatello. Lo ha
deciso l’Accademia del cinema
italiano che si rinnova, dopo la guida
di Gian Luigi Rondi e lavoro svolto
negli ultimi due anni da Giuliano
Montaldo, puntando su una nuova
stagione in cui «i David possano
diventare sempre più lo strumento
decisivo per la valorizzazione del
cinema italiano». «Il mio pensiero —
ha detto Detassis — va a Rondi,
maestro e amico».
progetto cantautorale, impegnato. Sembrano strani, ma
non lo sono avendo collaborato in passato, Diodato e Roy
Paci («Adesso»): cantautorato
e contaminazione. Ci sarà
molto teatro per Enzo Avitabile e Peppe Servillo («Il coraggio di ogni giorno»). La goliardia universitaria dello Stato
Sociale «Una vita in vacanza».
Per tanti un nome sconosciuto, ma circa 60 mila presenze
nell’ultimo tour li hanno spinti fino a qui.
Ci sono anche i Giovani. Si
sono proposti in 650, alla serata di ieri ne sono arrivati 16
giudicati da una commissione
presieduta da Baglioni, il televoto e una giuria con Ambra
Angiolini, Gabriele Salvatores,
Piero Pelù, Francesco Facchinetti e Irene Grandi.
Andrea Laffranchi
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Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
SPETTACOLI
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
Il vincitore
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«X Factor ha cambiato la mia identità»
La metamorfosi di Licitra, il tenore trasformato dal pop. «E da ragazzo pesavo 40 chili in più»
N
otte? Quale notte.
Per Lorenzo Licitra
la veglia ininterrotta
è uno stato dell’euforia. Ha vinto «X
Factor», a sorpresa ha battuto
quelli che parevano i favoriti (i
Maneskin), non ha chiuso occhio e non riesce a mettere a
fuoco quello che è successo
davvero. «Sono ancora incredulo, credo che avrò bisogno
di tempo e relax per capire e
dare forma a quello che è accaduto. Quando Alessandro Cattelan stava per annunciare il
vincitore ero convinto che sarebbe toccato ai Maneskin, in
quel momento mi andava benissimo anche il secondo posto». Invece è stato costretto a
vincere. Siciliano di Ragusa,
25 anni, padre farmacista, la
madre ha un’azienda che si occupa di trasporti chimici, Lorenzo Licitra è l’ennesimo eroe
per caso tirato fuori da un talent. Il difficile arriva adesso
perché la strada è in salita (basta chiedere agli ultimi due
vincitori di «X Factor», i Soul
System e Giò Sada dispersi
nella nebbia della discografia): «Lo so. Questo non è un
traguardo ma un punto di partenza, adesso inizia il vero lavoro. Ma non ho nessuna paura del futuro, ho al mio fianco
un team che mi aiuta e ho tanta voglia di lavorare addosso».
Ha iniziato a studiare canto
fin da piccolo, ma dai 16 anni
in avanti si è concentrato sul
canto lirico, arrivando a esibirsi in giro per il mondo. Poi la
scelta del talent. Perché questa
trasformazione? «Non è stato
Trionfo Lorenzo Licitra dopo la vittoria. Il cantate è nato a Ragusa il 25 settembre del 1992
un cambiamento radicale e
netto, dentro di me sono sempre convissute due anime,
quella lirica e quella pop a cui
ora ho dato più spazio ed è
emersa in maniera naturale,
spontanea».
La sua è stata una metamorfosi non solo musicale ma anche fisica, 40 chili fa era decisamente diverso: «Anche il voler cambiare fisicamente e il
volersi vedere in maniera diversa sono arrivati come un
Il commento
di Aldo Grasso
nella rubrica
a pagina 63
input naturale: c’è stato un
momento in cui guardandomi
allo specchio non mi piacevo e
ho deciso di tirare fuori quell’autostima e quella forza che
poteva dare un segno deciso
alla mia vita, al mio desiderio
di cambiamento, alla mia personalità. Sono serviti tanto coraggio e tanta forza di volontà». L’aspetto fisico però conta
per piacere a se stessi, nella
musica non porta da nessuna
parte: «Sarebbe presuntuoso
pensare di essere apprezzato
musicalmente attraverso la
propria bellezza».
Il Michael Bublé italiano (il
complimento è di Fedez), l’hipster dall’anima lirica che ha
scoperto il suo lato pop, ha attraversato «X Factor» con la
sua barba come «un’emozione
unica, che mi ha cambiato e
dato tanto. Ho vissuto quest’esperienza divertendomi.
Da Mara Maionchi si impara
ogni giorno, quello che mi lascia è il rispetto per questo lavoro. Mi ha anche insegnato a
Ieri
● Lorenzo
Licitra in
un’immagine di
qualche anno
fa quando era
un cantante
lirico. Licitra ha
battuto a
sorpresa i
favoriti
Maneskin nella
finale di X
Factor più vista
di sempre:
11,23% di
Share per un
totale di
2.783.749
spettatori su
Sky, Tv8 e Cielo
esprimere le emozioni che si
hanno sul palco, mi ha spinto
a dimostrare di saper comunicare fisicamente, mi diceva
che bisogna saper emozionare
anche con i gesti, anche con il
corpo. Penso che questo
aspetto abbia contato per la
vittoria finale, non solo il saper cantare bene».
L’atto conclusivo al Forum
di Assago (Milano) ha abbandonato la liturgia televisiva per
sposare l’effetto concerto, e ha
detto bene a Sky che sommando gli ascolti in pay e in chiaro
su Tv8 è arrivata a 2 milioni
800mila spettatori (11,2 per
cento di share). «Sono un tipo
pacato e riflessivo ma quando
sono salito su quel palco ho
pensato: o lo mangi tu, o ti
mangia lui. Così mi sono divertito con il pubblico, non potevo rimanere timido e inerme, ho tirato fuori quello che
sentivo».
La dedica per la vittoria è
doppia: «A Fortunato Zampaglione, che ha scritto il mio
inedito («In the Name of Love»), un brano in cui identificarmi e cucito sulla mia estensione vocale. E a mio nonno
che è venuto a mancare in questi due mesi e mi ha potuto seguire in maniera diversa».
Anche la sfida che si pone è
duplice: «Voglio cantare in italiano, ma portare la mia musica anche all’estero. Devo trovare i brani e i pezzi giusti per far
emergere la mia nuova identità». Auguri, la scalata è appena
iniziata.
Renato Franco
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La delusione
Teatro
«A Ciambra»
fuori dall’Oscar
L’Italia spera
in Guadagnino
Pompei, in scena
classici diretti
da Emma Dante
e Bob Wilson
Tra i rom Una scena di «A Ciambra»
Regista Emma Dante dirigerà «Eracle»
elusione per l’Italia
agli Oscar: A
Ciambra, il film di
Jonas Carpignano, scelto a
settembre tra 14 titoli come
candidato italiano alla
statuetta per il film
straniero è stato escluso al
primo ostacolo, ossia la
short list. L’opera sui rom
dell’autore 33enne aveva
battuto una proposta più
popolare come Fortunata
di Castellitto. Un anno fa
neppure Fuocoammare di
Gianfranco Rosi ce l’aveva
fatta ad entrare nella lista
ristretta, salvo entrare nelle
nomination per il miglior
documentario. Le speranze
italiane sono ora affidate a
Luca Guadagnino per il suo
Chiamami col tuo nome,
storia di una passione
omosessuale tra due
giovani durante una
vacanza. Ha già conquistato
tre candidature ai Golden
Globes: miglior film,
miglior attore (Timothée
Chalamet), miglior attore
non protagonista (Armie
Hammer).
R. S.
edipus di Sofocle con
la regia di Bob
Wilson; Salomè di
Oscar Wilde, regia di Luca
De Fusco; Eracle di
Euripide diretto da Emma
Dante; Medea in Varietà,
coreografia di Emio Greco e
Pieter Scholten. Questi i
quattro appuntamenti da
giugno a luglio 2018 al
Teatro Grande di Pompei.
La rinascita, recente,
dell’importante parco
archeologico prosegue
anche grazie alla qualità
delle proposte. «È il riscatto
di Pompei - dice il ministro
Beni culturali Franceschini
- il cambio d’immagine». E
il soprintendente Osanna:
«La politica di tutela e
valorizzazione aperta alla
cultura sta dando i suoi
frutti». Curiosamente,
l’Edipo di Wilson sarà
interpretato da un grande
attore napoletano; Eros
Pagni e Gaia Aprea sono
protagonisti dell’opera di
Wilde; virato tutto al
femminile è l’Eracle
immaginato da Dante.
Emilia Costantini
D
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
Sport
Serie B
Mondiale per club
Il Foggia rimonta il Venezia all’ultimo secondo Il Real Madrid si gioca il titolo contro il Gremio
Serie B, 19ª giornata, ieri: Foggia-Venezia 2-2; oggi, ore 15: CarpiFrosinone, Cremonese-Empoli, Entella-Salernitana, PalermoTernana, Parma-Cesena, Perugia-Bari, Pro Vercelli-Spezia. domani,
ore 15: Brescia-Cittadella; ore 17.30: Pescara-Novara. Classifica:
Palermo 32; Parma e Frosinone 30; Empoli e Bari 29; Cittadella e
Venezia* 28; Cremonese 27; Carpi 24; Perugia, Salernitana, Novara e
Spezia 23; Entella, Avellino, Brescia, Pescara e Cesena 21; Foggia*
19; Ternana e Pro Vercelli 18; Ascoli 15. *una partita in più.
Dopo aver vinto 2-1 una semifinale complicata contro l’Al Jazira, il
Real Madrid cerca oggi (ore 18, Fox Sports) contro i brasiliani del
Gremio il secondo Mondiale per Club di fila. Vincendo la squadra di
Zidane si assicurerebbe la terza Coppa del Mondo per club, la sesta
se considerate le tre Intercontinentali. Per Cristiano Ronaldo sarebbe
invece la chiusura perfetta di un anno eccezionale, dopo aver vinto la
Champions League e il quinto Pallone d’oro. Ma il Gremio, allenato
dall’ex romanista Renato Portaluppi, è abituato a sorprendere.
Gli anticipi Inter, Napoli e Roma in cerca di 3 punti per avvicinarsi al titolo d’inverno
Serie A
17ª giornata
Le quote Snai
Oggi
Ore 15.00
INTER-UDINESE
(Mariani)
Ore 18.00
TORINO-NAPOLI
(Mazzoleni)
Ore 20.45
ROMA-CAGLIARI
(Damato)
Domani
Ore 12.30
VERONA-MILAN
(Orsato)
Ore 15.00
BOLOGNA-JUVENTUS
(Banti)
CROTONE-CHIEVO
(Pairetto)
FIORENTINA-GENOA
(Calvarese)
1
X
2
1,33 5,25 8,75
5,25 4,00 1,65
1,25 6,00 11,00
5,25 4,25 1,60
7,00 4,50 1,45
3,15 3,20 2,35
1,60 4,00 5,50
SAMPDORIA-SASSUOLO 1,77 4,00 4,25
(Gavillucci)
Sabato da grandi
Attaccanti Ivan Perisic, 28 anni, 3 gol nell’ultima vittoria dell’Inter; Dries Mertens, 30, attaccante del Napoli a secco da 5 partite; Edin Dzeko, 31, 1 gol per la Roma nelle ultime 8 gare (Getty Images, Kulta)
Tre tappe al primo traguardo: il titolo di campione d’inverno. Da quando ci sono i tre
punti, chi a fine andata arriva
davanti vince il campionato 7
volte su 10. «Il gruppo di testa è
in piedi sui pedali dall’inizio.
Sembra non esserci spazio per
rifiatare, è stato un girone tutto in volata». L’allenatore dell’Inter, Luciano Spalletti, non
ha torto. Le prime quattro sono racchiuse in cinque punti e
la Roma ha una partita da recuperare contro la Samp: se i
giallorossi vincono la classifica si accorcia ulteriormente.
Una rarità in Europa. La serie A non è più ricca come un
tempo, di certo è combattuta
come nessun’altra lega. In Premier League il Manchester City ha già fatto il vuoto con 11
punti di vantaggio sulla seconda, stesso distacco che in Francia ha il Psg sulla prima inseguitrice e in Germania il
Bayern. Più contesa la Spagna
con il Barcellona al comando
con soli 5 punti sul Valencia.
Il villaggio della serie A vive
così il sabato delle grandi con
Inter, Napoli e Roma in campo, aspettando domani la risposta della Juventus (Dybala è
ancora a rischio panchina) a
Bologna. La caccia è aperta all’Inter capolista e unica imbattuta. Dopo aver rischiato in
Coppa Italia con il Pordenone
ed essersi guadagnata solo ai
rigori i quarti contro il Milan,
Spalletti ritrova un’altra squadra friulana, l’Udinese rigenerata da Oddo. Il tecnico nerazzurro torna a contare sui «Magnifici 7». Handanovic, Skrin i a r , D ’ A m b ro s i o , B o r j a
Solo la Juve aspetta, oggi in campo le prime
E Spalletti: «Serve chiarezza sul mercato»
5
punti
racchiudono le
prime quattro
squadre
Valero, Perisic, Candreva e
Icardi, sempre schierati in
campionato. Il tecnico dell’Inter è impegnato su due fronti:
acciuffare il titolo di campione
d’inverno che manca da 200910, quando c’era Mourinho, e
capire le intenzioni della società per il mercato di gennaio, considerato anche il rendimento non esaltante delle se-
conde linee. «Fino a quando la
società non presenterà le vere
intenzioni che ha su come agire in questo mercato, dovremmo fare tutti un po’ di silenzio.
Creare aspettative come accaduto in estate può fare male ai
tifosi e all’Inter».
Se i nerazzurri devono gestire il vantaggio, chi deve riprendere a correre è il Napoli.
0
sconfitte
subite dall’Inter
unica ancora
imbattuta
Inter-Udinese
Torino-Napoli
Il calendario
dà una mano
Sinisa di rabbia Il ritorno
Riecco Insigne di De Rossi
I
L’
l calendario va sfruttato.
L’Inter è in testa,
imbattuta e nei prossimi
due impegni ha di fronte
Udinese e Sassuolo, prima
del derby di Coppa Italia
con il Milan e dell’ultima
gara del girone con la Lazio.
Spalletti vuole allungare e
ripresenta la formazione
titolare dopo l’esperimento
non riuscito delle seconde
linee contro il Pordenone.
«Non siamo stati turbati da
quanto accaduto in Coppa
Italia. Chi vorrei dal
mercato? Sergio Ramos,
Iniesta e Sanchez», scherza
Spalletti.
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obiettivo di Sinisa
Mihajlovic è duplice:
continuare nel segno
dell’ultima vittoria contro la
Lazio e riscattare la brutta
figura di otto mesi fa,
quando il Toro fu travolto
dal Napoli che gli rifilò 5
gol davanti al pubblico
granata. «Rabbia
accumulata», quella del
serbo. Sarri ne ha ancor di
più. Due pareggi e una
sconfitta sono uno score
cui non era più abituato, la
sfida di oggi vale il rilancio
delle ambizioni. Mihajlovic
riconvoca Ljajic, Sarri
ritrova Insigne.
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Roma-Cagliari
U
na partita alla volta. È
il mantra degli
allenatori alle
domande sul turnover. E
ieri lo ha usato anche
Eusebio Di Francesco, che
ha Nainggolan diffidato e la
Juventus nella prossima
giornata di campionato.
«Ma io non devo ragionare
così. Adesso devo pensare
solo al Cagliari. Non
bisogna accontentarsi e io
devo essere il primo a dare
il buon esempio al
gruppo». Torna De Rossi,
dopo le due giornate di
squalifica, con tanta voglia
di dimenticare il Genoa.
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Gli uomini di Sarri hanno inchiodato e vengono da due
sconfitte e un pari nelle ultime
tre partite. Quella contro il Torino di Mihajlovic, andato a
vincere una settimana fa a Roma contro la Lazio, è la gara
della svolta per i partenopei.
Un match che mette a confronto due bomber in difficoltà: Mertens a secco da cinque
turni e Belotti senza reti in
campionato dal 20 settembre.
Il probabile ritorno di Insigne
deve segnare una ripartenza
per il Napoli, chiamato a confermare il buon secondo tempo con la Fiorentina dove ha
preso un palo ed è stato oggettivamente sfortunato, e a ritrovare il gioco d’attacco. Se davvero punta allo scudetto certe
gare vanno vinte.
Chi vuole arrivare in fondo è
la Roma di Di Francesco. «Chi
si accontenta alla fine cade e
non ottiene nulla. Dobbiamo
ambire ad andare avanti in tutte le competizioni», è il diktat
del tecnico giallorosso. I pareggi contro Genoa e Chievo
hanno esaurito i bonus, è obbligatorio vincere se davvero si
punta allo scudetto. All’Olimpico con il Cagliari potrebbe
essere la prima assoluta per la
coppia dei sogni SchickDzeko. E Di Francesco dovrà
correre il rischio di schierare
anche il diffidato Nainggolan,
un’ammonizione gli farebbe
saltare la sfida di sabato prossimo con la Juventus. Ma in
una serie A dove è ammesso
solo vincere, fare calcoli non è
proprio permesso.
Guido De Carolis
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Ore 18.00
BENEVENTO-SPAL 2,70 3,20 2,70
(Pasqua)
Ore 20.45
ATALANTA-LAZIO 2,30 3,50 3,05
(Irrati)
Fonte: Snai
Dati: Monica Colombo
Inter
Udinese
4-2-3-1
3-5-2
1 Handanovic
1 Bizzarri
33 D’Ambrosio
19 Larsen
37 Skriniar
5 Danilo
25 Miranda
17 Nuytinck
21 Santon
27 Widmer
72 Barak
11 Vecino
20 Borja Valero
6 Fofana
87 Candreva
14 Jankto
77 Brozovic
53 Ali Adnan
44 Perisic
20 Maxi Lopez
9 Icardi
10 De Paul
Arbitro: Mariani
Tv: ore 15 Sky Calcio 1, Premium Sport
Torino
Napoli
4-3-3
4-3-3
39 Sirigu
25 Reina
29 De Silvestri
23 Hysaj
33 N’Koulou
33 Albiol
13 Burdisso
26 Koulibaly
3 Molinaro
6 Mario Rui
88 Rincon
5 Allan
8 Jorginho
5 Valdifiori
8 Baselli
17 Hamsik
14 Iago Falque
7 Callejon
9 Belotti
14 Mertens
21 Berenguer
24 Insigne
Arbitro: Mazzoleni
Tv: ore 18 Sky Calcio 1, Sky Supercalcio,
Premium Sport
Roma
Cagliari
4-3-3
3-5-2
1 Alisson
1 Rafael
22 Florenzi
13 Romagna
44 Manolas
3 Andreolli
5 Juan Jesus
19 Pisacane
11 Kolarov
2 Van der Wiel
7 Pellegrini
18 Barella
16 De Rossi
8 Cigarini
4 Nainggolan
21 Ionita
14 Schick
20 Padoin
9 Dzeko
10 Joao Pedro
8 Perotti
30 Pavoletti
Arbitro: D’Amato
Tv: ore 20.45 Sky Calcio 1, Sky Supercalcio,
Premium Sport
Classifica
INTER
NAPOLI
JUVENTUS
ROMA*
LAZIO*
SAMPDORIA*
MILAN
ATALANTA
TORINO
FIORENTINA
40
39
38
35
32
27
24
23
23
22
BOLOGNA
21
CHIEVO
21
UDINESE*
18
CAGLIARI
17
SASSUOLO
14
GENOA
13
CROTONE
12
SPAL
11
VERONA
10
BENEVENTO
1
*una partita in meno
SPORT
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
59
Ciclismo
Volley
Basket
Lady Wiggins: «Froome serpente». Poi si scusa CivitanovacolBelchatowcercalafinalemondiale Eurolega, Milano si arrende al Panathinaikos
Catherine Wiggins, moglie di Bradley, è andata giù pesante su Chris
Froome prima di fare marcia indietro. Commentando la notizia della
positività al salbutamolo del 32enne corridore del team Sky
all’ultima Vuelta, la signora Wiggins aveva scritto su Facebook:
«Avrebbero gettato mio marito sotto un autobus pur di coprire
questo serpente», il riferimento a Froome, ex compagno di squadra
di Wiggins. Il commento è stato poi cancellato dalla stessa Catherine:
«Chiedo scusa a tutti per i miei commenti emotivi e gli insulti».
Dopo aver chiuso il girone al primo posto, Civitanova scende in
campo stasera a Cracovia nella semifinale del Mondiale per club: la
formazione italiana affronta alle 20.30 (Fox Sports) i padroni di casa
del Belchatow. Nell’altra semifinale, in programma alle 17.30, di
fronte Cruzeiro e Kazan. Domani le finali. Oggi si gioca anche il terzo
anticipo della 12ª giornata di SuperLega (già disputati il 16
novembre Civitanova-Piacenza 3-2 e mercoledì Sora-Trentino 1-3):
stasera alle 20.30 Verona-Vibo Valentia.
Nuova sconfitta per l’AX Milano in Eurolega: i biancorossi si sono
arresi 80-72 sul campo del Panathinaikos. Partita piuttosto tesa, con
Theodore espulso sul pareggio a metà del terzo quarto. Milano
avanti anche di 13 punti nel secondo periodo, poi un vistoso calo e le
ottime percentuali del Pana dall’arco (15/28) hanno deciso la gara.
Per Milano nona sconfitta in 12 gare. Serie A in campo stasera con
tre anticipi della 10ª giornata: alle ore 20.30 Reggio Emilia-Varese
(Eurosport2) e Capo d’Orlando-Brindisi, alle 20.45 Sassari-Pistoia.
«Rifinanziamento e garanzie incerti: il no al Milan»
L’Uefaspiegalabocciatura,nonunanime,all’accordovolontario.Fassone:«Richiesteimpossibili»
La vicenda
● Il Milan
sarebbe stato
il primo club
ad accedere
al voluntary
agreement:
evita sanzioni
per la deroga
alla regola del
fair play
finanziario
● Dovrebbe
accedere al
settlement: le
sanzioni
impiegate con
più frequenza
sono una
multa,
limitazioni nelle
rose da
impiegare in
Europa e
restrizioni nei
costi per i
giocatori. La
decisione è
attesa per
primavera
MILANO «A oggi, ci sono ancora
delle incertezze per quanto riguarda il rifinanziamento del
debito che deve essere rimborsato a ottobre 2018 e le garanzie finanziarie fornite dai maggiori azionisti», che poi è uno,
il proprietario Yonghong Li. Si
torna sempre qui, allo scetticismo suscitato dal presidente
del Milan.
Le motivazioni dell’Uefa al
no al voluntary agreement (atteso e ampiamente anticipato,
seppur, a quanto risulta, frutto
di una decisione non unanime) spiegano bene che cosa è
mancato al Milan per essere il
primo club che accedeva a
questo strumento, scampando
quindi le sanzioni per le violazioni del fair play finanziario
del triennio precedente. Le
sanzioni invece ci saranno e si
conosceranno a primavera
(primo check a febbraio),
quando si passerà con ogni
probabilità al settlement agreement e l’Uefa dovrebbe proporre una multa, delle restrizioni nella rosa per l’Europa e
delle limitazioni al costo totale
dei giocatori (almeno queste
sono state fin qui le sanzioni
più impiegate).
L’ad Marco Fassone ha defi-
Il caso
nito le richieste dell’Uefa per il
voluntary «impossibili, non
solo per noi ma per qualsiasi
club che si trova nella condizione del Milan», ovvero abbia
deciso di partire con forti inve-
Il caso del portiere
L’ad: «Non lo
svendiamo». Famiglia
scontenta, ma Gigio
non lascia Raiola
stimenti. Il rifinanziamento
del debito con il fondo Elliott
(in scadenza tra 10 mesi) è oggetto di una trattativa con Highbridge non ancora conclusa. L’Uefa non ha ritenuto che
fosse dimostrata la continuità
aziendale che potrebbe essere
messa in discussione se il Milan non onorasse il debito con
Elliott.
Fassone sperava che l’Uefa
accettasse il voluntary «vincolato però a una serie di parametri» che, se non rispettati,
avrebbero potuto farlo saltare
in seguito. Così non è successo. L’altro punto sono le garanzie: il regolamento impone
«un impegno irrevocabile» da
parte dell’azionista di sostenere finanziariamente il club. La
commissione ha deciso di
chiedere (non è obbligatorio)
o il deposito dell’intera somma che si ritiene di perdere o
delle fidejussioni bancarie,
non sono bastate le garanzie
personali di Li e delle garanzie
societarie (all’epoca accettate
Bufera
Gigio
Donnarumma,
18 anni,
ha un contratto
con il Milan
fino al 2021,
per uno
stipendio
di 6 milioni
netti l’anno
(Ipp)
Spagna, un Mondiale di guai
la Fifa minaccia l’esclusione
e l’Italia resta alla finestra...
Lemossedelgovernosullafederazione.Rajoy:«InRussiacisaremo»
Nella pancia del Santiago
Bernabeu la Spagna stava ancora digerendo l’abbuffata di
gol e di spettacolo fatta contro
l’Italia. E il c.t. Julen Lopetegui
un po’ a sorpresa dedicò la vittoria ad Angel Maria Villar, lo
storico e potentissimo numero uno della Federcalcio di
Madrid (da 29 anni), nonché
ex vice presidente della Fifa e
della Uefa, che si è visto la partita del 2 settembre agli arresti
domiciliari: quel 3-0 lanciò la
Roja verso il Mondiale di Russia e fu l’inizio della fine per
l’Italietta di Ventura. I successi
sul campo non hanno però
migliorato la situazione, da
sempre piuttosto intricata,
della politica calcistica spagnola. Anzi.
La Fifa ha inviato una lettera
alla Real Federacion in cui ricorda che qualsiasi ingerenza
di terzi nella politica federale
— in questo caso del governo
di Madrid — potrebbe costare
l’esclusione dalle competizioni internazionali: ovvero la
Spagna rischierebbe di saltare
il Mondiale. Non è la prima
volta che la Fifa avverte Madrid: accadde anche nel 2008 e
tutto fu sistemato. Sarà così
anche stavolta, come promette
il premier Mariano Rajoy: «Sono convinto che la Spagna andrà in Russia e vincerà la Cop-
pa». Ma il fatto che di mezzo ci
sia l’Italia, eventuale ripescata,
aumenta ovviamente l’eco mediatica, tanto che il capitano
Sergio Ramos, impegnato nel
Mondiale per club, sgrana gli
occhi: «Fatico a credere che la
Spagna possa perdere quello
che abbiamo faticato a ottene-
re in campo a causa di una
controversia istituzionale».
Che aumenti anche le speranze italiane è poco credibile,
ma i giochi di potere spagnoli
sono comunque rischiosi. Il 20
luglio Villar viene arrestato
nell’ambito dell’operazione
Soule assieme al figlio Gorka e
L’ex patron
da Fininvest). I dubbi su mr Li
hanno influito perché l’Uefa
scegliesse la via più rigida. Per
Fassone è forse cambiata «la
volontà politica».
L’ad, in un video sul sito del
club, ha poi affrontato anche il
caso Donnarumma e risposto
a Mino Raiola che ha attaccato
il ds Mirabelli. «Nessuno pensi di adottare strane tecniche o
metodologie per far sì che
Donnarumma possa essere ceduto a prezzi di mercato inferiori rispetto al suo reale valore. Il Milan è uno solo, non c’è
il Milan di Fassone e quello di
Mirabelli. Ho visto il ragazzo
più sereno e mi ha fatto piacere la sua dichiarazione distensiva, ha confermato che non
c’è stata nessuna forzatura. Gigio sarà ceduto solo se lui lo
chiederà».
A ora, siamo nella stessa situazione di quest’estate: il ragazzo non ha chiesto di andare
via, la famiglia (presente allo
stadio mercoledì) è scontenta
delle conseguenze della gestione Raiola, ma non ci sono
avvisaglie perché si configuri
una rottura tra Gigio e Raiola.
A giugno si ricomincerà.
Arianna Ravelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
rimane 10 giorni in galera prima di pagare la cauzione: le
accuse sono appropriazione
indebita, truffa, falso e corruzione. La Fifa reagisce con una
nota dai toni blandi, definendo il caso come «interno».
Adesso l’aria è cambiata e l’1
dicembre al Cremlino ai sorteggi della Coppa del Mondo
la Fifa ha fatto capire che è necessaria una riunione, convocata attraverso la lettera inviata in questi giorni a Madrid.
Ma qual è il problema? Il
Consiglio superiore dello
sport alcuni mesi fa ha presentato un ricorso al Tad (tribunale amministrativo dello sport)
per promuovere la ripetizione
del processo elettorale federale, nel quale Villar non potrebbe quindi rientrare per i suoi
problemi con la giustizia. Il
Tad ha rimandato la decisione
al Consiglio di Stato. Avvertita
di questi movimenti da chi
Villar nel mirino
Al centro della vicenda
c’è Villar, il potente
presidente federale
finito anche agli arresti
Gazzoni scalda Bologna-Juve
«Con la Var niente Calciopoli»
«S
e nel 2005 ci fosse stata la Var la vicenda Calciopoli
non sarebbe esplosa e il Bologna non sarebbe
retrocesso». Lo ha detto l’ex patron del Bologna
calcio, Giuseppe Gazzoni Frascara. Nel 2005 il «vecchio»
Bologna finì in serie B e fallì. A distanza di 12 anni, Gazzoni
Frascara ricorda gli anni della retrocessione e commenta
quanto accaduto negli anni successivi. «Con la moviola in
campo si sarebbe posto un freno agli arbitri — la riflessione
di Gazzoni — . Perché Calciopoli è stata solo una questione di
arbitri: se andavano bene diventavano internazionali. E per
andare bene favorivano il potente di turno».
L’utilizzo della Var in campionato è «una buona idea. Se ci
fosse stata allora — ha proseguito l’ex patron del Bologna —
in quella famosa gara del 2005 Bologna-Juve (0-1), la partita
sarebbe finita probabilmente in pareggio. L’arbitro, infatti,
fischiò una punizione contro il Bologna che non esisteva e
che poi portò alla vittoria della Juve. Quella partita aprì la
strada della retrocessione. La Juve di oggi? È gestita molto
bene».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Sotto esame Andres Iniesta, 33 anni, capitano della Spagna, e Saul, 23 (Afp)
non vuole la ripetizione delle
elezioni (Villar, e chi se no?) la
Fifa si è quindi mossa e ha tirato fuori il cartellino giallo. Ancora una volta: la Federazione
spagnola è un ente privato con
competenze pubbliche delegate e gode solo del 3% di fondi pubblici. Ma il Consiglio superiore dello Sport ricorda
spesso che al di sopra della
legge sportiva c’è la legislazione nazionale. Soprattutto
adesso, visto che nel calcio c’è
l’occasione di chiudere la gestione Villar e di fare pulizia.
Attenzione però a non buttare
il Mondiale con l’acqua sporca.
Paolo Tomaselli
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60
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
#
Con profondo dolore i familiari annunciano la
scomparsa di
Carlo Marzia Zendali e famiglia sono vicini a
Giulio e Camilla ricordando
Lo ricordano Camilla, Giulio con Marina e Micol,
Franco con Gabriele, Alessandra con Stefano e Michele.- I funerali si terranno domenica 17 dicembre.- Per informazioni telefonare ai numeri:
348.8097398 - 348.6109261.
- Milano, 15 dicembre 2017.
amico di tutta una vita.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Guido Artom
Partecipano al lutto:
– Federico Barabino.
Guido
abbiamo avuto quarant’anni allegri, sereni e felici.- Ora te ne sei andato, come volevi "nel blu dipinto di blu".- Difficile dirti addio.- Mi mancherai.Camilla. - Milano, 15 dicembre 2017.
Dott. Guido Artom
Alberto e Nicoletta Bolaffi con i figli Giulio Filippo
e Nicola Alberto con tantissimo affetto abbracciano
Camilla, Giulio, Marina e Micol nel ricordo dell’indimenticabile cugino fraterno, sempre memori del
suo cristallino impegno a favore del prossimo e della collettività. - Torino, 15 dicembre 2017.
Stella Bolaffi col marito Alberto Benuzzi abbraccia Camilla, Giulio, Marina e Micol nel ricordo del
caro cugino
Guido
- Milano, 15 dicembre 2017.
Il Consiglio di Amministrazione di Bolaffi SpA
esprime tutta la sua sentita vicinanza alla signora
Camilla Artom, al figlio Giulio e ai familiari tutti,
nel ricordo del probo e illuminato imprenditore
Dott. Guido Artom
- Torino, 15 dicembre 2017.
Alessandro, Emma e figli abbracciano Camilla e
Giulio nel ricordo dell’indimenticabile
Guido
la sua gioia di vivere li accompagnerà ne "I Giorni
del Mondo". - Milano, 16 dicembre 2017.
Nonno
voglio ricordarti nei tanti giorni sereni e per la tua
passione, che lascia una traccia importante in tutti.- Micol. - Londra, 15 dicembre 2017.
Elena e Ermanno Restano ricordano
Guido
amico prezioso, un gigante di bontà e sono vicini
a Giulio e Camilla con grande affetto.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Paolo e Laura Martelli con Elena e Maria Luisa
partecipano con affetto al grande dolore di Camilla, Giulio e Franco per la perdita dell’amatissimo
Guido Artom
e ne ricordano con profondo rimpianto le straordinarie qualità umane ed intellettuali ed il costante
e generoso impegno civile.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Guido
Mario e Pucci Boselli profondamente colpiti partecipano al dolore dei familiari per la scomparsa
del caro
Guido
amico e valoroso collega fondatore di Federtessile.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Il figlio Alfonso al quale, con animo infinitamente buono, ha dedicato tutto se stesso e le sorelle
Pupa, Anna e Renata, che lo ricorderanno sempre
per l’amore con cui le ha circondate e protette, con
Federica, Federico, Giuliano e Giovanni annunciano la scomparsa del carissimo
Giuseppe Mariella
Ciao
zio Pino
- Milano, 15 dicembre 2017.
Sandra, Paola con Gianfranco abbracciano con
affetto Camilla e sono vicine a tutta la famiglia nel
ricordo di
Le famiglie Picardi, Litro, Lella, addoloratissime
sono vicine ad Alfonso, Anna, Renata e a Pupa per
la perdita del caro
Guido
Guido
Pino
Lo Studio Notarile Marchetti, i suoi titolari, collaboratori e dipendenti partecipano commossi al
lutto della contitolare notaio Renata Mariella per
la scomparsa del fratello
Ne danno l’annuncio la moglie Elena, le figlie Antonella e Francesca, il nipote Lorenzo.- I funerali
avranno luogo sabato 16 dicembre alle ore 14.30
presso la Basilica San Giuseppe.
- Seregno, 16 dicembre 2017.
Guido
di cui lo studio ebbe ad apprezzare le qualità professionali. - Milano, 15 dicembre 2017.
Guido
Piergaetano e Ada con Giulia, Carlo, Daniela
con Carlotta sono vicini con molto affetto a Renata
ed alla sua famiglia nel momento della scomparsa
del fratello
Partecipano al lutto:
– Angela Giussani.
– Barbara Mariani.
– Maurizio ed Enrica Schiatti.
Pia e Anna sono vicine agli amici Artom nel ricordo di
- Milano, 15 dicembre 2017.
Ciao
Un abbraccio forte a Camilla.- Paola e Jacopo.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Gimmo e Roberta sono affettuosamente vicini a
Camilla ed a Franco per la perdita di
Guido
- Milano, 15 dicembre 2017.
Carlo e Noris si stringono con affetto a Camilla,
Giulio, al fratello Franco e a tutta la famiglia per
la scomparsa di
Guido Artom
- Milano, 15 dicembre 2017.
Rita Stella e Marcella Lenarduzzi sono addolorate per la scomparsa del
dott. Guido Artom
- Milano, 15 dicembre 2017.
Adriano e Tiziana si stringono a fianco di Camilla
in questo triste momento per la dolorosa perdita di
Guido
- Milano, 15 dicembre 2017.
Giorgio e Simonetta con profonda commozione
partecipano al grande dolore di Camilla, Giulio e
Franco per la scomparsa del carissimo e indimenticabile
Guido
dott. Giuseppe Mariella
dott. Giuseppe Mariella
- Milano, 15 dicembre 2017.
Marco Campiglia, i figli Roberto e Alessandro e
Azzurra Polga sono affettuosamente vicini ad Alfonso e Federica per la perdita del caro amico
Pino
che ricorderanno sempre nei loro cuori.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Plusure SpA partecipa commossa alla scomparsa
del
Dott. Giuseppe Mariella
presidente del collegio sindacale e caro amico.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Partecipano al lutto:
– Marco Campiglia.
– Azzurra Polga.
– Roberto Campiglia.
– Federico Gelmini.
– Maurizio Voza.
– Salvatore Morello.
Ciao
Pino
Alessandro Nucci, Roberta, Valentina e Raffaella
sono vicini ad Alfonso per la perdita del padre.
- Milano, 15 dicembre 2017.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Giuseppe Mariella
amico di una vita. - Milano, 15 dicembre 2017.
ed è vicina a tutta la famiglia.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Osvaldo, Gabriella, Fulvia, Davide Campari si
uniscono al dolore di Alfonso e di tutti i suoi cari
per l’improvvisa perdita del caro amico
uomo giusto e amico indimenticabile.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Marco e Mimma partecipano affettuosamente al
dolore per la perdita terrena di
Guido Artom
amico, imprenditore e cittadino esemplare, uomo
colto e molto perbene.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Partecipano al lutto:
– Anna e Giorgio Cirla.
Enrico e Rosella sono vicini a Camilla con l’affetto di tanti anni e partecipano al dolore per la perdita del suo amato
Guido
uomo colto e generoso.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Pia Vesin con Guido e Paolo si stringe con tanto
affetto a Camilla e familiari nel ricordo del grande
sempre presente e indimenticabile amico
Guido Artom
- Milano, 15 dicembre 2017.
Lucia con Stefano e Filippo si stringe a Franco ed
a tutta la famiglia per la scomparsa di
Guido
- Borgosesia, 15 dicembre 2017.
Paola e Gilberto sono vicini a Giulio per la perdita del suo papà
Guido
- Piacenza, 15 dicembre 2017.
Hai sempre visto lontano con quel tuo sguardo
felice da bambino.- Adorato
Guido
ci mancherai.- Giuliano Pisapia, Cinzia e Francesco. - Milano, 15 dicembre 2017.
Manuela e Gianpietro sono vicini a Giulio e a
Camilla nel dolore per la perdita dell’indimenticabile
Guido
- Milano, 15 dicembre 2017.
Piero e Jeannette Borghini si stringono commossi
a Camilla, Giulio e famiglia nel dolore per la scomparsa dell’indimenticabile amico
Guido Artom
- Milano, 15 dicembre 2017.
Casimiro Porro ricorda con orgoglio e affetto
l’amicizia e il sostegno di
Guido Artom
e porge le più sentite condoglianze alla famiglia.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Aldo Bassetti e Giorgina Venosta profondamente
addolorati ricordano il caro amico
Guido Artom
e sono vicini a Camilla e Franco con molto affetto.
- Milano, 15 dicembre 2017.
È mancato all’affetto dei suoi cari il
- Milano, 15 dicembre 2017.
Felice e Paola Rossini, profondamente commossi,
sono vicini a Pupa e famiglia in questo triste momento. - Milano, 15 dicembre 2017.
Guido Artom
Giuseppe Mariella
Partecipano al lutto:
– Pierfranco, Elena Faletti e famiglia.
– Isabella.
– Gigi.
– Davide.
– Ornella.
– Ivano.
– Elena.
– Luisella.
– Massimo Susanna Milani.
– Giuseppe Simonetti.
– Patrizia, Marco, Alessandra.
– Silvia e Lucio.
Partecipano al lutto:
– Laura Canella.
Lella Curiel partecipa affranta alla perdita
dell’amato
Paolo e Monica Biscottini abbracciano commossi
Camilla e Giulio nel doloroso momento della
scomparsa di
Presidente del Collegio Sindacale.
- Milano, 15 dicembre 2017.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Vittorio e Marina Gregotti partecipano con grandissimo affetto al dolore di Camilla e Giulio per la
scomparsa di
Guido Artom
Pino Mariella
Le esequie si terranno nella Basilica di San Babila
lunedì 18 dicembre alle ore 14.45.
- Milano, 15 dicembre 2017.
rimarrai sempre nei nostri cuori e non dimenticheremo mai la tua bontà e la tua simpatia.- Un bacio
grande!- Lara, Michela, Daniele, Davide con le loro
famiglie e Franco, Giuliana, Carlotta.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Guido e Giulia con Mariella sono vicini con affetto a Camilla nel ricordo del caro amico
Cevibi SpA con l’amministratore e tutti i dipendenti e le famiglie partecipa costernata al lutto di
Alfonso per la perdita del caro amico
Guido Artom
Addio
Guido
gentiluomo colto, imprenditore democratico e perbene, caro amico e guida esemplare in tanti viaggi
e in tanti musei.- Siamo vicini con affetto a Camilla
e a Giulio.- Antonio e Susanna.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Il Presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Gorno Tempini, il Consiglio Generale, il Collegio
dei Revisori, il Direttore Generale Paolo Lombardi
unitamente ai dirigenti e ai dipendenti, partecipano rattristati al dolore dei famigliari per la scomparsa di
Guido Artom
imprenditore illuminato particolarmente attivo nel
sociale, Presidente dell’Ente Autonomo Fiera Internazionale di Milano dal 1997 al 1998.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Francesco Perli e lo studio Perli partecipano al
cordoglio della famiglia per la scomparsa di
Guido Artom
uomo ed imprenditore di grande valore.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Il Consiglio di Amministrazione di Centrale del
Latte d’Italia S.p.A. partecipa al grave lutto per la
perdita del
Dott. Guido Artom
per lunghi anni Amministratore della società alla
quale ha apportato il suo preziosissimo contributo
di esperienza e di umanità.
- Torino, 16 dicembre 2017.
Riccardo Pozzoli e Dede Artom sono affettuosamente vicini a Camilla e Giulio nel dolore per la
perdita dell’amatissimo
Guido
- Torino, 16 dicembre 2017.
La Fondazione Artistica Poldi Pezzoli con il Presidente, i Consiglieri, i Revisori, la Direttrice e tutto
il personale del museo ricorda lo stile, la professionalità e la generosa passione quale Presidente
della fondazione dal 1994 al 2003 di
Guido Artom
- Milano, 15 dicembre 2017.
Partecipano al lutto:
– Mario Cera.
– Annalisa Zanni.
I condomini e l’amministratore del condominio
di via San Simpliciano 6, Milano partecipano al lutto della famiglia per la scomparsa del Dottor
Guido Artom
- Milano, 15 dicembre 2017.
I condomini e l’amministratore del condominio
di via Monte Napoleone 10, Milano partecipano al
lutto della famiglia per la scomparsa del Dottor
Guido Artom
- Milano, 15 dicembre 2017.
Guido Artom
Partecipano al lutto:
– Eric Maggiar e famiglia.
– Cristina con Walter, Vera e Greta.
– Marco e Veronica Bernocchi.
– Giancarlo e Adriana Fontana Rava.
Pino
- Milano, 15 dicembre 2017.
Ciao
Pino
Un amico speciale di tanti momenti felici.- Roberto
e Ariella Angiolini. - Milano, 15 dicembre 2017.
Franco e Pucci Casarotti partecipano al dolore
dei familiari per la perdita del fraterno amico
Pino
- Milano, 15 dicembre 2017.
Tiziana, Jacopo e Francesca, Tommaso e Martina, abbracciano forte e affettuosamente Renata,
Anna, Pupa e Alfonso e sono loro vicini ricordando
sempre il caro
Pino
- Milano, 15 dicembre 2017.
Partecipano al lutto:
– Antonia Gavioli.
Antonio e Giulia Rovelli con i figli Cecilia e Pietro
commossi per la perdita del caro amico
Pino
Dott. Antonio Villa
Ciao papà, ciao nonno
Antonio
ci sei stato sempre vicino e sei parte di noi.- Ora
nella pace in cui sei siamo sicuri che tu dall’alto
sarai sempre con noi e ci proteggerai.- Con amore
Antonella, Francesca e Lorenzo.
- Seregno, 16 dicembre 2017.
Ciao
Antonio
amore di una vita.- Elena.
- Seregno, 16 dicembre 2017.
Ciao
Antonio
che la terra ti sia lieve.- Paolo con Lella, Andrea e
Gaia e Roberto con Fiorenza ed Edoardo.
- Seregno, 16 dicembre 2017.
I condomini dello stabile Torre dei Giardini partecipano al dolore dei familiari per la scomparsa
del
dott. Antonio Villa
- Seregno, 16 dicembre 2017.
La cognata Valeria, i nipoti Alberto con Anna,
Daniela con Luca, Paola con Pietro, si uniscono al
dolore della zia Elena, di Antonella e Francesca per
la perdita dell’indimenticabile
zio Tonino
- Seregno, 15 dicembre 2017.
Partecipano al lutto:
– Luciana e Antonella Izzo.
Caro Angelo, caro Filippo, cara Stefania, la vostra e nostra
Onorina
è e resterà sempre con noi per la sua professionalità, per la sua affettuosità, serenità e gioia di vivere che riusciva a trasmettere a tutti noi.- Ci manca e ci mancherà moltissimo.- Vi siamo vicini e
condividiamo il vostro dolore.- I funerali avranno
luogo lunedì 18 dicembre alle ore 14.30 presso la
chiesa di Sant’Antonio, Ripamonti Green (nucleo
esterno) Noverasco - Sporting Mirasole, Opera
(MI).- Luciana e Giuseppe Scibetta, Studio Pomara
Scibetta & Partners, Mauro, Roberto, Alessia, Sabrina, Mauro, Rosaria, Daniela, Maria, Alessandra,
Manuela, Susanna, Roberta, Valentina, Nunzio,
Paola. - Milano, 15 dicembre 2017.
Partecipano al lutto:
– Floriana Maroggi.
– Maurizio Corvi Mora.
– Marzio Genghini.
– Giorgio Carriero.
La famiglia Donà, gli Amministratori, i Dirigenti
ed i dipendenti tutti delle società del gruppo SAIM
abbracciano commossi la mamma, la sorella, il
marito ed il figlio per la prematura scomparsa della
signora
Onorina Zilioli
- Milano, 15 dicembre 2017.
ricordandola anche per il suo ruolo di stimata professionista e sindaco della società.
- San Donato Milanese, 15 dicembre 2017.
Partecipano al lutto:
– Luca Tracanella e famiglia.
– Cristina Tracanella.
I titolari dello Studio Tracanella partecipano
commossi al dolore che ha colpito il figlio Alfonso
e le sorelle Caterina e Renata ricordandone la professionalità e disponibilità del
Dott. Giuseppe Mariella
- Milano, 15 dicembre 2017.
I collaboratori e i dipendenti dello Studio Tracanella partecipano al dolore del figlio Dottor Alfonso
per la scomparsa del
Dott. Giuseppe Mariella
- Milano, 15 dicembre 2017.
Pinini e Sebastiano Vender addolorati piangono
la scomparsa del caro e indimenticabile amico
Pino Mariella
- Milano, 15 dicembre 2017.
Jody Vender ricorda l’amico
Pino Mariella
ed è vicino alla famiglia con affetto.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Cristiana
persona di grande generosità e profonda umanità,
con cui hanno condiviso giorni felici e sereni.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Cara
zia Cristiana
grazie per la generosità, il calore, l’intelligenza che
ci hai regalato.- Un grande abbraccio a Benedetta,
ti saremo sempre vicini.- Ada, Andrea, Anita, Giulio, Umberto e zia Milly.
- Roma, 15 dicembre 2017.
Riccardo con Nanda piange
Cristiana
Si conclude una lunga parabola familiare di mai
sopita amicizia.- Un abbraccio a Benedetta.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Valeria e Isabella piangono la scomparsa dell’indimenticabile
Cristiana
maestra e amica, e abbracciano forte Benedetta e
i familiari. - Parigi, 15 dicembre 2017.
L’avvocato Rosario Alessi, Presidente di Sara Assicurazioni S.p.A., insieme al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale partecipa al dolore di Benedetta Carpi per la morte della mamma
Cristiana Zegretti
moglie dell’indimenticato Presidente della società.
- Roma, 15 dicembre 2017.
L’Amministratore Delegato del gruppo MultiMedica, Dottor Daniele Schwarz, partecipa con profondo sentimento di cordoglio e commozione al
dolore della famiglia per la perdita dello stimato
collega
Prof. Luigi Padeletti
Direttore del Dipartimento Cardiovascolare del
gruppo MultiMedica, uomo di grande professionalità e umanità. - Milano, 15 dicembre 2017.
Le direzioni, i medici, i ricercatori e il personale
tutto del gruppo MultiMedica sono uniti alla famiglia nel dolore per la scomparsa del
Prof. Luigi Padeletti
Il Direttore Scientifico, il Presidente del Consiglio
Scientifico, la Direzione Sanitaria Aziendale, i colleghi e il personale tutto del Dipartimento Cardiovascolare del gruppo MultiMedica partecipano al
dolore della famiglia per la scomparsa del
Tutti i collaboratori delle società Ruredil S.p.A.,
partecipano al lutto di Angelo e Filippo per la scomparsa della moglie e madre
Pino Mariella
Felicita, Giuliana, Carlo, Elisabetta Patellani con
le loro famiglie abbracciano con affetto la cugina
Benedetta nel ricordo della carissima
I nipoti Federica, Francesca, Beatrice, Alessandra, Gianfranco, Alessandro, sono vicini alla zia
Elena, a Francesca e Antonella e in particolare al
cugino Lorenzo per la perdita del caro
- Seregno, 15 dicembre 2017.
Gli amici Tiziana, Adriano, Gianna e Michele si
uniscono al profondo dolore che ha colpito Caterina, Renata e Anna per la perdita del fratello
- Milano, 15 dicembre 2017.
Ne dà il triste annuncio la figlia Benedetta con Giovanni e i suoi adorati nipoti Giulio e Gregorio.- I
funerali si terranno oggi 16 dicembre alle ore 15
nella chiesa di Santa Teresina del Bambin Gesù in
Panfilo, in via Paisiello Roma.
- Roma, 16 dicembre 2017.
zio Tonino
cui erano legati da grande stima, affetto ed amicizia. - Milano, 16 dicembre 2017.
Mario e Dada Tracanella nel ricordo delle piacevoli serate trascorse insieme si stringono con affetto al dolore del figlio Alfonso e delle sorelle Caterina e Renata per la scomparsa dell’amico
Cristiana Zegretti
ved. Carpi de Resmini
A lui, che abbiamo conosciuto e molto stimato non
solo come medico e ricercatore ma anche come
persona di grande serietà e sensibilità, va il nostro
profondo ringraziamento.
- Milano, 15 dicembre 2017.
sono vicini alla famiglia Mariella ed abbracciano
forte Renata, Anna, Pupa.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Pino
Il giorno 14 dicembre è venuta a mancare all’affetto dei suoi cari
Rag. Onorina Zilioli Amodio
Prof. Luigi Padeletti
maestro di medicina e di vita.- Luigi Rossi Bernardi,
Girolamo Sirchia, Carmen Sommese, Claudio Anzà, Stefano De Servi, Andrea Antonelli, Edoardo
Gronda, Michele Lombardo, Antonio Sagone, Flavio Airoldi, Alessandro Mazzola, Corrado Taglieri,
Silvio Volmer Bertoli, Carlo Maria Caravaggi, Antonio Ceriello, Emilio Vanoli, Sergio Losa, Gaetano
Lanza. - Milano, 15 dicembre 2017.
Partecipano al lutto:
– Il Professore Emilio Trabucchi, Presidente del
Comitato Etico del gruppo MultiMedica.
La moglie Maria Luisa Cavallazzi comunica la
morte del
Prof. Alfredo Civita
docente e psicoterapeuta.- Squisito studioso e delizioso compagno.- Grazie amore.
- Milano, 14 dicembre 2017.
Caro
Zio Alfredo
ci manchi.- I tuoi nipoti Pierluigi, Emanuela, Federico, Giuliano e Lorenzo.
- Milano, 14 dicembre 2017.
Partecipiamo con dolore al lutto per la perdita
del
Prof. Alfredo Civita
Con stima e affetto gli allievi e i colleghi della Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica e dell’Associazione
di Studi Psicoanalitici.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Guendalina Durante Trompeo
Sirio, Umberto, Francesca e Martina annunciano
con dolore la scomparsa dell’adorata nonna Guendalina.- Il funerale si svolgerà il giorno 16 dicembre alle ore 11 presso la chiesa di San Gottardo al
Corso, Milano. - Milano, 15 dicembre 2017.
per oltre quarant’anni stimata professionista e collaboratrice nostra e delle nostre società.
- San Donato Milanese, 15 dicembre 2017.
Donatella, Guia, Mariella, Marialuisa, Gianna
con Angelo, Mimmi con Gerolamo sono affettuosamente vicini a Sirio ed Umberto per la perdita di
Dopo una vita lunga, piena e dedicata agli affetti
è mancata
Rossana Carcupino Ravizza
Francesca con Francisco e Filippo con Chiara insieme ai loro bimbi mandano un dolce abbraccio
alla
e sono vicini a Sirio in questo momento di dolore.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Rossana Carcupino Ravizza
Partecipano al lutto:
– La famiglia Busacca.
– La famiglia Perdomi.
– La famiglia Pisapia.
– Lia Santagostino.
– Massimo e Clara.
– Ornella e Aldo.
– Cristina e Peppino con affetto.
– Simona e Dado con amicizia.
– Mario Ammatuna e Silvia.
Emanuele Caniggia ricorda con grande commozione l’
Architetto
Amos Romanò
Le sue capacità, i suoi valori, la sua correttezza, la
sua umiltà e la sua gentilezza saranno sempre un
bagaglio di insegnamento che chiunque abbia lavorato con lui non potrà scordare.
- Roma, 15 dicembre 2017.
I colleghi di First Atlantic ti ricorderanno sempre
Amos Romanò
con immenso affetto e stima infinita.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Amos
come avevi sempre detto, la tua vita sarebbe stata
breve alla conclusione della tua carriera lavorativa.- Sei stato per me un socio, una guida, un amico
e un fratello maggiore.- Per me è stato un privilegio lavorare insieme a te per trent’anni.- Daniel.
- Milano, 15 dicembre 2017.
"Quelli che sperano nell’Eterno saliranno con ali come aquile".
(Isaia)
Pierina Zuffetti Parati
ha raggiunto l’amato marito Argentino con cui ha
condiviso una vita lunga e intensa, ricca di affetti
e gioie.- Lo annunciano i figli Amelia con Franco e
Gianfranco con Mariacarla; le nipoti Sara con Marco, Margherita e MariaBeatrice e i piccoli Matteo,
Vittoria e Sofia. - Milano, 14 dicembre 2017.
Gianni Perego e Cristina Masella sono vicini a
Gianfranco per la perdita della mamma
Pierina Zuffetti
- Milano, 15 dicembre 2017.
Gli amici Enzo, Mauro, Rino e Stefano salutano
ed abbracciano il loro caro amico
Giampiero
- Pombia, 15 dicembre 2017.
La famiglia Barei esprime le proprie condoglianze per la scomparsa di
Giampiero Jelmini
a tutti i suoi cari, in particolare alla moglie Anna
ed ai figli Angelo, Gabriella, Diamante e Wanda.
- Udine, 15 dicembre 2017.
Il personale e i collaboratori della Società Dante
Alighieri si stringono intorno al Segretario Generale, Alessandro Masi, per la perdita della mamma
Rosa Desideri
- Roma, 15 dicembre 2017.
L’Ordine degli Avvocati di Milano sentitamente
partecipa al lutto dei familiari per la scomparsa
dell’
Avv. Ermanno Monizza
- Milano, 15 dicembre 2017.
2002 - 2017
Sarita Sabbadini Esquenazi
Mamma sono già passati quindici anni sei sempre
nei nostri cuori.- Con papà continuate a proteggere i vostri figli, i nipoti e i pronipoti.- Alberto e Stefania, Juanita, Lorenzo, Alessia, Pierandrea e Micol. - Milano, 16 dicembre 2017.
1992 - 2017
Rosatea con Giorgio e Gianmatteo ricorda con
immutato affetto e rimpianto
Matteo Albanese
indimenticabile papà e nonno.
- Milano, 16 dicembre 2017.
RCS MediaGroup S.p.A.
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20132 Milano
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PER PAROLA: Necrologie: € 6,50 - Adesioni al lutto: € 13,00
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I testi verranno pubblicati anche sul sito
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Partecipazioni al lutto
Fotografia
Biografia
Messaggi (a carattere - max 140)
Ringraziamenti
Ricorrenze (Trigesimi/Anniversari)
Guendalina Durante
Ci stringiamo forte alla famiglia di
Andrea Giacomelli
Rimarrà per sempre nei nostri cuori.- Tutti i dipendenti e i collaboratori del gruppo Finiper.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Proviamo sgomento e autentico cordoglio per la
prematura perdita di una persona capace di portare positività e buonumore e di costruire buone
relazioni con tutti.- Vera ristorazione ricorderà
sempre il caro
Andrea Giacomelli
- Montebello della Battaglia, 16 dicembre
2017.
€
€
€
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€
20,00
15,00
50,00
0,25
50,00
50,00
L’accettazione delle adesioni, richieste via web, e-mail e chiamate
da cellulari sono subordinate al pagamento con carta di credito
Guendalina
Il Presidente, il Consiglio Direttivo e tutti i soci
del Lions Club Milano ai Cenacoli ricordano con
affetto
nonna Rossana
uomo e professionista straordinario.
- Roma, 15 dicembre 2017.
che ricorderanno sempre con grande affetto.
- Milano, 15 dicembre 2017.
I figli Leopoldo con Manuela, Massimo con Susy,
Biancamaria, i nipoti e i pronipoti.
- Milano, 15 dicembre 2017.
- Milano, 15 dicembre 2017.
Architetto
Amos Romanò
Alfredo
un abbraccio con infinito affetto da tutta la tua famiglia.- Luisa con Francesco, Pierluigi con Giuditta
e Giacomo, Emanuela con Mauro e Luna, Federico
con Mariangela e Camilla, Giuliano con Antonella,
Lorenzo con Giulia, Mariapaola con Roberto e Corinna. - Milano, 14 dicembre 2017.
Le famiglie Bellinato, Bertini e Donatelli partecipano sentitamente al dolore delle famiglie Amodio, Zilioli per la perdita della
Rag. Onorina Zilioli Amodio
La società Dea Capital Real Estate Sgr porge il
suo ultimo commosso saluto all’
CASE
FUNERARIE
SPORT
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
La nuova dura vita
di Federica sprint
«Ma io mi diverto»
L’Italsci va fuori pista
e preoccupa tutti
tranne l’ottimista Fill
Europei: è 7ª nei 100 stile. Paltrinieri 2° nei 1.500
SuperGazzurrodeludente,laGermaniavaforte
È davvero dura questa nuova vita da velocista: Federica,
abbandonati i 200 stile dopo
l’oro mondiale, lo sapeva da
subito, così figurarsi se ora si
spaventa. «Mi sono divertita»,
ha detto dunque ieri, platinata
e sorridente, dopo il 7° posto
nei 100 stile agli Europei in vasca corta di Copenaghen. Un
risultato pallido più che altro
per il tempo. Il 52”97 è infatti
lontano dal suo record italiano
di 52”17, che comunque le sarebbe valso appena una posizione in più. Ma è il quadro
complessivo che conta, e qui il
bel sorriso della campionessa
aiuta a capire meglio: «C’era il
massimo della velocità mondiale e sono onorata di aver
nuotato vicino a tante campionesse»; in particolare l’olandese Kromowidjojo, prima in
50”95 sparando vagonate di
onde dalla corsia 2 proprio
sulla 1 dove remava Federica.
Tutto previsto insomma,
perché questo è il prezzo da
pagare per cambiare, con la
guida di Matteo Giunta, una
strada che comincerà davvero
seriamente a gennaio: nuovi
lavori, nuova nuotata, nuovi
orizzonti anche per l’orgoglio
della regina. «Per la medaglia
serviva un miracolo: l’obiettivo
era la finale, riparto da qui».
DAL NOSTRO INVIATO
10 medaglie
Oltre a quella di
Paltrinieri ieri
all’Europeo in
vasca corta altre 4
medaglie azzurre:
2 argenti con
Ilaria Bianchi (200
delfino) e Simone
Sabbioni (100
dorso) e 2 bronzi
con Margherita
Panziera (200
dorso) e Luca
Dotto (50 stile).
Oggi in tv
ore 17 RaiSport
Ed è ripartito per una nuova
vita anche Gregorio Paltrinieri, secondo nei 1.500 stile a 8
secondi dall’ucraino Romanchuk: tempo alto (14’22”93),
nuotata difficile, muscoli pesanti. Ma pure qui solo sorrisi
perché il ragazzo a 23 anni è in
una fase di passaggio dopo
avere vinto tutto. «Ho appena
cominciato un altro percorso
in Australia: ora sono dove mi
aspettavo, ma a Tokyo 2020 farò cose grandiose», ha detto
Greg. Lui così diverso da Fede
in tutto tranne che nella voglia
di sperimentare. Arriveranno.
Basta solo aspettarli.
Alessandro Pasini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
61
Regina
Federica
Pellegrini, 29
anni, di Spinea,
nella vasca
della Royal
Arena di
Copenaghen.
In carriera ha
vinto fra l’altro
un oro olimpico
nei 200 stile
e cinque
mondiali, tre
nei 200 stile
e 2 nei 400 stile
(LaPresse)
SANTA CRISTINA Prima i fatti e
poi i commenti. Il superG della Val Gardena vede la prima
vittoria in Coppa del 29enne
Josef «Pepi» Ferstl, figlio d’arte
di un papà più bravo, Josep
«Sepp» Ferstl, due vittorie a
Kitz e un argento iridato. Altra
pasta rispetto al baby, ma il
podio di Dressen negli Usa e
l’impresa di Ferstl jr descrivono una Germania della velocità rinata con un programma
mirato ai Giochi.
Al tavolo olimpico coreano
ci sarà un commensale in più,
Christof Innerhofer è preoccupato: «I tedeschi hanno fatto
un altro passo in avanti». L’Italia becca una bella botta, anche se è vero che la Saslong
prima bersagliata dalla neve e
poi dalle nuvole (prova conclusa al numero 38) tradisce
altre teste coronate, come
Svindal, Jansrud, Feuz, lo stesso Mayer che però tiene il podio dietro al connazionale
Franz. Fill salva le ossa (8° a
0’’5), Paris e Innerhofer vanno
invece al fosso anche perché la
visibilità crolla al loro start e i
tecnici azzurri invocano invano la sospensione. Ma forse
non lo fanno con il dovuto
tempismo e vigore.
Ieri superG m.
1. Ferstl (Ger)
in 1’35’’28
2. Franz (Aut)
a 0’’02
8. Fill (Ita) a 0’’52
21. Paris (Ita)
a 1’’74
24. Innerhofer
(Ita)
a 1’’86
Così oggi
ore 10.15 discesa
f. in Val d’Isere
ore 12.15 discesa
m. in Val Gardena
Tv: RaiSport
ed Eurosport
Insomma, la fiducia nel nostro sci (in senso lato) di questi tempi assomiglia alla sabbia di una clessidra che cala
gara dopo gara, anche se Peter
Fill dissente: «Devo pregare la
stampa di stare tranquilla: i
podi arriveranno, siamo forti». Però Paris non è a posto
con la schiena e forse con i
materiali, mentre Innerhofer
una volta di più non è riuscito
a dialogare con la neve della
Gardena. Quindi? «Quindi un
disastro» dice Christof. Non è
allarme rosso, ma giallo sì. E la
discesa di stamane, se tanto dà
tanto, non promette bene.
Flavio Vanetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ottavo
Peter Fill, 35
anni, si è
piazzato ottavo
ieri nel superG
di Santa
Cristina,
classificandosi
primo tra gli
italiani in gara.
In vista dei
Giochi in Corea
del Sud un
risultato che
desta qualche
preoccupazione
(Ap)
#
62
#
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
Tv
TELERACCOMANDO
RAI 1
di Maria Volpe
RAI 2
7.05 RAI PARLAMENTO SETTEGIORNI Attualità
8.00 TG 1 Informazione
8.25 UNOMATTINA IN FAMIGLIA
Attualità
Finocchiaro
e Monti scoprono
il toy-boy
10.50 BUONGIORNO BENESSERE
PER TELETHON Attualità
11.40 EASY DRIVER Magazine
12.20 LINEA VERDE... VA IN CITTÀ
Attualità
13.30 TELEGIORNALE
14.00 LINEA BIANCA Attualità
15.00 PASSAGGIO A NORD
OVEST Documentari
15.55 A SUA IMMAGINE
16.25 GLI IMPERDIBILI Attualità
16.30 TG 1 Informazione
16.45 IL SABATO ITALIANO
Varietà
18.45 L’EREDITÀ Game show
20.00 TELEGIORNALE
20.35 IL MONDO A COLORI UNA SERATA PER
TELETHON Varietà
conduce Antonella Clerici
I
ronica e brillante, la
commedia teatrale di
Cristina Comencini
racconta l’incontro di Lucia
e Maria (Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti,
foto insieme), due amiche
in età, con un giovane
belloccio (Stefano Annoni)
che precipiterà le loro vite
nel caos.
La scena
Rai5, ore 21
I migliori atleti
premiati su La7
U
na grande serata
presentata da Enrico
Bertolino e Cristina
Fantoni. Sono gli Oscar
dello sport italiano,
riconoscimenti ai campioni
che si sono distinti nelle
varie discipline, attribuiti
da La Gazzetta dello Sport
in collaborazione con il
Coni. Tra loro: Buffon
Uomo dell’anno, Alberto
Contador e Francesco Totti
entrambi premio Legend
2017. Performance
dell’anno per il centravanti
del Torino Andrea Belotti.
Gazzetta Sports Awards
La7, ore 23
Come riprendersi
da un fallimento?
C
ome ci si rimette in
piedi da un fallimento
personale, da una sconfitta,
da una tragedia, da una
malattia? Ospite l’attore
Alessio Boni che racconta la
sua esperienza come
protagonista della fiction
Rai, «La strada di casa».
Tg1 Dialogo
Rai1, ore 8.20
23.50 TG1 60 SECONDI
1.10 TG 1 - NOTTE
1.25 MILLEEUNLIBRO SCRITTORI IN TV Attualità
Telefilm
10.30 FRIGO Attualità
11.00 MEZZOGIORNO IN
FAMIGLIA Varietà
13.00 TG 2 GIORNO
13.25 DRIBBLING Sport
14.00 MACGYVER Telefilm
15.35 SQUADRA SPECIALE
COLONIA Telefilm
16.20 SQUADRA SPECIALE
STOCCARDA Telefilm
17.05 SERENO VARIABILE
18.10 90° MINUTO SERIE B Sport
18.50 SQUADRA SPECIALE
COBRA 11 Telefilm
20.30 TG 2 Informazione
21.05 LOL Serie
21.20 NCIS Telefilm
con Mark Harmon
23.00 IL SABATO DELLA DS Sport
23.45 TG2 DOSSIER Attualità
0.30 TG 2 STORIE.
I RACCONTI DELLA
SETTIMANA Attualità
TV8
RAI 4
6.30
10.15
14.00
15.40
15.45
17.05
21.00
22.45
0.40
2.20
7.55 SULLA VIA DI DAMASCO
8.25 RAI PARLAMENTO PUNTO EUROPA Attualità
8.55 HOMICIDE HILLS Telefilm
9.50 LA NOSTRA AMICA ROBBIE
MEDIUM Serie
CRIMINAL MINDS Serie
FILM TRACERS
GLI IMPERDIBILI
SOCIAL HOUSE Reality show
ALIAS Serie
GOMORRA Serie
FILM ANIME NERE
RAY DONOVAN Serie
ANICA APPUNTAMENTO
AL CINEMA
CIELO
11.50 TG NEWS SKYTG24
11.55 ALESSANDRO BORGHESE 4 RISTORANTI Varietà
14.15 X FACTOR 2017 Varietà
16.45 FILM MAMMA HO PERSO
IL CANE
18.25 ALESSANDRO BORGHESE 4 RISTORANTI Varietà
21.20 FILM UN NATALE
CON I FIOCCHI
23.15 X FACTOR 2017 Varietà
REAL TIME
11.55 LOVE IT OR LIST IT PRENDERE O LASCIARE
VANCOUVER Varietà
14.05 MASTER PASTICCIERE DI
FRANCIA Varietà
16.15 FRATELLI IN AFFARI Varietà
19.15 AFFARI IN GRANDE Varietà
20.15 AFFARI DI FAMIGLIA
21.15 FILM L’INGENUA
23.05 UNHUNG HERO SOTTODOTATI Documentari
6.00 ALTA INFEDELTÀ
Documentari
13.35 JUNIOR BAKE OFF ITALIA
Varietà
18.40 BAKE OFF ITALIA: DOLCI IN
FORNO Varietà
21.10 IL MIO GATTO È
INDEMONIATO Documentari
23.05 BAMBINE TRANSGENDER
0.05 MIO FIGLIO È
TRANSGENDER Documentari
RAI 3
8.00 IL SABATO DI TUTTA
SALUTE Attualità
9.20 FILM IL RAGAZZO CHE
SORRIDE Musicale (Italia,
11.00
11.30
12.00
12.25
12.55
13.25
14.00
14.20
14.45
14.50
14.55
16.30
18.05
18.10
19.00
20.00
20.15
21.15
23.40
0.10
0.15
1968). Di Aldo Grimaldi
TGR BELLITALIA Attualità
TGR OFFICINA ITALIA
TG 3 Informazione
TGR IL SETTIMANALE
TGR PETRARCA Attualità
TGR MEZZOGIORNO ITALIA
TG REGIONE
TG 3 Informazione
TGR PIXEL Attualità
TG 3 LIS Notiziario
TV TALK Attualità
REPORT Attualità
GLI IMPERDIBILI Magazine
FUORIROMA Attualità
TG 3. TG REGIONE
BLOB Videoframmenti
LE PAROLE DELLA
SETTIMANA Attualità
ULISSE: IL PIACERE DELLA
SCOPERTA Documentari
TG 3 NEL MONDO
TG REGIONE Informazione
UN GIORNO IN PRETURA
Attualità
RAI 5
16.15 DARIO FO E FRANCA RAME
LA NOSTRA STORIA
17.55 SAVE THE DATE SPECIALE
ROMAEUROPA
18.55 LE STAR DEL PIANOFORTE:
BEATRICE RANA
20.15 OSN TOURNEE SUD ITALIA
20.45 ART BUFFET CAPOLAVORI IN
CUCINA
21.15 TEATRO - LA SCENA
22.50 RITRATTO DI ANNA PROCLEMER
RAI STORIA
17.05 FILM COSMONAUTA
18.30 RES 78-82
19.00 SPECIALI STORIA-HO
SCELTO LA PRIGIONIA
20.05 IL GIORNO E LA STORIA
20.20 EVENTI - SCRITTO, LETTO,
DETTO - ALDO CAZZULLO
20.30 PASSATO E PRESENTE
21.10 CONTEMPORANEA AFFAMATI DI SPRECO
22.10 DOCUMENTARI D’AUTORE
RETE 4
17.50 FUGA DA REUMA PARK
Commedia (Italia, 2016).
Di Aldo Baglio, Giovanni
Storti, Giacomo Poretti,
Morgan Bertacca
Sky Cinema 1
POMI D’OTTONE E
MANICI DI SCOPA
Fantastico (Usa, 1971).
Di Robert Stevenson
Sky Cinema Family
18.10 POLONORD IL POTERE MAGICO
DEL NATALE Fantastico
(Usa, 2015).
Di Douglas Barr
Sky Cinema Christmas
18.45 007 - BERSAGLIO
MOBILE Spionaggio (GB,
1985). Di John Glen
Sky Cinema Classics
SERIE TV
15.45 PRIVATE EYES Fox Crime
16.25 ARROW Fox
16.35 THE BLACKLIST Fox
Crime
17.20 THE FLASH Fox
17.30 LITTLE MURDERS BY
AGATHA CHRISTIE
Fox Crime
18.10 LA VITA SECONDO JIM
Fox
19.15 MOM Fox
19.20 NCIS LOS ANGELES
Fox Crime
19.00 CODICE 999 Thriller
(Usa, 2016). Di John
Hillcoat
Sky Cinema Max
19.15 VITA, CUORE, BATTITO
Commedia (Italia, 2016)
Sky Cinema Comedy
19.25 PASSIONE INNOCENTE
Drammatico (Usa, 2013)
Sky Cinema 1
IL PIANETA DEL TESORO
Animazione (Usa, 2002).
Di John Musker, Ron
Clements
Sky Cinema Family
MOTHERHOOD - IL
BELLO DI ESSERE
MAMMA Commedia
(Usa, 2009). Di Katherine
Dieckmann
Sky Cinema Passion
19.40 100 VOLTE NATALE
Commedia (Canada,
2013). Di Nisha Ganatra
Sky Cinema Christmas
21.00 IL GOBBO DI NOTRE
DAME Animazione (Usa,
1996). Di Gary Trousdale,
Kirk Wise
Sky Cinema Family
LA FEBBRE DEL SABATO
SERA Drammatico (Usa,
1977). Di John Badham
Sky Cinema Classics
HOMELAND SECURITY
Azione (Usa, 2008).
Di George Gallo
Sky Cinema Comedy
A SPASSO CON DAISY
Drammatico (Usa, 1989).
Di Bruce Beresford
Sky Cinema Passion
20.05 BONES Fox Life
THE BIG BANG THEORY
Fox
21.00 LE REGOLE DEL DELITTO
PERFETTO Fox
21.05 MAJOR CRIMES
Fox Crime
21.55 THE EXORCIST Fox
22.45 THE BLACKLIST
Fox Crime
THE WALKING DEAD Fox
22.55 IL CONTADINO CERCA
MOGLIE Fox Life
18.50 LE SISTERS
Disney Channel
19.10 MASTERCHEF: VALERIO
UN ANNO DOPO Sky Uno
19.20 HARLEY IN MEZZO
Disney Channel
19.45 NATALE A SUON DI LUCI
Sky Uno
19.45 DUCKTALES
Disney Channel
20.15 JESSIE Disney Channel
20.30 UNO IN MUSICA NOEL
GALLAGHER Sky Uno
INTRATTENIMENTO
ITALIA 1
PSYCH Telefilm
CARABINIERI Telefilm
RICETTE ALL’ITALIANA
DALLA PARTE DEGLI
ANIMALI Documentari
11.30 TG 4 - TELEGIORNALE
12.00 PAROLA DI POLLICE VERDE
8.45 SUPERPARTES Attualità
9.25 SUPERCINEMA Rubrica
13.00 LA SIGNORA IN GIALLO
9.50 IN FORMA CON STARBENE
7.30
9.20
10.10
10.50
Attualità
Telefilm
14.00 LO SPORTELLO DI FORUM
Talk show
15.30 HAMBURG DISTRETTO 21
Telefilm
16.45 POIROT Telefilm
18.55 TG 4 - TELEGIORNALE
19.50 TEMPESTA D’AMORE
Soap opera
20.30 DALLA VOSTRA PARTE
Attualità
21.15 FILM LA FIGLIA
DEL GENERALE
Drammatico (Usa, 1999).
Di Simon West
23.50 FILM SENZA TREGUA
Azione (Usa, 1993)
1.55 TG4 NIGHT NEWS
Informazione
2.35 IERI E OGGI IN TV Varietà
6.00
7.55
7.58
8.00
TG 5 PRIMA PAGINA
TRAFFICO Informazione
METEO.IT Informazione
TG 5 MATTINA
Informazione
cinematografica
10.25
11.00
13.00
13.39
13.40
14.10
16.00
18.45
20.00
20.39
20.40
Attualità
X-STYLE Attualità
FORUM Attualità
TG 5 Informazione
METEO.IT Informazione
BEAUTIFUL Soap opera
AMICI DI MARIA Varietà
VERISSIMO Attualità
THE WALL Quiz
TG 5 Informazione
METEO.IT Informazione
STRISCIA LA NOTIZIA
Varietà satirico
21.10 L’ALBUM DI TÚ SÍ QUE
VALES Varietà
0.30 TG 5 NOTTE Informazione
1.10 STRISCIA LA NOTIZIA
1.35 FILM AS YOU LIKE IT COME VI PIACE Commedia
(Usa/GB, 2006)
RAI MOVIE
10.05 FILM LA GANG DELLA
SPIDER ROSSA
12.00 FILM FANTOZZI SUBISCE
ANCORA
13.40 FILM PROFESSIONE
ASSASSINO
15.15 FILM L’ETÀ DELL’INNOCENZA
17.40 FILM MAGNIFICA PRESENZA
19.30 FILM BLITZ
21.10 FILM ANNA AND THE KING
23.50 FILM TEZZ
9.43 FILM IL MUCCHIO
SELVAGGIO
12.34 FILM MAXIMUM RISK
14.38 ADESSO CINEMA Attualità
15.06 FILM L’UOMO DEL GIORNO
DOPO
18.45 FILM ATTO DI FORZA
21.00 FILM FEBBRE DA CAVALLO LA MANDRAKATA
23.17 FILM IN NOME DEL POPOLO
ITALIANO
7.30 SYLVESTER E TWEETY
MYSTERIES Cartoni
8.10 MR. BEAN Cartoni animati
8.35 SCOOBY DOO MYSTERY INC.
9.25 I PINGUINI DI
MADAGASCAR Cartoni
10.05 I CESARONI Serie
11.20 OLTRE IL LIMITE Sport
12.05 COTTO E MANGIATO
12.25 STUDIO APERTO
13.00 SPORT MEDIASET Sport
13.55 UPGRADE Quiz
14.35 2 BROKE GIRLS Telefilm
15.10 BABY DADDY Sitcom
16.35 UNDATEABLE Sitcom
17.50 LA VITA SECONDO JIM Serie
18.20 TESTE DI CASTING Varietà
18.30 STUDIO APERTO
19.00 LA VITA SECONDO JIM Serie
19.30 FORSE UN ANGELO Film-tv
21.10 FILM UN AMICO MOLTO
SPECIALE Commedia
(Francia, 2014).
Di Alexandre Coffre
22.55 THE FAMILY HOLIDAY
Film-tv
0.45 STUDIO APERTO - LA
GIORNATA Informazione
1.00 PREMIUM SPORT
LA5
LA 7
6.00 METEO. OROSCOPO.
TRAFFICO Attualità
7.00 OMNIBUS NEWS
7.30 TG LA7 Informazione
8.00 OMNIBUS DIBATTITO
9.40 COFFEE BREAK Attualità
11.00 OTTO E MEZZO Attualità
11.40 L’ARIA CHE TIRA - IL
DIARIO Attualità
12.45 MAGAZINE SETTE
13.30 TG LA7 Informazione
14.00 TG LA7 CRONACHE
14.20 MAGAZINE SETTE MOTORI Magazine
14.40 IL COMANDANTE
FLORENT Serie
16.30 IL COMMISSARIO
CORDIER Telefilm
20.00 TG LA7 Informazione
20.35 OTTO E MEZZO Attualità
21.10 L’ISPETTORE BARNABY
Telefilm
con John Nettles
23.00 GAZZETTA SPORTS
AWARDS 2017
0.50 TG LA7 Informazione
1.00 OTTO E MEZZO Attualità
1.40 IL COMMISSARIO
CORDIER Telefilm
RAI PREMIUM
12.55 PASTRY GARAGE Attualità
13.30 FILM APPUNTAMENTO A
NEW YORK
15.20 STREET FOOD BATTLE
16.30 AIUTO! ARRIVANO GLI
OSPITI.. Reality show
18.10 DOWNTON ABBEY Telefilm
21.10 FILM ROSAMUNDE PILCHER:
SOPRA LE NUVOLE
23.10 FILM UN NUOVO LOOK
PER PETE
IRIS
SKY
CINEMA
CANALE 5
LA7d
11.55
13.00
15.00
16.05
8.05 PROVACI ANCORA PROF! Serie
13.25 FILM L’UOMO CHE
CAVALCAVA NEL BUIO
15.40 UNA FAMIGLIA IN GIALLO
Miniserie
17.30 IL COMMISSARIO MANARA
Serie
21.20 FILM LA MIA CASA È PIENA
DI SPECCHI
23.45 JO - IL GIUDIZIO
UNIVERSALE
SPIKE TV
18.15
18.25
19.30
21.30
23.35
3.15
TV 2000
11.20
13.00
14.30
15.15
16.55
18.20
IL VENDICATORE DI CASE
WIPEOUT - PRONTI A TUTTO
LE CAPITANE Magazine
POLICE INTERCEPTORS
BAR DA INCUBO Varietà
MAURIZIO BATTISTA DALLA CANTINA AL SISTINA
20.20 WIPEOUT - PRONTI A TUTTO
21.15 FILM 28 SETTIMANE DOPO
23.00 POLICE INTERCEPTORS
Varietà
18.00
18.30
19.00
20.00
20.30
20.45
21.20
23.20
PARAMOUNT
CHANNEL
ROSARIO DA LOURDES
TG 2000
CLASSE 99
ROSARIO A MARIA CHE
SCIOGLIE I NODI
TG 2000
SOUL CON MONICA MONDO
SEGRETI - I MISTERI DELLA
STORIA
INDAGINE AI CONFINI DEL
SACRO
11.10 FILM THE LIBRARIAN - ALLA
RICERCA DELLA LANCIA
PERDUTA
13.10 FILM SANTA BABY - NATALE
IN PERICOLO
15.10 FILM SE SOLO FOSSE VERO
17.10 FILM A BEAUTIFUL MIND
19.10 FILM FLIGHT
21.15 QUANTICO Telefilm
24.00 FILM DEEP IMPACT
2.10 FILM DAL TRAMONTO ALL’ALBA
MEDIASET PREMIUM
SPORT
PREMIUM STORIES
21.00 ARMAGEDDON GIUDIZIO FINALE
Fantascienza (Usa,
1998). Di Michael Bay
Sky Cinema Max
21.15 UN NATALE PER DUE
Commedia (Italia, 2011).
Di Giambattista Avellino
Sky Cinema Christmas
17 ANNI (E COME
USCIRNE VIVI)
Commedia (Usa, 2016).
Di Kelly Fremon
Sky Cinema 1
22.35 AGAINST THE WILD VIAGGIO ATTRAVERSO
IL SERENGETI Avventura
(Canada/Sudafrica,
2016). Di Richard
Boddington
Sky Cinema Family
12.10 SCI ALPINO. COPPA DEL
MONDO DISCESA
LIBERA M (Diretta)
Eurosport 1, Raisport 1
13.25 CALCIO. PREMIER
LEAGUE LEICESTER
CITY - CRYSTAL
PALACE (Diretta)
Sky Sport 3
15.00 CALCIO. SERIE A INTER UDINESE (Diretta)
Premium Sport
17.50 CALCIO. SERIE A
TORINO - NAPOLI
(Diretta) Sky Super
Calcio, Premium Sport
20.35 CALCIO. SERIE A ROMA
- CAGLIARI (Diretta)
Sky Sport 1, Sky Super
Calcio, Premium Sport
6.30 THE SLAP
Miniserie
7.13 ROADIES Telefilm
10.20 GIRLFRIENDS’ GUIDE TO
DIVORCE T
elefilm
12.54 THE NIGHT SHIFT
Telefilm
16.16 COVERT AFFAIRS
Telefilm
17.06 GIRLFRIENDS’ GUIDE TO
DIVORCE
Telefilm
21.15 CLAWS Telefilm
22.53 RIVERDALE
Telefilm
0.34 GIRLFRIENDS’ GUIDE TO
DIVORCE Telefilm
2.47 CLAWS Telefilm
5.41 RIVERDALE Telefilm
20.45 MIRACULOUS - LE
AVVENTURE DI
LADYBUG E CHAT NOIR
Disney Channel
20.55 UNO IN MUSICA SAM
SMITH Sky Uno
21.15 X FACTOR 2017 Sky Uno
21.35 HARLEY IN MEZZO
Disney Channel
22.00 LIV E MADDIE
Disney Channel
22.25 DISNEY TOPOLINO
Disney Channel
19.15 KAELOO DeaKids
19.25 BUNNICULA Boomerang
19.50 WACKY RACES
Boomerang
20.10 OGGY E I MALEDETTI
SCARAFAGGI DeaKids
20.15 BE COOL, SCOOBY-DOO!
Boomerang
20.40 SCOOBY-DOO! E IL
TESORO DEL CAVALIERE
NERO Boomerang
20.45 I CROODS - LE ORIGINI
DeaKids
RAGAZZI
PREMIUM CINEMA
12.32 I GUARDIANI DEL TESORO
Premium Cinema 2
12.33 THE GREAT WALL
Premium Cinema
14.12 IO VI TROVERO’
Premium Cinema 2
14.18 HARRY POTTER E L’ORDINE
DELLA FENICE
Premium Cinema
15.46 UN MATRIMONIO SOTTO
L’ALBERO Premium Cinema 2
16.36 HARRY POTTER E IL
PRINCIPE MEZZOSANGUE
Premium Cinema
CAMBIO CUOCO
I MENÙ DI BENEDETTA
GIARDINIERI IN AFFITTO
CHI SCEGLIE LA SECONDA
CASA
TG LA7D Informazione
CAMBIO CUOCO
I MENU’ DI BENEDETTA
1992 Serie
THE DISTRICT Telefilm
AMARE PER SEMPRE Soap
PREMIUM SPORT HD
11.00
11.12
11.30
11.42
12.00
12.12
12.55
13.11
13.42
14.30
15.00
17.00
18.00
20.00
20.45
22.41
23.51
PREMIUM SPORT EDICOLA
PREMIUM SPORT NEWS
PREMIUM SPORT EDICOLA
PREMIUM SPORT NEWS
PREMIUM SPORT EDICOLA
PREMIUM SPORT NEWS
PREMIUM SPORT EDICOLA
SPORT MEDIASET
PREMIUM SPORT NEWS
SERIE A LIVE
CAMPIONATO DI CALCIO
SERIE A 17 - 18: INTER UDINESE
SERIE A LIVE
CAMPIONATO DI CALCIO
SERIE A: TORINO - NAPOLI
SERIE A LIVE
CAMPIONATO DI CALCIO
SERIE A: ROMA - CAGLIARI
SERIE A LIVE
HIGHLIGHTS CAMPIONATI
ESTERI
17.15 FREEDOM WRITERS
Premium Cinema 2
19.08 TRAFFICANTI Premium Cinema
19.23 BEHIND ENEMY LINESDIETRO LE LINEE NEMICHE
Premium Cinema 2
21.15 IL MIO AMICO NANUK
Premium Cinema
X-MEN: CONFLITTO FINALE
Premium Cinema 2
22.52 SOAP OPERA Premium Cinema
23.05 ANIMAL - ILSEGRETO
DELLA FORESTA
Premium Cinema 2
Natale a Santa Cecilia
Auditorium
Parco della Musica Roma
Infoline 068082058
www.santacecilia.it
A Belcanto Christmas
Juan Diego Flórez
Gala Richard Strauss
Jonas Kaufmann
20 dicembre ore 20.30
22 dicembre ore 20.30
Orchestra e Coro dell’Accademia
Nazionale di Santa Cecilia
Antonio Pappano direttore
Juan Diego Flórez tenore
musiche di Rossini, Mozart, Donizetti,
Puccini, Offenbach e Verdi
Orchestra dell’Accademia
Nazionale di Santa Cecilia
Antonio Pappano direttore
Jonas Kaufmann tenore
R. Strauss Capriccio: Chiaro di luna
Quattro ultimi Lieder
Till Eulenspiegel
Tre Lieder con orchestra
Der Rosenkavalier: Walzer
63
Corriere della Sera Sabato 16 Dicembre 2017
#
Sul web
Forum «Televisioni»: www.corriere.it/grasso
Videorubrica «Televisioni»: www.corriere.tv
A FIL DI RETE di Aldo Grasso
Il linguaggio xfactorese e quelle parole che «spaccano» in tv
«S
Vincitori e vinti
paccare», «percorso», «figata»,
«cazzoh», «superarsi»… Ma come parlano a «X Factor»? Appena
un programma ha successo (ed è
visto anche dai Millennials) c’è
subito qualcuno che si preoccupa della buona salute dell’italiano. Ma come parlano? Felici i tempi
in cui Tullio De Mauro spiegava le citazioni sbagliate di Fra Antonino da Scasazza (Nino Frassica)
in «Quelli della notte» come metafore dell’ansia di
acculturazione in un paese dall’alfabetizzazione
instabile.
Chissà quale nuova ansia attanaglia giudici e
cantanti del talent di Sky Uno! Il critico musicale
PIAZZAPULITA
Corrado Formigli
Il premier Renzi al Talk:
gli spettatori di La7
sono 1.172.000,
6% di share
QUINTA COLONNA
Paolo Del Debbio
Talk contro Talk:
gli spettatori di Rete4
sono 886.000,
4,4% di share
Meteo
<-10
A cura di
6
LE PREVISIONI
IL SOLE
Sorge Tramonta
alle
alle
Venezia
Genova
Ancona
Firenze
Perugia
L'Aquila
ROMA
Campobasso
Bari
Napoli
Potenza
9
Sole
Nuvolo
6
8
7
10
8
10
7
10
5
Genova
Bologna
Firenze
Perugia
Ancona
L'Aquila
07:16
BO
07:44
16:35
FI
07:42
16:38
TO
08:01
16:48
NA
07:20
16:36
RM
07:31
16:39
MI
07:56
16:40
GE
07:54
16:45
VE
07:43
16:28
1
1
Varsavia
Minsk
0
Monaco
Budapest
9
10-15
Kiev
13
Barcellona
Lisbona
16:48
14
19
19
Ankara
10
4 3
Fronte
Caldo
25-30
5
9
Fronte
Freddo
Atene
Algeri
Beirut
19
23
Tripoli
24
5 9
3
Tblisi
20-25
Tirana
Roma
1
B
Bassa
Pressione
15-20
Bucarest
Milano
Lione
Madrid
SUDOKU DIABOLICO
5-10
5
14
Il Cairo
30-35
>35
Fronte
Occluso
8
IN EUROPA
Una strutturata circolazione depressionaria continua ad
interessare l'Europa centro-settentrionale prolungando
condizioni di tempo instabile su Francia, Germania,
Scandinavia e Paesi dell'Europa orientale con precipitazioni
sparse. Possibili rovesci o temporali sull'Italia centrale,
Balcani centro-meridionali e sulla Grecia. Più a ovest un
promontorio di alta pressione tende a rafforzarsi tra
Atlantico, Penisola iberica e Isole britanniche, seppur su
quest'ultime insiste della residua variabilità. Temperature
che si mantengono alcuni gradi sotto le medie del periodo
sull'Europa centro-settentrionale; in progressivo e deciso
calo su Europa orientale, Balcani e Penisola italiana.
13
10
14
16
9
15
Roma
Campobasso
Napoli
Bari
Potenza
Catanzaro
2
1
5
8
9
6
7
3
4
2
6
7
2
5
3
4
1
9
8
7
7
3
9
4
8
2
1
6
7
5
2
3
7
1
4
8
9
5
6
5
1
6
3
9
2
4
8
7
4
8
9
6
7
5
2
3
1
7
2
5
4
1
3
8
6
9
8
6
3
2
5
9
7
1
4
9
4
1
7
8
6
5
2
3
6
15
14
13
14
13
Pioggia
Rovesci Temporali
Neve
LUNEDÌ
DOMANI
MARTEDÌ
MERCOLEDÌ
VALE OLTRE
Oggi perturbazione in transito al Centro con acquazzoni sparsi e neve in Appennino fino 600-800 m, migliora al Nord. Domani
ancora instabile su medio-basso versante adriatico, Sardegna ed estremo Sud, ulteriore calo termico. Anticiclone in progressivo
rinforzo nel corso della prossima settimana.
LE TEMPERATURE DI IERI IN ITALIA
Alghero
Ancona
Aosta
Bari
Bologna
Bolzano
Brescia
min
max
13
13
2
12
6
0
2
16
16
7
17
12
5
7
N
P
N
N
C
N
N
Cagliari
Campobasso
Catania
Crotone
Cuneo
Firenze
Genova
min
max
13
9
12
8
-2
10
9
17
12
18
18
7
13
13
N
P
N
N
N
P
N
Imperia
L'Aquila
Lecce
Messina
Milano
Napoli
Olbia
min
max
10
9
10
12
2
12
12
14
11
16
18
5
15
16
N
P
P
P
C
P
N
Palermo
Parma
Perugia
Pescara
Pisa
Potenza
R. Calabria
min
max
min
max
15
2
9
14
11
7
13
19
6
10
19
14
10
18
min
max
min
15 S Parigi
2 P Vienna
R=Rovesci
8 N
5
6 N
1
B=Nebbia
P
N
T
R
C
N
N
13
-1
-2
9
5
5
2
Roma
Torino
Trento
Trieste
Udine
Venezia
Verona
14
7
5
14
11
10
8
P
N
N
N
N
N
N
LE TEMPERATURE DI IERI ALL’ESTERO
3
10
S=Sereno
7 C Berlino
0
18 P Bruxelles
1
P=Pioggia
N=Nuvoloso
ASIA AUSTRALIA
min
max
min
max
min
Amsterdam
Atene
2
5
C Istanbul
P Londra
T=Temporale
NORD AMERICA
Delhi
15
Shanghai
8
Chicago
San Francisco
Giacarta
Los Angeles
22
Casablanca
Il Cairo
36
Lima
22
4
Sydney
AFRICA
35
-27
Tokyo
Vancouver
28
4
-2
V=Neve
Caracas
-13
Bangkok 35
max
19 N Madrid
6 N Mosca
C=Coperto
SUD AMERICA
Pechino
2
8
3
Santiago
New York
21
max
MILIONI€
24
27
Rio
de Janeiro r
San Paolo
Buenos Aires
35
27
Lagos
Nairobi
Luanda
34
30
Città del Capo
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3 4
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CALMO
MOSSO
AGITATO
poco mosso Molto mosso Molto agitato
2
Come si gioca
Bisogna riempire la griglia in
modo che ogni riga, colonna e
riquadro contengano una sola
volta i numeri da 1 a 9
8 GEN
Ultimo Quarto
DEBOLE MODERATO FORTE MOLTO FORTE
forza 0/3 forza 4/5 forza 6/7 forza 8/9
8
7
5
2
2 GEN
Piena
Nebbia
5
1
6 9
26 DIC
Primo Quarto
Palermo
R. Calabria
Catania
Palermo
Alghero
Cagliari
Olbia
15
VENTO
Coperto
Parigi
0-5
A
Alta
Pressione
18 DIC
Nuova
TEMPERATURE
Aosta
Torino
Milano
Trento
Venezia
Trieste
Amsterdam
6
Mosca
© RIPRODUZIONE RISERVATA
LA LUNA
Catanzaro
Cagliari
PA
Stoccolma
Londra
11
16:24
-5-0
Copenaghen
9
5
21
Bologna
4
07:11
BA
Trieste
Milano
Torino
5
7
Helsinki
5
5
Edimburgo
Dublino
3
1
Oslo
-3
6
Trento
Aosta
-10-5
Reykjavik
OGGI
di figate», «Cazzoh = espressione inserita da un algoritmo ogni cinque parole dei giudici, a rimarcare il piglio giovane e sfrontato del programma»,
«Straordinario = una coreografia di Luca Tommassini» e così via. Alcuni lettori scrivono mail indignate (non pensavo che il pubblico delle Pay Tv
avesse ancora una visione così cristallizzata della
lingua), altri invece cominciano a esprimersi adeguandosi all’«icsfactorese» e parole come «percorso» o «figata» sono ormai incontenibili, «spaccano» («La vita è una figata» era il titolo di un programma di Bebe Vio su Rai1). E, soprattutto grazie
alla tv, il parlante ha sempre ragione.
Paolo Madeddu, sulla sua pagina web «A margine», ha compilato un curioso dizionarietto dell’«xfactorese» per spiegarci che certe parole che
noi usiamo con un particolare significato, nella
trasmissione ne prendono un altro.
Anzi forse due o tre altri, secondo il contesto.
«Spaccare = esibirsi», «Percorso = serie multipla di
esibizioni nella quale sono ravvisabili mutamenti
stilistici», «Figata = qualsiasi cosa accada all’interno di X Factor. Oppure, concetto che andrebbe
sempre valorizzato da un complemento di natura
squisitamente tecnica, necessario per rimarcare la
competenza maturata sul campo da giudici che in
carriera possono vantare un incontestato percorso
CONC.AAMS
PER I GNTN
DEL 26/06/2009
64
#
Sabato 16 Dicembre 2017 Corriere della Sera
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Журналы и газеты
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