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Grazia Italy - 24.01.2019

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РЕЛИЗ ПОДГОТОВИЛА ГРУППА "What's News" VK.COM/WSNWS
€ 1,80
settimanale n. 6
24/1/2019
Febbraio 2019
KATE MARA
35 ANNI
ATTRICE
L’ATTIVISTA DI
HOLLYWOOD
News
Alessia e il coraggio
di cambiare sesso
a soli 17 anni
LA MIA NUOVA
AVVENTURA
MI LANCIO
NELLA MODA
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Winter Garden Collection
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G R A Z I A 6 •Sommario
-Pagina-
75
Foto SHOWBIT/MONDADORI PORTFOLIO
NUOVO BON TON
Dalla passerelle
di Milano, un look
della sfilata Prada.
18
EDITORIALE
20
GLI INDISPENSABILI
DELLA SETTIMANA
22
LE 10 NOTIZIE DI CUI
PARLARE
42
43
46
54
58
62
66
70
di Silvia Grilli
e la posta di GRAZIA
AT T UA LI TÀ
•Dieci anni e tutto è cambiato •E ora
Rihanna trasforma la moda
•Mamma, aiutami a essere me stesso
•Oggi l’America è chiusa •Voglio
adottare un piccolo migrante •Vota il
look •Il congedo di paternità me lo
prendo da solo •Lo scrittore che non
sapeva amare •La maestra che
spaventa mia f iglia •Di chi parla
quella scritta
E ANCHE Questa settimana
E ANCHE WEB
STAR DI COPERTINA
Kate Mara: «Io combatto sempre»
A TU PER TU Clint Eastwood:
«Sono pronto per un’altra avventura»
IL FENOMENO
Queen: «Noi e Freddie»
TENIAMOLO D’OCCHIO
Maleaume Paquin, il bambino che
non sapeva piangere
ESCLUSIVO Ragazzi, che notte
TRAGUARDI Liberi di essere trans
SPECIALE
SFILATE
PRIMAVER AESTATE 2019
11
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GRAZIA 6•
Sommario
-Pagina-
102
STILE DA SCI
Felpa con logo su
gonna di pelle.
Cintura, borsa Kan I
in vitello, doposci in
visone (tutto Fendi).
SEMPRE IN VETTA
75
M O DA
SPECIALE SFILATE PRIMAVERA
ESTATE 2019
•Idee stellari •Nella rete •Pastelli
rétro •Denim totale •Trame
esagerate •Così naturali •Il punto
giusto •Animalier su animalier
•Energia in forma •Effetto parà
•Sempre coi fiocchi •Fuori la spalla
•In movimento •Al lavoro
•Le cicliste •Questione di
sfumature •Spalle larghe
102 SEMPRE IN VETTA
110 L’EVENTO La Gran Bretagna
113
negli occhi di Christian Dior
LA SFILATA
E a Parigi l’Alta Moda è un circo
114 MODA Un’estate superchic
116 BACKSTAGE Anna e la stagione
della sensualità
118 FASHION NEWS
120 INTERVISTA
121
Anita Radovanovic
WE LOVE IT
L’energia ai tuoi piedi
122 STREET STYLE
Sneakers in primo piano
B ELLEZ Z A
124 EFFETTO LIFTING
128 BEAUTY CONFIDENZE Michelle
e la bellezza naturale
130 BEAUTY NEWS
131 WE LOVE IT Luce sulle labbra
132 IRRINUNCIABILI DELLA
SETTIMANA
LI F ES T Y LE
134 CULT CULT CULTURA DELLA
SETTIMANA •Mostre •Dark Polo
143 CUCINA D’AUTORE
146
148
149
150
12
Ernst Knam: «Cioccolato, la storia
di una vita»
E INFINE...
OROSCOPO di Melissa P.
INDIRIZZI
LA POSTA DEL CUORE
di Victoria Cabello
Foto GIULIO RUSTICHELLI
Gang •Jovanotti •Daria Bignardi
•Carol Rama •Libri
140 VIAGGIO L’acqua dell’amore
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GRAZIA 6•
Sommario
In copertina
-Pagina-
54
IL DIVO FUORILEGGE
A 88 anni Clint Eastwood torna al
cinema con una storia vera, tra
crimine e riscatto. E qui spiega perché
l’avventura non ha età.
-Pagina-
24
-Pagina-
75
SPECIALE
SFILATE
Preparatevi a una
rivoluzione di stile.
Dalle passerelle di
Milano, Londra,
Parigi e New York,
Grazia presenta le
tendenze moda più
forti della prossima
primavera-estate.
L’attrice Kate Mara
indossa una camicia
ricamata (Dior). L’IDEA
BELLEZZA: sulle labbra,
Rouge Dior Ultra Rouge
nella tonalità Ultra Crave
n. 843 per un colore
intenso fino 12 ore e con
azione idratante. Di Dior.
TRUCCO: Coleen
Campbell per Dior.
PETTINATURE: Mara
Roszak. FOTO: Diego
Uchitel. STYLING:
Alexandra Bernard.
-Pagina-
27
RIHANNA SCEGLIE LA MODA
La popstar si prepara a lanciare una sua linea
con un grande gruppo del lusso. Perché
nessuna come lei sa parlare alle donne.
ALESSIA È IL FUTURO
Alessia è la prima minorenne
autorizzata da un tribunale italiano a
cambiare sesso con una sentenza
d’importanza storica. Come racconta a
Grazia sua madre, Denise Maffei.
NEL PROSSIMO NUMERO IN EDICOLA CON GRAZIA
IL BR ACCIALETTO
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e colori + la rivista TuStyle solo a 2 euro
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GR A ZI A• TA BLET
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DIRETTORE RESPONSABILE_SILVIA GRILLI
grazia.direttore@mondadori.it
VICEDIRETTORE_PIERO MACCHIONI piero.macchioni@mondadori.it
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CAPOREDATTORE CENTRALE_LAURA INCARDONA
laura.incardona@mondadori.it
FASHION CONSULTANT_PAULA REED paula.reed@mondadori.it
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caposervizio Paola Sara Battistioli
paola.battistioli@mondadori.it
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vicecaposervizio Annalia Venezia
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ATTUALITÀ
Monica Bogliardi
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Alessia Ercolini
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redattore esperto Marina Speich
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caporedattore Carlotta Marioni
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G RA ZIA È S E MPRE PI Ù D I GI TA LE!
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— Sfog lia ogni nu mero della rivist a
— Seleziona e archivia le pagine preferite
di ogni numero di Grazia all’interno della
f u n z i o n e “Bi n d e r ” : r e s t e r a n n o m e m o r i z z a t e
a n ch e se il nu mero verrà c anc ellato.
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BELLEZZA
caporedattore Stefania Bellinazzo
stefania.bellinazzo@mondadori.it
vicecaposervizio Paola Spezi
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INIZIATIVE SPECIALI
vicecaporedattore Antonio Carnevale
antonio.carnevale@mondadori.it
Monica Agostini
monica.agostini@mondadori.it
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(vicecaposervizio ad personam)
vicecaposervizio Federica Pensieri
federica.pensieri@mondadori.it
Chiara Broggi
chiara.broggi@mondadori.it
Lucia Tirabassi
lucia.tirabassi@mondadori.it
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caposervizio Chiara Spat
chiara.spat@mondadori.it
Valentina Di Bernardo
valentina.dibernardo@mondadori.it
(ricerca iconografica)
Daniela Paris
daniela.paris@mondadori.it
(ricerca iconografica)
SEGRETERIA
segretaria del direttore
Simona Salvatori
grazia.direttore@mondadori.it
simona.salvatori@mondadori.it
segreteria.grazia@mondadori.it
HANNO COLLABORATO
A QUESTO NUMERO
Annalena Benini, Alexandra Bernard,
Elsa Bonfiglio, Luciana Bussini,
Victoria Cabello, Francesco Canino,
Franco Capacchione, Benedetta Ceppi,
Eisabetta Colangelo, Maria Teresa
Cometto, Lucio Convertini,
Stefania Dilardo, Armando Gallo,
Riccardo Ghilardi, Federica Ginesu,
Gaia Giovetti, Cristina Giudici,
Catherine Harbour, Ernst Knam, Olivier
Saillard, Melissa P., Valeria Parrella,
Diego Perugini, Cristina Piccinotti,
Giulio Rustichelli, Perrine Sabbat,
Gianluca Saragò, Gloria Satta, Martin
Schoeller, Riccardo Slavik,
Enzo Truoccolo, Diego Uchitel,
Silvia Ugolotti, Carla Vangelista,
Angela Vitaliano.
Fashion contributor Nike Antignani
People contributor Ildo Damiano
Production contributor Flavia Neviani
Photo consultant Federico Melegaro
graziaphoto@mondadori.it
Grazia è un marchio registrato e di proprietà di Arnoldo Mondadori Editore,
gestito internazionalmente da Mondadori International Business
MONDADORI INTERNATIONAL BUSINESS
Chairman & CEO Carlo Mandelli; Managing Director Daniela Sola; International Publisher & Head of
Licensing Sandra Gotelli; International Advertising Manager Daniella Angheben; Photos & Rights
Manager Melania Landini; International Brand Manager Grazia Network Francesca Brambilla;
International Art Director Giacomo Pasqualini
GRAZIA INTERNATIONAL NETWORK
International Editor in chief: Carla Vanni
Per informazioni: graziainternational@mondadori.com
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Posta
G R A Z I A • Editoriale
Sopra, il sex toy Osé.
A destra, il direttore
di Grazia, Silvia Grilli.
La vagina non è
IMMORALE
Il piacere femminile è ancora considerato indecente?
L’americana Lora Haddock aveva vinto un premio per
aver creato Osé, un sex toy d’avanguardia, ma il riconoscimento le è stato revocato dopo tre settimane. La
motivazione, spiegata in una email, è che il prodotto è
immorale, osceno, profano.
Il benessere sessuale delle donne è ancora qualcosa che
non va raccontato, non va aiutato, e deve accadere dietro
le porte chiuse? La signora Haddock voleva che il suo
prodotto venisse commercializzato e, durante la fase di
ricerca, ha parlato di vagina con tutte le donne che incontrava. «Chiedevo loro di misurarla con le mani e anche
con il metro», dice.
Sorrido pensando alla rappresentazione dell’orgasmo a cui
siamo tradizionalmente avvezzi. Nei film c’è sempre una
donna ansimante che si contorce in amplessi poco verosimili. La verità sulla sessualità femminile non è stata mai
sviscerata, siamo cresciute con il racconto dell’erotismo
fatto da uomini per un pubblico maschile. Abbiamo paura
di chiedere quello che ci piace durante l’atto sessuale ed è
raro che tra di noi ci siano conversazioni sulla vagina. I maschi, poi, sarebbero spaventati da una donna che discutesse
liberamente del proprio piacere sessuale.
Ma se qualcosa diventa automaticamente osceno solo
perché ha a che fare con la vagina, allora è ovvio che
anche la tecnologia rinunci in partenza. Come cambiare
la percezione e vivere più felici? Credo che il primo passo
possa arrivare come sempre dalle famiglie, dove servirebbe
un’educazione sessuale più attenta, che non censuri il
piacere femminile.
Silvia Grilli, direttore
18
scrivete a GRAZIA:
Segrate (MI)
palazzo Mondadori 20090
EMAIL:
lapostadigrazia@mondadori.it
SOCIAL:
m/grazia
facebook.com/grazia -ittwitter.co
instagram.com/grazia.
WEB: GRAZIA.IT
LETTERE AL DIRETTORE
❯Email di Liliana Ferrari
Ho provato molto imbarazzo nel leggere l’articolo a sua firma
titolato “Fuggiamo dai principi azzurri”, a causa degli stereotipi sulle donne, ma anche sugli uomini, che contiene. Le prime, le
credulone che si affidano a una favola per cadere nel tranello dei
secondi: belli, spietati, senza cuore. Il suo articolo non rende
giustizia alle persone (uomini e donne) che sono rimaste vittime
delle truffe affettive. E non rende giustizia all’informazione
perché, laddove parla di solitudine, di cuore, amore, compagnia
a ogni costo, disconosce l’imprenditoria criminale organizzata
che sta dietro a questo fenomeno, che con strumenti di
comunicazione moderni e ben incisivi raggira le persone di ogni
sesso, di ogni ceto sociale, in ogni parte del mondo. Dall’altra
parte dello schermo del pc o del cellulare ci sono staff ben formati
alla manipolazione e alla ricerca dei punti vulnerabili che
ciascuno ha e ne fanno un business mondiale che trova un suo
pari, da un punto di vista economico, nel contrabbando della
droga. Infine il suo articolo non rende giustizia alle favole,
strumenti di didattica essenziale, a mio parere. Continuerò a
raccontarle alla mia nipotina, della quale ammiro la capacità di
identificarsi nei personaggi e nutrirsi delle loro migliori qualità
e alla quale auguro di non conoscere mai il feroce cinismo verso
l’uomo, che invece pervade i nostri tristi tempi.
❮«Cara Liliana, lei ha ragione quando scrive di
organizzazioni criminali che ben conoscono la vulnerabilità
provocata dalla solitudine, e non ho mai sottovalutato il
dolore per la mancanza d’amore. Ma credo che sia
fondamentale un’educazione che ci protegga dalle
manipolazioni affettive e costruisca al rispetto di sé e delle
proprie ambizioni. Rimango dell’idea che alcune favole,
come La bella addormentata nel bosco, propongano un
modello di donna passiva che vive nell’attesa di un principe
che la salverà. Un abbraccio».
SCRIVI AL
DIRETTORE:
grazia
direttore@.
mondadori.it
ANCHE NOI NELLA NOSTRA SCUOLA
LEGGIAMO GRAZIA. MAESTRO BOLLE
DANZA CON NOI!
Foto di Nadine
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❯Lettera di Silvana Sferco
Gentile direttrice, le scrivo perché apprezzo il suo buon senso e
la sua obiettività. Mi riferisco alla lettera del signor Gennaro
De Crescenzo pubblicata sul numero 42 di Grazia, a proposito
dei Borbone. A me piace la storia e gli ultimi miei informatori
erano i giornalisti Enzo Biagi e Indro Montanelli. La prima
cosa che mi ha colpito, e che non potevo immaginare, era che i
Savoia fossero quasi analfabeti: parlavano il dialetto
piemontese e quello della Savoia. Odiavano il conte Camillo
Benso di Cavour perché uomo colto, erudito, intellettuale. Il
generale Alfonso La Marmora ha tribolato non poco per
piegare Liguria, Lombardia e Venezia, a cui interessava ben
poco l’unità. Avevano dilapidato Piemonte e Savoia e, quando
sono arrivati al trono, la prima cosa che hanno fatto è stato
aumentare il prezzo del pane. L’industria era tutta al Sud e
l’hanno portata a Nord. Questo non l’ho capito e vorrei sapere
perché: qualcuno me lo chiarisce? Ci saranno tanti altri
avvenimenti che hanno portato il Sud nelle attuali condizioni.
Forse c’è stato anche dello sfruttamento e questo pensiero mi fa
pensare anche all’Italia di oggi e mi fa paura. Avevo 12 anni,
(pensi quanti ne ho ora) quando il re è scappato dall’Italia e
nella mia testolina mi dicevo che non poteva, non doveva fare
questo, a costo di essere ammazzato. Nel bel mezzo della guerra
lasciare i soldati in balia di chi? Benito Mussolini ha avuto il
sopravvento da subito perché i Savoia, essendo fannulloni,
erano ben felici di lasciare il lavoro in mano ad altri. La regina
Maria José li detestava proprio per la loro ignoranza.
Concludendo, vediamo quello che è rimasto a casa Savoia: mi
astengo dal fare commenti, sarebbero troppo pesanti. Sono stufa
di vedere in televisione l’ultimo pulcino al quale non hanno
potuto dare una preparazione adeguata per un qualsiasi
lavoro. Ora gira l’America con i camper, cuoco italiano, e vende
cibo per la strada. Sono abbonata a Grazia e non ricordo
neppure da quanti anni. Con tanta cordialità, la saluto.
Foto DANIELE VENTURELLI
❮«Cara Silvana, gli storici non sono stati clementi con i
Savoia, dipinti come mediocri, avidi, opportunisti. Vittorio
Emanuele III è considerato un re che ha tradito la sua
stessa Costituzione, accettato il fascismo, firmato le leggi
razziali, portato l’Italia in guerra, per poi essere
protagonista, con il generale Pietro Badoglio, della fuga
dell’8 settembre. I Savoia e la borghesia settentrionale sono
stati anche accusati dagli anti risorgimentisti di aver
condotto contro il Sud una guerra coloniale. Ma sarebbe
sbagliato liquidare ferocemente tutta una dinastia che è
stata protagonista di sette secoli di storia del nostro Paese,
fino all’unificazione e alla promozione a re d’Italia».
❯Email di Anna Garbelli
Buongiorno, volevo ringraziarvi perché grazie a voi
stamattina, 21 gennaio, mi son goduta la visione della
splendida luna rossa, una visione ipnotica. Colgo inoltre
l'occasione per fare i miei complimenti al direttore; da quando
c'è, Grazia ha fatto un balzo in avanti. Complimenti.
❮«Che gioia, cara Anna!».
19
I CLOCHARD E LA TOLLERANZA ZERO
❯Email di Lenka Goldoni
A proposito dell’articolo di Carla Vangelista sul vicesindaco di
Trieste: si sa che gli italiani sono generosi, nonostante ci diano
dei razzisti populisti xenofobi, se non siamo di sinistra (non si
sa per quale motivo visto, quello che hanno combinato gli altri
nel mondo). Ma mi chiedo: che cosa fanno in Italia clochard e
barboni romeni, polacchi, albanesi? Perché non fanno i barboni
a casa loro? Ma che degrado, ma che rovina di questo Bel Paese!
❮Risponde Carla Vangelista, autrice dell’articolo: «Gentile
signora Goldoni, non credo sia una questione di destra o
sinistra e di sicuro non era mia intenzione affrontare in
quella mia piccola riflessione un tema smisurato come
quello dei migranti. Volevo parlare semplicemente del fatto
che la nostra umanità sta cedendo il passo all’intolleranza,
all’odio razziale (e non solo), al perbenismo mascherato da
bene comune. Parte della mia famiglia è di Trieste e so di
quanta generosità e calore siano capaci i suoi concittadini.
Infatti, la città ha agito. Contro l’atto di un vicesindaco che
forse ora dovrebbe trarne le sue conclusioni».
CARE LETTRICI, dalle vostre lettere può nascere l’idea di
un’inchiesta o di nuove storie da raccontare. Firmate con nome
e cognome: sarà più facile contattarvi. E… scriveteci!
Con l’invio del vostro contributo dichiarate di accettare le
condizioni del servizio consultabili nelle ultime pagine della rivista.
A cura di Lucia Valerio
•
INSTAGR A M T W IT TER
VEDO GRAZIA
Silvia Capuano
@silviacapu.79
E comunque ogni giovedì
è con me Grazia
Ezio Guerrini
@ezio73_photography
Io qui vedo il mio colore
preferito. Tanti auguri @grazia_
it e buon fine settimana a tutti!
Queen Lele
@qeen_lele.pons
Bellissima @lelepons
su @grazia_it
Chiara Di Natale
@claire_de_noel
Domenica #instatodigrazia
19
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GR A ZI A• MODA
1
FEMMINILE
La gonna a tubino è
a righe multicolori
(Elisabetta
Franchi).
2
ANNI 50
3
Ispirazione vintage per gli occhiali
da sole in acetato e metallo
(Dsquared2, € 170).
EDIZIONE
SPECIALE
La felpa in jersey di
cotone con
l’immagine di un
maialino fa parte
della capsule
collection creata
dalla maison per
festeggiare il
capodanno cinese e
il suo segno
zodiacale (Gucci).
4
ROCK
5
DORATA
La borsa è in pelle metallizzata con catena dorata
(Saint Laurent by Anthony Vaccarello, € 1.350).
20
Gli stivaletti bianchi sono in tela
(Philosophy by Lorenzo Serafini,
€ 495).
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di Elsa Bonfiglio
6
ROMANTICO
7
L’orecchino, in metallo con finitura
color oro anticato, è decorato da un
fiore in smalto blu (Fendi, € 390).
POP
La giacca corta dal
taglio squadrato
è in pelle verniciata
(8 by Yoox, € 319).
8
RÉTRO
Si chiamano
Levi’s Ribcage Jeans
i pantaloni a vita alta
ispirati al modello
501 degli Anni 90
(Levi’s, € 110).
9
RAFFINATA
La borsa Saddle in tela Dior Oblique
ha la tracolla in tela e pelle (Dior).
10
DA SERA
I sandali con tacco alto e cinturino
alla caviglia sono in nappa laminata
(Pollini, € 495).
21
1O
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Notizie
DIECI ANNI
e tutto è cambiato
DI CUI PARLARE
LA SFIDA VIRALE NATA SUI SOCIAL, LA #TENYEARCHALLENGE, CI HA RIPORTATO
INDIETRO DI UN DECENNIO: TRA STAR DI OGGI CHE ALLORA ERANO SOLO
GIOVANI SCONOSCIUTI E GRANDI DIVE CHE SEMBRANO NON INVECCHIARE MAI.
MA TRA TANTI CONFRONTI CHE STRAPPANO UN SORRISO, LE IMMAGINI CHE PIÙ
FANNO RIFLETTERE SONO QUELLE DEL PIANETA CHE LOTTA CONTRO IL
RISCALDAMENTO GLOBALE E DELLE DONNE CHE SI BATTONO PER I LORO DIRITTI
DI
D
ieci anni e non sentirli. O sentirli tutti
e non avere paura di metterli in mostra.
L’ultima sfida virale nata su Instagram
è per spiriti coraggiosi, perché mette a
confronto la foto della stessa persona oggi e dieci
anni prima: in poche settimane è stato un successo
e l’hastag #TenYearChallenge ha totalizzato circa tre
milioni e mezzo di post.
L’idea è partita dalla California, patria delle principali società del web, alcune delle quali, dieci anni fa,
non facevano neanche troppo parte delle nostre vite.
Molte celebrities hanno accettato la sfida e hanno
voluto dimostrare che, anche se il tempo passa senza
fare sconti a nessuno, la differenza tra “il prima” e “il
dopo” la fanno carattere e grinta. L’attrice Jennifer
Lopez, 49 anni, ha scelto la strada della tenerezza:
incinta dei due gemelli Maximilian ed Emme, nel
2008, in forma strepitosa oggi. Il tempo non sembra
essere passato nemmeno per Madonna: oggi che
ha 60 anni la popstar si è mostrata praticamente
identica a se stessa, anche se qualcuno ha criticato
il suo impiego massiccio di filtri fotografici. Attaccata dai fan, la regina del pop ha poi aggiunto un
hastag ironico, #TheChallengeIsSurviving, la sfida
è sopravvivere. E infatti l’attore Antonio Banderas
ha preferito mostrarsi un decennio fa mascherato
da Zorro, forse per coprire i capelli grigi.
È stata visualizzata da quasi 11 milioni di persone
la risposta della cantante Dua Lipa, 24 anni, che
10 anni fa era un’adolescente alle prese con i primi
provini ma con una voce già incredibile. Lo youtuber
Cameron Dallas, 24 anni e 21 milioni di follower,
ha iniziato il 2019 con un arresto per aggressione,
22
Annalia Venezia
ma non si è potuto trattenere dal mostrare il suo
prima e dopo: sorridente fa la linguaccia oggi, mentre
sembra un bambino con la cravatta azzurra durante
un party di dieci anni fa. Ironica come al solito è
anche l’attrice e cantante Lele Pons, 22 anni e 32
milioni di follower (vedi anche pagina 66), che ha
postato due scatti di lei diversissima, ma sempre con
in mano un piccolo alligatore. Sceglie la coerenza
anche il calciatore Francesco Totti: se dieci anni fa
alzava le braccia in campo con la maglia della Roma,
oggi lo fa con la giacca e la cravatta da dirigente
dello stesso club.
Tra le star, il primo a capire che “la sfida dei 10
anni” poteva essere un’occasione per far riflettere è
stato l’attore ed ecoattivista Leonardo DiCaprio:
ha ripostato uno scatto dell’associazione ecologica
Green Peace sul cambiamento climatico e mostrato
quanto, in 10 anni, si siano sciolti i ghiacciai. Lo
hanno emulato in tanti: l’organizzazione ambientalista Wwf ha pubblicato immagini forti, tra cui
elefanti africani estinti (nella foto del 2019 ne
rimangono solo le zanne), orsi polari sofferenti
rimasti senza cibo, foreste disboscate e territori
di guerra che dieci anni fa vivevano tempi di pace.
Abbiamo visto anche donne che non tutti conoscevamo: la studentessa turca Memnuniyetsiz
Melek, per esempio: «Da diplomata di un liceo
religioso, combattevo per il diritto a portare il
velo», che era vietato nelle università, «dopo ho
combattuto per otto anni per togliermelo», ha
spiegato. Perché lo spirito civico, come tutto il
resto, oggi passa anche dal web. E ci ricorda che
la realtà non è solo un gioco. ■
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In questa pagina,
alcune foto del
#TenYearChallenge.
A destra: un
elefante postato
dal Wwf; la popstar
Madonna. Sotto,
da sinistra, la star
del web Cameron
Dallas, l’attrice
Jennifer Lopez e
l’ex calciatore
Francesco Totti.
Foto INSTAGRAM
1
Sopra, da sinistra: le foto
che mostrano il
disboscamento del
Pakistan; la star del web
Lele Pons; l’attore Antonio
Banderas con la collega
Catherine Zeta-Jones. Qui,
a sinistra, la studentessa
turca Memnuniyetsiz
Melek, con e senza velo. A
destra, lo scatto di Green
Peace che mostra lo
scioglimento dei ghiacciai.
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1O Notizie
E ora Rihanna trasforma
LA MODA
LA POPSTAR STA LAVORANDO AL DEBUTTO DI UN SUO MARCHIO
PER UNO DEI GRANDI GRUPPI DEL LUSSO. PERCHÉ LEI NON È PIÙ SOLO
UN’ARTISTA, MA STA DIVENTANDO IL SIMBOLO DI TUTTE LE DONNE
CHE VOGLIONO RAGGIUNGERE IL SUCCESSO RESTANDO LORO STESSE
«S
in da quando, a 14 anni, ho cominciato a
uscire da sola, ho sempre desiderato essere
l’opposto di tutti gli altri; per questo, in
discoteca, indossavo una maglietta, pantaloni, scarpe da ginnastica e un cappello con la visiera,
messo al contrario, così da non essere vestita come tutte
le altre ragazze». Parola di Robyn Rihanna Fenty, regina
della musica, con 9 Grammy Award, 13 American Music
Award e 12 Billboard Music Award; del cinema, il suo
ultimo ruolo sul grande schermo è quello in Ocean’s 8, al
fianco di Sandra Bullock, Anne Hathaway e Cate Blanchett; dello stile, con una sua linea di prodotti di bellezza,
che include ben 40 gradazioni di fondotinta, e di biancheria intima, con capi sexy per tutte le taglie (ma davvero tutte) e, ovviamente, di Instagram con oltre 67 milioni
di seguaci. Nessuno stupore, quindi se, da giorni, voci
sempre più insistenti la danno vicina a un accordo con il
colosso francese della moda LVMH che include, fra gli
altri, Louis Vuitton, Dior, Fendi, Givenchy, Marc Jacobs
e Celine, per il lancio di una sua linea di prêt-à-porter.
Un passo che le regalerebbe due primati in un colpo solo:
quello di diventare la prima stilista di colore di una casa
così importante e anche quello di essere la prima “debuttante” a essere lanciata dal presidente del gruppo del
lusso, Bernard Arnault, che aveva riservato un’opportunità simile, nel 1987, solo a un designer allora sconosciuto,
Christian Lacroix.
La passione per la moda di RiRi, nomignolo usato dalla
cantante, peraltro, non è certo una novità. Nel 2013, infatti, aveva già presentato, in occasione delle passerelle
londinesi, una collezione realizzata in collaborazione con
il marchio River Island. E la sua presenza al Met Gala,
evento di beneficenza che ogni anno raccoglie le celeb al
Metropolitan Museum di New York, non è mai passata
inosservata, inclusa quello dello scorso anno, quando ha
indossato un abito, molto scintillante, ispirato alla figura
del Papa firmato Maison Margiela. Nonostante il silenzio
ufficiale di LVMH sulla possibile collaborazione, dunque,
l’ipotesi di un contratto non sembra così remota e la
24
Angela Vitaliano
DA
New York
stessa Rihanna avrebbe dato una conferma in tal senso
postando una sua foto con occhiali da sole firmati Fenty,
il nome della sua linea di prodotti, che potrebbero rappresentare una piccola anticipazione della futura collezione. Tutto questo mentre, per la gioia dei suoi fan, RiRi ha
anche annunciato l’uscita di un nuovo album il cui lancio
è atteso entro la fine del 2019. È proprio in questa instancabile creatività e in questa multiforme personalità, tuttavia, che va colto l’interesse a fare di Rihanna la nuova
star delle passerelle di tutto il mondo, perché lei, e lo ha
dimostrato negli anni, ha la capacità di raggiungere un
pubblico ampio e abbastanza eterogeneo da coprire fasce
di età e di gusto diverse. Tanto che quando la giornalista
Vanessa Friedman del New York Times si chiede, nell’anticipare questo possibile connubio creativo, se poi Rihanna sia destinata a diventare la Coco Chanel del 21° secolo, alcuni suoi fan rispondono, attraverso i social, che
“Rihanna è la Rihanna del 21° secolo”.
Il suo potere principale, che le consente di arrivare a
così tante persone, è infatti quello di vendere, insieme
con la sua immagine e le sue linee di moda, anche un
messaggio importante: sentirsi sempre a proprio agio nei
propri panni. La sua linea di biancheria intima, per esempio, che comprende moltissimi capi decisamente sexy, non
presenta un modello di donna da “passerella”, bensì una
carrellata di corpi di tutti i colori, costituzioni, taglie e un
invito, per nulla nascosto, a stare bene nella propria pelle.
Non va dimenticato, infatti, che Rihanna, 31 anni il 20
febbraio, ha fatto tantissima strada da quando era solo
una giovane star che occupava le copertine dei giornali
per la sua relazione con il cantante Chris Brown e le
percosse alle quali lui la sottoponeva. Ora lei è una delle
donne più influenti e potenti d’America, apprezzata
anche per le sue iniziative benefiche e filantropiche, per
le quali ha ricevuto nel 2017 il prestigioso premio Humanitarian of the Year, “benefattrice dell’anno”, della Harvard
Foundation, e per la sua attività di ambasciatrice culturale per le Barbados, il Paese dov’è nata.
Fortemente critica verso il presidente Donald Trump, che
Foto GETTY IMAGES
DI
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2
La popstar e stilista Rihanna al termine di una sua sfilata Fenty x Puma durante la Settimana
della moda di Parigi.
lei ha diffidato per aver usato un suo brano durante un
comizio, ha anche rifiutato di esibirsi al Super Bowl, la
finale di football americano, per solidarietà verso Colin
Kaepernick, il giocatore che si inginocchiava durante
l’inno nazionale per protestare contro le violenze della
polizia a danno della comunità nera e che, per questo, è
rimasto senza ingaggio. Il rischio dei marchi del lusso di
puntare su un’“esordiente”, dunque, sarebbe limitato, come dimostra peraltro il successo della linea Fenty Beauty
creata dalla cantante, inserita fra le migliori dieci iniziative del 2017 dal settimanale Time. Al contrario, la popo-
larità della popstar, la sua capacità di essere, in definitiva,
ciò che il suo pubblico vuole comprare, è il centro del suo
incredibile potere che le permetterà di entrare nel mondo della moda dalla porta principale e dettando molte
regole. Come lei stessa dice, a 14 anni, quando i suoi
genitori si separarono per i problemi di droga di suo padre
e lei passava molte ore in solitudine, vittima di emicranie
che si allentarono solo negli anni successivi, tutto ciò che
desiderava era essere diversa dalle altre: oggi Rihanna non
deve nemmeno dimostrare di essere riuscita nel suo intento, le basta essere ancora, come sempre, se stessa. ■
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1O Notizie
3
Denise Maffi,
36 anni, con la
figlia Alessia, 17,
che ora potrà
diventare Alessio.
Mamma, aiutami a essere
ME STESSO
Ale, 17 anni, è il primo minorenne autorizzato da un tribunale italiano a sottoporsi
ai trattamenti per cambiare sesso: da donna diventerà uomo.
Su Grazia la madre racconta il percorso che ha portato il figlio a questa svolta,
dalla sera in cui le ha confessato di non riconoscersi in un corpo
femminile fino alla sentenza che gli ha dato la felicità
DI
A
Cristina Giudici
le, come lo chiama sua madre Denise Maffi,
che ha 36 anni, è il primo minorenne in Italia ad avere avuto la possibilità di cambiare
sesso e ad aver ottenuto l’autorizzazione dai
giudici ad adeguare il suo nome all’anagrafe e a fare
un intervento chirurgico per diventare chi desiderava, un uomo. Perché nel suo corpo femminile si
sentiva come un prigioniero. E Denise, racconta a
Grazia, lo ha capito da quando Ale aveva 12 anni,
intuendo il suo tormento e il suo disagio. «Ale me
l’ha poi confessato una sera di due anni fa», racconta.
«Siamo usciti per portare fuori il cane e fare una
passeggiata. E così abbiamo parlato a lungo del suo
FOTO DI
Astrid Fornetti
problema. Da tempo lo vedevo triste, con pianti
improvvisi e attacchi di panico ogni volta che aveva
il ciclo mestruale. Ero angosciata. Non sapevo che
cosa fare. Avevo notato i suoi atteggiamenti maschili,
l’abbigliamento, il taglio dei capelli, ma pensavo fosse
gay. Gli ho fatto capire che con me poteva aprirsi,
che volevo solo la sua felicità e allora quella sera,
fra le lacrime, mi disse: “Mamma, io penso di essere
transessuale, non mi sento una donna. Voglio solo
essere un uomo”».
Sapeva tutto grazie a internet e aveva già le idee
chiare. E allora, invece di reagire male, di essere disorientata, smarrita, Denise tirò un sospiro di sollievo.
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1O Notizie
Gli disse che lo avrebbe aiutato e così è stato. Lo
ha seguito mentre faceva la terapia ormonale e poi
quando è andato a Barcellona a rimuovere il seno
poiché Alessia, ormai per tutti Alessio, una quinta
di reggiseno, non era andato al mare per due anni
per non mostrare il petto che era il suo assillo. E
quando ci andava, indossava sempre le felpe e una
fascia stretta per nascondersi.Ora il tribunale di
Genova si è pronunciato favorevolmente, una
settimana fa, sul ricorso presentato dai genitori
per “il rispetto del benessere psicofisico” della
persona e ha dato l’autorizzazione
al cambio anagrafico sulla carta
d’identità e di conseguenza all’operazione per rimuovere le ovaie.
E Denise ammette di essere, finalmente, una madre serena.
Lei, come il padre di Ale da cui
è separata, era tormentata prima,
quando non sapeva che cosa rendesse tanto infelice il figlio. «Io
penso che non si possa permettere
a un figlio di soffrire a 15 anni
perché quell’età bellissima si vive
una volta sola», racconta. «Perciò
gli sono stata a fianco. Sempre.
Senza mai dubitare. Neanche un
attimo. Ci siamo rivolti a un’associazione, che ci ha accolti e ha spiegato che cosa
significasse essere transessuale. Immagino sia difficile da capire ma io, come il mio ex marito, ho una
visione del mondo molto aperta e alla fine volevo
solo la serenità di Ale. Del resto, era prevedibile. Si
era sempre atteggiato e comportato da maschio».
La mamma ricorda il percorso fatto dal suo ragazzo.
«All’inizio non avevo capito, perché succede a tanti
adolescenti di preferire atteggiamenti maschili. E
poi l’adolescenza è sempre un passaggio delicato.
Successivamente, quando ho saputo la verità, l’ho
aiutato a liberarsi dal tormento e da un corpo che
aveva imprigionato la sua vera identità», spiega.
Seguita anche dal suo avvocato, Andrea Martini,
che ha aiutato la famiglia nel percorso giudiziario,
Denise ci racconta che ora suo figlio è un adolescente sereno. Nella cerchia ristretta di parenti e
amici è stato accettato senza riserve. Sapevano da
tempo la verità anche i compagni di scuola dove,
ci racconta la madre, non ha avuto problemi.
Certo, qualche derisione su Facebook, anche volgare, c’è stata. Niente di più, però. Ma Alex, che
si opererà la prossima estate, si comportava da
maschio già da tempo. «E ora è solo un adolescente
che suona la tromba in un gruppo musicale e non
vede l’ora di trasferirsi a Barcellona a frequentare
il conservatorio, perché la musica classica è la sua
passione. Ale è un ragazzo schivo, molto timido. E
quella sera in cui mi confessò di non volere essere
una femmina, mi disse soltanto, mentre piangeva,
che aveva il terrore di deludermi. Ma per me, che
ho altri due figli più piccoli, la cosa più importante
è la sua felicità».
Ale, per ora, non farà una ricostruzione plastica
del pene. «Mi hanno spiegato che ci sono molti
casi di femmine diventati maschi
che hanno relazioni con donne
eterosessuali, senza aver fatto una
ricostruzione esterna del pene.
E per il momento va bene così.
Ale ha solo 17 anni e la sua priorità non è l’attività sessuale. Lui
desidera solamente poter vivere
come si sente dentro da sempre.
E cioè vivere, alla luce del sole,
la sua identità transessuale. A
scuola i suoi compagni di classe,
quando lo hanno saputo, lo hanno abbracciato e gli hanno detto
solo: “Che figo”», Denise sorride
mentre ce lo racconta. «In realtà
io non credo che lo sia perché,
dietro questo cambiamento, c’è stata molta sofferenza, un profondo travaglio, e la fatica anche fisica
durante l’operazione per togliere il seno. Eppure,
nonostante questo, non sono smarrita per la scelta
di Ale. Anzi, lo ero prima quando non capivo il
motivo della sua sofferenza».
Denise si deve occupare di due figli più piccoli.
Quando loro hanno saputo della scelta di Ale,
hanno solo chiesto se avrebbe potuto avere un
figlio, e poi lo hanno abbracciato. «È stato un
momento commovente», ricorda lei. Denise, la
madre di Alessia, ora diventato Alessio, pare serena
e sdrammatizza. «Alla fine è solo una questione
di vocale. Prima per lo Stato lui era “Alessia”, ora
finalmente sarà “Alessio”, anche se io lo chiamo
solo “Ale” per non sbagliarmi. Se poi vorrà, potrà
avere una famiglia. Ora è presto per interrogarsi sul
futuro della vita sentimentale di mio figlio. Prima
pensiamo all’operazione, poi all’esame di Maturità
l’anno prossimo e, infine, al suo trasferimento a
Barcellona, per studiare musica. Il resto, lo deciderà lui, da solo, in piena autonomia. Per ora ci
accontentiamo di aver fatto valere il suo diritto a
essere come desiderava da tempo. Non è poco». ■
SERENITÀ
«Non sono smarrita
per la scelta di Ale»,
dice la madre.
«Lo ero quando non
capivo la sua
sofferenza»
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1O Notizie
Oggi l’America è CHIUSA
LE LUNGHE FILE AI CONTROLLI NEGLI AEROPORTI, L’ACCESSO NEGATO
AD ALCUNI MUSEI, I PARCHI NAZIONALI SENZA SERVIZI. LA MANCATA
APPROVAZIONE DEL BILANCIO E DEGLI STANZIAMENTI
PER IL CONTROVERSO MURO AL CONFINE CON IL MESSICO HANNO
PORTATO IL PAESE ALLO “SHUTDOWN”, LA SERRATA DEGLI UFFICI
FEDERALI. PERCHÉ IL PRESIDENTE TRUMP NON VUOLE RINUNCIARE ALLA
SUA PROMESSA ELETTORALE PIÙ FAMOSA
S
Maria Teresa Cometto
e avete programmato di venire negli Stati
Uniti in questi giorni, mettete in conto code
più lunghe ai controlli della sicurezza negli
aeroporti e di trovare chiusi alcuni parchi e
musei. Sono alcune delle conseguenze dello
“shutdown”, la serrata del governo federale americano,
iniziata oltre un mese fa.
Solo in America. Non è la prima volta che succede,
ma è un fenomeno peculiare degli Stati Uniti e questa
volta ha battuto tutti i record. La precedente serrata
più lunga era durata 21 giorni sotto la presidenza di
Bill Clinton, nel dicembre 1995. Questo “shutdown”,
invece, è iniziato il 22 dicembre. Capita quando il
Congresso, il parlamento americano, non riesce ad
approvare la legge di bilancio che finanzia i servizi
federali. Allora restano in funzione solo quelli ritenuti “essenziali”, come il pagamento delle pensioni pubbliche, l’assistenza sanitaria statale agli anziani e ai
poveri, le poste e le missioni militari. Per gli altri
servizi, dipende dai relativi ministeri: se hanno da
parte dei “risparmi” possono usarli per far funzionare
alcune attività.
Braccio di ferro. Il presidente Donald Trump con
orgoglio si dichiara il responsabile dell’ultimo
“shutdown”. Proprio lui, infatti, ha annunciato il veto
a una legge di bilancio che non comprenda 5,7 miliardi di dollari – circa 5 miliardi di euro - per iniziare a costruire il “muro” ai confini con il Messico, promesso ai suoi elettori per fermare l’immigrazione
clandestina e il traffico di armi e droga. Il Partito
democratico, all’opposizione, si è rifiutato di finanziare il progetto trumpiano fin dallo scorso dicembre e,
ora che i democratici hanno conquistato la Camera
con le elezioni di metà mandato (mentre il Senato è
ancora a maggioranza repubblicana), lo stallo è proseguito. Il risultato è il blocco dei finanziamenti a
circa un quarto dei servizi federali.
DA
New York
Senza paga. Anche attività considerate “essenziali”
sono colpite. Non solo ci sono circa 380 mila dipendenti governativi lasciati a casa senza stipendio. Ma
ce ne sono anche altri 420 mila che sono tenuti a lavorare senza, però, essere pagati. In tutto 800 mila
hanno già saltato un mese di salario. E così una parte
di loro si è dichiarata malata. È il caso degli agenti
della “Transportation security administration”, gli
addetti alla Sicurezza nei trasporti, ovvero negli aeroporti: nell’ultima settimana l’8 per cento di loro si è
messo in malattia. Per questo si sono allungate le
code ai controlli di molti scali e qualche terminal è
stato chiuso. Ad Atlanta, importante snodo per chi
vola in tutte le Americhe, c’è preoccupazione anche
in vista del 3 febbraio, quando si giocherà il Super
Bowl, la finalissima del football americano.
Musei e parchi. Le aree naturali e le istituzioni
culturali gestite dal Governo federale sono colpite
duramente. I ranger dei parchi, le guide e i custodi dei
musei rientrano infatti nella categoria dei lavoratori
“non essenziali”. Per programmare una visita è bene,
quindi, controllare online lo stato del sito. Anche i
parchi nazionali che restano aperti, come per esempio
lo Yosemite National Park in California, prevedono
zone non accessibili e bagni chiusi per mancanza di
manutenzione. Mentre il museo più frequentato nella capitale federale Washington, lo Smithsonian, è
chiuso durante lo “shutdown”.
Uffici e tribunali. Molti dipendenti lasciati a casa
senza paga sono quelli dell’“Internal Revenue Service”,
il fisco americano: la scadenza per presentare la dichiarazione dei redditi è a metà aprile, ma già si prevedono ritardi. I tribunali, per ora, funzionano, ma
potrebbero bloccarsi alla fine di gennaio per aver esaurito i fondi destinati alle emergenze. L’inchiesta del
procuratore speciale Robert Mueller sulle interferenze russe nella campagna elettorale 2016, vinta da
Foto GETTY IMAGES
DI
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Una protesta di
dipendenti federali a
Washington. In 800 mila
non hanno ricevuto
lo stipendio a causa della
“serrata” del bilancio.
Trump, andrà invece avanti, perché gode di un finanziamento riservato.
Braccio di ferro. Il capo dell’opposizione democratica è la donna politicamente più potente negli Stati
Uniti, l’italo-americana Nancy Pelosi, speaker, ovvero presidente, della Camera dei rappresentanti. È lei
ad aver bocciato una proposta del presidente: in cambio dei 5,7 miliardi di dollari per il muro, Trump ha
offerto di ridare la protezione temporanea come “rifugiati” a circa 300 mila immigrati e di concedere
altri tre anni di status legale nel Paese - con la possibilità di continuare a studiare e lavorare - ai 700 mila
giovani “Dreamers” (“Sognatori”), beneficiari di un
programma voluto dall’ex presidente Barack Obama.
Per Pelosi non basta. E la proposta non piace neppure alla base più oltranzista di Trump. Anche il comitato per la rielezione del presidente ha lanciato la
campagna online “Build the Border Wall”, “Costrui-
sci il muro alla frontiera”, chiedendo ai suoi supporter
di donare 20,20 dollari (cifra che ricorda il 2020,
l’anno delle prossime elezioni presidenziali) per mandare mattoni di plastica a Pelosi.
Trattative in corso. Dietro le quinte, repubblicani
e democratici hanno discusso a lungo come mettere
fine allo “shutdown”, che danneggia la loro base elettorale. Una parte dei consiglieri di Trump ha cercato
una via d’uscita, preoccupata perché la maggioranza
dell’opinione pubblica biasima il presidente per lo
“shutdown”. Lo stesso Trump sembra aver addolcito
i toni parlando di “barriere” d’acciaio solo lungo i
tratti di frontiera più a rischio. E il presidente del
comitato della Camera per la Sicurezza nazionale, il
democratico Bennie Thompson, ha detto di essere
disponibile a discutere di barriere alla frontiera “in
certi casi”. Di certo questa è l’occasione in cui Trump
si gioca la sua credibilità come abile negoziatore. ■
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1O Notizie
Voglio adottare un
piccolo MIGRANTE
C’È LA SINGLE CHE DESIDERA UN FIGLIO. LA MAMMA CHE SENTE DI
POTER DARE UNA FAMIGLIA A UN RAGAZZO PRIVO DI AFFETTO.
E IL NONNO IN PENSIONE CHE CREDE NELL’ACCOGLIENZA. SONO
ALCUNI DEGLI ITALIANI CHE SI SONO PRESENTATI AGLI INCONTRI
DELLA CARITAS DI MILANO PER PRENDERE IN AFFIDO MINORENNI
AFRICANI SBARCATI NEL NOSTRO PAESE SENZA GENITORI. A GRAZIA
HANNO RACCONTATO PERCHÉ SI SONO FATTI AVANTI
N
Alessia Ercolini
oi non ci riconosciamo nell’Italia che rifiuta gli immigrati e vogliamo dare un esempio
concreto di accoglienza», dice Chiara Pirovano, 35 anni, di Pogliano Milanese, provincia di Milano. «Abbiamo sempre avuto
una grande apertura verso il mondo e adesso vogliamo
prendere in affido un minore che ha bisogno di una
famiglia». Chiara ha un marito ingegnere e un figlio di
un anno, insieme hanno partecipato al primo l’incontro
della Caritas Ambrosiana pochi giorni fa, per l’affido
di 14 minori, quasi tutti provenienti dal Nord Africa.
Gli organizzatori si aspettavano una trentina di persone,
invece hanno risposto all’appello quasi in cento. Famiglie
con o senza figli, ma anche single, con un’unica missione: intraprendere il percorso di formazione per diventare genitori affidatari. «Siamo fortunati», continua
Chiara. «Abbiamo avuto tanto dalla vita e ora vorremmo
dare qualcosa agli altri. Lo facciamo anche per nostro
figlio: gli farà bene avere un fratello più grande». Chiara dice che non sa che cosa l’aspetti, ma una buona idea
del mondo dal quale arrivano i migranti ce l’ha. «Siamo
stati in missione in Camerun, in viaggio solidale in
Tanzania e abbiamo visitato l’Egitto. Ho visto la sofferenza di tante persone, ma non so ancora che cosa significhi gestire un adolescente. Il nostro entusiasmo è
sincero, vedremo alla fine di questo percorso se davvero
siamo pronti».
Il percorso di affidamento, infatti, prevede una serie di
incontri. La Caritas Ambrosiana ne ha fissati altri due
per queste settimane. «Noi ci siamo», dice Paolo Borgherini, 77 anni, dirigente in pensione, che al convegno
32
è andato con la moglie Carla, 74, ex insegnante. «Siamo
sempre stati sensibili alla tematica dell’accoglienza, ma
è stata la politica di questo governo, così avversa nei
confronti dei migranti, che ci ha spinto a voler fare
qualcosa per dimostrare che non possiamo lamentarci e
basta. Una delle nostre due figlie, ormai grandi, è stata
educatrice in diverse comunità e case-famiglia. Per anni siamo stati i nonni e gli zii di tanti ragazzi che vivevano lì. Siamo aperti a varie proposte. E ci siamo messi
in lista anche per un altro progetto della Caritas, “Un
rifugiato a casa mia”. Forse accogliere un adulto sarebbe
più semplice per noi, non so se siamo ancora in grado
di gestire un adolescente. Ne parleremo con gli educatori», conclude Paolo.
A questi incontri seguono colloqui con gli assistenti
sociali del Servizio affido del Comune di Milano, che
di fatto è il tutore legale di questi ragazzi. «È lì che
vengono selezionate le famiglie», spiega Matteo Zappa,
coordinatore della Caritas Ambrosiana. «Gli affidatari
hanno bisogno di capire che cosa comporti davvero
accogliere un minore non accompagnato. Sono adolescenti che portano con sé fragilità e sogni. Solo in Lombardia, al momento, ce ne sono 830, ospiti nelle comunità. Tutti partiti per motivi differenti: alcuni fuggono
dalla guerra, altri arrivano da contesti molto poveri e
sono proprio le loro famiglie a incoraggiarli. Sperano
di dare ai loro figli un futuro e che questi, una volta qui,
possano aiutare genitori e parenti. I ragazzi sentono il
peso di quelle aspettative. Per non parlare del viaggio
che affrontano, che può durare anche un anno, denso di
sofferenze, per l’età che hanno. Per questo appena arri-
Foto AGF
DI
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Un bambino
sbarcato in Italia.
Nei primi 21
giorni del 2018
sono arrivati via
mare nel nostro
Paese 155
migranti.
vano vanno in comunità, per capire bene il loro nuovo
contesto. Il percorso di affidamento arriva solo in un
secondo momento».
Nella comunità guidata da don Massimo Mapelli, Una
casa anche per te, a Zinasco, nel Pavese, tra gli ultimi
arrivati c’è un bambino eritreo di 9 anni. «Lo ha fermato la polizia mentre vagava da solo alla stazione», racconta Mapelli. «Tentava di raggiungere la sorella che
vive in Germania. È partito da solo, attraversando Eritrea, Etiopia, Sudan, Libia. Poi è salito su uno dei barconi diretto in Sicilia e ha proseguito per Roma, Genova, Milano. Oggi frequenta la quarta elementare e
stiamo cercando di fargli avere i documenti. Forse un
giorno riuscirà a raggiungere la sorella». Anche don
Mapelli porta avanti il progetto dell’affidamento per
altri 18 minori. All’incontro organizzato poche sere fa
a Cisliano, vicino a Milano, c’erano più di 150 persone.
«Mio marito e io non abbiamo figli, ci siamo andati per
approfondire questa possibilità», racconta Vaninka Riccardi, 44 anni, attrice, regista e formatrice teatrale. «Siamo molto sensibili all’emigrazione. Tengo laboratori
teatrali nelle scuole e in varie associazioni e ho sempre
a che fare con immigrati, sia minorenni, sia adulti. Lì ho
pensato che avrei potuto occuparmi di qualcuno di loro.
Hanno bisogno di sostegno, di sentirsi amati e guidati
nella crescita. So che riceverei tanto in cambio».
Anche Chiara Versetti, 36 anni, di Magenta, in provincia di Milano, era presente all’incontro. «Sono single e
faccio l’educatrice, quindi questo tema è il mio pane»,
racconta a Grazia. «Ho sempre avuto il desiderio di
prendere un bimbo in adozione, anche quando avevo
una relazione stabile. Ora che si è interrotta e vivo da
sola, non voglio precludermi la possibilità di diventare
madre in un altro modo. Lavoro in una comunità, dove
già ricopro un ruolo genitoriale. So che anche i single
possono avere almeno in affidamento un bambino: se
riuscissi a organizzare una rete di familiari e amici,
potrei davvero prendermi cura di un ragazzino che ha
bisogno di una casa. I miei genitori vivono accanto a
me, così lui avrebbe anche dei nonni. Credo che possa
essere una bella opportunità per tutti. E l’amore che dai,
so che ritorna sempre indietro». ■
33
Look
AMY ADAMS
CA ST IGATA
8/10
Il nero concentra
l’attenzione sul viso
dell’attrice. La manica
velata la rende elegante.
CARLOTTA 9/10
L’abito e i gioielli sono
bellissimi. Unica pecca:
i sandali con il plateau che
appesantiscono il tutto.
MONICA 8/10
Avrei enfatizzato il
décolleté più che il punto
vita con il fiocco. Belli
l’acconciatura semplice e
gli orecchini preziosi.
PABLO
34
LILY-ROSE DEPP
ANYA TAYLOR-JOY
GIOVANE
PIZZO
7,5/10
Non è un abito facile
da indossare, ma
l’attrice e giovane
volto di Chanel lo fa
in maniera egregia.
CARLOTTA 8/10
Forse avrei scelto
sandali colorati, anche
vista la sua età.
MONICA 6,5/10
Non mi piace
l’abbinamento con le
décolletées argentate.
PABLO
PAZ VEGA
METAL
9/10
Il look scelto
dall’attrice è un
grande classico, ma lei
è fresca e attuale.
CARLOTTA 7/10
L’idea dello smoking è
sempre vincente, ma
avrei evitato un
tessuto così rigido.
MONICA 8/10
È bellissima nel
completo metallizzato.
Avrei solo scelto
un reggiseno più
accollato.
PABLO
7/10
L’attrice e ballerina è
stata abilissima ad
abbinare tutto. Non mi
piace solo la spilla sulla
spallina.
CARLOTTA 5/10
L’abito sembra da sposa e
non mi convince neanche
la scelta degli accessori.
MONICA 7/10
Il vestito in pizzo è
difficile, ma le sta
d’incanto. Avrei solo
eliminato gli orecchini.
PABLO
6
CHRISTIAN SIRIANO
CHANEL
DSQUARED2
DUNDAS COUTURE
1O Notizie
VIVIENNE WESTWOOD
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COCO ROCHA
RAFFINATA
PABLO 9/10
Il look enfatizza le
spalle e il viso della top
model, disegnato
ancor più dalla coda
alta e dal trucco.
CARLOTTA 5,5/10
Addosso a lei qualsiasi
cosa sta bene, ma qui
non mi convince.
MONICA 8/10
Se avesse sostituito la
coda Anni 80 con uno
chignon alto sarebbe
stata una vera regina.
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STAR DEL CINEMA E TOP MODEL SONO STATE LE
PROTAGONISTE DEI TAPPETI ROSSI DELLA SETTIMANA.
TRE ESPERTI COMMENTANO LE LORO SCELTE DI STILE
PABLO
ARDIZZONE
CARLOT TA
MARIONI
MONICA
AGOSTINI
alista
caporedattrice giorn
azia
Gr
di
a
moda di Grazi
PRADA
LOUIS VUITTON. GIOIELLI FINE JEWELLERY LOUIS VUITTON
LOUIS VUITTON. STIVALI CHRISTIAN LOUBOUTIN
YANINA COUTURE
make up
specialist di
Shiseido
L A GIURIA
NATALIA VODIANOVA
DI TENDENZA
KATE BECKINSALE
Foto GETTY IMAGES, SHUTTERSTOCK
RÉTRO
PABLO 8/10
Il gioco di proporzioni tra tra i volumi
sopra e sotto fa risaltare l’incarnato
dell’attrice e modella.
CARLOTTA 5/10
Lei è molto bella, ma l’abito è troppo
scollato, la gonna troppo ampia, la
pettinatura troppo spettinata.
MONICA 6/10
È bella, ma senza emozione. I vestiti
così classicamente principeschi mi
sembrano esagerati.
8/10
Ottima la scelta degli stivali
con graffiti, perché
rendono unico il look tutto
bianco della top model.
CARLOTTA 7/10
Con le sue gambe può
permettersi tutto. Avrei
usato un trucco più deciso e
avrei lasciato i capelli sciolti.
MONICA 7/10
La sua versione street style
con tanto di impermeabile
trasparente non mi
convince del tutto.
PABLO
UMA THURMAN
EMMA STONE
ESSENZIALE
PABLO 6/10
Questo giallo mi piace
sulla carnagione
dell’attrice, ma non il
trucco troppo colorato e
i capelli disordinati.
CARLOTTA 9/10
L’abito è molto bello e le
sta bene. Strana la scelta
del colore, ma a lei dona.
MONICA 7/10
Avrei raccolto
diversamente i capelli:
quel ciuffo di lato non
funziona.
CHIC
PABLO 10/10
L’attrice è perfetta
nel look, dalle macro
paillettes ai gioielli,
dal cerchietto nei
capelli alla gonna
longuette.
CARLOTTA 9/10
L’abito è molto
castigato, ma le sta
davvero bene.
MONICA 9/10
Uma è bellissima in
ogni dettaglio,
compresa la mini
fascetta a fermare
i capelli.
35
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1O Notizie
IL CONGEDO DI PATERNITÀ
me lo prendo da solo
È
ritratto così, con il sorriso sulle labbra, gli occhi
che brillano di felicità e il suo bimbo appena nato
stretto al petto avvolto in una fascia blu. Simone Albrigi,
nome d’arte Sio, 30 anni, è il fumettista veneto che
ha creato il canale di animazione su YouTube Scottecs,
seguito da più di un milione e 800 persone.
Albrigi, diventato papà da pochi giorni, ha diffuso su
Facebook, Twitter e Instagram la foto con il suo primo
figlio. Uno scatto che è diventato in poco tempo virale
per il messaggio che l’accompagnava: “Ciao. Questo
è Giancosino (nome provvisorio). Il 10 gennaio sono
diventato papà, e sono molto felice”.
Poi Sio ha aggiunto una riflessione che in breve ha
fatto il giro del web: «La legge italiana permette ai
papà di prendersi a malapena quattro giorni di congedo
(sappiate che l’attuale governo maschilista stava per
diminuirli, ma alla fine sono aumentati, da quattro a
ben cinque giorni, oltre a rendere possibile il lavoro alle
donne fino al 9° mese di gravidanza). Penso che i primi
anni di vita di un figlio siano importantissimi, quindi
ho deciso di prendermi almeno tre mesi di paternità
(perfino pochi, a mio avviso). Siamo abbastanza fortunati da potercelo permettere, ma mi
piacerebbe vedere, nei prossimi anni,
governi e dibattiti che ridiano importanza a questo tipo di provvedimenti
per mamme e papà, per questo periodo
di vita così sensibile, in modo tale che
siano accessibili a tutti i neogenitori».
Perché adesso? «Ho scritto il post», dice Sio a Grazia,
«per spiegare alle persone che mi seguono perché mi
sarei preso un periodo di pausa dai social, ma anche
per stimolare una riflessione. Per tre mesi ho scelto di
dedicarmi solo a mio figlio. A me è sembrata una cosa
normale, ma dalle reazioni al mio post ho capito che
non lo è affatto».
In Italia il congedo parentale obbligatorio è previsto
solo per i lavoratori dipendenti, non è previsto invece
per i lavoratori autonomi, come il giovane fumettista.
«Sono fortunato, ho dei risparmi e ho deciso di lavorare meno. Me lo posso permettere, ma sia io sia la
mia compagna, che è un’ostetrica, abbiamo la partita
Iva, non siamo privilegiati. Abbiamo solo fatto una
scelta», continua. Albrigi pubblicherà qualche fumetto
vecchio, non andrà a fiere di settore e non accetterà
nuove commissioni. Che cos’altro farà? «Io sto a casa
e coccolo mio figlio», ha spiegato. «Sono sicuro che ci
sono altri padri che vorrebbero prendere la mia stessa
decisione e che, invece, non possono farlo perché le
leggi non aiutano. È difficile pensare di arrivare a una
consapevolezza della paternità senza aumentare i giorni
di congedo obbligatori per entrambi i
genitori», dice ancora a Grazia.
Il fumettista ha conquistato milioni di follower con un
umorismo spontaneo e con il
suo nonsense arguto ha sempre affrontato attraverso le sue
strisce temi che riguardano le
questioni di genere. Ora, però, sol-
leva un dibattito per cercare di creare
una presa di coscienza sulla paternità.
36
Il fumettista Simone Albrigi, in
arte Sio, 30 anni, con suo figlio.
Albrigi auspica un cambio di
mentalità, prima ancora che di
leggi: «La paternità è una cosa molto
semplice: i bimbi si fanno in due.
La mia compagna ha appena partorito, deve riposare il più possibile
per riprendersi e io sono l’unico che
può davvero esserci sempre. Non mi
piace usare la parola “aiutare”. Mi
dicono che sono bravo perché le sto
vicino, ma avere un figlio è stata una
decisione di entrambi e devo essere
in condizione di condividere tutti gli
aspetti di questa scelta». ■
Foto INSTAGRAM
7
CON I SUOI FUMETTI, SIO È UN FENOMENO DEL WEB. MA ORA CHE HA
AVUTO UN BAMBINO, HA DECISO DI FARE SOLO IL GENITORE PER TRE MESI.
PERCHÉ, SPIEGA A GRAZIA, TROVA INCREDIBILE CHE PER I NEOPAPÀ L A
LEGGE PREVEDA APPENA QUATTRO GIORNI DI PERMESSO DI Federica Ginesu
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1O Notizie
Lo scrittore
francese
Yann Moix,
50 anni.
Lo scrittore
che non sapeva
AMARE
Yann Moix è l’intellettuale francese
che ha detto di ritenere invisibili le
50enni. Un’affermazione, risponde
la scrittrice Carla Vangelista, che
rivela tutta la banalità di un
pensiero maschilista che mette una
data di scadenza ai sentimenti
DI
38
Carla Vangelista*
8
* È possibile proseguire il confronto sulla pagina Facebook della scrittrice
usando l’hashtag #Lusoimpropriodellamore.
Foto HELENE PAMBRUN/PARIS MATCH/CONTOUR/GETTY IMAGES
M
io caro Monsieur Moix, le donne - 50enni e non - soprattutto
francesi come lei, in questi ultimi tempi si stanno rivoltando
contro una frase che ha detto durante un’intervista a un mensile
francese dove proclamava che mai e poi mai lei si sarebbe potuto
innamorare di una 50enne, che le trovava invisibili e che le sue preferenze andavano verso le 25enni - meglio se asiatiche - che le offrivano una
«straordinaria connessione con altri universi». So che molte donne l’hanno
inondata di foto del proprio fondoschiena e di quello di attrici famose
che stanno toccando la cinquantina, al punto da costringerla a twittare
lamentosamente “Vi prego, basta foto dei vostri sederi e della vostre tette”.
Ecco, Monsieur Moix. Io vorrei tanto far desistere le donne dal tentativo di
farle cambiare idea. Perché c’è qualcosa di molto consolatorio nel depennare
dalla propria lista a rischio di cretini l’ennesimo maschio deteriore che se ne
esce con l’ennesima frase sessista e poco intelligente. Perché lei ammetterà,
signor Moix, che nonostante il suo pedigree da grande intellettuale (varie
lauree e poi il prestigioso Premio Goncourt, senza contare i libri pubblicati
e la sua amicizia con il famoso maitre-à-penser e filosofo Bernard-Henri
Lévy) la sua esternazione non ha la banalità del male ma quella dell’idiozia.
E noi, che già ne ascoltiamo quotidianamente a iosa, come dire, non ne
sentivamo davvero il bisogno. Negli Anni 70, qui in Italia, c’era un formidabile personaggio, Massimo Catalano, che partecipava ai salotti televisivi
di Renzo Arbore. I suoi commenti - volontariamente e ironicamente triti e
scontati - divennero così famosi che in quel periodo ogni volta che qualcuno
diceva un’insopportabile banalità veniva apostrofato con un “hai detto una
bella Catalanata”, frasi tipo: “È meglio essere giovani e in buona salute che
vecchi e malati”. Oppure: “Meglio essere belli e pieni di soldi che brutti e
senza una lira”. Ecco, Monsieur Moix: lei ha detto una bella Catalanata.
Non credo che esista un uomo che veleggi intorno alla sua età (guarda caso
50 anni) e oltre che non ambisca a fare sesso con una soda e scalpitante
20enne. Così come i sogni erotici di molte di noi signore sono più popolati
da ragazzi giovani e aitanti che non da suoi coetanei, che magari iniziano
anche a presentare qualche problemino di calo di desiderio. Ma stiamo
parlando di sesso, signor Moix. La cosa grave (per lei) è che invece lei parla
di amore. E mette una data di scadenza, un’etichetta tipo “da consumarsi
entro” all’eventuale donna - che dovrebbe condividere con lei non solo il
letto ma anche i pensieri, l’amicizia, lo scambio emotivo - considerandola
alla stregua di un pezzo di carne che deve invece corrispondere a regole di
freschezza e digeribilità. Dire che lei è bruttino e decisamente poco appetibile per una donna di qualunque età, signor Moix, sarebbe come sparare
sulla Croce Rossa. Ma il suo aspetto fisico unito alla volgarità gratuita
della sua dichiarazione mi fa interrogare su come sia stata la sua vita di
relazione quando non era uno scrittore celebre e riverito, quando forse il
suo portafoglio era più sguarnito, quando non aveva una posizione a darle
lustro. La immagino adolescente mangiarsi le unghie in silenzio guardando
le belle della classe uscire con gli altri ragazzi. Oppure alle feste del sabato,
relegato al ruolo di “quello che cambia i dischi”, mentre gli altri ballavano.
La immagino costruire i suoi complessi uno per uno, frustrazione dopo
frustrazione, affinando la sua mente e il suo talento per poter avere, un
giorno, tutte le 20enni che allora le sono state proibite.
Ma forse il suo è stato solo un espediente pubblicitario per aiutare l’uscita del
suo ultimo libro (mi perdoni se non cito il titolo, trattasi di piccola vendetta
meschina). Anche in questo caso, però, mi perdoni, temo abbia mancato il
colpo. Sicuramente le donne mature, quelle che lei si è inimicato, leggono
più delle 20enni. E non perché queste ultime siano meno intelligenti o
impegnate. Hanno solo meno tempo per leggere, occupate come sono a
fuggire da quelli come lei. ■
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diadora.com
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1O Notizie
MIA
FIGLIA
A ISERNIA DUE INSEGNANTI DI UNA
SCUOLA PER L’INFANZIA SONO STATE
SOSPESE PER MALTRATTAMENTI SUI
PICCOLI. UN ALTRO CASO È AVVENUTO
IN PROVINCIA DI ROMA. UNA MADRE,
CHE HA VISSUTO UN’ESPERIENZA SIMILE,
RACCONTA DA QUALI SEGNALI
HA CAPITO CHE LA SUA BAMBINA ERA
VITTIMA DELLE SUE EDUCATRICI
DI
Monica Bogliardi
Due maestre sono state sospese
per maltrattamenti dei bambini
delle loro classi in una scuola
per l’infanzia in provincia di Isernia.
40
9
otte, insulti, strattonamenti. A danno di bambini piccoli, firmati da tre maestre e una collaboratrice scolastica. È successo
a inizio gennaio in un asilo di Ariccia, Roma, ma anche la
settimana scorsa in un asilo di Venafro (Isernia), dove alcuni allievi
ricevevano frasi come: «Buffone, ora ti svito la testa». L’Italia è sotto
choc. Da tempo si ripetono questi abusi (sono cinque le scuole
italiane finite sotto indagine solo nel gennaio 2019) sui bambini, al
punto che è nata una onlus per tutelare le famiglie con piccoli che
sono stati maltrattati da educatori: La Via dei Colori ha in carico
quasi 700 famiglie e segue circa 150 processi. Ci ha messo in contatto con Marta, madre di una bambina che ha subìto abusi all’asilo
comunale Il Papero giallo, all’Eur, a Roma. Un’inchiesta ha stabilito
che ai piccoli, in quelle aule, sarebbero stati dati calci e pugni: cinque
maestre sono state licenziate. Marta non dice il suo cognome per
non rendere identificabile la figlia: vuole solo che possa dimenticare
tutto. «È una vicenda che lascia sensi di colpa per aver dato fiducia
a chi non lo meritava: avevo pure consigliato le amiche d’iscrivere lì
i loro bambini», inizia a raccontare Marta. «Mi spiace che i sospetti
siano giunti solo al secondo anno in quell’asilo che mia figlia aveva
iniziato a frequentare a 10 mesi. Ho notato qualcosa di strano nei
primi giorni del 2018».
Perché è necessario osservare i bambini quando sono a casa, consiglia
Marta. «Dopo le vacanze di Natale, finito il primo giorno di asilo,
mia figlia racconta di “botte” in modo vago. Non ho saputo capire,
poi però ho notato che rincasava sempre sporca e non riusciva mai
ad andare in bagno a scuola, ma nei primi minuti appena uscita. A
tavola raccontava che le maestre si vantavano di essere rigide e che
le “davano le totò”. A loro non si poteva neanche far notare che i
piccoli rincasavano sporchi o assetati: rispondevano che non eri
una brava madre e si rivalevano sul bambino», ricorda. «I piccoli
venivano manipolati: le educatrici riuscivano a farli star fermi solo
alzando un dito. Spaventati, restavano immobili a tavola, senza
girare la testa. Mia figlia, appena arrivavo, metteva la sedia a posto
e mi raggiungeva di corsa. “È precisa”, dicevano le maestre. No, era
terrore. Poi i racconti della bimba sono stati più frequenti. Ho chiesto
ad altre mamme: i loro figli dicevano le stesse cose. La mia strillava
alle bambole, le zittiva, ma aveva paura del buio, di restare sola. A
tutte queste cose non ho fatto caso subito. Quando ho conosciuto
La Via dei Colori, attraverso un’altra mamma, sono stata aiutata a
capire i segnali d’allarme. Prima avevamo incontrato tre avvocati e
tutti dicevano che ci sarebbero voluti tempo e molti soldi e, forse,
non avremmo ottenuto giustizia. Eravamo disperati: avevamo affidato nostra figlia a mostri che dovevano pagare per le loro colpe».
Così è stato. Il Comune di Roma ha licenziato le maestre e ora
il procedimento penale è in pieno svolgimento. Molti genitori si
chiedono come parlare dell’accaduto ai figli. «Alla mia bambina non
abbiamo raccontato del licenziamento. Ora sta bene, ma ha paura
del buio e della bidella della scuola attuale, che ha lo stesso nome
della maestra che temeva di più all’Eur. Con lei non vuole andare
in bagno. Non è seguita da psicologi, ma presto ci sarà la perizia
e forse sapremo di più». Per evitare che si ripetano episodi come
questo bisogna installare telecamere negli asili? «Controllare può
essere utile», dice Marta. «Ma per prevenire bisognerebbe anche
svolgere test psicologici almeno una volta all’anno sulle maestre. La
passione non basta: devono essere in grado di fare il loro lavoro». ■
Foto GETTY IMAGES
La maestra B
che spaventa
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VUOI STAR ZITTA,
PER FAVORE?
Di Annalena Benini
10
La scritta
apparsa sul
muro del Liceo
scientifico
Alfredo Oriani
di Ravenna.
Di chi parla quella SCRITTA
Sul muro della sua scuola di Ravenna è apparsa la frase “Il preside è gay”,
ma il dirigente scolastico ha deciso di non lavarla via. E questa scommessa
educativa è un modo per ricordare a tutti che un insulto dovrebbe essere
cancellato da chi lo ha fatto, non da chi lo ha ricevuto
Foto AGF
I
l preside è gay, ha scritto qualcuno con lo spray
nero sul muro della scuola. E il preside, Gianluca Dradi, dirigente di un liceo scientifico
di Ravenna, non ha pensato neanche per un
secondo di far cancellare quella scritta. All’inizio ha alzato le spalle, poi ha deciso di scegliere
la scommessa educativa. Perché siamo ancora in
tempo, non si deve rinunciare a insegnare qualcosa
di buono, a spiegare che il mondo è cambiato.
“Ciò che offende”, ha scritto il preside, “non è la
falsa attribuzione di una condizione, ma il fatto
che uno studente del mio liceo l’abbia pensata
come un’offesa. Non la farò cancellare: resti lì
come una pietra d’inciampo per l’intelligenza
umana #nonnellamiascuola”.
Non nella mia scuola, non nei vostri cervelli. Le
pietre d’inciampo sono un’iniziativa tedesca molto diffusa in Italia per ricordare i cittadini ebrei
deportati nei campi di sterminio nazisti. Nel mio
quartiere, a Roma, ce ne sono alcune: dei blocchi
di pietra incorporati nel selciato, ricoperti da una
piastra d’ottone con incisi i nomi e le date. Per non
dimenticare di che cosa è stato capace l’uomo, per
non dimenticare le vittime.
“Il preside è gay” non è assolutamente paragonabile all’immensa tragedia per la quale nessuna
riparazione è possibile. Ma il senso di non lavare
quella scritta ha molto a che fare con la nostra
vergogna. Il preside spera che un giorno quel
ragazzo passerà davanti al muro imbrattato e si
sentirà un cretino. Capirà che quella scritta parla
di lui, e non del preside della sua scuola.
Le stelle gialle, cucite sui cappotti dei cittadini
ebrei, avrebbero dovuto fare vergognare quelli
che le avevano imposte, e non chi le indossava.
Gli insulti online dovrebbero essere cancellati da chi li ha scritti, non da chi li ha ricevuti.
Quello che diciamo, quello che scriviamo, quello
che mostriamo, racconta chi siamo. E il preside
Dradi, a cui la figlia ha scritto: sono fiera di te,
ha scelto di trasformare un episodio piccolo in
una possibilità di riflessione. Che bisogno abbiamo di essere cretini? Di non usare la nostra
intelligenza? Il mondo è cambiato, e non siamo
più in Gli occhiali d’oro di Giorgio Bassani, in cui
un affermato medico ferrarese viene emarginato
per la sua presunta omosessualità. Era il periodo
terribile dell’emanazione delle leggi razziali, era un
mondo di isolamento. Il dottor Fadigati arriverà a
suicidarsi. Poiché nessuno di noi ha intenzione di
tornare indietro, di rinunciare a un minuto della
propria libertà di vivere, di essere e di amare, è
bene che nessun bullismo, anche anonimo, anche innocuo, ci faccia ridere. È giusto che chi lo
pratica se ne ricordi, e si senta uno scemo, e vada
di notte a cancellare quella scritta. ■
41
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C INE M A
Lady Gaga, Angelina
e Cleopatra
SOPRA, L’ATTRICE E REGISTA
ANGELINA JOLIE, 43 ANNI. A
DESTRA, LA POPSTAR E ATTRICE
LADY GAGA, 32.
Dopo il successo di A Star is Born in corsa agli
Oscar, che ha consacrato Lady Gaga a diva di
Hollywood, la popstar americana è considerata
non più solo una grande cantante, ma un’attrice
di vero talento. Tanto da sfidare Angelina Jolie
per il ruolo di Cleopatra. Il colosso
dell’intrattenimento Sony ha, infatti,
annunciato di voler girare un nuovo film sul
personaggio più ammaliante della storia, dopo
quello del 1963, nel quale Liz Taylor interpretava
la sovrana d’Egitto. Pare che Jolie, decisa a
lasciare le scene, ma non senza prima un ruolo
indimenticabile, tenga molto alla parte di regina
del Nilo e non abbia gradito le voci che danno la
popstar pronta a soffiarle il trono. L’imbarazzo a
Hollywood è grande. Ma una soluzione c’è: le
due dive, cosa piuttosto inusuale per star del loro
calibro, si sfideranno sottoponendosi a un
provino come due attrici qualunque. Solo così
potranno dimostrare chi si merita la corona.
(L.V.)
A M BIE N T E
L’UOMO CHE SALVERÀ IL MONDO
Un miliardo di dollari per il futuro del pianeta. È la cifra investita da Hansjörg
Wyss, uomo d’affari e filantropo svizzero, fondatore dell’azienda Synthes, che
si occupa di ingegneria biomedica. Wyss ha ascoltato l’appello di alcuni scienziati, tra cui il biologo Edward Osborne Wilson dell’Università di Harvard, che
vogliono scongiurare l’estinzione di molte specie vegetali e di animali selvatici, proteggendo metà del pianeta. L’obiettivo sarà affidato alla Wyss Foundation, che utilizzerà i fondi per mettere in sicurezza il 30 per cento della superficie terrestre entro il 2030 (nella foto la baia di Phang nga in Thailandia).
M A ROC C O
LA VERGINITÀ non va sotto esame
I test della verginità, per stabilire se una
donna abbia avuto rapporti sessuali, sono una
pratica barbara, sessista e umiliante che in
diverse zone dell’Africa e dell’Asia coinvolge
ancora molte ragazze prima del matrimonio.
Quando una giovane non risulta illibata, può
essere ripudiata dalla famiglia, dal marito e
subire pesanti discriminazioni sociali. Ma in
Marocco qualcosa sta cambiando. Il Mali
(Movimento alternativo marocchino per le
42
libertà individuali) ha lanciato una campagna
che tutela la donna e che ha come slogan “La
mia vagina appartiene a me”. L’iniziativa,
sostenuta dall’Organizzazione mondiale della
sanità sta ottenendo l’appoggio di un numero
crescente di medici, decisi a porre fine a un
esame che viene sempre più considerato un
abuso legalizzato. E che spinge molte ragazze
al suicidio per non affrontare il disonore
dell’esito. (A.S.)
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IC ONE
Whitney e il suo stile
L A NO V I TÀ
Influencer si diventa
Foto GETTY IMAGES, CAROLINA AMORETTI
Una scuola per diventare la nuova Chiara Ferragni, o comunque
un’influencer della moda (nella foto, la tedesca Alexandra Lapp)? Parte
l’8 febbraio a Milano il primo corso in Italia di “influencer marketing”.
Durante le lezioni saranno analizzati i codici etici del web e gli strumenti
giuridici per interagire in sicurezza; si impareranno le tecniche di mercato
degli influencer e si acquisiranno le competenze per potenziare i propri
canali social. Ci sarà anche un seminario sull’odio social e sulle sue
conseguenze. Un super corso da 110 ore in 11 incontri settimanali
per imparare la professione del futuro e le regole del social marketing.
Tra i docenti ci sono l’avvocata Alberta Antonucci, fondatrice di On the
Influencer Side, e Maurizio Mazzanti, docente di Social Media all’Università
Cattolica di Milano. Influencer si diventa. Anche sui banchi di scuola.
Per informazioni, si può chiamare il numero 08549221. (Monica Bogliardi)
La popstar Whitney Houston con i
suoi intramontabili look da sera, le sue
parrucche couture, i dettagli Anni
80, come le arricciature e le paillettes:
è lei la prima icona di stile protagonista di Grazia Icons, la nuova rubrica
del canale Factory di Grazia.it. Ogni
appuntamento vedrà come protagonista una star che ha segnato i tempi
con il suo stile, ricreato con i must di
oggi. Dopo Whitney Houston seguiranno PJ Harvey, cantautrice britannica dai look trasformisti; Patti Smith
con i suoi accessori punk-rock; l’attrice e cantante francese Jane Birkin.
Perché dopo le star della musica,
sarà la volta di quelle del cinema.
PROFUMI
D’INVERNO
LE FRAGRANZE ADATTE
A SCALDARE LE
GIORNATE PIÙ FREDDE
SU GRAZIA.IT
QUESTA
SETTIMANA
CAPELLI:
IL “RAINBOW
UNDERCUT”
È LA SOLUZIONE
COLORATA
DEL MOMENTO.
LIFESTYLE: I CIBI
CHE FANNO
DORMIRE MEGLIO
43
DISPONIBILE SU DIOR.COM Dior OnLine 02 38 59 88 88
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GR A ZI A• STA R DI COPERTINA
Io combatto
di
46
Perrine Sabbat
da
Los Angeles
fot o di
Diego Uchitel
st ylin g di
Alexandra Bernard
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Per l’attrice Kate
Mara, 35 anni,
abito di pizzo su
lingerie, anelli e
cintura a bustino
(tutto Dior).
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GR A ZI A• K ATE M A R A
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Abito a strati di
tulle con decori
di micro pompom,
lingerie, bijoux e
sabot con fibbia
(tutto Dior).
Pagina accanto:
abito con dettagli
ricamati,
orecchini e anello
più cintura e
borsa Saddle
(tutto Dior).
49
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GR A ZI A• K ATE M A R A
pesso è così che inizia un servizio
fotografico con un’attrice americana:
una casa da favola sulle colline di
Hollywood, professionisti per trucco
e capelli a regola d’arte, e un fotografo pronto all’azione. Non si sa mai,
però, che cosa succederà durante la
giornata. Con l’aria da bambina che
le dona, il suo metro e 57, il caschetto mogano con le punte in avanti e i
grandi occhi nocciola, l’attrice Kate Mara arriva
puntuale al volante della sua auto. «Sarei anche
potuta venire a piedi, abito dietro l’angolo», accenna
mentre varca la soglia della porta della villa di Los
Angeles in stile “hacienda” messicana, avendo cura
di salutare tutti. Sparsi sul letto, in camera, dei cappelli: «Ma non porta male metterli così?», chiede.
Poi aggiunge: «Credo di sì, ma non fa niente, tanto
non sono superstiziosa». Si comincia con ottimismo,
quindi.
La stella di Kate Mara solca i cieli di Hollywood da
quasi 20 anni. Fin dai primi, timidi passi davanti
all’obiettivo di Ang Lee in I segreti di Brokeback
Mountain, in cui interpretava la figlia di Heath
Ledger («Ero giovanissima e sentivo molto la pressione, non avevo mai lavorato con un cineasta di
quel calibro. È stato Heath a guidarmi»), e passando per il ruolo della giornalista arrivista Zoe Barnes
nella serie House of Cards - Gli intrighi del potere
firmata da David Fincher, l’attrice 35enne ha saputo costruire una carriera solida tanto sul piccolo
schermo come nel cinema. Dal 31 gennaio la vedremo su Netflix in Pose, la serie ambientata negli
Anni 80 nella comunità di lesbiche, gay, bisessuali,
transgender e queer di New York (del tema parliamo anche a pagina 70).
Di Kate bisogna sapere una cosa: non fa mai nulla
per caso. Se ha accettato di posare per questo servizio con gli stessi abiti della sfilata Crociera di Dior,
maison che l’attrice sente vicina da quando c’è Maria Grazia Chiuri al timone, il motivo è che questa
collezione ispirata alle “escaramuzas”, le fiere cavallerizze messicane, la rispecchia. Kate indossa i lunghi abiti in pizzo bianco o nero di cui adora lo
spirito vintage e moderno allo stesso tempo, in cui
volteggia con l’eleganza e il candore di una bambina che ha frugato nell’armadio della mamma. «Ogni
volta che si osservano gli abiti creati da Maria Grazia, si scoprono nuovi dettagli. Ero curiosa di chie50
derle da dove tragga ispirazione. Che si dedichi
alla pittura, alla recitazione, alla musica o alla creazione, un artista deve cercare altrove per dare vita a
qualcosa. E per lei il viaggio rappresenta una fonte
generosa di idee. Questo è una caratteristica che
abbiamo in comune», rivela al termine del servizio,
mentre siamo seduti sui gradini della terrazza.
Kate Mara è di ritorno da un’esperienza africana, in
Liberia. Una curiosa coincidenza: le scimmie non
solo sono protagoniste dei motivi che adornano le
bluse e i pantaloni stile Toile de Jouy della collezione, ma occupano anche i pensieri dell’attrice, impegnata per la causa animalista al punto che tre anni
fa, con l’organizzazione Humane Society International, ha contribuito alla liberazione degli scimpanzé abbandonati dopo anni di test clinici e cosmetici. L’impegno di Kate prosegue ininterrotto:
«Il bracconaggio e il traffico illegale di carne causano tantissimi orfani. Io e mia sorella Rooney siamo
tornate in Liberia per offrire il nostro aiuto a un’amica che ha aperto un rifugio per gli scimpanzé, in
cui vengono accolti e accuditi per essere poi reintrodotti nel loro habitat naturale in semilibertà.
Facciamo la nostra parte sia sul campo sia qui, a
distanza, raccogliendo fondi. Questo tipo di viaggi
ti restituisce una prospettiva diversa su tutto».
A casa Mara, tanto la causa animalista quanto il
cinema sono una questione di famiglia. Rooney, due
anni più piccola di Kate, è uno dei nomi più apprezzati del cinema d’autore d’oltreoceano, già plurinominata agli Oscar. Ha alzato il sipario sulla propria
carriera dieci anni dopo la sorella, guadagnandosi
prima di lei il riconoscimento di pubblico e critica.
Kate, dal canto suo, ha ricevuto nel 2015 il premio
Face of the Future, volto del futuro. Quando le
faccio notare che è stato effettivamente un riconoscimento premonitore, lei ride: «Dopo, ho realizzato alcuni progetti interessanti, ma non credo che sia
un premio a segnare la svolta di una carriera. Ha
rappresentato soprattutto un onore, per me che non
avevo mai ricevuto nulla».
Ciò che ha davvero cambiato il corso della sua carriera è la parte di Zoe Barnes nella serie House of
Cards, per la quale ha ricevuto una candidatura agli
Emmy. «Era la prima volta che mi assegnavano un
ruolo così di spessore. È stato come un debutto,
anche se lavoro da quando ero adolescente». Impossibile aggirare l’argomento Kevin Spacey, allontanato dalla serie e oggi a processo con l’accusa di
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Abito a ruota
con intagli di
pizzo, orecchini,
anello e bracciali
(tutto Dior).
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GR A ZI A• K ATE M A R A
molestie. «Non ho mai notato nulla sul set. È sempre stato gentile con me: ho girato la maggior parte delle scene con lui ed è stato un collega fantastico. Questo rende tutta la situazione ancora più
rivoltante e triste. È tanto che non guardo House of
Cards, ma sono impaziente di vedere Robin Wright
prendere il potere in questa ultima stagione, è quello che aspetto dal primo giorno. Dietro ogni uomo
di potere, c’è una donna ancora più potente di lui».
Come in Lo scandalo Kennedy, dove Kate Mara è
Mary Jo Kopechne, la 28enne che morì nell’incidente d’auto causato dal senatore Ted Kennedy.
Anche se il personaggio compare sullo schermo
solo per una ventina di minuti, tutto il film ruota
attorno a lei e al suo tragico destino. Si tratta di un
capitolo della storia della dinastia Kennedy poco
approfondito dai libri di scuola statunitensi: è proprio questo uno dei motivi per cui Kate ha voluto
impegnarsi nel progetto. «Adoro i film tratti da
storie vere mai raccontate. E poi, ero dell’idea che
fosse importante rendere giustizia a Mary Jo, far sì
che non rimanesse solo un nome all’ombra di un
titolone di giornale».
Kate nutre fin da giovanissima una vera
passione per il cinema, pur provenendo da una
famiglia consacrata al football americano: i suoi due
nonni sono i fondatori dei Pittsburgh Steelers e dei
New York Giants. Ricorda le domeniche sera passate a tifare l’una o l’altra squadra nella casa di famiglia a Bedford, a un’ora da New York. Era il suo
“giorno preferito” della settimana. Ben presto, però,
è il cinema a rapirla, quando sua madre le fa conoscere i vecchi film come Il mago di Oz, Oklahoma! o
La donna che inventò lo strip-tease. La mamma porta le sorelle a vedere i musical di Broadway: a 9
anni Kate sa già che vuole diventare un’attrice e
lascia dei biglietti sotto il cuscino dei genitori, implorandoli di trovarle un agente. «Nessuno faceva
l’attore nella mia famiglia, e in quel momento non
sapevano bene come fare. Quando avevo 14 anni
mia mamma è riuscita, tramite un’amica, a mettersi in contatto con un manager. Allora gli ho inviato
per posta una mia foto e una cassetta con una registrazione di me che cantavo. Abbiamo fatto alla
vecchia maniera; è da non credere che abbia funzionato».
Al suo arrivo a Los Angeles, a 19 anni, tra i primi
a proporle un ruolo c’è Ryan Murphy, che la vuole
per la serie Nip/Tuck. Otto anni più tardi, è di nuovo lui a ricontattarla per la prima stagione di American Horror Story. Poi Kate recita per Ridley Scott
in Sopravvissuto - The Martian ed entra nel mondo
Marvel ottenendo uno dei ruoli principali in I Fantastici 4 (lei stessa ammette di ricordarla come «una
pessima esperienza» con riprese faticose, un progetto stroncato dalla critica e un fiasco commerciale,
di cui lei però non si pente, dato che ha convolato
a nozze con il suo partner di scena, Jamie Bell). E
adesso Ryan Murphy l’ha richiamata per Pose: «Ryan
è uno che pensa fuori dagli schemi, una rarità in
un’industria come la nostra, in cui la tendenza è
quella di riproporre qualcosa di già fatto».
Kate, come tante colleghe attrici, è passata alla produzione. «In modo piuttosto egoistico», ammette
ridendo, stanca di starsene in attesa del copione dei
suoi sogni, che non arriva. Così, l’anno scorso si è
lanciata nel ruolo di Mercy al fianco di Ellen Page
in My Days of Mercy; poi sarà un’insegnante delle
superiori che intreccia una relazione con uno studente nella miniserie A Teacher e porterà sul piccolo schermo la vita di Nellie Bly, pioniera del giornalismo statunitense alla fine del 19° secolo.
Stupisce che nessuno abbia ancora pensato a riunire sullo schermo le due sorelle Mara (in famiglia ci
sono anche due maschi, il primogenito Daniel e il
minore, Conor, ndr). «Non abbiamo ancora trovato
il progetto giusto. Condividiamo molto più del cinema. Ho appena trascorso tre giorni con lei e non
abbiamo nemmeno sfiorato l’argomento lavoro»,
dice Kate. Presto girerà Greenland, delirio apocalittico con Chris Evans, e il nuovo affresco politico
Inheritance, ma salutandoci confessa che vorrebbe
tanto fare un musical o un film Disney: «Un progetto che richiami il motivo per cui mi sono innamorata del cinema». ■
«Adoro portare al cinema storie vere che nessuno
ha mai raccontato. È un modo per fare giustizia»
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Camicia maschile
su gonna di tulle,
bracciale e anello
(tutto Dior).
Hanno
collaborato:
Nathalie Jean e
Rosalida Medina.
Trucco: Coleen
Campbell per
Dior. Pettinature:
Mara Roszak.
Manicure: Denise
Bourne.
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GR A ZI A• A TU PER TU
SONO PRONTO PER UN’ALTRA
NEL SUO NUOVO FILM CLINT EASTWOOD È UN 90ENNE
C H E , P E R D I S P E R A Z I O N E , D I V E N TA U N F U O R I L E G G E . U N A S T O R I A V E R A
E D E S T R E M A C H E I L D I V O H A S C E LT O P E R C H É , D I C E , G L I È S E M P R E
P I A C I U T O L A S C I A R S I S O R P R E N D E R E D A L L A V I TA
Armando Gallo
DA
Los Angeles
n giorno Alison Eastwood fu convocata da suo
padre Clint nella casa di Carmel, in California,
e si sentì dire: «È ora che tu impari a odiarmi».
Il leggendario attore e regista, oggi 88enne, stava
offrendo alla figlia un ruolo nel suo prossimo
film Il corriere - The Mule (nelle sale dal 7 febbraio) e
lo stava facendo allungandole una copia di un articolo
del New York Times di un paio di anni prima, in cui si
raccontava la storia di Leo Sharp, un 90enne che per
risolvere i suoi problemi finanziari accettò di diventare
corriere della droga per i narcotrafficanti messicani.
Nella pellicola Clint è Sharp e Alison è sua figlia Iris,
ma insieme con loro ci sono anche Bradley Cooper,
nei panni di un’agente antidroga, e Andy García, che
interpreta un narcos armato di fucile d’oro.
A Hollywood negli ultimi tempi è un fiorire di storie,
di solito vere, che hanno per protagonisti grandi vecchi.
Ma se The Old Man and the Gun, con Robert Redford,
raccontava di un rapinatore gentiluomo, Il corriere di
Eastwood è più sottile e controverso: l’ex cowboy dei
western di Sergio Leone è un regista (e un interprete)
attentissimo a raccontare le difficoltà della vecchiaia e,
allo stesso tempo, l’isolamento di una certa provincia
americana. Qui gli anziani spesso sembrano arrabbiati
e razzisti, ma, sostiene Eastwood, sono solo incapaci di
adattarsi al mondo che cambia.
Che il tempo sia passato anche per Clint un po’ si vede: Eastwood sembra dimagrito e mentre parla tiene
a lungo in mano un bicchiere di carta pieno d’acqua,
oppure giocherella con le dita mentre racconta di aver
lavorato con piacere con la figlia, 20 anni dopo film
come Mezzanotte nel giardino del bene e del male e Potere assoluto: «È una brava attrice, e un regista è sempre
54
FOTO DI
Martin Schoeller
contento quando una valida professionista accetta di
lavorare con lui».
Che cosa risponde a chi, ogni volta che esce un suo f ilm,
le chiede se alla sua età ha ancora voglia di fare cinema?
«Sono anni che, prima o poi, qualcuno se ne esce domandandomi se mi fermerò. Ma la mia risposta è sempre
la stessa: “Vi piacerebbe, eh?”».
Quindi non teme il tempo che passa?
«Non credo che sia sano vivere nella paura: i brutti
pensieri possono prendere il controllo della tua mente
e, quando succede, non ne viene fuori niente di buono.
Bisogna affrontare tutto, anche i brutti momenti, con
un approccio positivo».
Da dove viene questa saggezza?
«Sono cresciuto nell’America degli Anni 30 e 40, avevo
11 anni durante la Seconda Guerra Mondiale: ho visto
passare tante cose. Finito il conflitto, pensavo saremmo
stati in pace a lungo, e invece poco dopo stavo per finire
con l’esercito in Corea: non sono partito e sono rimasto
negli Stati Uniti, alla fine, è stata solo fortuna».
Crede che il conflitto sia innato negli uomini?
«Forse sì. Gli Stati Uniti si sono impegnati spesso per
portare la democrazia in Paesi lontani e poi hanno
scoperto che spesso quei popoli la democrazia proprio
non la volevano. Ogni conflitto è sempre una tragedia,
tuttavia bisogna riconoscere una cosa: durante i periodi
di privazione e di sofferenza, i popoli trovano la forza
di andare avanti, inventare, creare le basi per una sorta
di progresso».
C’è un consiglio che darebbe a se stesso da giovane?
«Non so, l’Eastwood che ricordo non era molto intelligente. Aveva difficoltà a imparare, quindi più che altro gli
suggerirei di esercitarsi, esercitarsi ed esercitarsi ancora».
Foto AUGUST CONTRASTO
DI
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L’attore
americano
Clint Eastwood,
88 anni. Dal 7
febbraio è nelle
sale con il film
Il corriere
- The Mule.
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GR A ZI A• CL IN T E A ST WOOD
«AMARE È BELLISSIMO,
MA DIFFICILE. OGGI
SIAMO SEMPRE PIÙ
INCAPACI DI DEDICARCI
A U N ’ A LT R A P E R S O N A »
Sul set lei è un regista che fa ripetere spesso le scene?
«No. Anzi, mia figlia dice che troppo spesso dico “Buona
la prima”. Molti miei colleghi nemmeno la guardano al
monitor: ma se metti insieme la squadra giusta quando
fai il casting, poi il film, in un certo senso, viene fuori
da solo».
Quando ho incontrato l’attrice Dianne Wiest, che nel
Corriere interpreta sua moglie, mi ha detto che lavorare
con lei è come far parte di un gruppo jazz. Si considera
un bravo improvvisatore?
«Se questa volta non ho rispettato il copione è perché
probabilmente avevo dimenticato le battute. Però per
un attore è bello lasciarsi trasportare dai suoi colleghi».
Dopo una vita sul set ha capito se le piace più dirigere
o recitare?
«Svolgo da così tanto tempo entrambi i ruoli che non
noto più la differenza. In realtà, che tu debba dirigere
o recitare, il bello è affrontare ogni volta una nuova
avventura. Poi, se vuole sapere la differenza che sento
di più, è che da regista puoi arrivare sul set vestito come ti pare e non c’è nessuno che ogni cinque minuti ti
interrompe per spazzolarti i capelli».
Lei però fa il regista e l’attore: non pensa di lavorare
troppo? In fondo, negli ultimi 10 anni ha quasi realizzato
un f ilm ogni anno e mezzo.
«In realtà, invecchiando, ho imparato a dare meno
peso al lavoro e più alla famiglia. Da ragazzo sei inesperto, affamato, egoista. Cerchi la tua occasione e, se
sei abbastanza fortunato da averla, come è accaduto a
me, quel successo diventa come una droga: non riesci
a fermarti».
Potere del cinema?
«Forse. Nella mia vita ho fatto tanti lavori diversi: ho
pulito piscine, spento incendi, ma il cinema una volta
che ci entri dentro, ti prende e ti porta via. Ogni progetto
diventa fonte di nuova energia».
Avrebbe mai pensato di avere una carriera così lunga?
«No, perché non c’è mai stato nulla di programmato nella
mia vita. Sono solo riuscito a portare a mio vantaggio
delle occasioni che si sono presentate».
56
Quindi lei è un opportunista e non un pianif icatore?
«Nel lavoro come nella vita, certe volte le cose funzionano, altre no. Quello che ho imparato è che nella
maggior parte dei casi non serve arrabbiarsi o lottare
contro i mulini a vento. Basta sedersi e aspettare: qualcosa cambierà».
È quello che fa il protagonista del suo f ilm: un anziano
orticoltore che cerca di salvarsi dalla rovina accettando un
lavoro di corriere, salvo poi scoprire che dovrà trasportare
droga. Perché ha scelto questa storia?
«All’inizio sembra l’avventura di una persona ingenua,
ma poi quest’uomo affronta il rapporto con la famiglia
che ha sempre trascurato, con la figlia che lo disprezza,
con la moglie. Mi piace raccontare quando una persona
di una certa età impara cose nuove».
Il suo personaggio al cinema usa i soldi che guadagna
per fare del bene ai suoi cari. Voleva raccontare un Robin
Hood di oggi?
«No, il rapporto in quella famiglia è molto più complicato e io stesso l’ho raccontato per come l’ho immaginato».
Lei, a 88 anni, che cosa ha capito dell’amore?
«Non ho mai avuto un gran successo in quel campo: ci
sono stati momenti positivi e altri che hanno i connotati
di una tragedia greca (Eastwood ha avuto due mogli,
due compagne ufficiali e sette figli da cinque donne
diverse, ndr). Amare è splendido, ma estremamente
difficile, soprattutto al giorno d’oggi perché sembriamo
tutti trascinati in mille direzioni diverse e nessuno trova
il modo di dedicarsi completamente all’altro».
E che cosa si fa, allora?
«Non sono un filosofo, ma credo che l’unica strada
percorribile sia provare, senza arrendersi, e dare in ogni
occasione il meglio di sé».
Questo consiglio vale anche per il ruolo di genitore?
«Io sono stato un padre atipico, non posso certo considerarmi un modello. Però noto che oggi un problema
diffuso è che i figli vengono lasciati troppo tempo da
soli. Ora che sono un nonno, cerco di non sparire. Anche
se non li vogliono, sono sempre pronto a dare consigli
ai miei nipoti». ■
Foto AUGUST/CONTRSTO
Clint Eastwood e la figlia Alison,
46 anni, nel film Il corriere - The Mule.
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NOI E
Brian May e Roger
Taylor sono i due
fondatori dei Queen.
Mentre il film
Bohemian Rhapsody,
che racconta la storia
del gruppo, sta battendo
ogni record parlano
con Grazia della
passione, del talento e
delle debolezze del
leader Freddie Mercury
DI
Armando Gallo
Los Angeles
Foto THE SUN/NEWS LICENSING/IPA
DA
58
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I Queen al
Festival di
Sanremo, nel
1984. Da
sinistra: Freddie
Mercury, Brian
May, John
Deacon e Roger
Taylor.
59
E
ra il 1984 quando, per quattro milioni di dollari, i Queen, una delle band più famose del
pianeta, rischiarono di sciogliersi. Quella fu la
somma che sedusse l’istrionico cantante Freddie
Mercury, spingendolo a tentare una carriera da
solista mai veramente all’altezza di quella con i
suoi compagni. Oggi due di loro - il chitarrista
Brian May e il batterista Roger Taylor, 71 e 69
anni - sono davanti a me al Peninsula Hotel di
Los Angeles e stiamo parlando del traguardo del
miliardo di dollari d’incassi che il film Bohemian
Rhapsody ha ormai a portata di mano. Il biopic
più visto nella storia del cinema, lanciatissimo
verso gli Oscar del 24 febbraio, racconta i primi 15 anni dei Queen e ha già conquistato il
Golden Globe come miglior film drammatico e per la
straordinaria interpretazione di Rami Malek, che nella
pellicola è Freddie Mercury, la stella del gruppo che morì
nel 1991 a 45 anni dopo aver contratto il virus dell’Aids.
Premi e incassi a parte, Bohemian Rhapsody ha fatto
parlare molto di sé: per lo spazio - troppo o troppo poco, a seconda dei punti di vista - dato all’omosessualità
di Mercury, per la controversa ricostruzione di alcuni
momenti chiave della vita della band, e perché in sala il
pubblico canta a squarciagola brani come We Will Rock
You e Crazy Little Thing Called Love come fosse a un
concerto (tanto che ci sono ormai apposite proiezioni in
versione karaoke). «Invece in alcuni Paesi», dice Bryan
May, «il film ha dovuto subire pesanti tagli per via dei
baci omosessuali». In Cina Bohemian Rhapsody non è
nemmeno stato distribuito. Avere davanti May e Taylor
è l’occasione per provare a dare una risposta alle tante
domande sollevate dal film.
Che cosa pensate di chi accusa voi, due dei quattro membri
dei Queen e coproduttori del f ilm, di non aver raccontato
la vera storia del gruppo?
ROGER TAYLOR: «Siamo musicisti, siamo abituati alle
critiche. Ma noi siamo molto fieri del lavoro fatto perché
Bohemian Rhapsody ha toccato il cuore di moltissime
persone, come prima di esso aveva fatto la nostra musica».
Una delle scene più contestate è quella in cui Freddie,
durante le prove per l’esibizione al festival Live Aid del
1985, vi rivela di essersi ammalato di Aids. In realtà,
v’informò molti anni dopo.
BRIAN MAY: «È vero, abbiamo accettato alcuni compromessi nella sceneggiatura perché altrimenti sarebbe
stato impossibile raccontare 20 anni di storia in due ore».
Se dovessimo rigirare la scena per come andò veramente,
che cosa vedremmo?
ROGER: «Saremmo in casa di Freddie. Ci ricevette in
camera da letto per informarci di essere malato: “Le cose
stanno così, non voglio distrazioni, quindi non ditelo a
nessuno”».
BRIAN: «Noi sospettavamo da moltissimo tempo che
non stesse bene, ma non osavamo parlarne con lui: era
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stanco, aveva dolori. Alla fine, rispettammo la sua volontà:
andiamo avanti come se nulla fosse, lavoriamo, facciamo
buona musica, in fondo è questo il nostro dovere».
Furono gli anni più duri della vostra amicizia?
ROGER: «In un certo senso sono stati anche quelli migliori: per Freddie era importante non perdere tempo, ci
voleva vicino a lui. Quindi abbiamo lavorato senza sosta».
BRIAN: «Per alcuni critici quello è stato il nostro miglior
periodo artistico. È stato il momento in cui siamo diventati davvero una famiglia».
È vero che avete ignorato a lungo la sua omosessualità?
BRIAN: «Sì, e c’è un motivo. I primi anni, quando non
avevamo molti soldi da parte, dividevamo le camere
d’albergo, e io ero con Mercury: so bene quante ragazze
gli facessero visita».
ROGER: «Freddie viveva davvero un conflitto interiore,
ma non solo in rapporto al sesso. In privato era timidissimo, in pubblico era l’opposto: d’altronde su di sé
portava il peso di essere non solo il volto più popolare del
gruppo, ma anche quello tra noi che conduceva quel tipo
di vita che incuriosisce parecchio gli affamati di gossip».
BRIAN: «Per molti nostri fan Mercury è soprattutto il
gigante sicuro di sé che dominava le folle sul palco. Ma
lui era anche il piccolo ragazzo insicuro che lavorava
come scaricatore di bagagli all’aeroporto e che, nel tempo
libero, collezionava francobolli».
Pensate che Bohemian Rhapsody avrebbe avuto lo stesso
successo se a interpretare Mercury ci fosse stato un altro
attore e non Rami Malek?
BRIAN: «Rami è andato oltre la semplice recitazione. Ha
assorbito a tal punto il personaggio da arrivare a sentire
la voce di Freddie dentro di sé. La scena in cui Mercury
informa i compagni dei Queen che ha accettato quattro
milioni per pubblicare due album da solista mi ha fatto
venire la pelle d’oca: sembrava che Rami fosse davvero
con noi quel giorno perché ha riprodotto quella capacità
unica di Mercury di liquidare in fretta, e di solito a cose
fatte, gli argomenti più controversi».
ROGER: «Rami era talmente attaccato al suo personaggio
che, quando abbiamo ipotizzato di tagliare la scena in cui
cantava Crazy Little Thing Called Love, lui ha insistito
per girarla: aveva persino imparato a suonare la chitarra
per farla meglio».
I Queen avevano già avuto a che fare con il cinema: nel
1980, per la colonna sonora di Flash Gordon, e nel 1986
per Highlander - L’ultimo immortale con Christopher
Lambert e Sean Connery. Da allora, in che cosa è cambiato
il cinema?
BRIAN: «Non saprei dirlo con esattezza. Il film Highlander
fu un successo in Europa, ma non in America, mentre il
brano Who Wants To Live Forever è diventato col tempo
un classico ovunque. Per Flash Gordon fu tutta un’altra
storia: quando facemmo ascoltare la canzone al produttore Dino De Laurentiis, lui dopo aver sentito i cori in
falsetto ci disse: “Bravi, ma questo pezzo non finirà mai
Foto HFPA
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GR A ZI A• IL FENOMENO
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Da sinistra,
i componenti dei
Queen Brian May,
71 anni, e Roger
Taylor, 69, con
l’attore Rami Malek,
37. Mostrano uno
dei due Golden
Globe vinti
quest’anno dal film
Bohemian Rhapsody.
«Freddie sul palco dominava le folle, nella vita invece era un ragazzo insicuro»
in un mio film”. Ci gelò, ma poi cambiò idea».
Una delle conseguenze del successo di Bohemian Rhapsody
è che in tutto il mondo si stanno riascoltando gli album dei
Queen. E voi avete annunciato un nuovo tour americano
che parte da Vancouver, in Canada, il 10 luglio. Non è
strano che ci siano i Queen senza Freddie Mercury?
BRIAN: «Capisco le critiche. Dopo la morte di Freddie io,
Roger e John, l’altro membro, per molto tempo abbiamo
pensato di lasciar stare tutto. Poi abbiamo compreso che
ci sono tante persone desiderose di ascoltare la nostra
musica, di rivivere lo spirito dei Queen e, in fondo, i
Queen siamo anche noi. Quando abbiamo incontrato
il cantante Adam Lambert, ci è sembrato un dono di
Dio: non imita Freddie, ma riesce a creare un legame
fortissimo con il pubblico».
Pensate che il f ilm vi porterà nuovi fan?
BRIAN: «Sa come si dice? I gruppi rock somigliano al
conte Dracula: hanno bisogno di sangue giovane per
restare in vita».
Ed è così anche per voi?
ROGER: «No, è la gente che ascolta il rock che resta
giovane per sempre». ■
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GR A ZI A• TENI A MOLO D’OCCHIO
Il bambino che non sapeva
PIANGERE
MALEAUME PAQUIN È IL PICCOLO FRANCESE PROTAGONISTA DEL FILM REMI, TRATTO
DA UN CLASSICO DELLA LETTERATURA PER RAGAZZI. E ANCHE SE NON HA MAI SOFFERTO
COME IL SUO PERSONAGGIO, QUI SPIEGA PERCHÉ LE EMOZIONI CHE HA PROVATO SUL SET
ARRIVERANNO ANCHE AL CUORE DEI SUOI COETANEI
S
Gloria Satta
foto di
i chiama Maleaume Paquin, ha 13 anni,
fa l’attore e, grazie a un solo film, in
Francia è diventato una star: faccia pulita e talento naturale, ha stregato tutti
nel ruolo principale del film Remi (in
sala dal 7 febbraio) e ora ha davanti a sé
una felice carriera nel cinema. «Ho già girato altri
due film e voglio continuare a recitare, sul set mi
sono divertito troppo», confida Maleaume quando
lo incontro a Parigi.
Ispirato al classico per ragazzi Senza famiglia di
Hector Malot (DeAgostini), ambientato nell’Ottocento, diretto da Antonine Blossier e interpretato
da un supercast francese di cui fanno parte Daniel
Auteuil, Virginie Ledoyen, Jacques Perrin e Ludivine Sagnier, il film è una bellissima favola che
ruota intorno al piccolo Remi: solo al mondo, il
ragazzino viene adottato da un saltimbanco che
gli farà girare la Francia, gli insegnerà a leggere e
cantare e lo aiuterà a ritrovare le proprie origini.
Grandi sentimenti, ambientazioni spettacolari,
costumi fastosi, colpi di scena, attori impeccabili:
il film non deluderà chi dal cinema si aspetta emozioni forti. E poggia tutto sulle spalle di Maleaume,
un nome rubato alla tradizione celtica, papà informatico e mamma assistente familiare, parlantina
inarrestabile e simpatia travolgente. Pur essendo
un ragazzo prodigio, il piccolo attore ha mante62
Riccardo Ghilardi
nuto autenticità e freschezza. Frequenta a Parigi
la quarta, equivalente della nostra terza media, e
non si stanca di raccontare la sua avventura sul set,
appena cominciata.
Come sei f inito a fare il protagonista del f ilm?
«Avevo già lavorato per la pubblicità e posato per
alcuni servizi fotografici. Il mio agente mi ha iscritto
ai provini per Remi e sono stato scelto».
Avevi letto il romanzo di Hector Malot?
«No, e il regista mi aveva pregato di non leggerlo
fino alla fine delle riprese per non perdere la concentrazione. Così mi sono attenuto alla sceneggiatura. A dire la verità il libro non l’ho ancora aperto,
preferisco tenermi i ricordi e le emozioni del set».
Qual è stata la parte più diff icile del tuo lavoro?
«Piangere nelle scene più drammatiche. Malgrado
avessi un maestro di recitazione che mi seguiva
ogni giorno, proprio non ci riuscivo. Alla fine, per
farmi venire le lacrime ho pensato alla morte della
mia bisnonna, avvenuta tre anni fa. E sono stato
convincente».
Pensi di avere qualcosa in comune con Remi?
«Innanzitutto la timidezza, specialmente con le
amiche. Forse dopo il film andrà meglio».
Ora che sei una star, non avrai problemi con le compagne di scuola.
«Nel mio istituto ci sono solo maschi!».
E che cosa hanno detto vedendoti sullo schermo?
Foto GETTY IMAGES
di
РЕЛИЗ ПОДГОТОВИЛА ГРУППА "What's News" VK.COM/WSNWS
Maleaume Paquin,
13 anni, è il protagonista
di Remi, dal 7 febbraio
al cinema.
РЕЛИЗ ПОДГОТОВИЛА ГРУППА "What's News" VK.COM/WSNWS
G R A Z I A • M A L E A U M E PA Q U I N
«Sono stati felicissimi, non la finivano più di farmi
i complimenti. Quando il film è uscito, mi hanno
motivato tanto spingendomi a continuare nel cinema: “Un’occasione così non si può buttare via”, mi
hanno detto. Credo che siano fieri di me».
Hai guadagnato molti soldi?
«Non lo so con precisione, è una questione di cui
si sono occupati i miei genitori».
E che cosa dicono della tua carriera?
«Sono contentissimi e mi appoggiano».
Chi ti ha seguito sul set?
«Una tata, era sempre con me».
A parte la timidezza, che cos’altro ti lega al personaggio che hai interpretato?
«L’allegria, la speranza e una buona dose di coraggio.
Remi deve ritrovare la sua famiglia, io ho avuto la
responsabilità del film: sapevo che dietro il progetto
c’erano tanti soldi e dovevo dare il massimo».
Il cinema è come te lo aspettavi?
«È addirittura meglio. Credevo che entrare in un
personaggio fosse più difficile. Invece mi è bastato indossare gli abiti d’epoca, un cappellaccio,
le scarpe grosse e ascoltare i consigli del maestro
di recitazione. Mi è piaciuto da matti e ho deciso
di continuare: ho già girato la serie La Mante e il
film Fourmi di Julien Rappeneau nel ruolo di un
ragazzino figlio di divorziati e molto portato per
il calcio».
E alla scuola hai pensato? Come farai a studiare?
«Ripeterò l’esperienza inaugurata con Remi: quando girerò un film, mi farò seguire sul set da un
insegnante privato. Non lascerò gli studi, voglio
prendere la maturità».
È stato diff icile cantare?
«No, perché da piccolo ero nel coro dei bambini
dell’Opéra di Parigi, poi ho dovuto smettere perché
ho avuto un problema alle corde vocali. Ma si è
risolto proprio alla vigilia di Remi».
Che effetto ti ha fatto lavorare al f ianco di un grande attore come Daniel Auteuil?
«All’inizio ero intimidito: non mi pareva vero, al
primo film, avere come compagno di set un gigante come lui. Prima di incontrarlo avevo il mal di
pancia. Poi Daniel si è rivelato molto simpatico,
accogliente e gentile. Ha fatto di tutto per farmi
sentire a mio agio, mi ha spinto a non abbattermi
se una scena veniva male. Sono onoratissimo di
aver lavorato con lui».
E rivederti sullo schermo ti ha fatto piacere?
«È stato strano, perché all’inizio notavo solo i miei
difetti e conoscevo ciò che succede dietro le quinte».
Che rapporto hai con gli animali, che nel f ilm hanno un ruolo importante?
«Li adoro e proprio a loro sono legati i ricordi più
belli della lavorazione. Ho passato molto tempo con
il cane, la scimmietta, perfino con i lupi».
Hai dei modelli, nel cinema?
«Mi piacerebbe avere una carriera prestigiosa come
l’attore francese Pierre Niney (ha interpretato il
film sullo stilista Yves Saint Laurent, ndr), come
il protagonista di Jurassic World Chris Pratt e come
Leonardo DiCaprio. Sono quelli che ammiro di
più, mi impegnerò a fondo per somigliare a loro».
Che cosa fai nel tempo libero?
«Sto sui social, gioco a pallone e ai videogiochi,
suono la chitarra. Sono un ragazzo come tutti».
E un f ilm come Remi non rischia di risultare un po’
antiquato, privo di interesse per la vostra generazione?
«Non credo proprio. Apparentemente sembra una
storia vecchia perché non ci sono telefonini o personaggi dotati di superpoteri. Ma avventura, paura,
stress e sorprese non mancano. Remi non sarà un
supereroe come gli Avengers. Ma è ugualmente
capace di dare emozioni anche ai ragazzi della
mia età. E anche se è ambientato nell’Ottocento,
è davvero moderno». ■
«CON REMI HO IN COMUNE LA TIMIDEZZA, SOPRATTUTTO
VERSO LE AMICHE. FORSE ORA CAMBIERÀ QUALCOSA»
64
Foto GETTY IMAGES
Maleaume Paquin durante una scena del film Remi.
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GR A ZI A• ESCLUSI VO
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BABY K CON LA SUA
MUSICA TUTTA DA
BALLARE E LA STAR
DA 32 MILIONI DI
FOLLOWER LELE PONS.
SONO STATE LORO
LE PROTAGONISTE DI
THE NIGHT IS YOUNG,
L’AFFOLLATISSIMO
SUPER EVENTO
DI GRAZIA A MILANO,
CON FRACOMINA E
MILK_SHAKE. UNA
SERATA DEDICATA
ALL’ENERGIA DELLE
NUOVE GENERAZIONI
f ot o d i
66
Stefano Trovati
In alto, nella foto grande: la rapper Baby K, il direttore di Grazia Silvia Grilli e l’attrice, cantante e fenomeno
del web Lele Pons allo Sheraton Diana Majestic di Milano. Qui, da sinistra: Pons con Grilli; Dj Gian;
Maria Paola Traldi, direttrice delle relazioni esterne di Bulgari per l’Italia, con il figlio Davide De Silvestri.
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Foto SGP
Da sinistra: la
sala dell’H Club
del Diana dove
si è svolta la
serata The Night
is Young di Grazia
con Fracomina e
milk_shake; Lele
Pons con la gift
bag distribuita
durante l’evento.
In basso, Baby K
durante l’incontro
con la giornalista
Fiamma Sanò e il
fan Michele Kubik.
Sopra, a sinistra:
Baby K durante
lo showcase.
Sotto la foto
della cantante,
da sinistra: la
responsabile pr e
media di Panzeri
Diffusion Elisa
Bianchi, Lele
Pons e la
managing
director di Juicy
Communication
Giulia Calefato;
il direttore
comunicazione e
marketing Carlo
Mengucci.
A destra, Pons
con il direttore
marketing di
Fracomina
Marcello Tortora.
67
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Da sinistra: la modella
Daniela Christiansson; Barbara
Bertelli di BertelliPigola con Andrea Salin;
Rosi e Keith Renda.
Da sinistra: Silvia Grilli e Baby K; le ospiti Marina
e Sara Mangiacavalli; la manager Rosa Fanti; i prodotti
milk_shake, partner della serata. In basso, da sinistra,
Lara Alborghetti e Alessia Girola; Giulia Rocca;
i palloncini distribuiti durante l’evento.
A destra: l’influencer Martina
Luchena; Enzo Domingo
di Domingo Communication
con Giusy Parrinello.
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Da sinistra: la consulente d’immagine Rossella Migliaccio e la manager
Chiara Crespi; le piccole ospiti Anna Rocca, Anita ed Elena Riva;
gli ospiti Nicola Posteraro e la marketing manager Elena Minozzi;
Silvia Grilli con Arianna Casadei.
Sopra, Laura Franco,
pr manager di
Benetton. A sinistra,
il cantante Giovanni
Caccamo. Sotto: le
influencer Luna
Bonaccorsi e
Amaranta Medri.
Sopra, le influencer Erika Aurora, Daniela
Christiansson, Alessandra Gallocchio, Arianna
Bertoncelli, Chiara Carcano, Roberta Fusco,
tutte in Fracomina.
Lo strategic pr and
creative director di Angelini
Beauty Massimo Veneziano
e Giuseppe Occhipinti.
La conduttrice
radiofonica
e scrittrice
Paola Maugeri.
Qui, Silvia
Grilli e Lele
Pons. Sopra,
le ospiti
Beatrice
Noto e
Vittoria
Isaia.
69
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Liberi di
essere
TRANS
Qui, Rebekah Bruesehoff, nota bambina trans
di 10 anni, a Jersey City. Il cartello dice: “Io
sono la spaventosa persona transgender dalla
quale i media vi hanno messi in guardia”.
«M
entre il governo federale sta facendo tutto
il possibile per cancellare i diritti faticosamente conquistati dai transgender,
lo Stato di New York, ancora una volta,
ha preso posizione per garantire a questi
americani piena uguaglianza e protezione da un punto di
vista legale». È soddisfatto Andrew Cuomo, Governatore
dello Stato di New York, nel commentare con Grazia la notizia dell’approvazione della legislazione che tutela i diritti
della comunità transgender. Passata con una maggioranza
schiacciante, in entrambe le Camere del Governo dello
Stato, il “Gender Expression Non-Discrimination Act”,
il regolamento di non discriminazione dell’espressione di
genere, ovvero Genda, proibisce ogni tipo di ingiustizia
basata sull’identità di genere e aggiunge i transessuali
alle altre categorie protette dalla “Hate Crimes Law”, la
legge sui crimini di odio. Il provvedimento, inoltre, vieta
categoricamente ogni tipo di terapia psicologica, volta a
favorire un cambiamento nell’identità sessuale nei pazienti
che abbiano meno di 18 anni.
Per ben 16 volte la proposta di legge era stata bocciata dal
Senato a guida repubblicana, ma le elezioni dello scorso
novembre, con l’“onda blu” di rappresentanti del Partito democratico eletti, ha cambiato gli equilibri politici,
dando il via libera al passaggio della legislazione. «Per
anni», dice il portavoce dell’Assemblea dello Stato, Carl
Heastie, «abbiamo combattuto strenuamente per assicu-
70
LO STATO DI NEW YORK NON È IL PRIMO
AD AVER APPROVATO UNA LEGGE CONTRO
LE DISCRIMINAZIONI DELLE PERSONE
CHE NON SI RICONOSCONO NEL LORO
SESSO DI NASCITA. MA LA DECISIONE,
APPENA ANNUNCIATA DAL GOVERNATORE
ANDREW CUOMO, POTREBBE SEGNARE
UNA SVOLTA PER TUTTA L’AMERICA.
SU GRAZIA LUI SPIEGA PERCHÉ
di
Angela Vitaliano
da
New York
rare che i transgender fossero protetti, perché sapevamo
che quella era la cosa giusta da fare. Da questo punto di
vista, è davvero un momento storico per il nostro Stato,
ma abbiamo dovuto attendere a lungo per arrivarci». A
differenza della città di New York che, già da diversi anni,
aveva adottato autonomamente dei provvedimenti contro
ogni tipo di discriminazione basata sul genere, lo Stato di
New York era rimasto, proprio per l’opposizione dei repubblicani, l’unico del nord est dell’America a non avere una
legislazione sul tema, pur avendo tra gli abitanti circa 79
mila transessuali adulti. «L’approvazione del Genda», dice
Glenda Testone, direttore esecutivo del Lgbt Community
Center, il Centro della comunità lesbica, gay, bisessuale e
transgender di New York, «rappresenta un importantissimo
passo avanti per assicurare che i transessuali, e tutti coloro
che si riconoscono in generi non conformi e non binari
(ovvero che rifiutano l’idea che esistano solo due generi
nettamente distinti, femminile e maschile, ndr), siano
trattati con giustizia e uguaglianza di fronte alla legge
e che non possano diventare oggetto di discriminazioni
nell’ambito professionale, abitativo o all’interno di luoghi
pubblici come parchi, ristoranti o negozi».
Questo è il primo importante passo a favore della comunità
Lgbtq (“q” significa “queer”, cioè chi non si riconosce nella
distinzione tra femminile e maschile) passato dallo Stato di
New York negli ultimi otto anni. Nel 2011, infatti, quando
ancora questi cittadini non erano riconosciuti a livello
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GR A ZI A• TR AGUA R DI
Foto GETTY IMAGES
Un’attivista manifesta per i diritti
dei transessuali a New York. Il cartello dice:
“Rompete quel che è binario”, ovvero
la distinzione tra femminile e maschile.
nazionale, era stata stabilita la validità dei matrimoni fra
persone dello stesso sesso. Solo il 26 giugno del 2015, poi,
la Corte Suprema aveva dichiarato incostituzionale ogni
divieto verso i matrimoni non eterosessuali: 11 anni dopo
l’analoga decisione del Massachusetts, uno Stato sempre
all’avanguardia quando si tratta di diritti civili. «Mentre
celebriamo questo passaggio storico», dice Testone, «dobbiamo continuare a tenere ben presente che una legge non
è la cura alla sistematica oppressione e alla discriminazione
che si trovano a fronteggiare le persone “Tgncnb” (ovvero
Trans, Non-Conformi al Gender e Non-Binari, ndr)
in vari Stati. Per questo il nostro centro ha proposto un
provvedimento a completamento del Genda, che consenta
di raccogliere tutti i dati necessari per aiutare i legislatori
a comprendere meglio la complessità delle cose. Uno
strumento indispensabile per interpretare i reati commessi
sulla base dell’orientamento sessuale, dell’identità di genere
o di etnia, sia dal punto di vista delle vittime che di coloro
che li commettono».
E sebbene aumenti il numero degli Stati americani, inclusi alcuni decisamente conservatori, come lo Utah e lo
Iowa, che hanno, nel tempo, passato leggi a favore della
protezione di tutte queste categorie a rischio, in almeno
una ventina di Stati la situazione è ancora ferma e non
sembrano esserci all’orizzonte cambiamenti significativi.
Secondo una ricerca del 2016, circa il 26 per cento dei
transessuali perde il lavoro a causa delle discriminazioni,
il 50 per cento è vittima di molestie, il 20 per cento si vede
rifiutare un’abitazione e il 78 per cento, fra gli studenti
trans, viene molestato o aggredito. «Questo momento»,
dice Testone, «va celebrato perché conferma la determinazione dello Stato a impegnarsi sui temi relativi ai
diritti umani, per costruire un ambiente sempre più forte
e inclusivo, dove tutte le persone “Tgncnb” siano accolte
e pienamente protette».
Il prossimo passaggio sarà la firma del Governatore Cuomo,
che sottolinea: «Siamo il primo Stato americano ad aver
introdotto norme per proibire molestie e discriminazioni
basate sull’identità di genere e sulla libertà di espressione,
e siamo determinati a continuare la nostra battaglia contro gli indegni attacchi dell’amministrazione federale nei
confronti dei trans».
Il presidente Donald Trump, infatti, negli ultimi due anni
ha ripetutamente promesso che avrebbe rivisto tutte le
leggi che hanno garantito lo stesso tipo di opportunità a tutti gli americani, a prescindere dall’orientamento
sessuale. Fra queste, per esempio, c’è l’accesso alle forze
armate per i trans, che la Casa Bianca sta provando a
revocare, nonostante una forte opposizione, a cominciare
dallo stesso Pentagono. «Si tratta di questioni di giustizia e,
dunque», afferma il Governatore Cuomo, «posso dire che
questo rappresenta un giorno storico per i membri della
comunità Lgbtq che hanno combattuto instancabilmente
per l’approvazione del Genda». ■
71
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S H O P AT F R A C O M I N A . I T
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GUCCI
SAINT LAURENT BY ANTHONY VACCARELLO
DIOR
LOUIS VUITTON
PR
Abiti sensuali, trame per osare, sovrapposizioni
che stupiscono: dalle passerelle di Milano,
Parigi, Londra e New York, Grazia ha scelto
i look più forti della primavera-estate
DI
Benedetta Ceppi
FOTO DI
Showbit/Mondadori Portfolio
75
76
BALMAIN
BYBLOS
GIVENCHY
GR A ZI A• SPECI A LE
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PROENZA SCHOULER
JULIEN MACDONALD
ALEXANDER MCQUEEN
ROBERTO CAVALLI
GENNY
PETER PILOTTO
ISABEL MARANT
COACH
LOUIS VUITTON
3.1 PHILLIP LIM
ALBERTO ZAMBELLI
N° 21
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Superfici metallizzate e inserti a specchio illuminano
i look per la sera
77
78
VICTORIA BECKHAM
J W ANDERSON
MISSONI
JOHN GALLIANO
MICHAEL KORS
COLLECTION
CHLOÉ
SALVATORE FERRAGAMO
PORTS 1961
DIOR
GENNY
GR A ZI A• SPECI A LE
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Su abiti
a tunica oppure
s u T- s h i r t e g o n n e :
la trasparenza
ora è fatta
d’intrecci
LOUIS VUITTON
PACO RABANNE
ALTUZARRA
ROBERTO CAVALLI
SONIA RYKIEL
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79
80
La giacca corta,
l’abitino
da bambola
e il soprabito
in tinte soft
reinterpretano
il glam Anni 60
MARC JACOBS
CHANEL
GR A ZI A• SPECI A LE
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PRADA
N° 21
MARNI
SIMONETTA RAVIZZA
ELISABETTA FRANCHI
BURBERRY
LAURA BIAGIOTTI
ANDREW GN
DAKS
MIU MIU
ANTEPRIMA
ERMANNO SCERVINO
ALTUZARRA
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81
82
JUNYA WATANABE
MSGM
PROENZA SCHOULER
JEREMY SCOTT
MICHAEL KORS
COLLECTION
GUCCI
HOUSE OF HOLLAND
FENDI
ISABEL MARANT
COACH
BYBLOS
BALMAIN
GR A ZI A• SPECI A LE
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SIMONETTA RAVIZZA
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SACAI
EMPORIO ARMANI
Patchwork, tagliato
al vivo, decorato,
luccicante. Il jeans
è un must in tutte
le sue varianti
83
84
PR
MARNI
SELF PORTRAIT
CHLOÉ
LOUIS VUITTON
PREEN BY THORNTON
BREGAZZI
ANNA SUI
VERSACE
KENZO
ETRO
STELLA JEAN
ARTHUR ARBESSER
SACAI
MARYLING
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MICHAEL KORS COLLECTION
LAURA BIAGIOTTI
CHIARA BONI LA PETITE ROBE
GR A ZI A• SPECI A LE
Le fantasie si indossano in libertà: l’importante
è mixare contrasti di colori e di forme
85
MAX MARA
86
CHANEL
LOEWE
FENDI
GIADA
BURBERRY
MAISON MARGIELA
DIOR
LES COPAINS
HERMÈS
CHLOÉ
AGNONA
SALVATORE FERRAGAMO
GR A ZI A• SPECI A LE
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Dal completo
maschile all’abito
da sera,
le sfumature beige
conquistano
il guardaroba
ERMANNO SCERVINO
TOD’S
TOM FORD
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CIVIDINI
VERSACE
CAROLINA HERRERA
Il pois gioca con i contrasti
e le trame irregolari per effetti
optical ad alto impatto
88
DOLCE & GABBANA
ANDREW GN
PRADA
MAX MARA
KENZO
PR
ROCHAS
BURBERRY
ANTONIO MARRAS
SAINT LAURENT BY
ANTHONY VACCARELLO
CALVIN KLEIN 205W39NYC
ELIE SAAB
GIAMBATTISTA VALLI
GR A ZI A• SPECI A LE
ROBERTO CAVALLI
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Il motivo più
grintoso diventa
iperchic con
il giusto mix
89
90
PAUL & JOE
HAIDER ACKERMANN
ERMANNO SCERVINO
GIORGIO ARMANI
ETRO
AKRIS
EMPORIO ARMANI
AGNONA
SALVATORE FERRAGAMO
GR A ZI A• SPECI A LE
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ROKSANDA
ACNE STUDIOS
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TOD’S
CEDRIC CHARLIER
TOD’S
CAROLINA HERRERA
BOSS
I tailleur
pantalone
sprizzano
carattere grazie
alle sfumature
vitaminiche
91
JIL SANDER
SPORTMAX
EMPORIO ARMANI
HERMÈS
Y-3
DSQUARED2
ALBERTA FERRETTI
I volumi leggeri
trattenuti da cinghie
sembrano ispirati
al mondo
del paracadutismo
92
A.F. VANDEVORST
DRIES VAN NOTEN
GR A ZI A• SPECI A LE
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SAINT LAURENT BY ANTHONY VACCARELLO
COMME DES GARÇONS
LUISA BECCARIA
VALENTINO
Il nodo
decoro
non è più
un piccolo
dettaglio, ma
l’elemento di
stile più
vistoso
ELISABETTA FRANCHI
MOSCHINO
MAISON MARGIELA
DRIES VAN NOTEN
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93
94
ISSEY MIYAKE
PETER PILOTTO
BALENCIAGA
OSCAR DE LA RENTA
BLUMARINE
MAX MARA
CHIARA BONI LA PETITE ROBE
AKRIS
SAINT LAURENT BY ANTHONY VACCARELLO
GIVENCHY
PHILIPP PLEIN
MARIO DICE
YOHJI YAMAMOTO
DELPOZO
GR A ZI A• SPECI A LE
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Drappeggi
e decori
valorizzano
lo scollo
più sensuale
VERSACE
MOSCHINO
GENNY
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95
Frange e piume danno volume ad abiti e gonne
96
SIMONETTA RAVIZZA
GUCCI
VALENTINO
BLUMARINE
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MARCO DE VINCENZO
OSCAR DE LA RENTA
ROCHAS
LOEWE
MSGM
GIORGIO ARMANI
TOM FORD
MOSCHINO
BYBLOS
TOD’S
MARC JACOBS
EMPORIO ARMANI
AIGNER
COMME DES GARÇONS
GR A ZI A• SPECI A LE
GUY LAROCHE
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97
98
GIORGIO ARMANI
STELLA MCCARTNEY
HERMÈS
ALBERTA FERRETTI
PHILOSOPHY DI LORENZO SERAFINI
OFF-WHITE
SPORTMAX
GIAMBATTISTA VALLI
CHIARA BONI LA PETITE ROBE
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Con tagli, zip
e nuove forme,
la tuta è sempre
più sofisticata
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VIVETTA
CHANEL
SPORTMAX
ROBERTO CAVALLI
FENDI
MIU MIU
BROGNANO
BLUMARINE
GR A ZI A• SPECI A LE
Aderente e corto al ginocchio, il pantalone di tendenza si indossa
sotto abiti iper femminili, giacche sagomate e blouson tecnici
99
PAUL & JOE
N° 21
STELLA MCCARTNEY
MSGM
PRABAL GURUNG
PRADA
R13
100
Le fantasie tie & dye ispirate allo stile hippie
disegnano stampe super contemporanee
PROENZA SCHOULER
DIOR
GABRIELE COLANGELO
GR A ZI A• SPECI A LE
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CELINE
LOUIS VUITTON
CHALAYAN
CHRISTOPHER KANE
MAX MARA
BALMAIN
BALENCIAGA
THOM BROWNE
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Il maxidettaglio ispirato
agli Anni 80 dà vita
a giacche di carattere
per il giorno e la sera
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Da sinistra: bomber in tessuto tecnico
su pantaloni sportivi; orecchini con
logo, scarponi e sci. Pelliccia di volpe
su pantaloni jogging; fascia per capelli
in jersey, orecchini in cuoio, scarponi
regolabili e sci (tutto Fendi).
102
Foto FOTOGRAFO FOTOGRAFO
GR A ZI A•
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SEMPRE IN
Capi morbidissimi
e logo in evidenza
sono gli elementi
della collezione
Leisurewear che
Fendi ha creato
pensando a chi ama
la montagna
Giulio Rustichelli
Foto FOTOGRAFO FOTOGRAFO
fot o di
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Cappotto in denim
con interno in
montone e pelliccia
su top corto e leggings
in tessuto tecnico;
orecchini, borsa da
cintura in vitello con
logo, doposci in visone
(tutto Fendi). Pagina
accanto: per lui, pull
in cotone a quadri
su dolcevita con logo;
per lei, blazer in lana
su dolcevita a coste e
pantaloni jogging
in jersey con bande a
quadretti; borsa
Kan I in vitello
(tutto Fendi).
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106
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Bomber
impermeabile
su felpa tecnica
e pantaloni da sci;
occhiali a
mascherina,
orecchini, guanti e
doposci in visone
(tutto Fendi).
In alto: tuta da sci
in tessuto tecnico
a losanghe, casco
da sci, guanti,
scarponi e sci
(tutto Fendi).
Pagina accanto:
pull in cotone e
lana su dolcevita
con logo e
pantaloni jogging
più felpa (tutto
Fendi).
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Foto FOTOGRAFO FOTOGRAFO
Felpa in cotone con
logo, gonna di pelle,
cintura da annodare,
borsa Kan I con doppia
borchia in plexi
multicolor e doposci in
visone (tutto Fendi).
Pagina accanto: cappa
imbottita con collo di
maglia su felpa tecnica
e pantaloni stretch;
fascia per capelli,
orecchini, borsa
da cintura con logo,
guanti da sci (tutto
Fendi).
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LA GRAN BRETAGNA
NEGLI OCCHI DI
Christian
Dior
«N
on c’è nessun altro Paese al mondo, oltre al mio, il cui stile di
vita mi piaccia così tanto. Amo
le tradizioni inglesi, la cortesia
inglese, l’architettura inglese.
Amo persino la cucina inglese»,
scrisse il grande stilista Christian Dior. E, in effetti,
quello tra il couturier francese e la cultura british è
un legame profondo e speciale. Dior era affascinato
da palazzi e giardini, dai grandi transatlantici come
la Queen Mary, dalla sartorialità di Savile Row e
dai tailleurs in tweed e dalle auto, tanto da guidare
la stessa vettura della regina, una Limousine Austin Princess. Ora questo legame è al centro della
mostra evento Christian Dior: Designer of Dreams,
dal 2 febbraio al 14 luglio al Victoria & Albert
Museum di Londra.
Prima c’era stata Christian Dior: Couturier du Rêve,
allestita al Museo delle Arti Decorative di Parigi
110
Foto JAMIE STOKER, LAZIZ HAMANI, ANTOINE KRALIK, CECIL BEATON COURTESY DIOR
L’INCONTRO CON LA PRINCIPESSA MARGARET,
LA SCOPERTA DELLA CITY E LE SFILATE CHE
CONQUISTARONO LA NOBILTÀ INGLESE. UNA
MOSTRA CELEBRA A LONDRA IL GRANDE STILISTA
FRANCESE CON ABITI E DOCUMENTI UNICI. A GRAZIA
LA CURATRICE DELL’ESPOSIZIONE RACCONTA
QUESTA STORIA DI AMORE E DI STILE
DI Silvia Mapelli DA Londra
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A sinistra, lo stilista Christian
Dior con la modella Sylvie nel
1948 circa. Accanto, alcuni
manichini della mostra. Sotto,
il flacone del profumo Diorling
del 1963 e altri momenti della
preparazione dell’esposizione.
In basso, un modello della
collezione haute couture
primavera-estate 1947.
G R A Z I A • L’ E V E N T O
A sinistra, la principessa Margaret in
Dior ritratta da Cecil Beaton per il
suo 21° compleanno nel 1949. Sopra,
lo stilista nel 1955 e un modello
dell’haute couture autunno-inverno
1955/56. Sotto, da sinistra,
l’allestimento della mostra, il profumo
Miss Dior in un flacone di Baccarat
del 1947 e un modello di alta moda
creato da Maria Grazia Chiuri,
direttrice artistica delle linee donna di
Dior, per la primavera-estate 2018.
111
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G R A Z I A • L’ E V E N T O
nel 2017 e visitata da oltre 700 mila persone. «Ma a
differenza di Parigi, dove l’attenzione era rivolta al rapporto tra moda e arte, qui l’interesse è prevalentemente
la moda e la relazione che lo stilista ha avuto con il
Regno Unito», spiega a Grazia Oriole Cullen, direttrice del dipartimento Fashion and Textile del museo
londinese e curatrice della mostra. In un percorso che
si snoda attraverso 11 sezioni, inclusa la nuovissima
Dior in Britain, e oltre 500 oggetti, tra cui 230 capi di
alta moda, lettere, fotografie, video, schizzi, make up e
oggetti personali, l’esposizione sottolinea la visione della
femminilità di Dior, l’impatto rivoluzionario delle sue
linee, a partire dal celebratissimo New Look e attraverso
le creazioni dei direttori artistici che si sono susseguiti
alla guida della maison: da Yves Saint Laurent a Marc
Boham, da Gianfranco Ferré a John Galliano, da Raf
Simmons fino a Maria Grazia Chiuri. Dal 1947 ai
giorni nostri. Tra i favolosi abiti in mostra, molti dei
quali esposti al pubblico per la prima volta, spicca
quello realizzato nel 1951 per il 21º compleanno di
Margaret, contessa di Snowdon. «Il primo incontro tra
la maison e la principessa risale al 1949. Allora 18enne,
e alla sua prima vacanza in Europa, arrivata a Parigi,
la sorella minore di Elisabetta II, andò all’atelier e ne
fu talmente affascinata che, al suo ritorno a Londra,
ordinò subito un abito».
Un’ammirazione reciproca, visto che Christian Dior la
considerava, la “cliente perfetta”?
«Dior era affascinato dallo stile di vita dell’aristocrazia
britannica e in particolare della famiglia reale. Margaret era riuscita a catturare l’immaginazione popolare,
era molto bella, carismatica e con un fisico perfetto
per mettere in risalto le linea degli abiti del couturier.
Ovviamente, la principessa non era la sola ad amare
Dior. Tra le fedeli clienti, vanno infatti menzionate
anche Wallis Simpson, la ballerina Margot Fonteyn e
la scrittrice Nancy Mitford».
Sono state molte le clienti che, in questa occasione, vi
hanno donato o prestato i propri abiti?
«Il nostro archivio è piuttosto ricco, con capi icona quali
il tailleur Bar, donatoci nel 1960 proprio dalla maison.
In occasione di mostre come questa, però, capita che
potenziali donatori si mettano direttamente in contatto con noi. È così che, per esempio, abbiamo potuto
esporre il meraviglioso abito da sposa, creato nel 1953
per Jane Stoddart, e un abito da sera acquistato, sempre
in quegli anni, da Harrods per un 25º anniversario di
nozze. Tra gli abiti esposti, sono interessanti anche il
completo con soprabito in satin giallo senape e abito
da cocktail riccamente ricamato, presentato nel 1954
a Blenheim Palace, vicino a Oxford, e donato al museo
Sintonia
da Patricia Lopez-Willshaw, che lo aveva acquistato
allora, e l’abito con linea a tulipano, vinto in un concorso
indetto dal quotidiano Daily Express».
Davvero un quotidiano popolare mise in palio un abito
di Christian Dior?
«È una storia molto britannica. Nel 1953, il Daily Express
indisse un concorso, invitando le lettrici a spiegare che
cosa non amassero nelle nuove collezioni della maison
francese, ma quando a Mrs Elsie Rashleigh, la vincitrice,
venne chiesto di scegliere tra un premio di 50 sterline in
contanti e un abito confezionato su misura dallo stilista,
lei, molto astutamente, scelse l’abito».
Che cosa ci può anticipare su Dior in Britain, la nuova
galleria pensata per la mostra?
«Nella sua autobiografia, Dior parla a lungo di come,
essendo nato sulle coste della Normandia, avesse sempre
sentito una profonda affinità tra il Nord della Francia
e la nostra nazione, e di come quando, a 21 anni, venuto a Londra per imparare l’inglese, si fosse sentito
incredibilmente libero. Nel 1952 decise di espandere
la sua attività nel Regno Unito, ma dato che la storia
di questa iniziale espansione non è nota, abbiamo
lavorato a stretto contatto con la maison per scoprire
la sua evoluzione».
E che cosa avete scoperto?
«Dior aveva studiato con molta attenzione la moda
del dopoguerra e aveva realizzato che l’haute couture,
il cuore della sua attività parigina, per avere successo
doveva acquisire un peso maggiore nel mercato dell’epoca. Così aprì C.D. Models (London) Ltd, che negli
atelier di Maddox Street produceva capi prevalentemente realizzati con materiali britannici, basati sulla
haute couture di Parigi e sulle collezioni newyorkesi,
che venivano quindi venduti in grandi magazzini di
prestigio come Harrods a Londra, la cui Dior Room
nella primavera del 1953 attrasse in una sola settimana
più di 10 mila persone. In seguito al grande successo
ottenuto, la maison iniziò quindi a organizzare sfilate
aperte al pubblico nelle grandi dimore patrizie, il cui
ricavato veniva devoluto in beneficenza».
In mostra ci saranno anche i f ilmati di questi show?
«Avremo immagini e filmati. Per esempio, quello della
sfilata tenuta all’hotel Savoy nel 1950, quando, per la
prima volta, venne mostrata in Gran Bretagna una sua
collezione e i cui ricavati andarono a favore del Museum
of Costume (oggi il Fashion Museum di Bath, ndr).
Ovviamente, ci saranno anche molti abiti, inclusi alcuni
di quelli che vennero presentati nel 1954 a Blenheim
Palace durante lo show organizzato dalla duchessa di
Marlborough in favore della Croce Rossa, al quale
partecipò proprio la principessa Margaret». ■
«MONSIEUR DIOR ERA AFFASCINATO DALLO STILE
DI VITA DELL’ARISTOCRAZIA BRITANNICA E DELLA FAMIGLIA REALE»
112
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E A PARIGI L’ALTA MODA È
Foto FOTOGRAFO FOTOGRAFO
AL MUSEO RODIN
MARIA GRAZIA
CHIURI HA FATTO
SFILARE MODELLE
ANDROGINE, CHE
NON SONO NÉ
UOMINI NÉ DONNE,
MA CLOWN IMMERSI
IN UN MONDO
FANTASTICO E
PREZIOSO
Qui, due modelle in passerella
per l’Alta Moda primaveraestate 2019 di Dior. Sopra, il
tendone dove si è svolto lo
show. In alto, un momento
della sfilata.
C
un circo
’è la tradizione di monsieur Christian Dior che amava
il Circo d’Inverno. C’è la libertà sfrenata della creatività. C’è l’assoluta parità dei sessi senza più genere,
senza più maschile e femminile. E c’è la diversità fisica, che
non corrisponde più a un solo canone di bellezza ma a tanti
differenti modi di vederla. C’è tutto questo nella sfilata Alta
Moda primavera-estate di Dior, disegnata da Maria Grazia
Chiuri e andata in scena al museo Rodin trasformato in un
circo.
Modelle androgine, né uomini né donne ma soltanto clown,
sfilano con pantaloni stretti alle caviglie, leggings incastonati
di luce, giacche da domatore, abiti geometrici da pagliacci
interpretati in modo prezioso, in un trionfo della fantasia
con ispirazioni colte da Pablo Picasso a Sergej Djagilev, da
Jean Cocteau a Federico Fellini. E insieme con le indossatrici
si esibiscono le donne della compagnia circense femminile
Mimbre, creature dalla grande forza e dalla solida complicità
fisica, che intrecciano i loro corpi diversamente belli, così
differenti da quelli eterei e sottili delle modelle.
E così, come sempre nel femminismo contemporaneo di
Chiuri, i messaggi diventano importanti quanto gli abiti,
perché si può cambiare il mondo anche dal palcoscenico
privilegiato di Dior. Nel regno del bellissimo, Maria Grazia
sdogana l’orgoglio dell’imperfezione e della sessualità neutra,
visioni così moderne e così controverse.
Dopo la sfilata, donne accomunate da personalità forti vanno
a renderle omaggio nel backstage. Dall’imprenditrice digitale
Chiara Ferragni alle attrici Laura Morante, Isabella Ferrari, Sara Serraiocco, alle top model Karlie Kloss e Natalia
Vodianova, tutte salutano la più femminista tra le designer,
in una Parigi azzurrissima e piena di sole mentre la neve si
prepara a cadere. (Silvia Grilli) ■
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GR A ZI A• MODA
Un’estate
Qui sopra, le sette top model che
interpretano la campagna della collezione
primavera-estate di Chanel: da sinistra,
in piedi, Kris Grikaite, Rebecca Leigh
Longendyke, Nora Attal, Hyun Ji Shin.
Sedute: Adesuwa Aighewi, Vittoria Ceretti
e Sarah Dahl. A sinistra, Karl Lagerfeld,
direttore creativo della maison e autore
delle foto con, da sinistra, Adesuwa
Aighewi, Kris Grikaite e Rebecca Leigh
Longendyke. Sotto, quattro look da sera.
SUPERCHIC
La maison Chanel celebra con la sua nuova
collezione il desiderio di vacanza
e di mare. Grazia vi mostra in esclusiva
il backstage della campagna, firmata
dal direttore creativo Karl Lagerfeld
DI
K
Laura Incardona
FOTO DI
Olivier Saillard
arl Lagerfeld, il direttore creativo di Chanel, continua a sorprendere. Se per la sfilata della primaveraestate 2019 ha emozionato e stupito il pubblico,
trasformando il Grand Palais di Parigi in una spiaggia
con tanto di onde e risacca, per la campagna pubblicitaria, che come sempre firma anche in veste di fotografo,
ha scelto uno scenario più neutro. Ma è normale: come
ripete spesso, Lagerfeld odia la noia. Così, su uno sfondo
grigio antracite, in un alternarsi di immagini a colori e
in bianco e nero, si susseguono i look più significativi
della collezione: ci sono i foulard indossati come top
sulla pelle nuda, i cardigan bianchi aderenti con i bordi
a contrasto, i pantaloni in denim e cotone dalla linea
extralarge, le giacche e i tailleur nel tweed che ha reso famosa la maison, ma rivisti nelle proporzioni, più
ampie e comode. Le gonne sono sovrapposte alle mini
e le giacche si indossano sui pantaloni da ciclista o sui
leggings. Per la sera trionfa il nero, con abiti di organza,
114
gazar e tulle di seta lavorati come origami che richiamano
le increspature del mare. Su cappelli di paglia, sandali
in plexi e sulle tasche di giacche e camicie campeggia la
scritta Chanel, divisa in due sillabe.
Nelle foto di backstage che qui vedete in esclusiva c’è
tutto lo spirito della sfilata, che era finita con le modelle
con le scarpe in mano e i piedi in acqua, in una festosa
passeggiata sul bagnasciuga. Lo stile, raffinato e rilassato, evoca l’idea del relax della vacanza, e il desiderio di
un guardaroba che rinnova continuamente i suoi pezzi
essenziali, rendendoli contemporanei e desiderabili.
Davanti all’obiettivo di Lagerfeld posano le top model
del momento: l’italiana Vittoria Ceretti, Rebecca Leigh
Longendyke, Adesuwa Aighewi, Kris Grikaite, Sarah
Dahl, Nora Attal e Hyun Ji Shin. Un caleidoscopio di
volti e colori che testimoniano come il mondo della bellezza sia unico e aperto a tutti, al di là delle provenienze
geografiche. ■
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GR A ZI A• BACK STAGE
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ANNA
E LA STAGIONE
DELLA
SENSUALITÀ
La modella tedesca del momento,
Anna Ewers, e due grandi fotografi.
Grazia vi porta nel dietro le quinte
della nuova campagna Liu Jo,
dedicata al glamour dell’estate
DI
Monica Agostini
Alcune immagini di
backstage della campagna
primavera-estate di Liu Jo:
la modella tedesca
Anna Ewers, 25 anni,
è fotografata dal duo
Mert & Marcus.
a suo agio in un paio di jeans come in un vestito da
sera, spiazza tutti quando sorride e il suo volto si
illumina di colpo: Anna Ewers, 25 anni, è una delle
top model più richieste del momento. Il suo ultimo
lavoro è la campagna pubblicitaria di Liu Jo della
collezione primavera-estate 2019, fotografata da Mert
Alas e Marcus Piggott. Grazia l’ha intervistata tra un
servizio fotografico e una sfilata.
Per lei viene prima la comodità o la tendenza di una
stagione?
«Se non sono a mio agio con un certo look, mi sento
bloccata. Il segreto è accettarsi e mostrarsi nel modo
più naturale possibile. Posso essere rock con un paio
di jeans aderenti, casual con una T-shirt o romantica
con un abito a fiori: l’importante è che io mi senta
sempre me stessa».
Quanto conta oggi la sensualità, in una donna?
«È uno stato d’animo da declinare in base alla propria
sensibilità. Per me sta in un gesto o nella scelta di un
vestito speciale».
Che rapporto ha con le sue colleghe modelle?
«Le donne devono essere solidali, qualunque lavoro
facciano. Devono capirsi e aiutarsi quando c’è bisogno».
Come si sente nei panni della donna Liu Jo?
«Benissimo: è la seconda stagione che ne sono il volto.
Attraverso questi abiti, mi sento libera di esprimere la
mia personalità».
L’obiettivo della collezione primavera-estate di Liu Jo
è portare il glamour al centro della stagione. Che cosa
vuol dire “estate” per lei?
«Mi vengono in mente le lunghe serate al mare, circondata dalla mia famiglia e dagli amici».
Sa già come trascorrerà la prossima?
«Adoro le spiagge, ma non posso fare a meno di uscire dalla folla e di isolarmi un po’. D’estate combino
entrambe le situazioni, cerco di fare sport e di stare il
più possibile in compagnia del mio cane».
Verrà anche in Italia?
«Chissà. Sono appena stata in Sicilia per una breve
pausa dal lavoro. Adoro le vostre isole». ■
Foto MERT ALAS & MARCUS PIGGOTT
È
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Right to happiness
Sostieni
Dynamo
Camp!
Dal 2007, più di 35.000 persone, tra bambini malati e intere famiglie, hanno riso, giocato e sfidato
i propri limiti grazie alla Terapia Ricreativa di Dynamo Camp. Associazione Dynamo Camp Onlus
offre gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa a bambini e ragazzi dai 6 ai 17 anni, affetti
da patologie gravi e croniche, alle loro famiglie e ai fratelli e sorelle sani. La mission di Dynamo
Camp è di regalare a questi bambini un periodo di svago e divertimento e di contribuire a sviluppare
in loro la fiducia nelle proprie capacità e nel proprio
potenziale. Le attività si svolgono presso Dynamo Camp e
in Outreach in ospedali, case famiglia e a bordo del truck
Dynamo Off Camp in tour nelle maggiori città italiane.
Associazione Dynamo Camp Onlus
Via Ximenes, 716 loc. Limestre 51028
San Marcello Piteglio (PT)
Limestre 0573.621.71 | Milano 02.80629.46
800-526272
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Al cinema
Colmar debutta sul grande schermo nel remake
italiano della commedia francese L’Agenzia
dei bugiardi diretta da Volfango De Biasi,
ora nelle sale cinematografiche. L’attrice
Alessandra Mastronardi, protagonista femminile
della pellicola, qui in un’immagine di backstage,
indossa alcuni capi della nuova linea outdoor
creata da Colmar dedicata agli sport
che si praticano all’aria aperta (colmar.it).
F A S H I O N di Elsa Bonfiglio
Al femminile
Ice Cream è l’edizione speciale
firmata Timberland dedicata alle
donne. I famosi stivaletti sono
rivisitati in chiave pop e declinati in
tonalità pastello che ricordano
i gusti di gelato nocciola e frutti
di bosco. Il tocco in più è il ciondolo
a forma di cono o di cialda che
contraddistingue il modello,
disponibile in versione classica
o mezzo-boot (timberland.it).
L’anno del maiale
Moschino festeggia
il capodanno cinese sotto
il segno del maiale con una
edizione limitata creata
da Jeremy Scott, direttore
creativo del marchio. Porky e
Petunia appaiono su T-shirt,
felpe, camicie, una giacca in
denim (nella foto), una cover
per iPhone e una borsa-zaino
(moschino.com).
Tribù urbana
Emporio Armani presenta Remix,
un micro-guardaroba pensato
per i giovani appassionati di
musica che comprende T-shirt,
felpe, pantaloni, sneakers e zaini,
caratterizzati dal maxi logo e da
tinte essenziali (armani.com).
118
Un look
da imitare
L’imprenditrice
digitale Chiara
Ferragni (nella foto)
è stata l’ospite d’onore
dell’anteprima della
collezione Aniye By
autunno-inverno
2019/20, all’Apollo
Club di Milano.
Per lei, un mini abito
di paillettes, dalla
collezione primaveraestate 2019, in sintonia
con lo stile glam del
marchio (aniyeby.com).
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Stile da viaggio
Mandarina Duck collabora con l’illustratore Emiliano Ponzi per una capsule
collection dedicata al viaggio. Alcuni dei modelli classici, dal trolley Logoduck
alla linea eco-compatibile Revival, sono reinterpretati con una stampa
mimetica in tre diverse palette di colori (mandarinaduck.com).
Un regalo
tutto per me
Per Pandora la festa di San
Valentino è l’occasione giusta
per dimostrare l’amore che si
prova per la persona più
importante, se stessi, con una
piccola collezione di bijoux da
regalarsi. Per non dimenticare
di essere sempre amata, si potrà
scegliere un bracciale con il
lucchetto a forma di cuore, in
argento Sterling 925, decorato
dalla scritta “Loved” o il nuovo
cuore dalla forma asimmetrica
(it.pandora.net).
T-shirt al bacio
Si chiama Silvian
Heach for Lovers
la capsule
collection di
T-shirt firmata dal
marchio
partenopeo.
Protagonista è
il bacio,
raccontato
attraverso le opere
degli artisti più
famosi (nella foto
l’opera The Lovers
II di René Magritte,
silvianheach.com).
Azzurro
portafortuna
Secondo Lady Gaga, questo
sarà il colore must del prossimo
inverno. Dopo aver ritirato la
statuetta per la migliore canzone
con il film A Star is Born alla
76ª cerimonia dei Golden Globes
in un look azzurro, l’attrice e
cantautrice sceglie ancora la
stessa sfumatura e sfoggia, in
anteprima, un trench in pelle
firmato Fay, che fa parte della
collezione autunno-inverno
2019/20 (fay.com).
Come Kate
«I am Kate» è lo slogan
della nuova campagna
stampa del marchio
Metrocity, che ha scelto
come musa la top model
Kate Moss. Nell’immagine
del fotografo Miguel
Reveriego, Kate indossa
la nuova it bag MQ0295
in pelle trapuntata,
con stampa a lampo
(it.metrocityworld.com).
119
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GR A ZI A• IN TERV ISTA
TANTI COLORI, UNO SPIRITO COSMOPOLITA E UN DEBOLE PER LO STILE
PARIGINO. COSÌ ANITA RADOVANOVIC, IDEATRICE E STILISTA DI
MES DEMOISELLES... PARIS RACCONTA COME È NATO UN
MARCHIO DI SUCCESSO DI Elsa Bonf iglio
La mia moda
AMA IL MONDO
«S
Sopra, Anita Radovanovic,
stilista e ideatrice del
marchio parigino
Mes Demoiselles... Paris.
Qui, alcuni look
della collezione primaveraestate 2019.
120
ono sempre stata attratta dalla moda, sin da
quando ero piccola: conservavo in una scatola
tessuti e scampoli con i quali improvvisavo dei
vestiti», ci racconta Anita Radovanovic, stilista e
ideatrice del marchio parigino Mes Demoiselles... Paris.
«Sono cresciuta in Montenegro, nella fattoria dei miei
nonni, e di quegli anni ricordo il fascino che esercitava
su di me il folklore locale: i colori, i ricami e i lavori a
maglia che realizzava mia nonna. Ancora oggi, sono la
caratteristica del mio marchio». Mes Demoiselles... Paris
unisce infatti lo chic alla parigina con un tocco balcanico
e romantico, immaginato per viaggiatrici metropolitane
che non amano gli schemi precostituiti.
Chi sono le sue “signorine”?
«Sono donne libere e indipendenti, che pensano con la
loro testa, al di là delle mode, grazie a quell’attitudine
bohémienne che le porta a osare, nella vita come
nell’abbigliamento».
Quali sono le caratteristiche del marchio?
«Sono attratta da tessuti e colori che appartengono ai
Paesi del mondo e alle loro tradizioni. Amo però
moltissimo anche lo stile parigino, che è quella maniera
tutta particolare in cui si indossa un capo o si mescolano
gli accessori.
Il risultato sono look da indossare dalla mattina alla sera,
perché le parigine si vestono sempre con qualcosa capace
di accordarsi al loro stile di vita ancora prima che alle
tendenze. È per questo motivo che in primo piano c’è
sempre la donna e non l’abito che indossa».
In che cosa consiste il suo tocco personale?
«Tutte le mie collezioni mi riflettono: contengono i miei
ricordi e il mio passato, le mie passioni e i miei desideri,
si lasciano travolgere dalla vita e dai suoi spunti
esattamente come faccio io».
Come descriverebbe la collezione primavera-estate 2019?
«Un’evasione dalla routine».
Com’è il suo tavolo da lavoro?
«Un apparente caos formato da scampoli di tessuti,
immagini, ritagli di giornali e foglietti che, a volte,
contengono una sola parola, quella talmente forte da
poter influenzare tutta la mia collezione. E poi tantissime
foto di Paesi, di panorami, di colori. Si parte da qui per
ogni nuova collezione». ■
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GR A ZI A• MODA
WE
LOVE IT
di
Gaia Giovetti
Foto LUCIO CONVERTINI
L’energia
ai tuoi piedi
Le nuove sneakers di Hogan
si ispirano alle atmosfere
creative di Los Angeles e
reinterpretano dettagli e
colori che si rifanno agli Anni
80, ora di grande tendenza.
Il modello Max.I.Active è
realizzato in pelle e camoscio,
con inserti in tessuto tecnico
e pvc . La maxisuola è in
gomma bianca, monocolore
o con effetto spray. Le tinte
sono neon: rosa e giallo,
declinate tono su tono o a
contrasto (Hogan, € 390).
121
Street
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SNEAKERS
IN PRIMO
PIANO
LE SCARPE CON SUOLA
ALTA E SAGOMATA SONO
IMMANCABILI, QUESTA
STAGIONE. OTTO
TRENDSETTER LE
ABBINANO A MINI ABITI,
A MAGLIONI COLORATI
E A DETTAGLI FLUO
DI Riccardo Slavik
MARIA
BARTECZKO
LEAF GREENER
VERNICE La stylist
cinese punta su un
soprabito in pelle
sintetica a effetto
vernice con collo
sagomato e
maniche a cappa
di Junya Watanabe,
sopra a un maglione
a collo alto in lana
Tod’s e a pantaloni
sportivi chiusi ai lati
da bottoni a
pressione di adidas.
La borsa a mano
è di Hermès,
le sneaker sono
di Joshua Sanders.
122
SONIA LYSON
BLU L’influencer tedesca abbina
un trench di Dorothee
Schumacher in pelle sintetica
da un lato e in tessuto a quadretti
dall’altro a una maglia in lana
melange e a jeans a sigaretta
di H&M. La sciarpa è di Acne
Studios, la borsa di Wandler,
le sneakers sono di Sandro
e gli occhiali da sole di Oakley.
PASTELLO
La stylist tedesca
indossa un
bomber in
tessuto tecnico
dal taglio
abbondante con
cappuccio
e maniche con
inserti
a contrasto
di Dorothee
Schumacher, una
felpa di H&M e
jeans di NORR.
Le sneakers sono
di Balenciaga, gli
occhiali da vista
sono di Ray-Ban.
CAMILA COELHO
CINTURA L’influencer brasiliana sceglie una giacca
rivisitata con bustier, tasche applicate e cintura in vita
di Maison Margiela, come la maglia a collo alto
in jersey fluo. Le sneakers bianche sono di Jeffrey Campbell.
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G R A Z I A •PRM O D A
YUWEI ZHANGZOU
FLUO La buyer
cinese e
consulente
di moda punta
su un’ampia
felpa con collo,
bordi e retro
a contrasto
di Celine e su
pantaloni in
cotone con orli
elasticizzati
di Champion.
Le sneakers con
cinturini sono
di Maison
Margiela, gli
occhiali da sole
di Dior.
IL LOOK
DELLA SETTIMANA
CAROLINE DAUR
STAMPA L’influencer
tedesca indossa un cappotto
in nylon stampato, un top
in organza tecnica con collo
a ruche e jeans con cuciture
a contrasto, tutto di Prada,
come la borsa in pelle con
logo. Le sneakers con suola
in gomma sono di Ash.
XENIA ADONTS
Foto GETTY IMAGES
ROSHELLE
MORBIDO
La cantante italiana
abbina un piumino
in nylon imbottito
di Zalando a un top
corto in cotone
di Karl Kani
e a pantaloni in
tessuto tecnico con
bordi a contrasto sui
lati di adidas, come
la cintura in tessuto
con fibbia in metallo.
La borsa a tracolla è
vintage, le sneakers
alte sono di Buffalo,
il cappellino è
di Lacoste.
MAXI L’influencer
tedesca sceglie un
piumino in nylon su una
giacca in denim scuro e
su un top girocollo in
jersey, ampi pantaloni a
vita alta in seta, tutto
di Samsøe & Samsøe.
La borsa piccola in raso
è vintage, le sneakers
in tessuto tecnico sono
di Louis Vuitton.
123
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GR A ZI A• BELLEZZ A
MASSAGGI RIMODELLANTI, IMPULSI ELETTRICI, INTEGRATORI DI ULTIMA
GENERAZIONE: ECCO LE NUOVE STRATEGIE PER UN VISO LEVIGATO E NATURALE
DI
Luciana Bussini
FOTO DI
Catherine Harbour
e follie beauty delle signore di Hollywood fanno sempre notizia. Dopo il veleno di serpente
e l’estratto di guano d’usignolo, l’ultimo controverso trattamento che ha scatenato un putiferio sul web è opera di Georgia Louise, una
delle facialist più amate dalle attrici. Sandra
Bullock, che l’ha provato per prima consigliandolo alle amiche Cate Blanchett e Kate Beckinsale, lo ha ribattezzato “Penis facial”, perché a
base di fattori di crescita dell’epidermide (Egf ) derivati dalle cellule staminali del prepuzio di bambini coreani circoncisi. Sulla formula, descritta come portentosa per ridurre le rughe e aumentare il tono e la
luminosità della pelle, Louise ha poi chiarito che l’Egf
non proviene da nessun bambino, ma è prelevato da
cellule staminali clonate in laboratorio.
Resta il fatto che la sfida nell’ottenere un effetto lifting
naturale e senza bisturi è più che mai aperta, in ogni
campo: dai massaggi alla medicina estetica. Ecco le
dieci “formule” del momento.
esercizi che stimolano i muscoli masticatori e linguali,
come tirar fuori la lingua con precisi movimenti, permette di tonificare o distendere i tessuti di tutto il viso,
riducendo linee d’espressione e cedimenti tipo il doppio
mento. Inoltre, con esercizi mirati che agiscono sulla
postura del collo, si possono correggere anche le rughe
da smartphone». Info: silviapengo.it - bllssr.com.
LA NUOVA GINNASTICA FACCIALE . Silvia Pengo,
lassità sono strettamente legate a processi come la glicazione e l’ossidazione », spiegano le nutrizioniste Francesca e Martina Hueller (dieteticaenutrizionehueller.com).
specialista in scienze motorie e ideatrice del metodo
Fit&Face suggerisce: «Praticare pochi minuti al giorno
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LA MICRO-AGOPUNTURA. Creato dalla dottoressa
Song della Kyung Hee University di Seul, in Sud Corea, Agolifting è un trattamento di ringiovanimento
facciale che utilizza microaghi al posto del bisturi,
come spiega Cecilia Lucenti, medico agopuntore e
presidente AMI (Agopuntura medica integrata). «Ha
un’azione rivitalizzante che non stravolge le fattezze,
stimolando invece derma e ipoderma. Favorisce infatti la produzione di collagene e di tessuto connettivo che
sostiene i lineamenti, rimodellando in modo naturale
viso, occhi, collo e contorno labbra. Info: agolifting.it.
IL BELLO DI UOVA, BROCCOLI E KIWI. «Rughe e
Foto THE LICENSING PROJECT
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GR A ZI A• BELLEZZ A
«La prima è un irrigidimento delle fibre di collagene
ed elastina provocato da un eccessivo consumo di zuccheri semplici e carboidrati con alto indice glicemico
come dolci, bevande zuccherate e pane bianco. L’ossidazione, invece, causata dai radicali liberi, si contrasta
con vitamine e minerali specifici. Come la vitamina A,
presente in zucca, carote e uova; la C in kiwi, cavolo e
frutti rossi; la E in broccoli e olio d’oliva; il selenio
(cipolle, cereali integrali) e lo zinco (frutta secca)».
L’ELETTROSTIMOLAZIONE. Arriva da New York Pu-
IL MASSAGGIO ENDODERMICO. Per riattivare l’at-
quando perde le sostanze che la rendono tonica, compatta ed elastica. Ma queste sostanze (collagene, acido
ialuronico ed elastina) possono essere veicolate attraverso integratori antietà: utili anche per fornire gli
aminoacidi necessari a sintetizzare meglio e più velocemente nuovo collagene e acido ialuronico. Quanto
all’elastina, che degrada più lentamente, è importante
assumere antiossidanti che ostacolano l’azione degli
enzimi che la distruggono (vitamine C ed E, carotenoidi, resveratrolo, acido lipoico o estratti vegetali come
tè verde, frutti di bosco e curcuma). Altrettanto utili per
mantenere la pelle sana sono il rame e lo zinco. Qualche
nome? Gold Collagen, Swisse Bellezza della Pelle, Esi
Biocollagenix, Solgar Ialuronic Formula.
tività cellulare, LPG ha messo a punto il programma
#nomakeupchallenge by endermologie che promette pelle
più luminosa, sguardo più fresco e labbra più piene
anche senza make up, con due sedute a settimana per
tre settimane. In istituto ci si sottopone a microstimolazioni con speciali manipoli e testine, mentre a casa
due cosmetici mirati incrementano il processo di rinnovamento epidermico. Info: endermologie.com.
GLI ULTRASUONI PROFONDI. Ultherapy è una spe-
ciale sonda ecografica che, posizionata dal medico sulle aree da trattare, emette ultrasuoni microfocalizzati
in grado di riscaldare i tessuti alla profondità e alla
temperatura ideali. «Il riscaldamento dei punti causa
una contrazione delle fibre di collagene esistente, a cui
segue la produzione di nuovo collagene. Il che si traduce nel rimodellamento e rassodamento dei tessuti
con risultati che durano 12 mesi o più», dice Fabio
Caviggioli, chirurgo plastico e ricostruttivo, direttore
scientifico delle cliniche Juneco (juneco.it). Gli effetti
sono visibili dopo circa tre mesi di trattamento, quando
cioè le vecchie fibre di collagene vengono gradualmente sostituite dalle nuove, con un effetto lifting naturale. Info: ultherapy.it.
IL BIO-MASSAGGIO. Biologa e ricercatrice a Mosca,
Joanna Hakimova è ora una delle facialist più quotate.
Specializzatasi in bioestetica e cure naturali, ha brevettato un metodo di scultura manuale del viso che ha
chiamato Biolifting. Consiste in un massaggio energico, ma calibrato, che riposiziona i volumi attraverso lo
scollamento dei tessuti e la manipolazione, stimolando
così il rinnovamento cellulare e la produzione di collagene ed elastina. Pensato per rimpolpare l’ovale e cancellare rughe e segni di fatica, Biolifting è indicato per
tutti i tipi di pelle e Joanna insegna anche esercizi di
ginnastica facciale e automassaggio del viso che ognuna può fare a casa per mantenere più a lungo i risultati. Info: naturalbiolifting.com.
126
reLift, dispositivo di allenamento facciale che, tramite
elettrostimolazione, tonifica i muscoli del viso per un
lifting naturale dei tessuti: nella parte superiore del
volto, come su zigomi, mascella e area perioculare. In
più attenua le rughe. Bastano dieci minuti al giorno,
cinque per lato. In due versioni: Face per uso domestico e Pro per uso professionale. Info: liftface.it.
INTEGRATORI SPECIFICI. La pelle, si sa, invecchia
IL MASSAGGIO SONICO. Gli esperti sostengono che
il primo passo di una corretta beauty routine antietà sia
la detersione profonda per rimuovere trucco, impurità
e particelle inquinanti che soffocano la pelle. Se poi
alla pulizia si associano 27mila micromassaggi rassodanti i segni del tempo su viso, occhi, collo e décolleté
tendono progressivamente a ridursi. È l’idea che ha
portato alla messa a punto del nuovo Clarisonic Mia
Smart. Il dispositivo si avvale ora di tre accessori: la
spazzola Daily Radiance per la detersione, la testina per
il massaggio di viso, collo e décolleté e una specifica per
il contorno occhi.
IL TRIS TECNOLOGICO. «Agisce su perdita di tono ed
elasticità, rughe sottili e profonde, ma anche sulle discromie di viso, collo e décolleté», dice il dottor Filippo
Brighetti, chirurgo plastico e ricostruttivo (brighettiplast.
com), a proposito del nuovo protocollo TriBella di Venus
Concept . In una sola seduta, sfrutta la sinergia di tre
tecnologie: la luce pulsata che promuove il foto-ringiovanimento cutaneo, la radiofrequenza multipolare per
contrastare il rilassamento dei tessuti e la radiofrequenza nano frazionata per stimolare la produzione di nuovo collagene. I migliori risultati sono visibili a tre mesi
dal trattamento. Info: venusconcept.com. ■
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La nuova frontiera della medicina
estetica è la cosiddetta
medicina rigenerativa che
stimola il rinnovamento cellulare
attraverso microiniezioni di
tessuti autologhi, appartenenti
cioè al paziente stesso. Qui tre
procedure di ultima generazione.
Rigenera è un protocollo italiano
coperto da brevetto, usato per
ridurre le rughe, tonificare viso e
corpo, aumentare il seno,
attenuare smagliature e cicatrici,
cancellare le occhiaie e persino
contrastare l’alopecia. «Si preleva
una piccola porzione di pelle
dietro l’orecchio e con uno
speciale strumento si frammenta
in particelle da 50 micron ricche
di cellule progenitrici», spiega
Franco Perego, chirurgo plastico
docente all’Università di Padova.
«Queste sono poi diluite
in una soluzione fisiologica e
iniettate nella stessa seduta».
(rigeneraclinic.com).
Lipogems: brevettata dal chirurgo
plastico Carlo Tremolada, è una
tecnica basata sulla capacità
riparativa del tessuto adiposo.
Il grasso, prelevato e lavorato
con uno speciale dispositivo, viene
iniettato per attenuare
le rughe, rimodellare seno e glutei, e ringiovanire le mani.
(istitutoimage.it).
Selphyl: sono infiltrazioni di
plasma arricchito di piastrine in
una nuovissima forma. Spiega
Sergio Noviello, specialista in
microchirurgia, chirurgia estetica
e sperimentale: «Rispetto al
passato, questa tecnica usata per
rinfrescare il viso e correggere
i segni dell’età risulta più sicura
perché evita che i globuli rossi
e bianchi, responsabili di
un’eventuale contaminazione,
entrino in contatto con
il preparato da iniettare».
(milanoestetica.it.).
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1. Per pelli devitalizzate,
Eisenberg Siero Rigenerante
Liftante: rassoda, ristruttura e
ossigena con acido
ialuronico, estratto di
castagna d’India e liquirizia
(€ 83,50, da Sephora).
2. Idratante e riparatore,
migliora la texture della pelle
con una copertura a lunga
durata: il nuovo fondotinta
di Clinique Even Better
Refresh Hydrating and
Repairing Makeup. Fino a 27
tonalità (€ 41,80). 3. Grazie
all’acido lipoico contrasta
il rilassamento delle palpebre,
le zampe di gallina, borse
e occhiaie: Synchroline
Terproline Contour Eyes
& Lips (€ 24, in farmacia).
4. S’ispira a quattro tecniche
di medicina estetica per
agire di notte su rughe
d’espressione, rughe
profonde e superficiali
e rughe di disidratazione:
Filorga Time-Filler Night, in
una nuova formula (€ 62,
in farmacia). 5. Con estratti
di zafferano, bougainvillea,
jiaogulan e fiore di cisto,
agisce sullo strato basale
della pelle dove avviene
la rigenerazione cellulare:
Nuxe Nuxuriance Gold
Nutri-Revitalizing Serum
(€ 69,90, in farmacia).
6. Formula rinnovata anche
per Skin Caviar Luxe Cream
di La Prairie, ora con estratto
di caviale arricchito di caviale
mimetico, per potenziare
l’azione liftante e rassodante
10
(€ 423). 7. Una texture in
balsamo-crema-polvere che
leviga e rimpolpa l’incarnato:
fondotinta Giorgio Armani
Power Fabric Compatto,
in sei sfumature (€ 65).
8. Texture luminescente
e attivi antiossidanti in
Physicians Formula Spotlight
Primer (€ 15,90).
9. Racchiude una tecnologia
brevettata a base di tre
collageni rimpolpanti
Resultime Soin Collagène
3 en 1 Jour - Nuit - Masque
(€ 52,90, in farmacia).
10. Rimpolpa le zone
svuotate e rimodella i volumi
delle pelli asfittiche, Gerard’s
SoySoy Crema Riempitiva
Viso all’Acido Jaluronico
(€ 52, in istituto).
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GR A ZI A• BE AU T Y CONFIDENZE
Michelle e la bellezza
NATURALE
LA SHOWGIRL MICHELLE HUNZIKER È DIVENTATA IMPRENDITRICE E
TESTIMONIAL DEL MARCHIO GOOVI. E ORA, SPIEGA A GRAZIA, VUOLE LANCIARE
UNA COMMUNITY DEDICATA AL BENESSERE DI TUTTA LA FAMIGLIA
C
Stefania Bellinazzo
ento ne fa e cento ne pensa, Michelle Hunziker. Exmodella, conduttrice televisiva, attrice, cantante, madrina di eventi, attivista in difesa delle donne (vedi
Doppia Difesa, creata con l’avvocato e ministro Giulia
Bongiorno per assistere le vittime di discriminazioni,
violenze o abusi), ma soprattutto mamma. È questo il ruolo
che dichiara di preferire quando la incontro a Milano per
la presentazione di Goovi, il marchio di cui è co-fondatrice
con il gruppo Artsana. Nessun look da palcoscenico, ma
un semplice tubino rosa shocking, trucco naturale e i lunghi capelli biondi raccolti in una coda di cavallo. Il suo
modo di parlare fa allegria perché è un misto di italiano,
battute in dialetto milanese e vociate alla bergamasca.
Ma davvero fare la mamma le piace così tanto?
«Io ho avuto la fortuna di diventare madre a 19 anni e mi
ha cambiato completamente la prospettiva della vita. Ringrazio Dio tutti i giorni per il lavoro che faccio, ma soprattutto perché la sera poi torno a casa e mi devo occupare
della famiglia. Tra tutte le produzioni, televisive e non,
fare figli è stata la più importante».
Lei è un’appassionata della cosmetica “verde”, c’entra con le
sue origini svizzere?
«Certo. In Svizzera sei sempre a contatto con la natura, a
scuola t’insegnano fin da piccoli a fare la raccolta differenziata dei rifiuti. È normale che questa mia formazione
si sia riversata anche sui prodotti Goovi, formulati con
fino al 99,5 per cento di ingredienti di origine naturale
e tutti in confezioni riciclabili. Oggi non si può prescindere dall’ecosostenibilità, anzi siamo già in ritardo per
rimediare i danni fatti».
Nella campagna pubblicitaria di Goovi lei ha coinvolto le sue
bambine Sole, 5 anni, e Celeste, 3 (avute dall’imprenditore
Tomaso Trussardi, ndr), in una foto mentre fanno il bagno
con lei. Non ha paura di metterle in mostra?
«Io non amo postare le mie bambine sui social, ma quando
ho pensato che ero coinvolta in un contenitore per la famiglia, ha vinto la voglia di condivisione di un’esperienza di
mamma, di donna. Mia figlia Aurora, che oggi a 22 anni,
128
FOTO DI
Gianluca Saragò
da bambina aveva sofferto di essere “pixelata” nelle foto
perché le sembrava di essere invisibile, non reale. Trovo che
l’immagine digitale che “cancella” i bambini sia un’ipocrisia
perché non è quello che li rende più protetti. E poi le piccole
si sono divertite moltissimo a giocare con la schiuma».
A proposito, come è il suo rapporto con Aurora (avuta con il
cantante Eros Ramazzotti, ndr)? Ama il “green” anche lei?
«È frizzantina e ha il fuoco per la voglia di fare. Si cura con
qualche cosmetico naturale forse più perché è di moda che
per convinzione, ma va bene così. L’ammiro: pur essendo
figlia di personaggi pubblici, non vive il suo ruolo in modo
negativo. Fin da quando era bambina ho cercato di non
trasmetterle insofferenza o fastidio nell’essere sotto tiro dei
fotografi, la buttavo sul divertimento: per esempio, facevo
finta di giocare a nascondino con i paparazzi».
Lei sa leggere l’etichetta di un prodotto cosmetico?
«No, “ofelè fa el to mestè” (“pasticciere, fai il tuo lavoro” in
dialetto meneghino). Quello che so per certo è che i nostri
prodotti sono sicuri: senza parabeni, siliconi, solfati, oli
minerali, coloranti , fragranze sintetiche, etc. Di formule
buone ce ne sono tante, ma la novità del marchio è la sua
filosofia, cioè curare il benessere e la salute della propria
famiglia diventando anche una community, un forum in cui
ci si scambia consigli, pareri, informazioni: Goovi infatti è
l’abbreviazione di “Good Vibes”, cioè “buone vibrazioni”».
Il sorriso è il suo “marchio”, pur avendo vissuto esperienze
pesanti: nel 2017 ha dichiarato che dal 2001 al 2006 è
stata plagiata ed ha fatto parte di una setta. Quanto conta
nella vita essere positivi?
«È l’insegnamento di mio padre Rodolfo: era alcolista, aveva
tanti problemi, ma con le persone era sempre empatico e
allegro. Mi ha fatto capire che la vita è dura con tutti, nessuno rimane esente dal dolore, ma in ogni giorno c’è sempre
un motivo che può regalare un sorriso. Quando ero nella
setta ho vissuto l’isolamento ed è stato grazie al contatto
con il pubblico e con i comici di Zelig che ho trovato uno
sbocco. Nel superare quell’esperienza mi ha aiutato anche
il riconoscere la mia responsabilità nell’essere vittima: non
Foto LA PRESSE, still-life ENZO TRUOCCOLO
DI
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Formule
con il sorriso
Nella foto, Michelle
Hunziker, 41 anni:
ha testato in casa
con il marito
e le figlie tutti
i prodotti Goovi.
bisogna stare nel lamento fissandosi sulle colpe proprie o
degli altri, ma perdonarsi e guardare avanti».
Oltre all’igiene personale e agli integratori, nella linea
sono previsti anche prodotti per pulizia della casa. Certo
che non è facile immaginarla in versione casalinga a cucinare o a fare il bucato.
«Ma sta scherzando? Io sono svizzera, partiamo sempre
da lì: mia madre ha insegnato sia a me sia a mio fatello a
essere autonomi anche nelle faccende domestiche».
Quindi sa fare anche le torte. Quale le viene meglio?
«La torta paradiso, che piace moltissimo alle mie bambine, e la crostata, che invece è la mia passione. E poi, fare i
biscotti con i propri figli è la cosa più bella del mondo». ■
Naturale, efficace e sicura.
La linea Goovi è prodotta
in Italia da Artsana Group,
nasce da un’accurata
selezione di materie
prime naturali ad elevata
biodisponibilità, è testata
dermatologicamente su
pelli sensibili, usa solo
profumazioni naturali (scelte
da Michelle), è adatta anche
ai vegani e sprizza positività
e allegria sia nei nomi sia
nei colori dei prodotti. Nella
foto in basso, da sinistra: le
salviette multiuso Wherever
& Whenever in tessuto
biodegradabile (€ 2,90);
la crema corpo nutriente If
Skin Could Smile (€ 10,90)
nella versione karité-vanilla
come il bagnoschiuma Take
Me To The Bath (€ 11,90);
la tisana My Gold Elixir a
base di inulina prebiotica
(€ 16,90) e l’integratore
Omega, Omega, Omega!
con olio di semi di canapa e
di amaranto, energizzante
e per una pelle più luminosa
e idratata (€ 19,90).
In farmacia e su goovi.com
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B E A U T Y di Paola Spezi
Caroline e
il profumo
con
maglione
Direttore creativo di Iceberg
dal 2016, l’inglese James Long ha
scelto la modella e musicista Caroline
Vreeland come testimonial della
sua prima fragranza femminile per
il marchio italiano (la versione
maschile, invece, è interpretata,
dal modello Noah Luis Brown).
Caroline, losangelina, nipote della
giornalista e icona della moda Diane
Vreeland, è anche l’autrice della
colonna sonora dello spot e ha fatto
ufficialmente il suo ingresso
in Iceberg sfilando sulla passerella
della primavera-estate 2019
(a sinistra). Quanto al profumo,
che “indossa” un maglione in omaggio
alle origini del brand, è un bouquet
floreale e fruttato che Long definisce
«provocante, ma facilmente
portabile»: Iceberg Since 1974 for Her.
UN PREMIO
PER IL
TALENTO
FEMMINILE
Per Bionike, marchio italiano leader della dermocosmesi
in farmacia, il 2019 è iniziato non con il lancio di
un prodotto, ma di un progetto. Bionike Award (in alto,
a sinistra, il logo) è un concorso che vuole premiare
il contributo femminile nell’imprenditoria, rivolgendosi
a tutte le donne, di ogni età e origine, residenti in Italia.
Le candidate dovranno essere titolari di un’impresa,
attiva da non più di cinque anni, che rappresenta un’idea
di business originale nel settore dei servizi, del design,
della ristorazione o dell’agroalimentare. C’è tempo
di candidarsi fino al 15 marzo su bionikeaward.it., quindi
una giuria di quattro imprenditrici sceglierà le finaliste
che, dal 19 aprile al 9 maggio, verranno votate
dagli utenti del sito. Il 30 maggio, infine, ci sarà
la proclamazione digitale della vincitrice.
Spazio al divertimento
La prima boutique è stata inaugurata poco
tempo fa a Milano, dove il marchio è nato da
un’idea dell’artista Siriano Jamal. Con
una gamma vastissima di trucchi e accessori,
Wakeup Cosmetics si propone di far vivere
un’esperienza trucco diversa, ad alto tasso
di creatività e divertimento. Nello spazio
di Corso Buenos Aires 16 (in alto), lo staff beauty
è a disposizione per servizi e consigli
personalizzati, e sono già previste nuove aperture
nelle principali città italiane ed europee.
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LO SHAMPOO MICELLARE
Tra i prodotti più amati dalle celeb (che lo
tengono in borsa per ravvivare la piega) e dagli
hairstylist (che lo usano per rinfrescare i capelli
delle modelle tra una sfilata e l’altra), lo shampoo
secco ha una nuova versione. Creata da R+Co,
s’ispira alle acque micellari struccanti e racchiude
le stesse particelle purificanti. Più olio di
ricino e silici per dare idratazione e morbidezza:
Spiritualized Dry Shampoo Mist. In salone.
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GR A ZI A• BE AU T Y
WE
LOVE IT
di
Paola Spezi
Foto ENZO TRUOCCOLO
Luce
sulle labbra
Anticipando una tendenza
moda della primavera-estate,
quella dei tessuti laminati
e dei ricami scintillanti,
Deborah Milano fa indossare
al suo rossetto bestseller
una nuova luce metallica e
la declina in otto tonalità:
dal nude al mattone, dal rosa
al rosso e al bordeaux.
A rivestire le labbra di riflessi
ultrabrillanti pensa la polvere di
diamante, mentre l’acido
ialuronico, levigante e
rimpolpante, enfatizza il risultato.
Collezione Milano Red Metal
(ed. limitata, 12,50 euro).
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GR A ZI A• BE AU T Y
di Paola Spezi
Irrinunciabili
1
RICETTA SVEDESE Con vitamina
C e acido ialuronico, Björk & Berries
Skin Awakening C- Serum è l’ultima
novità del marchio di ecoluxury
svedese. Ideale per restituire tono,
idratazione ed elasticità alle pelli
stanche e infreddolite (€ 59).
SEXY CON IRONIA Omaggio
a Mae West, diva emancipata
degli Anni 30 e primo sex symbol
della storia del cinema, Mae
è la nuova fragranza creata da
Paola Bottai per Cristina Fogazzi,
alias L’Estetista Cinica. Segni
particolari: spiritosamente erotica
(€ 70, su veralab.it).
3
MORBIDEZZA EXPRESS Si chiama
Let it Go Circle la nuova maschera monouso
per capelli stressati della linea “The Circle
Chronicles” di Davines. Pratica da portare in
viaggio come nella borsa della palestra,
si applica anche “a zona”, in combinata con
le altre, per rispondere ai diversi bisogni
della chioma (€ 7,40, in salone).
4
5
LABBRA GOLOSE Con olî di cocco e moringa, più estratto di ciliegia
acerola, Kiehl’s Love Oil for Lips è nutriente come un balsamo labbra e lucido
come un gloss. In versione trasparente o colorata (nella foto, € 20).
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2
SGUARDO
INTENSO
Per chi ama gli
occhi saturi
di colore: Mac
Kajal Crayons
è un khol
cremoso che
fa anche da
ombretto.
In sei tinte ad
alto impatto.
Qui il porpora
Flourish
Me Beautiful
(€ 21).
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Cult cult cultura
GR A ZI A•
MOSTRE
LA STORIA
SUL CORPO
delle
donne
A ROMA 100 OPERE D’ARTE
RACCONTANO COME È STATA
INTERPRETATA LA FIGURA
FEMMINILE NEGLI ULTIMI DUE
SECOLI. GRAZIA VI GUIDA TRA
I CAPOLAVORI CHE HANNO
CAMBIATO IL NOSTRO SGUARDO
DI
Franco Capacchione
U
na figura che emerge dall’ombra, il sorriso
accennato: è Elisa, la moglie di Giacomo
Balla, in uno dei capolavori del pittore
torinese, Il dubbio (1907-1908). Il ritratto è stato
scelto come immagine-manifesto per la mostra
Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione
alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, in partenza il 24 gennaio, fino al 13 ottobre. Cento opere
tra dipinti, sculture, grafiche, fotografie e video
raccontano come è cambiata la rappresentazione
della figura femminile tra fine Ottocento e i nostri
giorni. Negli anni più lontani, non si sfugge alla
contrapposizione tra santa e tentatrice come in
Le vergini savie e le vergini stolte (1890-1891)
di Giulio Aristide Sartorio. Sotto il fascismo
domina la regina del focolare con qualche voce
dissonante come dimostra Donne che si spogliano (1934), il dipinto di Mario Mafai esposto a
Roma: due nudi femminili minacciati da ombre
simili a fantasmi. Ma è solo alla fine degli Anni
60 che nasce una nuova consapevolezza, nella
società come nell’arte, e le donne esprimono in
prima persona il loro immaginario. Rappresentano
questa “rivoluzione” Tomaso Binga, pseudonimo
di Bianca Pucciarelli, che si muove tra poesia e
pittura, e Giosetta Fioroni con i suoi autoritratti
surreali. Il percorso espositivo è accompagnato da
134
Giacomo Balla,
Il dubbio, 1907-1908,
olio su carta.
videoinstallazioni, film e documenti fotografici.
L’ultima sezione è dedicata alle relazioni tra arte
contemporanea, emancipazione femminile e lotte
femministe. Forse dopo questa mostra possono
sentirsi rassicurate le Guerrilla Girls, il gruppo
di artiste femministe radicali, nato negli Stati
Uniti, che negli Anni 80 si chiedevano provocatoriamente: «Le donne devono essere nude per
entrare nei musei?». ■
DONNE. CORPO E IMMAGINE TRA SIMBOLO E RIVOLUZIONE,
GALLERIA D’ARTE MODERNA, ROMA. FINO AL 13 OTTOBRE
(GALLERIAARTEMODERNAROMA.IT).
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LIVE
LA TRAP SIAMO NOI
La Dark Polo Gang. Da sinistra: Dark Pyrex, Tony Effe e Wayne Santana.
IL LIBRO
Le parole della fertilità
DIVENTARE GENITORI È UN DESIDERIO NATURALE, UN SENTIMENTO D’AMORE
CHE SI TRASFORMA IN MALATTIA QUANDO NON SI REALIZZA. L’INFERTILITÀ È
UNA CONDIZIONE CHE SCATENA UNA COMPLESSITÀ DI SENTIMENTI DIFFICILI
DA CONDIVIDERE, MA CHE NELL’INTIMITÀ ANONIMA DI UN BLOG
(PAROLEFERTILI.IT) HANNO TROVATO UN LUOGO NEUTRO, IDEALE PER
DIVENTARE STORIE. PIÙ DI 50 DI QUESTE SONO CONFLUITE NEL LIBRO PAROLE
FERTILI (MONDADORI), A CURA DI CRISTINA CENCI E FRANCESCO DIMITRI.
SI TRATTA DI UN COLLAGE DI RACCONTI FEMMINILI IN PRIMA PERSONA PER
DONARE AD ALTRE DONNE LA FORZA DI UN’ESPERIENZA. (C.P.)
L’OSPITE
L’ALTRO
Foto YONAS TESFAMICHAEL
Jovanotti
Sono i paladini della trap, il genere musicale più
amato dai ragazzi. E il loro ultimo successo,
Cambiare adesso, viaggia sui cinque milioni di
visualizzazioni su YouTube. Però i tre ragazzi
della Dark Polo Gang si arrabbiano se li chiami
semplicemente “fenomeno”, perché puntano
più in alto. Il loro terzo album è Trap Lovers,
lanciato qualche mese fa. E ora stanno per
partire per un tour nei club d’Italia.
Il 9 febbraio la band sarà al Fabrique di Milano,
il 23 al Viper Theatre di Firenze, l’8 marzo al
Teatro della Concordia Venaria Reale di
Torino, il 15 all’Atlantico di Roma e il 23 marzo
al Vox di Nonantola (Modena).
Il segreto del loro successo è un sound
orecchiabile e modaiolo, certo, ma soprattutto
un’attitudine fatta di look estrosi, marchi
esibiti, atteggiamenti vincenti e slang virale.
Non a caso il loro insulto preferito, “Bufu”, è
stato inserito nell’enciclopedia Treccani. Su
Instagram vanno fortissimo, così come gli
amori che li riguardano. L’ultimo coinvolge
Tony Effe, uno dei tre trapper, e l’influencer
Taylor Mega, con contorno di commenti
appassionati dei fan sul web. (Diego Perugini)
Il cantante
Lorenzo
Jovanotti,
52 anni
Appuntamento speciale con Jovanotti a Radio
Italia Live, da guardare anche su Real Time il
30 gennaio alle 21.10. L’artista salirà sul palco
del “music-talk” condotto da Manola Moslehi
e Daniela Cappelletti per un concerto dal vivo
diverso dal solito che si intitola Mai stato single.
Un gioco di parole che si riferisce alla scaletta,
nella quale saranno presenti solo brani mai usciti
in singolo, da La valigia a Ragazzini per strada,
Amoremio e Chiaro di luna, dall’ultimo album
Oh vita. A luglio poi Jovanotti sarà in tour sulle
spiagge col Jova Beach Party, in partenza da
Lignano Sabbiadoro, che si preannuncia già come
uno degli eventi musicali più interessanti della
prossima estate. (Elisabetta Colangelo)
RADIO ITALIA LIVE, SU REAL TIME E RADIO ITALIA,
IL 30 GENNAIO ALLE 21.10
135
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TEATRO
QUANDO L’ANSIA
va in scena
LA SCRITTRICE DARIA BIGNARDI FESTEGGIA
I DIECI ANNI DEL SUO PRIMO LIBRO METTENDOSI
IN GIOCO SUL PALCOSCENICO
DI Elisabetta Colangelo
S
ono passati dieci anni dalla pubblicazione di Non vi
lascerò orfani, il mémoir in cui Daria Bignardi, al suo
esordio come scrittrice, rifletteva su come la perdita
di un genitore possa avere conseguenze anche sulla
vita di un figlio adulto. Il libro ha venduto 200 mila
copie e ora è ripubblicato nella collana Absolute
Oscar di Mondadori. Per festeggiarlo con i lettori
Bignardi ha preparato uno spettacolo dal titolo La
coscienza dell’ansia, nel quale ripercorre idealmente
la sua carriera letteraria fino all’ultimo lavoro, Storia
della mia ansia. Lo spettacolo, che debutta a Milano
il 25 gennaio al Centro Mare Culturale Urbano, la
vedrà in scena insieme con la cantautrice e attrice
Flo. I posti sono prenotabili su eventbrite.it, in più c’è
anche la diretta streaming dalla pagina facebook.com/
mondadorilibri.
La giornalista e
scrittrice Daria
Bignardi, 57 anni.
LA COSCIENZA DELL’ANSIA , IL 25 GENNAIO ALLE 21.10 AL CENTRO
MARE CULTURALE URBANO DI MILANO.
FESTIVAL
INCONTRI SENZA FRONTIERE
Cinque appuntamenti
tra Napoli, Roma e
Milano per Strane
Coppie, la
manifestazione culturale
condotta da Antonella
Cilento. Scrittori di oggi
dialogano con le grandi
costellazioni di autori
del passato su temi
ancora molto attuali.
Tra gli ospiti: Giorgio
Amitrano, Lisa
Ginzburg, Melania G.
Mazzucco, Giuseppe
Montesano, Marta
Morazzoni.
Torna dal 1° al 3
febbraio il NebbiaGialla
Suzzara Noir Festival,
la manifestazione
dedicata alla letteratura
gialla ideata da Paolo
Roversi. Sei gli ospiti
internazionali di questa
13a edizione: l’indiano
Abir Mukherjee,
l’inglese B.A. Paris, la
svedese Hanna
Lindberg, la francese
Johana Gustawsson,
l’australiano Tim Baker
e lo scozzese Stuart
MacBride.
STRANE COPPIE , FINO AL
23 MAGGIO A NAPOLI,
ROMA E MILANO,
LALINEASCRITTA.IT.
NEBBIAGIALLA, DALL’1 AL 3
FEBBRAIO A SUZZARA
(MANTOVA),
NEBBIAGIALLA.IT.
136
A 50 anni dal primo
passo dell’uomo su un
altro pianeta, la 7a
edizione di Writers. Gli
scrittori (si)
raccontano è dedicata
alla Luna. La rassegna,
ospitata ai Frigoriferi
Milanesi, esplora il
fascino che il satellite
esercita sull’uomo, dal
Canto del pastore
errante dell’Asia di
Giacomo Leopardi al
“moonwalk” di Micheal
Jackson. (P.S.B.)
WRITERS. GLI SCRITTORI
(SI) RACCONTANO ,
DALL’1 AL 3 FEBBRAIO,
MILANO,
WRITERSFESTIVAL.IT.
L’astronauta dell’Apollo 11 Buzz Aldrin sul suolo della
Luna nel luglio 1969.
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GR A ZI A•
ARTE
cult
NEW YORK E UNA
grande artista
Foto PINO DELL’AQUILA, TOM POWEL IMAGING, ELISABETH BERNSTEIN /ARCHIVIO CAROL RAMA,TORINO/COURTESY LÉVY GORVY, GETTY IMAGES
È
stata un’artista innovatrice,
dall’immaginazione sfrontata e dirompente, che ha attraversato con la sua vita tutto il Novecento. Ha anticipato le
riflessioni su sessualità, potere,
rappresentazione, tanto che la sua prima personale, nel
1945, fu censurata, a causa delle immagini apertamente erotiche. Ma Carol Rama, nata a Torino nel 1918 e
morta nella sua città nel 2015, Leone d’oro alla carriera alla Biennale d’Arte di Venezia del 2004, ancora non
è nota in tutta la sua grandezza, soprattutto all’estero.
Ora una mostra alla Galleria Lévy Gorvy, a New York,
si propone di colmare questa lacuna. Ci racconta l’esposizione proprio Valentina Castellani, che sta collaborando con la galleria Lévy Gorvy al progetto di
promozione internazionale di Carol Rama. Torinese
come l’artista, dopo aver lavorato all’importante casa
d’aste Sotheby’s prima a Londra e poi a New York, aver
diretto per 11 anni la Galleria Gagosian nella stessa
città, oggi è art dealer indipendente e insegna al dipartimento di Arti visive dell’Università di New York
Steinhardt.
Com’è nata l’idea di questa mostra?
«In maniera abbastanza casuale. Parlando di artiste con
Dominique Lévy, della Galleria Lévy Gorvy, citai anche
Carol Rama, che Dominique non conosceva. Dopo
qualche mese mi disse che aveva deciso di prendere la
rappresentanza degli archivi di Rama per l’America e
mi propose di collaborare con la galleria».
Perché proprio Rama?
«Sono cresciuta a Torino e ho avuto l’opportunità di
conoscerla: era una donna magnetica, già anziana, eccentrica con il suo trucco marcato e la treccia di capelli posticci intorno alla fronte. Era nota soprattutto in
città, non si era mai creata una rete al di fuori. Rimasi
molto impressionata dalle sue opere: gli acquerelli erotici degli Anni 30, i “bricolage”, cioè i collage con occhi
di bambola, denti di animali e frammenti di ferro sono
estremamente originali e anticipatori di tendenze che
si sarebbero sviluppate più tardi. La mostra, curata da
Flavia Frigeri, è concepita per mettere in relazione
Rama con i grandi artisti internazionali, che esponevano nella sua città. Torino è stata a lungo una delle
capitali dell’arte di avanguardia».
Dobbiamo pensare che gli artisti italiani siano poco conosciuti all’estero?
«No, non è così. Nel caso di Carol Rama, fu proprio la
sua volontà a farla rimanere a Torino».
CAROL RAMA: EYE OF EYES ALLA GALLERIA LÉVI GORVY DI NEW
YORK DAL 24 GENNAIO AL 23 MARZO (LEVYGORVY.COM).
UNA MOSTRA A
MANHATTAN
E UN’ESPERTA
ITALIANA
VOGLIONO FAR
CONOSCERE
CAROL RAMA
ALL’AMERICA
DI Laura Incardona
A sinistra,
Senza titolo, del
1967. Sopra, da
sinistra, Presagi
di Birnam, del
1994, e
Bricolage, del
1966. In alto,
un ritratto
dell’autrice,
Carol Rama,
scomparsa nel
2015 a 97 anni.
A sinistra,
l’art dealer
Valentina
Castellani.
137
GR A ZI A•
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cult
LIBRI
PAGINE per capire la vita
IL RITORNO DI TONI MORRISON, DUE OPERE PRIME, UN ROMANZO OLANDESE
E UNA COMMEDIA. SONO I CINQUE TITOLI DA NON PERDERE DI QUESTA SETTIMANA
DI Valeria Parrella
❤❤❤❤
Herman Koch è il più
grande autore vivente dei
Paesi Bassi: anni fa ebbe
grandissimo successo un
suo romanzo, La cena.
Qui torna con un’idea
travolgente, che spiazza il
lettore, mettendolo
davanti a se stesso
nell’atto di leggere il libro.
Easy life è infatti non solo
l’ultimo lavoro di Koch,
ma anche il più famoso
libro del suo protagonista:
un immaginario guru,
diventato ricchissimo
scrivendo questo
prontuario di auto-aiuto
che ha venduto 40
milioni di copie nel
mondo. Peccato che il
guru pensi di tenere tutto
sotto controllo e, invece,
è proprio di se stesso, dei
suoi affetti più profondi,
che non ha capito nulla.
EASY LIFE
Herman Koc,
Neri Pozza,
pag. 128, € 12,50
Commovente
❤❤❤
È la storia commovente di
due fratelli: Diego, che ha
20 anni e si sta
preparando per superare i
test d’ingresso di una
accademia militare, e
Olmo, che di anni ne ha
13, con tutte le
contraddizioni che questo
porta. Vivono con il
nonno sulle pendici di una
montagna battuta dai
turisti, attraversata dalle
seggiovie. Eppure è Olmo
che saprà aspettare
Diego, che saprà costruire
uno spazio di accoglienza
sufficiente alle loro vite
disastrate. Il libro,
un’opera prima di ottima
scrittura, è commovente
proprio per la distanza che
l’autore vi inietta, proprio
per le cose dette in
maniera semplice, con
una lingua diretta e pulita.
LUCE RUBATA
AL GIORNO
Emanuele Altissimo,
Bompiani, pag. 240,
€ 17
138
Magnifico
Risolutivo
❤❤❤❤
Un cuore tuo malgrado
prende l’abbrivio da una
morte improvvisa, uno
schianto, un incidente e,
dunque, la
ricomposizione dei giorni,
la necessità del lutto. È
un romanzo visto dagli
occhi di chi il lutto lo ha
provocato e di chi ha
bisogno quindi di
ricostruirsi in un guscio
esterno. L’autore inventa
una voce di donna
credibile e accorata: la
conduce nello spazio
della ricerca interiore e in
quello della ricerca tout
court (fotografica qui,
ma potrebbe essere
qualunque ambito),
creando un cortocircuito
tra ciò che mettiamo in
atto e ciò che invece solo
ci piove giù dal cielo. In
un certo senso, questo
libro è la soluzione.
UN CUORE
TUO MALGRADO
Piero Sorrentino,
Mondadori, pag. 149,
€ 17
Divertente
❤❤❤
Enrico Ianniello è un
artista poliedrico e
multiforme: è attore,
regista e traduttore.
Ha lavorato a lungo
nella compagnia di Toni
Servillo. Dal catalano ha
tradotto le opere di Pau
Miró, Jordi Galceran,
Sergi Belbel. Al cinema
ha lavorato con il regista
Nanni Moretti, e in
televisione è il
commissario Vincenzo
Nappi della serie Un passo
dal cielo. Qualche anno
fa vinse il premio
Campiello Opera Prima
e ora torna con una
commedia molto
divertente, piena
di figure classiche della
drammaturgia comica,
come i “doppi”. Sboccata
ma rispettosa, dialettale e
italiana al tempo stesso.
LA COMPAGNIA
DELLE ILLUSIONI
Enrico Ianniello,
Feltrinelli, pag. 272,
€ 17
❤❤❤❤❤
«Esisto solo se escludo
qualcuno… E può essere
chiunque: il meridionale,
il nero, il matto, il povero,
il disabile». La prefazione
di Roberto Saviano a
questo magnifico libro
di Toni Morrison
apre le pagine italiane di
un discorso sulla “razza”
di vitale importanza
in questi giorni. Un
lucido, accorato,
intelligentissimo e
poetico resoconto della
più importante
scrittrice americana
contemporanea. Si
potrebbe definire una
orazione civile che passa
per Ernest Hemingway,
per William Faulkner, per
Flannery O’Connor e per
La capanna dello zio Tom,
in un modo che non vi
aspettate.
L’ORIGINE DEGLI
ALTRI
Toni Morrison,
Frassinelli, pag. 168,
€ 15,90
❤ trascurabile
❤❤ passabile ❤❤❤ amabile
❤❤❤❤ formidabile
❤❤❤❤❤ irrinunciabile
Foto CLAUDIO SFORZA
Travolgente
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La scrittrice
e psicologa
comportamentale
turca Akilah Azra
Cohen, 40 anni.
INCONTRI
ALLA RICERCA del sé
IN TURCHIA AKILAH AZRA KOHEN È UN FENOMENO DA MILIONI DI
COPIE. ORA ARRIVA IN ITALIA IL PRIMO VOLUME DI UNA TRILOGIA
CHE VUOLE AIUTARE CHI LEGGE A TROVARE UN NUOVO EQUILIBRIO
DI Monica Bogliardi
A
«Risponde a un bisogno.
Phi, Chi, Pi preparano
l’individuo al suo viaggio
verso uno sviluppo interiore e un cambiamento
spirituale, fornendogli,
pagina dopo pagina, storia dopo storia, senza mai
annoiarlo, tutte le informazioni che avrebbe potuto trovare solo in articoli accademici. Così il lettore
acquisisce strategie che servono a tutta la famiglia per
stare bene e, per esempio, non andare in depressione». Tornerà a fare la psicologa?
«No: dopo aver scritto l’ultimo dei miei libri, e ne mancano otto, mi dedicherò alla mia fattoria». ■
zra Kohen, psicologa comportamentale turca, inglese d’adozione, è arrivata in libreria con il primo volume Phi della trilogia (seguiranno Chi e Pi) che in
Turchia ha venduto due milioni di copie e da cui hanno
già tratto una serie tv. È la storia dello psichiatra Can
Manay, della vicina di casa di cui si innamora e di altri
personaggi, tutti accomunati dall’essere in viaggio verso
il loro vero sé. Grazia l’ha incontrata.
Il suo libro è ricco di informazioni mediche su come diventare una persona “che funziona”. Come def inisce questo
tipo di letteratura?
«Direi “fiction terapeutica”. In realtà volevo scrivere un
libro che contenesse ciò che serve per raggiungere un
equilibrio. Ma volevo parlare a più persone possibili,
dunque ho pensato che l’ideale fosse un romanzo in cui
l’amore veicolasse tutte queste informazioni». Perché la sua trilogia ha avuto tanto successo? AKILAH AZRA KOHEN, PHI, MONDADORI, PAG. 528, € 19.
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GR A ZI A• V I AG GIO
L’ACQUA dell’amore
PISCINE INCASTONATE NELLE MONTAGNE, GROTTE DOVE RIFUGIARSI
TRA I VAPORI E TRATTAMENTI BENESSERE DA FARE IN DUE. GRAZIA VI GUIDA TRA
LE TERME DOVE LA VACANZA RIGENERA LA COPPIA
DI
Silvia Ugolotti
VOGLIA DI ORIENTE A Limone, paese salotto sulla riviera
del Garda, il Centro Tao del Park Hotel Imperial (parkhotelimperial.it) è un luogo di benessere che unisce terapie
della medicina naturale cinese alle più moderne tecniche
di benessere per ritrovare il proprio equilibrio, meglio se
in coppia. Il pacchetto Coccole per due comprende 2 notti
nella camera Prestige, ingresso alla spa, un massaggio relax
di 50 minuti, aperitivo e una serata romantica a lume di
candela. Da 744 euro in mezza pensione.
TUTTI I BENEFÌCI DEL MARE A Marina di Castagneto
Carducci, tra il verde della campagna toscana e il blu
delle onde, il Tombolo Talasso Resort (tombolotalasso.
it) è un trionfo di piscine, vasche e docce alimentate da
acqua marina purificata. Due notti, 2 cene di 4 portate
di squisita cucina regionale, ingresso al percorso Benessere delle Grotte, 2 massaggi di coppia da 25 minuti si
prenotano a 642 euro.
DETOX A IMPATTO ZERO Sostenibile, informale, di design:
il Nidum Casual Luxury Hotel (nidum-hotel.com) è un
rifugio-gioiello disegnato dall’architetto Arkan Zeytinoglu,
ai piedi delle Alpi tirolesi, a poche decine di chilometri da
Innsbruck. Qui l’ospitalità è filosofia di vita: ogni camera
è con vista sulla valle dell’Inn, i trattamenti, rigorosamente naturali, sono cuciti addosso all’ospite e la cucina
è raffinata. Fino al 31 marzo si soggiorna per 3 notti e se
ne pagano 2, a partire da 1.186 euro, in mezza pensione.
GOCCE ZEN Si respira un fascino d’altri tempi nello storico
Hotel Terme Mioni Pezzato (hotelmionipezzato.com) di
Abano Terme (Padova) che si è completamente rinnovato
con sei piscine termali, dai 34 ai 37 gradi in inverno, un
orto di piante aromatiche e officinali che circondano
un percorso terapeutico nell’acqua e il Tea Rose, cuore
dei trattamenti. Qui si provano massaggi emozionali al
miele e cioccolato, ayurvedici e con campane tibetane.
Per tutto il mese di febbraio, 2 notti in mezza pensione
con un massaggio relax sono a partire da 378 euro. SENTIRSI IN VETTA Famosa per le sue terme ricche di sali
minerali e con una temperatura di 38°, Bormio ha rimesso
in sesto anche Leonardo Da Vinci che qui soggiornò
scrivendo poi della magia curativa di queste acque. Al
Qc Terme Bagni di Bormio (qcterme.com) la vasca scavata
140
nella roccia si affianca a vasche panoramiche e percorsi
rigeneranti nella scenografica cornice delle montagne
della Valtellina. Due notti con colazione, una bottiglia
di Franciacorta, l’accesso alle terme dell’hotel senza limiti
di tempo e un massaggio da 50 minuti a persona partono
da 556 euro. In tutti i centri, un percorso benessere per
due persone e un massaggio di coppia da 50 minuti si
può prenotare a 238 euro.
LA VOCE DEL SILENZIO La natura è il segno distintivo e
benefico dell’Excelsior Dolomites Life Resort (myexcelsior.com) a San Vigilio di Marebbe, che si trova all’interno
del parco protetto Fanes-Sennes-Braies. Oltre alla spa
Castello di Dolasilla (centro estetico, cabine per i trattamenti, saune, piscine e idromassaggi panoramici) è stata
inaugurata la Dolomites Sky Spa, solo per adulti per avere
il massimo della tranquillità. Dal 14 al 17 febbraio l’offerta
di mezza pensione, merenda dopo lo sci e il programma
Dolomites Love per due (pediluvio, massaggio alle erbe,
bagno rilassante con praline e spumante e un momento
di privacy nella spa suite) parte da 1.310 euro.
MISSIONE RELAX Un’accoglienza intima e raffinata caratterizza il Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico (grandhoteldavinci.com; bataniselecthotels.com) tra arredi firmati
Versace, lampadari Venini e marmo bianco di Carrara.
Fiore all’occhiello, la Dolce Vita Spa dove il benessere è
raccontato con prodotti naturali dall’olio d’oliva all’uva,
alle castagne. Per San Valentino la proposta Love Me
comprende una notte con colazione in camera Executive,
bollicine di benvenuto, ingresso nella spa, il massaggio
di coppia alla cera calda e una cena a lume di candela da
quattro portate. Da 410 euro.
PAUSA THAI Al Cocca Hotel Royal Thai Spa (coccahotel.com) si coniugano discipline orientali e medicina
occidentale. Si trova nel borgo medievale di Sarnico
(Bergamo) e il relax romantico è favorito dai paesaggi del
lago di Iseo. La caratteristica di questo indirizzo sono i
trattamenti d’ispirazione thailandese che aiutano l’armonia tra mente e corpo. Da provare il Luma Massage,
che combina i poteri della luce e l’aromaterapia. Dall’8
al 9 e dal 15 al 16 febbraio 2 notti in Junior Suite con
vista lago, cena, un massaggio di coppia e ingresso alla
spa costano 614 euro. ■
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Sopra, la piscina del Nidum Casual Luxury Hotel, a pochi chilometri da Innsbruck, circondato dalle Alpi tirolesi. Sotto, la grotta
del Tombolo Talasso Resort in Toscana, a Marina di Castagneto Carducci.
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Foto LILITHPHOTO
Emergenza Freddo. Non lasciamoli soli
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dal 20 gennaio al 10 febbraio
Freddo, fame e solitudine sono i peggiori nemici
di chi vive in strada. Affrontiamoli insieme,
nessuno deve essere lasciato solo.
Nell’ultimo anno Progetto Arca ha distribuito oltre 2 milioni di pasti,
offerto più di 700 mila notti di accoglienza, aiutato 31 mila persone.
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Cioccolato,
G R A Z I A • C U C I N A D ’A U T O R E
l’amore di una vita
ERNST KNAM, IL MAÎTRE CHOCOLATIER PIÙ FAMOSO D’ITALIA,
RACCONTA IN UN NUOVO LIBRO LE SUE 70 RICETTE PIÙ AMATE E
I SEGRETI PER REALIZZARLE. GRAZIA VI PRESENTA IN ANTEPRIMA
DUE GRANDI TORTE, IMPEGNATIVE MA DAL GUSTO SORPRENDENTE
DI
Ernst Knam
«U
n viaggio che dura da tutta la vita. Non saprei
come meglio definire il mio rapporto con il
cioccolato. Una materia prima fantastica e
ricca di fascino, dalle mille sfaccettature e dalle infinite
possibilità». Così il grande pasticciere Ernst Knam
descrive l’emozione che gli ha sempre dato questo
meraviglioso ingrediente, la chiave del suo successo. Il
29 gennaio esce in tutte le librerie La mia storia con il
cioccolato, (Mondadori, 268 pagine, 19,90 euro) un libro
che non è solo un percorso tra le torte e le ricette più
famose di Knam, ma è anche una raccolta di curiosità,
trucchi e segreti di un grande maestro mosso sempre
dalla passione. La stessa che potete ritrovare in questi
dolci che Grazia vi propone in anteprima. ■
Karambola alla mousse
esotica e curry
Per la frolla: lavorate 150 grammi di burro e 150
grammi di zucchero. Aggiungete 50 grammi di uovo,
2 grammi di sale di Maldon e mezzo baccello di
vaniglia. Impastate, unite 4 grammi di lievito in
polvere, 280 grammi di farina, 25 grammi di cacao
amaroe 60 grammi di cioccolato fondente al 60 per
cento grattugiato. Formate una palla e lasciate
riposare in frigorifero per 2 ore. Per la ganache:
portate a bollore 125 grammi di panna e unite 75
grammi di cioccolato fondente tritato. Tagliate a
cubetti un mango, una papaia, una banana, 3 frutti
della passione, 50 grammi di zenzero candito. Cuocete
con 50 grammi di burro, un dado di curry e 3 grammi
di pepe rosa per 10-15 minuti, aggiungete 20 grammi
di colla per alimenti reidratata e lasciate raffreddare.
Per la mousse Singapore: sciogliete 150 grammi di
Foto FRANCESCO MION
A fianco, Karambola alla
mousse esotica e curry.
In alto, il pasticciere
Ernst Knam, 55 anni.
143
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G R A Z I A • C U C I N A D ’A U T O R E
Ceviche al cocco e glassa multicolore
Per la “miserabile” al cocco:
montate 200 grammi di albumi
con 120 grammi di zucchero,
aggiungete 80 grammi di farina
di mandorle, 160 grammi
di zucchero, 80 grammi di cocco
grattugiato e 20 grammi
di farina. Mettete il composto
in una placca dentro un anello
di 20 centimetri di diametro
in uno strato di un centimetro.
Infornate a 180° per 35 minuti.
Per la base di ceviche: mescolate
2 lime e un limone (scorza e
succo), 50 grammi di purea
di mango e 50 grammi di purea
di frutto della passione, 50 ml
di sciroppo di zucchero,
2 grammi di fava Tonka, un
grammo di peperoncino fresco,
un grammo di petali di pepe
rosa, 150 grammi di mango e
120 grammi di cetriolo a cubetti.
Lasciate marinare per 2 ore.
Per il cremoso al cioccolato:
montate 50 grammi di tuorli e
aggiungeteli a 250 grammi di
cioccolato fondente Perù al 70
per cento sciolto a bagnomaria
insieme con 1,5 grammi di colla
per alimenti ammollata in acqua
e poi sciolta (nel microonde o in
un pentolino con un po’ di latte)
e a 300 grammi di panna
semimontata. Lavorate tutto
con la frusta.
Per la mousse: ammorbidite
8 grammi di colla di pesce in
250 grammi di base del ceviche,
quindi scioglietela sul fuoco
e aggiungete metà della frutta.
Montate a neve 50 grammi
di albumi e 50 grammi di
zucchero e uniteli al composto,
insieme con 200 grammi
di panna semimontata.
PREPARAZIONE: con metà
del ceviche preparate la gelée,
sciogliendo 10 grammi di colla
di pesce nel microonde o in un
pentolino con poco latte, quindi
aggiungete la frutta. Versate
il composto in uno stampo del
diametro di 18 centimetri e alto
uno e fate rapprendere in
frigorifero. Assemblate la torta
in un anello di 20 centimetri
di diametro rivestito con una
striscia di acetato. Inserite
nell’ordine il disco di miserabile
al cocco, il cremoso al
cioccolato, la gelée al ceviche
e la mousse. Poi mettete
nel freezer. Quando la torta
è congelata, completatela con
le glasse: bollite 140 ml di acqua,
275 grammi di zucchero e 275
grammi di glucosio. Aggiungete
170 grammi di latte condensato,
130 grammi di burro di cacao,
18 grammi di colla per alimenti,
2 grammi di colorante biossido
di titanio (lo trovate in farmacia).
Lasciate raffreddare fino a 32 °
e poi glassate. Per ottenere le
diverse glasse, basta colorare con
il burro di cacao giallo, arancione
e rosso la glassa di base.
Una festa
di colori
per la torta
Ceviche
al cocco
glassata.
144
Foto FRANCESCO MION
cioccolato fondente, 90 grammi di massa di
cacao e 55 grammi di burro. Montate 225
grammi di albumi con 75 grammi di
zucchero e amalgamate. Per la marquise:
montate 100 grammi di tuorli con 100
grammi di zucchero a velo. Montate 225
grammi di albumi con 200 grammi di
zucchero a velo. Unite i due composti,
aggiungete 30 grammi di fecola e 90
grammi di cacao amaro. Versate il composto
su una placca foderata di carta da forno,
livellatelo in uno strato di 5 millimetri,
cuocete in forno a 200° per 8 minuti.
Per la frutta essiccata: portate a bollore
200 ml di acqua con 200 grammi di
zucchero e 5 grammi di polvere di curry,
tagliate a fette sottili una carambola.
Lasciatele in infusione per 8 ore, scolatele e
mettetele in forno a 60° per una notte,
lasciando lo sportello semiaperto.
PREPARAZIONE: tirate la frolla allo
spessore di 3 millimetri. Ricavatene un disco
di 20 centimetri di diametro e infornatelo a
170° per 18 minuti. Servendovi di un anello
di 20 centimetri di diametro, appoggiate
sulla base la frolla di cioccolato, versateci
sopra uno strato di 5 millimetri di ganache e
mettete in freezer per 30 minuti.
Aggiungete il disco di marquise di 18
centimetri e sopra disponete uno strato di 2
centimetri di frutta esotica al curry.
Terminate con la mousse Singapore e
rimettete nel freezer. Quando la torta sarà
congelata, glassatela con la glassa nera
preparata facendo bollire 75 ml di acqua,
100 grammi di zucchero, 100 grammi di
glucosio e 66 grammi di latte condensato.
Aggiungete 8 grammi di colla per alimenti
ammollata, il colorante al biossido di titano
(si trova in farmacia) e 100 grammi di
cioccolato. Emulsionate con un mixer e
glassate quando il composto raggiunge i 32°.
Decorate con la carambola.
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Che SToria! Una collana di avvincenti volumetti che
traducono la Storia in originali racconti. Lasciati
affascinare da una narrazione coinvolgente e da
testimonianze di eventi sorprendenti, drammatici
o incredibili, ma tutti realmente accaduti. dalla
fondazione di roma, ai viaggi nello spazio,
dalla nascita delle olimpiadi all’elezione di obama!
PRIMO VOLUME
La Shoah e
iL Giorno deLLa MeMoria
in TV c’è un documentario con persone magre vestite
di stracci; si parla di Shoah. Giacomo e i suoi amici vogliono
saperne di più. e il nonno gli racconta le storie dei suoi amici,
testimoni di una pagina della storia da non dimenticare.
in edicola
primo Volume
Focus Junior
solo e 3,50*
Se desideri abbonarti alla collana visita mondadoriperte.it!
*Focus Junior € 3,50 + Che Storia n°1 € 4,99 = € 3,50. Opera composta da 30 uscite. Uscite successive € 4,99 (rivista esclusa). L’editore si riserva la facoltà di variare il numero delle uscite
periodiche complessive, nonché di modificare l’ordine, la sequenza e/o i prodotti allegati alle singole uscite, comunicando con adeguato anticipo i cambiamenti che saranno apportati al piano dell’opera.
la sToria È FaTTa di Grandi sTorie TuTTe da scoprire
i successivi volumi potrete acquistarli ogni settimana in edicola a € 4,99 (prezzo rivista esclusa)
E infine...
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Bradley
Cooper
Rosamund
Pike
Rudy Zerbi
e Beppe
Ambrosini
Adriana
Lima
Karolína
Kurková
Christoph Grainger-Herr
e Karolína Kurková
I piloti Steve
Boultbee
e Matt Jones
ORE
PICCOLE
CON LE
STAR
Una serata di gala in stile kolossal per presentare i nuovi
Pilot’s Watches. Il marchio di orologi IWC ha radunato al
Salone Internazionale di Alta Orologeria di Ginevra
800 ospiti, tra volti noti e testimonial del brand per
festeggiare l’uscita dei modelli Spitfire, Top Gun e Le Petit
Prince, ispirati al mondo del volo. Accolti dal global Ceo
Christoph Grainger-Herr e dal direttore generale Iwc Italia
Beppe Ambrosini, alla cena c’erano, tra gli altri, gli attori
Bradley Cooper, Rosamund Pike e Pierfrancesco Favino, la
modella Adriana Lima e lo chef stellato Andrea Berton.
Pierfrancesco
Favino
Justin
Bieber
PRONTI PER LE NOZZE “BIS”
Dopo il matrimonio segreto dello scorso novembre, è tutto pronto per le
nozze “bis” tra il cantante Justin Bieber, 24 anni, e la modella Hailey
Baldwin, 22. Della cerimonia riservata avvenuta in un ufficio comunale di
New York si è parlato per mesi ma questa volta la coppia ha deciso
di sposarsi in grande stile, con tanto di cerimonia religiosa e una festa per
parenti e amici. I preparativi per sistemare la nuova villa della popstar nella
San Fernando Valley, in California, sarebbero già cominciati.
146
Hailey
Baldwin
Negin
Mirsalehi
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NUOVA VITA PER
PARIS JACKSON
Brad Pitt
Charlize Theron
LA COPPIA DEL MOMENTO
L’attore Brad Pitt, 55 anni, non è più single. Tre
anni dopo il divorzio choc dall’attrice Angelina
Jolie, 43, l’attore si è innamorato della collega
Charlize Theron, 43. Il colpo di fulmine tra i due
divi di Hollywood, che si conoscono da anni grazie
all’ex di lei, l’attore Sean Penn, è scoppiato da un
mese ma solo pochi giorni fa sono stati avvistati
per la prima volta assieme, al bar del celebre
Hotel Chateau Marmont di Los Angeles.
Secondo i beninformati sono una coppia affiatata
e c’è chi sussurra che potrebbero presentarsi
assieme alla Notte degli Oscar, il 24 febbraio.
Chris Pratt e
Katherine
Schwarzenegger
Archiviato il turbolento inizio
d’anno, l’attrice Paris Jackson,
20 anni, è rientrata sulle scene.
La figlia della popstar Michael
Jackson ha ammesso di essere
stata in rehab per combattere
lo stress e la dipendenza dai
social media. E grazie a quella
pausa ora sta pianificando i
prossimi passi della sua
carriera, stavolta nel mondo
della musica. Ha fondato con
Gabriel Glenn il duo
Soudflowers e tra qualche
mese uscirà un singolo.
PRESTO SPOSI
L’attore Chris Pratt, 39 anni, sposa la
scrittrice Katherine Schwarzenegger,
29. Un anno dopo essere usciti allo
scoperto, l’attore protagonista dei
Guardiani della galassia e la figlia dell’ex
governatore della California Arnold
Schwarzenegger hanno annunciato via
Instagram il matrimonio. «Sono
emozionato di poter essere tuo marito
e di vivere con te», ha scritto lui.
AUGURI KATE
Quarantacinque anni portati con stile. Per il suo
compleanno la top model Kate Moss ha
festeggiato con poche amiche e il fidanzato, il
conte Nikolai von Bismarck, 30, l’aristocratico
con la passione per la fotografia. Per l’occasione
ha scelto una saletta privata del China Tang,
ristorante asiatico tra i più chic di Londra, dov’è
stata raggiunta, tra gli altri, dalla stilista Stella
McCartney e dall’attrice Liv Tyler. Gran finale
con la torta a tema, su cui erano stampate le
copertine più celebri del suo passato di modella.
SU E GIÙ
L’attrice Gillian Anderson, 50 anni, sta
vivendo una seconda giovinezza. Dopo
l’addio a X-Files e al ruolo di Dana Scully,
raccoglie consensi nei panni della
sessuologa nella serie Sex Education. E nel
2020 interpreterà l’ex premier inglese
Margaret Thatcher in The Crown 4.
➔
Foto GETTY IMAGES, ITALYPHOTOPRESS
Kate Moss
➔
Nikolai
von Bismarck
Paris
Jackson
David
Duchovny
Gillian
Anderson
L’attore David Duchovny, 58, è
prigioniero del detective Fox
Mulder di X-Files. L’attore non
riesce a uscire dal suo
personaggio più celebre, e
sebbene l’undicesima stagione
della serie sia stata un mezzo flop,
è già sul set per quella successiva.
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GR A ZI A• OROSCOPO DA L 28 GENNA IO A L 3 FEBBR A IO
Leone
23 LUGLIO • 23 AGOSTO
Amore: in tutte le fasi di cambiamento c’è un
momento in cui si ha paura e si cerca di lasciare
le cose come stanno, ma è una trappola in cui farete
bene a non cadere. Ogni modifica che farete nella
vostra vita di coppia sarà benedetta da questo cielo.
Eros: con Marte l’avventura è assicurata. Grate.
Vergine
Amore: sono giornate che vi vedono molto
24 AGOSTO • 22 SETTEMBRE
Di Melissa P.
indaffarate. Vi state dando da fare per rendere
accogliente il vostro nido, ma le persone della vostra
famiglia forse vi vorrebbero meno affaccendate
e un po’ più vicine. Eros: vorreste osare di più,
ma qualcosa vi frena. Concentrate.
Bilancia
Amore: gli astri sono favorevoli per voi che siete
OGN
I GIO
RN
IL
O R O VO S T R O O
S CO P
O SU
Gr
23 SETTEMBRE • 22 OTTOBRE
in cerca di una storia che vi faccia viaggiare lontano.
Non sottovalutate il potere dei social che potrebbero
presentarvi una persona che riesce a destabilizzarvi
positivamente. Eros: Marte è all’attacco.
Fuori dal letto andate più d’accordo. Grandiose.
azia.it
Scorpione
Amore: i figli e la gestione della casa possono darvi
23 OTTOBRE • 22 NOVEMBRE
Ariete
Amore: sono giornate piene di emozioni e colpi
Sagittario
Amore: a volte vi aspettate l’impossibile, ma la cosa
Toro
Amore: c’è un po’ di nervosismo causato da Sole e
Capricorno
Amore: la quadratura di Marte sta soffiando sul fuoco
21 MARZO • 20 APRILE
di scena, l’inaspettato è entrato nella vostra vita
e voi l’avete accolto a braccia aperte. Con Marte
nel segno sarà impossibile resistervi. In coppia c’è chi
pensa a un nuovo importante progetto. Eros: siete
decise anche a letto. Niente potrà fermarvi. Risolte.
21 APRILE • 20 MAGGIO
Mercurio quadrati. Molte di voi decidono di deporre
le armi e non proseguire una guerra con il partner.
Il passato continua a bussare alla vostra porta, ma
aprirla significherebbe cancellare i progressi fatti negli
ultimi mesi. Eros: manca un po’ di fantasia. Burbere.
Gemelli
Amore: i transiti sono galeotti e anche chi vive una
21 MAGGIO • 21 GIUGNO
relazione da diversi anni potrebbe sentirsi attratta da
un’altra persona. Magari non succederà niente
di concreto, ma nessuno può vietarvi di fantasticare
un po’. Eros: è una continua scoperta. Potreste fare
cose che non avevate mai osato. Impudiche.
Cancro
22 GIUGNO • 22 LUGLIO
Amore: con Marte in quadratura l’atmosfera è
ancora nervosa. Certe questioni non sono ancora
risolte e adesso è arrivato il momento di prendere
decisioni anche drastiche, che vi permetteranno
di affrontare il futuro con meno pesi sulle spalle.
Eros: siete poco disponibili. Sensibili.
148
filo da torcere, ma Marte è positivo e alla fine l’avrete
vinta voi, anche se non sarà facile accontentare tutti.
Chi è single può invece cominciare a fantasticare su
una persona incontrata al lavoro. Eros: la stanchezza
regna sovrana. Affaccendate.
23 NOVEMBRE • 21 DICEMBRE
più incredibile che sta accadendo è che finalmente
potete dichiararvi soddisfatte e grate per quello
che avete. L’amore viaggia a vele spiegate, andrete
lontanissimo. Eros: avete quello che volete quando
lo volete. Gioiose.
22 DICEMBRE • 20 GENNAIO
e dovrete fare attenzione che non scoppi un incendio.
In casa ultimamente si respira una strana tensione,
come se tutta l’energia repressa potesse venir fuori.
Parlate chiaro circa quello che vi sta a cuore.
Eros: forse vi negherete per fargli dispetto. Contorte.
Acquario
21 GENNAIO • 19 FEBBRAIO
Amore: grazie a Sole e Mercurio nel segno e Venere
e Marte a favore, questa settimana si annuncia
splendida. Il vostro carisma saprà infiammare il cuore
di qualcuno e non è detto che da un’amicizia
non nasca qualcosa di più. Eros: saprete comunicare
le vostre intenzioni senza essere fraintese. Schiette.
Pesci
Amore: stare con un piede dentro e l’altro fuori
2O FEBBRAIO • 20 MARZO
può andar bene per un po’, perché l’incertezza
crea un’atmosfera avventurosa, ma quando
la precarietà di un rapporto diventa la prassi, allora
è tempo di correre ai ripari. Eros: il suo desiderio
vi darà la misura di quanto siete importanti. Ferme.
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GR A ZI A• INDIRIZZI
Acne Studios:
+468/52299600
AF Vandevorst:
+331/49237979
Agnona: 02/798649
Aigner: +49089/769930
Akris: +4171/2277722
Alberta Ferretti: 02/760591
Alberto Zambelli:
0365/654499
Alexander McQueen:
800/987434
Altuzarra: +1212/9660638
Andrew GN: +331/44617400
Anna Sui: 049/6982111
Anteprima: 02/6552373
Antonio Marras: 02/76280991
Aniye By: 02/42293723
Arthur Arbesser:
+4420/32274983
Balenciaga: 02/760841
Balmain: + 331/47203534
Blumarine: 02/784340
Boss: 02/451681
Brognano: 02/36754950
Burberry: 02/7608201
Byblos: 02/7642071
Calvin Klein 205W39NYC:
02/575971
Carolina Herrera:
+1212/9445757
Cédric Charlier: 02/760591
Celine: 02/77885911
Chalayan: +442079/207823
Chanel: 840/000210
Chiara Boni La Petite Robe:
055/2344441
Chloé: +331/44943333
Christopher Kane:
+4420/72417690
Cividini: 02/77331503
Coach: 02/65569898
Colmar: 039/39431
Comme des Garçons:
+331/53302727
Daks: 02/72105013
Delpozo: +3491/5319049
Dior: 02/38595959
Dolce & Gabbana: 02/774271
Dries Van Noten:
02/89407444
Dsquared2: 02/976951
Elie Saab: +331/42567770
Elisabetta Franchi:
051/6647370
Emporio Armani: 02/723181
Ermanno Scervino: 055/64924
Etro: 02/57931
Fay: 02/772251
Fendi: 06/334501
Gabriele Colangelo:
0376/437221
Genny: 045/6719811
Giada: 02/80501916
Giambattista Valli:
+331/83620904
Giorgio Armani: 02/723181
Givenchy: +331/44315000
Gucci: 055/759221
Guy Laroche:
+331/40696800
Haider Ackermann:
+323/8216075
Hermès: 02/76398517
Hogan: 02/77225700
House of Holland:
+44207/7499980
Isabel Marant:
+331/49237540
Issey Miyake:
+331/44545600
Jil Sander: 02/8069131
John Galliano: +331/55251111
Julien MacDonald:
+44203/5420270
Kenzo: 02/78627650
Laura Biagiotti: 0774/571311
Les Copains: 051/536011
Levi’s: +800/53847501
Loewe: +4420/74991284
Louis Vuitton: 02/7771711
Luisa Beccaria: 02/86460018
Maison Margiela:
02/76017087
Mandarina Duck:
02/49497601
Marc Jacobs: 049/6985111
Marco De Vincenzo:
06/33450971
Mario Dice: 346/2719984
Marni: 02/70005479
Maryling: 02/62910011
Max Mara: 0522/3581
Mes Demoiselles... Paris:
+331/40220576
Metrocity: 02/89095117
Michael Kors Collection:
02/5748061
Missoni: 02/8545821
Miu Miu: 02/3498121
Moschino: 02/6787731
MSGM: 02/36754950
N°21: 0541/959111
Oscar de la Renta:
+212/2820500
Paco Rabanne:
+331/55905355
Pandora: 02/23334200
Paul & Joe: +1310/2704620
Peter Pilotto:
+44207/5150535
3.1 Phillip Lim:
+1212/3546540
Philipp Plein: 02/76002098
Philosophy di Lorenzo
Serafini: 02/760591
Pollini: 0541/816311
Ports 1961: 02/875512
Prabal Gurung:
+1212/2574354
Prada: 02/546701
Preen by Thornton Bregazzi:
+331/42760000
Proenza Schouler:
+1212/3431360
Roberto Cavalli: 055/32421
Rochas: 02/5748061
Roksanda: +44788/9544735
Sacai: +331/42773305
Saint Laurent by Anthony
Vaccarello: 02/76000573
Salvatore Ferragamo:
02/7711141
Self Portrait:
+44207/4953206
Silvian Heach: 081/19131111
Simonetta Ravizza:
02/76012921
Sonia Rykiel: 02/76012413
Sportmax: 0522/3991
Stella Jean: 02/89410030
Stella McCartney:
02/76281222
Thom Browne:
+1212/6331197
Timberland: 039/68431
Tod’s: 02/772251
Tom Ford: +4420/73687800 Valentino: 02/624921
Versace: 02/760931
Victoria Beckham:
+44207/5011122
Vivetta: 02/89410030
Yohji Yamamoto:
+331/40200071
8by Yoox: 800/977474
REGOLAMENTO PER L’INVIO SPONTANEO DI
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il “Contributo”) al direttore e/o alle redazioni di una o più
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2013 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.
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Stampa: ELCOGRAF S.p.A. - via Mondadori, 15 – Verona. Stabilimento di Melzo:
centro Stampa Amedeo Massari - via Marco
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Trib. di Milano n. 3667 del 5.3.1955. Grazia
è pubblicata settimanalmente da Arnoldo
Mondadori Editore, 20090 Segrate (Milano), Italia.
ISSN 1120-5113
Certificato Nº 8383 del 21 dicembre 2017
Grazia 24 gennaio 2019
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GR A ZI A• L A POSTA DEL CUORE
SCRIVETE A:
victoria.cabello
@mondadori.it
❯Dana
MIO FIGLIO È COME IL MIO EX
Ciao Victoria, in questo momento mi sento una
cattiva madre. Ho due figli e sono molto esigente,
soprattutto nei confronti di uno di loro che a 14 anni
mi ricorda in tutto e per tutto i peggiori difetti di suo
padre, cioè il mio ex. Crescendo, lui ha capito questa
cosa, ma sembra fare di tutto per attaccarsi al suo
personaggio, senza venirmi mai incontro. Solo che da
un uomo puoi divorziare, da un figlio no. Pensi che
maturando capirà questa mia sofferenza?
❮Cara Dana, mi dicono che tutti i 14enni sono
impossibili e fanno di tutto per fare impazzire
i genitori. Io stessa, pensandoci, non devo essere
stata proprio facile a quell’età. Riguardo a tuo
figlio, potrebbe essere che, vivendo con te e
vedendo meno il padre, lo abbia idealizzato? Forse
tu sei quella che cerca d’insegnargli a stare al
mondo, mentre il padre sarà quello con cui passare
dei divertenti weekend da maschi. Se le cose
stessero così, la tua è una di quelle guerre che si
vincono in retrospettiva, quando i figli, da adulti,
riconoscono chi ha dato loro una struttura utile ad
affrontare la vita. Tu, però, devi sforzarti di non
fargli capire che non lo sopporti perché assomiglia
al padre: aumenteresti solo la distanza tra voi.
Tra l’altro, il tuo ex non era l’uomo giusto per te,
ma tuo figlio potrebbe esserlo per un’altra donna.
Pazienta ancora una decina d’anni, dai.
Se ti lasci sopraffare
dalle tue DEBOLEZZE,
ripeterai gli errori
del PASSATO
❯Elisa
IO E LE MIE PAURE
Ciao Victoria, la mia storia
è banale, forse mi consiglierai
solo un bravo “strizza”. Vivo
con la paura che con il mio
fidanzato, da tre mesi,
❯Olivia
UN AMORE INATTESO
Cara Victoria, ho uno studio
tutto mio che mi è costato anni
di debiti e di fatica. Ho finito
per perdere la testa per una delle
mie assistenti (nonché figlia di
una mia amica) e vedo solo
difficoltà: la differenza d’età di
quasi 20 anni, il fatto che
lavori per me. Senza contare che
prima di lei non avevo mai
frequentato una donna e quindi
non so da dove cominciare.
possano riaccadere le cose
successe con il mio ex.
❮Cara Elisa, prima di
consigliarti uno
psicologo, ti suggerisco di
provare a essere una
❮Cara Olivia, mi hai messo in
una situazione difficile: non
trovo che la differenza d’età sia
un problema insormontabile.
E l’omosessualità è solo uno
dei modi in cui si esprimono
l’amore e il desiderio. Tu, però,
ti sei innamorata della figlia di
una tua amica, che per giunta
è una tua dipendente, e
questo è rischioso. Se la
vostra non è un’avventura,
iniziate decidendo insieme in
che modo affrontare la madre.
donna diversa: se sei
cresciuta, imparando dal
dolore che ti ha dato il
tuo ex, non permetterai a
nessun altro di trattarti
allo stesso modo. Se, però,
continui a coltivare le
stesse debolezze, è
possibile che la storia si
ripeta. E se lui non saprà
starti dietro, troverai
qualcuno più giusto per
te. Non sprecare tempo
rimanendo nel dubbio.
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